|
|
|
IL
GRUPPO CONSILIARE - COMUNICATISTAMPA ANNO 2003 |
COMUNICATO STAMPA 31 agosto 2003
Sono rimasta esterrefatta nel leggere certe affermazioni; Peverelli
non sa che l'accattonaggio con i bambini è vietato dall'articolo
671 del codice penale con l'arresto da sei mesi a un anno, con la
possibilità di sospendere la patria potestà; la Corte Costituzionale
ha eliminato infatti il solo accattonaggio semplice, quello delle
persone che tendono la mano, per chiarire; se quindi vi sono persone
che praticano questa forma di accattonaggio significa che
l'amministrazione non interviene adeguatamente.
L'accattonaggio con animali, oltre ad essere causa di gravi
sofferenze agli animali e quindi moralmente inaccettabile, è causa
di incremento del randagismo, perché i cuccioli, una volta
cresciuti, vengono abbandonati.
Ci sono poi dei veri e propri "racket" organizzati della malavita
che sfruttano questo fenomeno e in questo caso i cani inutilizzati
possono finire come preda di allenamento per i combattimenti.
L'ordinanza a Como non era applicata perché il Comune aveva ritenuto
non applicabili i provvedimenti locali, a seguito di
un'interpretazione restrittiva di una norma sugli enti locali; avevo
ricevuto ai primi di agosto la conferma che tale norma è stata
modificata e pertanto anche quest'ordinanza è pienamente
applicabile.
E' importante far notare che l'ordinanza può essere applicata anche
quando gli animali tenuti in condizioni tali da suscitare l’altrui
pietà, quindi senza la necessaria presenza di tecnici della ASL che
attestino lo stato di salute degli animali.
Intendo adoperarmi affinché nel regolamento comunale in via di
approvazione siano inserite anche norme a favore degli animali, come
quella contro l'accattonaggio e mi attiverò con le associazioni,
affinché possano far capire alle istituzioni competenti quanto sia
diffusa nella cittadinanza la richiesta di intervenire contro questo
fenomeno; anche attraverso qualche confisca che faccia capire a
queste persone di stare lontani da Como.
Elisabetta Patelli
COMUNICATO STAMPA 9 luglio 2003
Villa Geno: una mezza sconfitta.
E’ una maggioranza tenuta insieme da diktat quella che ieri sera si
e’ frantumata per ben 3 volte e poi faticosamente ricomposta sulla
concessione dell’area della fontana di viale Geno.
durante la dura battaglia in Consiglio comunale .Approfittando del
clima di tensioni interne, ho presentato, subito dopo la seconda
riunione di maggioranza l’emendamento sugli orari di accesso al
pubblico che ha creato nuovi disaccordi e nuove contrapposizioni.Non
a caso l’assessore Lionetti si e’ soffermato a lungo nel cortile di
Palazzo Cernezzi dopo il Consiglio lanciando improperi contro
l’emendamento e contro chi nella maggioranza l’aveva votato. Gli
unici infatti a opporsi strenuamente persino al prolungamento degli
orari di accesso e’ stato il gruppo dei fedelissimi di Forza Italia
(Bruni,Buono, Gatto, Lombardi, Pastore, Quagelli , Rallo) piu’ il
solo capogruppo della Lega.
Non si tratta certo di una vittoria : la concessione e’ stata
approvata: chi ha dato ha dato , chi ha avuto ha avuto , i cittadini
sono stati gabbati e forse abbiamo perso anche la fontana che,
complici Breva e Tivano, col suo getto potrebbe dare fastidio ai
tavolini che occuperanno l’area. Tuttavia la modifica degli orari di
accesso all’area, che proprio per le sue potenzialita’ dubito che
verra’ messa in atto( ma su questo noi vigileremo senza tregua!!),
mette un po’ i bastoni fra le ruote: se e ‘ vero da una parte, che i
cittadini vengono espulsi grazie alla concessione da un’area che
appartiene loro, dall’altra il libero accesso sulla stradina interna
fino alle ore 23 disturba i piani dei gestori del Ristorante che
prevedevano di serrare i cancelli all’ora di cena , per garantire ai
loro ospiti esclusivi un altrettanto esclusivo panorama sul lago e
sulla citta’.
Elisabetta Patelli
COMUNICATO STAMPA 3 luglio 2003
I giardini di villa Geno sono uno dei luoghi piu’ amati non solo
dagli abitanti della”riva” che sono particolarmente legati al loro
quartiere e al lago, ma anche dagli abitanti di tutta la citta’. E’
un’area facilmente raggiungibile, che offre in alcune ore e in
alcune stagioni quiete e tranquillità; in altri momenti e’
particolarmente vivace per l’attrattiva turistica che esercita e per
la presenza di esercizi di interesse commerciale, turistico e
sportivo. Appena dopo la curva che conclude la passeggiata si ha la
sensazione di essere altrove rispetto alla citta’ che e’ ormai alle
spalle con i suoi rumori e le sue abitudini. Solo quando e’ silenzio
si coglie la magia e il vero volto di questo lembo di citta’ cosi’
vicino eppure cosi’ diverso, sono le ore in cui compaiono gli
abitueès piu’ caratteristici. Quelli per cui anche la vecchia
gestione ormai stanca riusciva a costituire un punto di ritrovo: il
gruppo di anziani che ne fanno luogo di ritrovo quotidiano e nel
frattempo ne approfittano per tenerlo in ordine come fosse il
giardino di casa loro, le persone sole che hanno fatto amicizia tra
loro, i proprietari di cani, alcuni dei quali continuano a mantenere
l’abitudine della passeggiata a Villa Geno , nelle stesse ore, anche
quando il cane non c’e’ piu’.E’ un luogo amato e un luogo di
socializzazione .
L’area adiacente alla fontana di viale Geno da tempo e’ ambita dai
gestori dell’attiguo ristorante per ampliare l’area per i tavolini.La
questione e’ rimasta in sospeso anche in attesa che le competenze
demaniali, perche’ di area demaniale si tratta, passassero alla
Regione e al Comune.
Una prima domanda per averne la disponibilita’ riguardava tutta
l’area al di la’ del cancello principale, ivi compresa quindi la
passeggiata, parte non demaniale che sarebbe stata soggetta quindi
ad una tariffa di occupazione diversa.
Considerato il parere contrario degli uffici tecnici, la prevedibile
poca popolarita’ del provvedimento e,presumo,che l’onere economico
derivante dall’area non demaniale, la richiesta e’ stata rinviata ed
e’ riapparsa in forma diversa.Dalla concessione viene esclusa ora la
passeggiata pubblica, che viene comunque sottratta all’uso pubblico
a partire dalle ore 21 e fino alle 10.
La decisione della Giunta di cedere in concessione l’area antistante
l’ex Pizzi e’ gravissima perche’:
sottrae ai cittadini e al turismo un’area di grande interesse
pubblico per agevolare l’attivita’ commerciale dei privati che
gestiscono il ristorante, i quali intendono ampliare l’area a
disposizione per i tavolini .
Inoltre
• mentre gli uffici demaniali non possono sottrarsi alla richiesta
fatto salva un ‘indicazione da parte dell’Amministrazione , in modo
particolare in nome della “pubblica utilita’”, la Giunta, nonostante
il parere contrario del Settore Centri Storici e Beni Ambientali del
Comune decide favorevolmente alla richiesta
• la corresponsione del canone irrisorio avviene attraverso la
corresponsione di opere, non ancora oggettivamente identificate, tra
le quali appare anche la manutenzione ordinaria che per legge spetta
al concessionario( si ipotizza anche di comprendere la manutenzione
della aiuola con magnolia esterna alla villa, per ora compresa nelle
aree appaltate alla Global Service).
• Non viene menzionato, come d’obbligo nel disciplinare di
concessione, la finalita’ d’uso che tuttavia viene confermata dalla
verbalizzazione dei colloqui tra uffici competenti e rappresentanti
della cooperativa.
• Si deve sottolineare la disparita’ tra il canone richiesto per
l’uso di un’area di tale pregio e la corrispondente tariffa di
occupazione di spazio pubblico e la disparita’ di condizioni
richieste ai concessionari in oggetto rispetto ai titolari di altri
esercizi analoghi.Da una simulazione fornita dagli Uffici competenti
LA SOLA Tariffa di occupazione di spazio pubblico relativa ad
un’area collocata nella stessa zona, di dimensioni identiche
ammonterebbe a Euro 49551.56!
• Strumentale e deviante e la motivazione di “operazione a costo
zero”. Stanti i documenti a disposizione si vuole sottrarre ai
cittadini un’area di grande interesse pubblico in cambio di 2 lecci
impallinati,l’impianto di irrigazione, la pulizia della stradina a
ghiaietto, la manutenzione della fontana e forse altre opere ancora
da definirsi.
• Seppure si decidesse di affidare al concessionario la manutenzione
di aree verdi esterne alla Villa Geno (si parla dell’aiuola esterna
con magnolie) fino al superamento del canone dovuto, l’operazione
complessiva resta inaccettabile perche’, oltre ad essere lesiva
dell’interesse pubblico per quanto detto sinora, l’Amministrazione
NON PUO’ E NON DEVE regalare a privati spazi pubblici di rilevante
interesse collettivo ,con la scusa di non essere in grado
economicamente e logisticamente di far fronte a quanto le
compete(manutenzione e vigilanza). E’ un’operazione che esternalizza
delle competenze pubbliche a caro prezzo della collettivita’,
perfettamente in linea con altre scelte fatte in altri settori, ad
esempio gli asili nido. Di questo passo se arrivasse un privato
reclamare l’uso esclusivo su della Piazza Cavour in cambio di
promesse di pulizia e vigilanza, l’Amministrazione dovrebbe
coerentemente concederne l’uso e la chiusura. La “delega in bianco”
ai privati non assicura poi all’ente pubblico”cosi’ indebolito sul
piano dei propri mezzi” alcuna garanzia di controllo che le promesse
vengano mantenute.
L’impressione e’ che si tratti di particolare favoritismo,legittimo
sul piano delle regole, nonostante le anomalie e la poca chiarezza
dei termini della concessione, ma assolutamente illegittimo sul
piano politico degli interessi della collettivita’ ( qui piu’ che
altrove è ineccepibile la”pubblica utilita’”) e che potrebbe
costituire pericoloso precedente per operazioni analoghe
COMUNICATO STAMPA 1 giugno 2003
La polemica dei sindacati contro i genitori e il centrosinistra e’
pretestuosa: nessuno ha mai contestato l’Isee ma il metodo in
cui l’Amministrazione l’ha applicata.Il rinvio poteva consentire un’
articolazione piu’ approfondita e davvero equa,dopotutto si possono
sperimentare le ricette di cucina , non le tariffe sulla pelle dei
contribuenti.Ancora adesso esistono delle perplessita’ che
riguardano ad esempio lo sconto misero sulla casa, ,le mense e i
servizi pre/post-scuola.
IL DATO VERO E’ CHE L’AMMINISTRAZIONE HA TENTATO IL COLPO DI
AUMENTARE LE TARIFFE SINO AL 200% E SOLO GRAZIE ALL’OPPOSIZIONE
CONSILIARE E ALLA MOBILITAZIONE DEI GENITORI E’ STATO POSSIBILE
RIMETTERE LE CARTE SUL TAVOLO. PRENDIAMO ATTO CHE I SINDACATI
COMASCHI INVECE DI STIGMATIZZARE L’OPERATO DELL’AMMINISTRAZIONE SI
RIVOLTANO CONTRO OPPOSIZIONE E GENITORI. CIO’ E’ ANCORA PIU’ GRAVE
ALLA LUCE DI DUE FATTI: 1) IL DINIEGO ALLE RICHIESTE DELLA
RAPPRESENTANZA DEI GENITORI DI PARTECIPARE AGLI INCONTRI CON
SINDACATI E AMMINISTRAZIONE 2)L’OBIETTIVO DELL’AMMINISTRAZIONE DI
SMANTELLARE IL SERVIZIO PUBBLICO E IL RISCHIO PER LE OPERATRICI DI
CATEGORIA DI PERDERE IL POSTO DI LAVORO
COMUNICATO STAMPA 1 giugno 2003
Senza polemiche
Il Sindacato dei Consigli Unitari di zona profuse un grande impegno
negli anni 70 per ottenere una dotazione di nidi pubblici che ha
posto Como all'avanguardia.
In quell'occasione seppe rappresentare, con efficacia, le esigenze
dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti, oltre che
dell'insieme dei cittadini.
Oggi, di fronte ad un attacco molto violento a quella conquista,
portato avanti dalle amministrazioni di centro destra, la posizione
del sindacato non ci appare adeguata.
Pretendere l'istituzione dell'ISEE, solo perché fu a suo tempo
contrattato a livello nazionale con il Governo Prodi, senza prendere
atto che questo strumento può provocare distorsioni ,(se non
applicato correttamente) come si è visto in particolare per i
possessori di prima casa per abitazione, è un errore.
Quello che si è chiesto e si continua a richiedere da parte nostra è
un approfondimento ( da qui la condivisione del rinvio
dell'applicazione per un anno dell'ISEE e il contestuale avvio del
"tavolo" tecnico ) per garantire al meglio equità e potere
d'acquisto delle retribuzioni.
Proprio oggi l'Istat conferma che l'inflazione su base annua in
aprile si è attestata al 2,7% contro un aumento delle retribuzioni
dell'1,8%.
Con questi stipendi non tutte le famiglie possono sostenere nemmeno
gli aumenti delle rette "ridotti" e concordati dai Sindacati con la
Giunta Bruni.
Inoltre i sindacati dovrebbero prendere atto che il problema non è
solo economico, ma anche politico: c'è un disegno di privatizzazione
che va ben oltre l'elemento tariffario.
L'ha capito molto bene il Sindacato di categoria, che difende la
professionalità delle operatrici, che deriva da decenni di impegno e
di cultura del "servizio pubblico", magari costoso ma sicuramente di
grande qualità.
L'hanno capito i genitori che da settimane si battono per rivedere
rette degli asili e dei servizi scolastici (mense, servizi pre e
post scuola), non oggetto questi ultimi dell'accordo dei sindacati
con il sindaco Bruni.
Senza polemiche e nel rispetto dei diversi ruoli, riteniamo che i
Consiglieri Comunali di minoranza non possano accettare a scatola
chiusa un accordo, qualunque sia il contenuto: siamo titolari di un
mandato di rappresentanza che deriva dal consenso elettorale e
intendiamo esercitarlo pienamente, nel rapporto con i cittadini che
ce lo hanno conferito, avendo come unico vincolo il merito delle
questioni.
Nel caso specifico il merito è molto semplice: questi rincari non
sono sopportabili e non sono politicamente giustificati, quindi
devono essere ritirati.
I gruppi consiliari di Margherita, Nuova Como, , D.S., Rifondazione
Comunista, Verdi.
COMUNICATO STAMPA 31 maggio 2003
La chiusura della “Combattenti” e’ durata fin troppo.La
“Combattenti” deve tornare ad essere un circolo per gli anziani, ma
anche punto di riferimento importante per tutti i cittadini.In
questo modo si offre agli anziani e ai giovani piu’ occasioni per
stare insieme e, al tempo stesso, la struttura puo’ rendersi
economicamente piu’ autosufficiente.La argomentazioni di Lionetti
circa la necessita’ di far fruttare le proprieta’ comunali per non
aumentare le tasse ai cittadini sono pretestuose perche’ dubito che
il Museo Civico abbia un’affluenza tale da giustificare l’annessione
di una grande buvette , e perche’ questa Amministrazione con la
scusa di fare cassa sta continuando a esternalizzare, a vendere
parti del patrimonio pubblico,anche quelle piu’ redditizie, senza
rinunciare pero’ nel contempo spremere le tasche dei contribuenti.
Elisabetta Patelli- Gruppo consiliare Verdi
COMUNICATO STAMPA 13 maggio 2003
La carenza di parcheggi per residenti è iluno dei sintomo di un
sistema della mobilità in crisi: una quota sempre crescente di
traffico pendolare e di utenti di servizi occupa fasce sempre più
ampie di sosta.In questo senso la tariffazione degli stalli, così
come applicata dall'Amministrazione(senza cie' altri interventi
sulla mobilità) è solo un provvedimento - tampone che tende a
procrastinare il problema.Un provvedimento inoltre che non offre
nessuna reale garanzia ai residenti.
Da residente nella circoscrizione, per oltre 10 anni senza posto
auto, conosco bene il problema,
tuttavia la proposta di ""parcheggi gratis per tutti si limita a
raccogliere il malcontento della gente, ma e' una proposta non
corretta sia nei confronti dei residenti che hanno bisogno di
parcheggi che nei confronti del resto dei cittadini
Oltre ad essere non realistica perche' contrasta nettamente con
l'orientamento dell'Amministrazione:
1)anch’essa non offre garanzie di trovare spazi per le auto
2) e' fortemente iniqua perche' crea discriminazioni tra i cittadini.Non
solo favorisce alcuni a discapito di chi ha dovuto invece
affittare/comprare, garages e posti auto, ma legittima l’uso privato
gratuito di una risorsa pubblica,ilsuolo.Il suolo , nella
fattispecie i parcheggi ,sono una risorsa pubblica di
pregio,necessaria e scarsa, i cui oneri diretti e indiretti cadono
su tutta la collettivita’(realizzazione, manutenzione, pulizia,
inquinamento etc)e i cui proventi dovrebbero essere utilizzati per
opere di interesse collettivo, in particolare nel settore del
trasporto pubblico e della mpbilita'
Pertanto credo che la soluzione vada ricercata attraverso
1)monitoraggio serio e capillare dei bisogni che sono diversi nelle
varie zone della citta’, da cio’ possono .. strumenti di intervento
flessibili e diversi
2) forme di abbonamento congrue che prevedano una riserva del posto
mantenuta la distinzione spaziale tra aree destinate alla sosta
breve tipo commerciale ed aree destinate alla sosta dei residenti
(in cui altri tipi di sosta andrebbero fisicamente impediti)e
agevolazioni tariffarie in caso di effettiva necessita’
3) abbonamenti differenziati per fasce orarie diverse al fine di
“sfruttare” al meglio gli spazi e di favorire la turnazione.Ad
esempio abbonamenti per 4 tranches di 6 ore(oppure due tranches,una
che va dalle 8,30 alle 19,30 e una che copre le ore
notturne),ovviamente ad un costo differenziato(più alto quello delle
ore diurne e più basso,quasi simbolico,quello delle ore notturne).In
tal modo si otterrebbe l'effetto di rimettere in circolazione
durante la giornata gli spazi non occupati dai residenti
4).Qualora i residenti decidessero di rinunciare all'aquisto dello
spazio durante il periodo diurno esso potrebbe venire offerto al
medesimo prezzo per evitare speculazioni,ai titolari di attività
economiche nella zona(tipicamente gli esercizi commerciali)che
potrebbero cosi offrire ai propri clienti la sicurezza di uno spazio
per il tempo passato a fare acquisti oppure per il carico e scarico
delle merci acquistate.
5)Stabilire da subito, insieme ai diretti interessati, i
residenti,che meglio di tutti conoscono le reali dinamiche di
quartiere momenti precisi di verifica, per apportare eventuali
correttivi.
6)Promuovere interventi strutturali per il miglioramento del
trasporto pubblico eforme di incentivo per la realizzazione di
parcheggi interrati sia su aree pubbliche che private.Ad esempio il
corrispettivo versato dai residenti per gli spazi di sosta potrebbe
costituire un fondo speciale destinato ad incentivare la richiesta
di concessioni in quelle zone in cui la convenienza economica
dell’investimento e’ minore.
COMUNICATO STAMPA 27 gennaio 2003
La partenza dei lavori per il parco-canile avviene nell’
incertezza., come spiega la lettera dell’ Enpa a tutti gli
Amministratori e Consiglieri comunali. L’Enpa chiede chiarezza sul
destino di un progetto per il quale ha investito risorse e anni di
lavoro: quel parco-canile, cosi’ lontano dalla tipologia del canile
tradizionale, che noi abbiamo proposto proprio per la sua valenza
ambientale che tutela il valore paesistico della Valbasca e per la
sua importante funzione socio-educativa, in quanto struttura di
educazione ambientale e promotrice di progetti socialmente utili.
Lunedi 27 gennaio depositeremo come Verdi una mozione da discutere
in Consiglio in cui chiediamo come concretamente l’Amministrazione
intenda sostenere la difesa del progetto.
Ricordiamo che il parco-canile e’ progettato su un’ area individuata
e voluta dall’Amministrazione stessa e che il progetto dovra’ essere
esaminato dal Tar a causa di presunti vizi di natura procedurali
addebitabili principalmente al Comune. I nostri Amministratori
devono a questo punto offrire garanzie certe rispetto alla
realizzazione di un’ opera cosi’ necessaria e per la quale sono gia
state investite non solo risorse dell’Enpa , ma anche soldi pubblici
per la progettazione e la sistemazione preliminare dell’area.
Elisabetta Patelli
Consigliere comunale Verdi
Comunicato stampa su passaggio delle farmacie comunali alla Csu
del 6 gennaio 2003
Dopo un’accesa battaglia in Consiglio Comunale , la maggioranza ha
deciso all’unanimità la cessione delle 2 farmacie comunali alla Como
servizi urbani.Dopo un’attenta verifica di rispettivi bilanci, delle
attivita’e del tipo di gestione dei 2 esercizi, e’ emerso che è
stata condotta sino ad oggi da parte di questa e della scorsa
Amministrazione una gestione scriteriata, con pesanti squilibri tra
le due farmacie, che ha consentito entrate decisamente al di sotto
delle possibilita’ e non ha consentito nessun tipo di investimento
né di rinnovamento.
Il passaggio dei due esercizi alla Csu, societa’ mista che si occupa
di tutto e di più, dalla piscina di Casate ai parcheggi per
intenderci,in modo decisamente poco brillante, appare evidentemente
il preliminare per la vendita a privati (magari a una delle grandi
multinazionali che stanno comprando tutte le farmacie disponibili
sul mercato italiano oppure a singoli privati ben consapevoli del
valore dell’ investimento).
Le dichiarazioni del Sindaco,in piena sintonia con l’intera
maggioranza, non lasciano piu’ dubbi sul fatto che il passaggio
delle farmacie comunali alla Csu e’ il preliminare per la loro
privatizzazione.Le farmacie sono redditizie e hanno un rilevante
valore di mercato che fa gola a grandi investitori e a grandi
multinazionali : recentemente ne e’ stata venduta una a Roma per un
valore superiore ai 7 miliardi di vecchie lire , la stessa struttura
di Muggio’ ha un valore che si aggira attorno ai 3 miliardi di Lire
.I cittadini devono prendere atto che questa Amministrazione da una
parte privatizza il patrimonio pubblico per fare cassa e per
sistemare gli amici nei nuovi Consigli di Amministrazione che
gestiranno queste operazioni e, dall’altra spreme senza ritegno le
tasche dei contribuenti.
|
|
|
|
|
|