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RISULTATI ELETTORALI

IL PROGETTO DELLE PARATIE
Adrenalina sviluppista
L’alluvione in Valtellina e il conseguente stanziamento di fondi pubblici per il bacino im brifero dell’Adda ha dato fiato alle speranze di politici e amministratori locali comaschi di dar corpo alla propria “grande opera”, per giunta da realizzare nel punto più visibile della città, destinata a dar lustro ad un’amministrazione evidentemente insoddisfatta del battage (rimasto tale) sull’area ex Ticosa, del megaparcheggio del S. Anna destinato ad essere infrastruttura per future speculazioni immobiliari, del nuovo ospedale a Montano Lucino ed in attesa che la Pedemontana dia un’ulteriore contributo alla cementificazione e all’avvelenamento di una regione che ogni anno sacrifica al dio sviluppo il 3% del proprio territorio e difende l’aeroporto di Malpensa quale secondo Hub italiano (l’unico paese europeo con due pretesi Hub!) principale responsabile dei fallimentari conti di Alitalia e dell’impressionante accelerazione del tasso di inquinamento atmosferico dell’area a nord di Milano negli ultimi anni.
Così, immersa in questo bendiddio, anche la sonnolenta Como avrà la sua scarica di adrenalina sviluppista, misurerà finalmente sulla propria pelle il senso dell’utilizzo di denaro pubblico per opere in gran parte inutili e le cui conseguenze di impatto sul territorio, ambientali ed economiche, emergeranno solo a frittata fatta.
(CONTINUA)

LA POLEMICA (la Provincia 16/2/2008)
Patelli: «Buttano via 8-15mila euro dei
cittadini in un'operazione inutile: non sopravviverà al t rapianto»
I Verdi tornano all'attacco: «Salviamo il cedro del Sociale»
(c. b.) I Verdi tornano all'attacco chiedendo la salvaguardia del cedro
che sorge tra il Teatro Sociale e il Duomo, continuando una battaglia
che negli scorsi mesi aveva raccolto l'adesione di 2700 persone che
criticarono il ventilato abbattimento della pianta. Una presa di
posizione che chiama in causa anche i consiglieri comunali, invitandoli
a schierarsi contro il progetto di rifacimento di piazza Verdi durante
l'approvazione del bilancio comunale. «Il sindaco - ha denunciato
Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi di Como - intende impegnare a
bilancio 8-15 mila euro di soldi dei cittadini per un'operazione inutile
(lo spostamento del Cedro in un'altra zona, ndr), sia perché come
certificano alcune nostre perizie l'albero non può sopravvivere
all'espianto, sia perché il trasloco di pochi metri appare comunque un
nonsenso a chiunque ragioni».(continua)

ANCORA SUI RIFIUTI
Riaffiora l’inganno dei CIP6, in una
situazione difficile come quella campana. Grazie agli emendamenti dei
verdi, ed al lavoro in particolare di Loredana De Petris, Angelo Bonelli,
Grazia Francescato ci si era finalmente incamminati verso la giusta
direzione. Si stava ponendo rimedio ad una distorsione che ha fatto sì
che i 40 miliardi dei Fondi dei CIP6 finisse, per il 70%, alle fonti
definite assimilate. Una delibera del Comitato interministeriale
prezzi- era il 1992- li introdusse stabilendo una maggiorazione del 6%
del prezzo dell’elettricità, pagato dai consumatori finali, per
promuovere le energie rinnovabili Obiettivo era quello di favorire lo
sviluppo delle produzioni energetiche sostenibili, solare e eolico.
Invece, grazie ad una interpretazione estensiva del termine
“rinnovabile” i miliardi sono finiti nelle casse delle aziende la cui
produzione energetica è tutt’altro che rinnovabile : centrali
termoelettriche, raffinerie, inceneritori alimentati da rifiuti. Caduto
il governo si è di nuovo invertita la rotta grazie ad un’azione
esclusiva del Ministero delle Attività produttive che ha restituito i
CIP6 agli inceneritori campani in fieri.
Sono 60 euro in più in bolletta non per favorire l’energia dal sole o
dal vento, ma per favorire un ulteriore guadagno dai rifiuti per il cui
smaltimento già i cittadini pagano bollette pesanti, per non parlare del
prezzo ambientale e sanitario di un ciclo di gestione dei rifiuti che,
anziché affrontare a monte il problema, pensa di risolverlo partendo
dalla fine del ciclo, ovvero dalla fase finale di smaltimento. I rifiuti
potrebbero davvero diventare l’oro di Napoli, ma, in primo luogo,
sarebbe bene chiamarli non più rifiuti, bensì “ materiali post-consumo”.
Infatti, anche dopo essere stati consumati ed usati continuano ad essere
materia
.... (continua)

MOZIONE D’INDIRIZZO POLITICO
L’Assemblea dei Verdi della Lombardia riunita a Milano il 2 febbraio
2008
Rilancia le iniziative ambientaliste a
partire dal “PATTO SUL CLIMA” e dalla realizzazione della Costituente
Ecologista per il rafforzamento di un forte ed allargato soggetto
ecologista nel nostro Paese.
Considera la caduta del Governo
Prodi, pur cosciente delle molte contraddizioni che hanno segnato questi
2 anni di gove rno,
come la sconfitta della grande opportunità di assicurare al Paese una
guida in grado di renderlo più moderno, più giusto, più efficiente, più
ambientalmente sostenibile. Una sconfitta preparata da un sistema
elettorale volutamente inadatto a garantire la governabilità ma che ha,
inutile nasconderselo, molti padri interni alla stessa coalizione di
governo: la fisiologica pulsione trasformistica di larga parte dei c.d.
“moderati dell’Unione” e la sconsiderata volontà egemonica del
neonato Partito Democratico, ma anche la
persistenza di elementi di quel massimalismo sterile e spesso
autodistruttivo che tanto ha condizionato in negativo la storia della
Sinistra italiana fin dai suoi albori.
Rimarca che proprio l’azione
svolta sinora dai Gruppi Parlamentari Verdi in questa legislatura, a
cominciare dagli interventi messi in atto rispetto alle due leggi di
bilancio, dimostra come sia possibile produrre concrete misure per
rendere finalmente operative le politiche ambientali, fornendo un chiaro
esempio di quale possa e debba essere la cultura di governo dei Verdi.
Evidenzia che la sovrapposizione
delle cariche di Ministro e Presidente ha penalizzato la gestione del
Partito e la difesa del Ministro (come la vicenda rifiuti in Campania ha
ampiamente dimostrato). Ritiene indispensabile che per il futuro
eventuali cariche di Governo e la carica politica nazionale dei
Verdi siano tra di loro disgiunte.
Valuta, ciò premesso, la fase
politica che segue alla crisi di governo come una delle più difficili e
delicate non solo per il Paese, ma anche per i Verdi, che rischiano di
sparire come soggetto politico, compressi tra i processi di riforma del
sistema elettorale e un’indegna
campagna di demonizzazione che, in nome di un “fare” assunto come valore
positivo in sé anche a prescindere da ogni effettiva valutazione di
merito, li vuole principali responsabili di tutti i veri o presunti
ritardi del Paese.
Prende atto della necessità, a
fronte della volontà espressa dal Partito Democratico di non riproporre
comunque lo schema dell’Unione anche in caso di immediate elezioni
anticipate, di procedere ad alleanze elettorali di largo respiro e di
portata programmatica.
Prende atto che la mozione
approvata dal Consiglio Federale Nazionale del 27 gennaio 2008 avvia un
percorso di alleanza politica programmatica elettorale con la Sinistra
l’Arcobaleno. Nel rilevare altresì il consistente dissenso registrato su
questa ipotesi in Lombardia ribadisce che tale percorso è da affrontare
escludendo qualsiasi ipotesi di confluenza in un unico soggetto
politico, impegnandosi per il mantenimento della piena riconoscibilità
dei Verdi
nella coalizione, ribadendo la non automatica riproduzione del modello
su scala locale, richiedendo in ogni caso una forte iniziativa
programmatica che ponga come prioritaria la questione ambientale
(riconoscendo la già avvenuta adesione al Patto per il Clima da parte
delle altre forze politiche facenti parte della coalizione).
Ritiene in ogni caso necessario
promuovere la convergenza elettorale con tutto il Centro Sinistra a
partire dal Partito Democratico.
Impegna i propri organi affinché
sia garantita a livello di coalizione la definizione di una leadership
autorevole e condivisa, che rappresenti un patrimonio di tutti e non
solo di alcune parti della coalizione
Le candidature al Parlamento dovranno essere proposte dall’Esecutivo
Regionale lombardo in accordo con le Federazioni Provinciali valutando,
per l’eventuale riconferma di parlamentari uscenti, il rispetto delle
regole regionali e nazionali del Partito.
Approvata a maggioranza con 4 contrari e 11 astenuti il 2.2.2008 alle
ore 17.30
7 Dec 2007 La sentenza del Tar su piscina di Blevio
Con grande sodddisfazione apprendiamo la
decisione del Tar che premia l'impegno e la mobilitazione degli abitanti
e del Comitato locale p di er la difesa un pezzo di territorio
straordinarionario dal punto di vista ambientale e della memoria
storica.
Siamo
lieti di aver dato un nostro contributo a questa importante battaglia
con l'interpellanza parlamentare di giugno 2006 da parte del sen
Ripamonti. gruppo Verdi ai Ministri dell'ambiente Pecoraro e dei Beni
Culturali Rutelli.
La realizzazione della piscina e del lido da parte dell'amministrazione
locale e' oramai obiettvo sempre piu' remoto. Ci auguriamo che gli
Amministratori di Blevio non sprechino i soldi della gente in ricorsi di
improbabile riuscita, ma si adoperino invece per realizzare qualcosa di
utile per il paese. Urge ad esempio il ripristino e la messa in
sicurezza ,e quindi la riapertura al pubblico, del parco a lago che piu'
che altro per ripicca giace in stato di abbandono totale e cancelli
sbarrati. Su questo chiederemo presto delle risposte chiare a chi di
dovere.
E' plausibile inoltre che le casse comunali di Blevio siano piu' povere
rispetto a quelle di altre realta' del lago, ma a maggior ragione e'
necessario che la Amministrazione locale imposti una politica di uso del
territorio che sia da una parte rispettosa delle sue bellezze naturali e
dall'altra risarcisca il piu' possibile i residenti dagli interventi
edilizi che innegabilmente stanno interessando il paese e che sono di
elevato tenore economico.
Elisabetta Patelli
Su interpellanza Laglio (6/12/2007)
La risposta alla nostra interrogazione
parlamentare sul maxi progetto che avrebbe stravolto la fisionomia delle
rive lagliesi e' un sollievo sia per noi che per il Comitato locale
che
tanto ha fatto per difender il suo territorio.
Appare chiarissimo dalla risposta del Ministero che tale progetto che
per ora resta soltanto una ipotesi, dovra' confrontarsi con la
valutazione della Sovrintendenza , la quale attenendosi agli indirizzi
di tutela previsti specificatamente per i laghi insubrici dal Piano
Paesistico Regionale non puo' approvare proposte di stravolgimento delle
aree del lago. Cio' perche' restano prioritari-come sottolinea il
Ministero- sia la naturalita' delle sponde sia i loro elementi storici ,
cioe' i borghi , i porti, i percorsi , chiese e ville. Per tale motivo
quando e se il progetto verra' presentato chiederemo immediatamente che
esso venga sottoposto alla valutazione della Sovrintendenza alla luce di
queste norme di tutela. Noi siamo fiduciosi che il maxiprogetto non
vedra' mai la luce., ma continuiamo a vigilare .
Il nostro impegno piu' in genreale in questo momento e' quello di
individuare strumenti normativi che fermino subito l'aggressione che il
nostro territorio , soprattutto il lago, ma non solo, sta subendo.
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