Comunicato stampa sulla sentenza
del Tar sul Parco Canile
Con grande soddisfazione
accogliamo finalmente la parola definitiva sulla vicenda
travagliata dei ricorsi al Tar contro il parco canile.
Finalmente sono stati riconosciuti 2 fatti importantissimi:da
una parte e’ stato chiarito che il ricorso contro il progetto
e’ pretestuoso addirittura non legittimo e infondato ,
dall’altra si sottolinea che il progetto e’ stato redatto in
modo tale da fornire tutte le garanzie sul piano ambientale e
della vivibilita’ della zona
.In particolare il dispositivo
della sentenza del Tar afferma che il ricorso e’
inammissibile , in quanto la distanza tra le abitazioni dei
ricorrenti e l’opera e' tale da escutere eventuale disturbo,
anche per l’esistenza tra le case e il canile di altre
costruzioni, l’anello podistico , il cimitero di Lipomo e il
relativo parcheggio. Si sottolinea inoltre che non vi sara’
interferenza alcuna tra il parco-canile e l’anello podistico e
che il progetto non produrra' disturbo alla zona grazie agli
accorgimenti tecnici adottati, alla barriera fonoassorbente
prevista e al fatto che i cani verranno alloggiati all’interno
dei ricoveri di notte .
In sostanza, come abbiamo sempre
sostenuto, la struttura e' perfettamente compatibile col
contesto ambientale e con il circuito podistico.
Sono passati piu’ di 8 anni dal
giorno in cui abbiamo proposto all’Enpa il “parco-canile”
innovativa e da allora non abbiamo mai smesso di sostenere il
progetto contro tutte le barricate e gli attacchi che hanno
bloccato i lavori, hanno costretto l’Enpa ad spender soldi in
beghe legali anziche‘ per gli animali,hanno regalato ai cani
altri anni di permanenza nella vecchia struttura di Albate.
Adesso il nostro impegno e’ far arrivare risorse per realizzare
il progetto nella sua interezza, cioe’ anche il”parco” e le
strutture educative.
Comunicato
sull'incarico all'ACSM
Premesso che il
settore dei rifiuti e uno dei piu’ appetibili perche’ procura grandi
profitti riteniamo che le scelte dell’Amministrazione in questo
campo non vadano nella direzione di tutela degli interessi dei
cittadini.
Gia’ in passato e’ stato a nostro avviso sbagliatissimo svendere
azioni di Acsm, che e’ una gallina dalle uova d’oro, e ancor peggio
cedere le azioni di Acsm ambiente ad Econord. I cittadini che non
vanno tutti i giorni a leggere il sito web di Acsm, probabilmente
non si sono neppure accorti che nel maggio/giugno del 2005 dalle
loro tasche di socio di maggioranza uscivano azioni molto
redditizie, senza asta pubblica bensì a condizioni molto vantaggiose
per l’acquirente privato.
Non si giustifica nemmeno la proroga continua del servizio ad Acsm
fino al 2006 , quando il quadro normativo nazionale e regionale era
chiarissimo e si potevano indire gare.
Oggi scegliere di mettere attorno ad un tavolo 5 imprese scelte dal
Comune, tra cui Acsm , per affidare un incarico che comporta nei
prossimi 2 anni una spesa di circ 12 milioni di euro, anziche’
indire una gara pubblica ci sembra sbagliato e privo di motivazioni
reali . Sbagliato perche’ solo una gara con evidenza pubblica
garantisce trasparenza e una competizione reale tra imprese che
porta benefici ai cittadini in termini di qualita’ ed economicita’
del servizio. Privo di motivazioni perche’ Non sussistono le
condizioni “ di estrema urgenza…. risultante da eventi imprevedibili
per l’Amministrazione…e in alcun caso imputabili alle
Amministrazioni aggiudicatici..”contenute nell’art 31 della
direttiva comunitaria su cui si arrampica il Comune come ad uno
specchio . Invece la legge, in particolare il Testo unico
sull'ordinamento degli Enti locali indica per i Comuni che si
trovano nelle nostre stesse condizioni un percorso chiaro, cioe’ il
conferimento del servizio attraverso gare con procedure ad evidenza
pubblica.
Comunicato stampa:scandaloso
atteggiamento dell'Amministra-zione in occasione della giornata
della memoria e diffida al Sindaco e Amministratori
E' scandaloso
che in occasione della giornata della memoria il 27 gennaio
l'Amministrazione dopo aver finanziato un concerto che si è rivelato
un pretesto per un happening neofascista e dopo che gli
Amministratori presenti hanno tollerato beatamente urla e gestacci
inneggianti al fascismo, sia tutta presa dai festini per la
demolizione
del corpo a C della Ticosa e ignori la giornata della memoria. A
domanda precisa mi vengono consegnati(a documento dell'interesse del
Comune per il dramma della Shoah) la concessione del patrocinio ad
una pur lodevole iniziativa di altri prevista pero il 24 e la
concessione di patrocinio e contributo alle iniziative di
commemorazione del 10 febbraio giornata del ricordo dei martiri
delle foibe istriane. Forse i nostri Amministratori hanno bisogno di
un po' di ricostituente per la memoria , quella che si da ai liceali
prima degli esami e contestualmente di una lezione di storia, almeno
una infarinatura .
E poichè il cattivo gusto dilaga in Comune, Sindaco e Amministratori
stanno valutando di inserire tra balli , fuochi
d'artificio,aperitivi, frizzi, lazzi e cotillons anche una
commemorazione in loco della tragedia della deportazione che ha
prodotto milioni di vittime.
Se non vi sarà adeguata celebrazione , intendiamo denunciare Sindaco
e Amministratori in quanto la celebrazione adeguata del 27 gennaio e
obbligatoria per legge per la stessa logica secondo cui sempre per
legge celebriamo anche la liberazione del nostro Paese, la nascita
della nostra repubblica; per legge possiamo far festa civile (non
andando a
scuola o al lavoro) il giorno di Natale e il giorno di Pasqua. Per
rispetto e perche cose simili non accadano più
Comunicato stampa su agenda 21 4 luglio 2006
Dopo alcuni
anni finalmente approda in Consiglio Comunale il Piano d’Azione di
agenda 21, al quale hanno dato un contributo anche personalita’ di
notevole competenza e sensibilita’ ambientale. Contiene una
sessantina di azioni strategiche per la sostenibilità del
territorio, di cui 8 selezionate dalla Giunta per la loro
attuazione. Il lavoro dei gruppi tematici,pur disomogenei per
quantita’ e qualita’ dell’elaborazione e per partecipazione, credo
meritasse un epilogo piu’ degno rispetto al poco che si intende
fare, anche perche’ Como e’ in costante stato di alta emergenza
ambientale. Le azioni scelte sono:Conversione delle centrali
termiche condominiali a gasolio; "Risparmiare energia in
casa"-Opuscoli di economia domestica; Sistema integrato di ticketing
/ park&ride nel parcheggio di Valmulini; Ufficio biciclette del
Comune per la promozione e la valorizzazione dell'uso della
bici;Rete di controlli analitici sulla fognatura ;Campagna di
informazione per l'allacciamento alla rete fognaria;Regolamento del
Verde pubblico e privato della città di Como ;Servizio Volontario di
Vigilanza Ecologica del Comune di Como.
Vi e’inoltre un vizio di metodo , perchè Agenda 21 in quanto
“processo” prevede un percorso ampiamente partecipato nella
elaborazione degli interventi e altrettanto condivisa con tutti gli
attori coinvolti dovrebbe essere la scelta di priorità e criteri.
Qui invece la Giunta con un colpo di mano si e’ riappropriata della
prerogativa di scegliere per tutti, secondo un criterio che secondo
me e’ quello del minimo sforzo.
Nel merito poi il Piano appare complessivamente molto debole anche
per quel che riguarda tempi, risorse e ricerca di partnerships, in
sostanza nei punti piu’ importanti , quelli che effettivamente
consentono l’attuazione dei progetti. Se non si stanziano le risorse
secondo un preciso calendario, a pare mio , si parla di aria fritta.
Spesso invece sotto queste voci troviamo la dicitura “ da
individuare” oppure ”…..”(puntini puntini) o ancora nell’azione
istitutiva dell’ Ufficio biciclette si legge che la criticita’ del
progetto e’ “la reale volonta’ di attuazione”, da parte di chi?
della Amministrazione? Ci stiamo prendendo in giro?
Una ulteriore considerazione e’ che deve esserci coerenza( che non
c’e’) tra il Piano d’Azione e la politica della Amministrazione, in
tal senso che dire del fatto che il responsabile di Agenda 21 Ass.
D’Alessandro e’ colui che vuole i parcheggi sotto le mura,
sotto/sopra il lago, che ha rifiutato i contributi ai cittadini per
l’acquisto di bici elettriche (pur deliberati dal Consiglio) e via
dicendo?.
Infine tra le 8 priorita del PdA troviamo anche interventi che
dovrebbero fare parte dell’azione ordinaria di un Comune come la
campagna di informazione per l'allacciamento alla rete fognaria o la
rete di controlli analitici sulla fognatura. Come azioni di Agenda
21 ci si aspetterebbe qualcosa in piu’ considerati gli scarichi
abusivi in Cosia, Breggia e Fiumaperto , il 40% di fogne non
collegate e la multa di 180.000 euro preannunciata dalla Provincia
al Comune proprio per la sua inerzia rispetto a questi problemi.
Cosa dire in conclusione? Certo sono combattuta tra la delusione
profonda con forte resistenza da avallare operazioni di facciata in
evidente contrasto con la politica vera del Comune, da un parte, e
le legittime aspettative di chi ci ha creduto e lavorato in buona
fede dall’altra. Resta poi la mia convinzione della necessita’ di un
processo di Agenda 21 e ,rispetto alle azioni in fieri, la
consolazione che forse anche molto poco e meglio dell’assoluto
nulla.
Comunicato
su Antenna via Varesina
(29
giugno 2006)
Abbiamo chiesto
insistentemente negli ultimi 2 anni il Piano delle Antenne , per
individuare in modo trasparente ed aperto ai contributi dei
cittadini luoghi in cui se proprio necessario potessero essere
installate antenne della telefonia mobile, applicando il principio
di cautela e di tutela massima della salute dei cittadini.Il piano
e’ stato finalmente redatto ma non e’ ancora approvato. Ovviamente
allo stesso tempo abbiamo chiesto che nel periodo di transizione non
venissero concesse nuove autorizzazioni , per non vanificare gli
obiettivi stessi del Piano e per evitare che ci fosse da parte dei
gestori una corsa all’accaparramento delle concessioni proprio per
evitare di sottostare alle nuove regole.Il Piano sara’ infatto
perfettamente inutile a posteriori se nel frattempo lasciamo
scatenare un Far West che danneggia l’ambiente e i cittadini in modo
irreversibile.
Una maggior sensibilizzazione da parte di tutti rende oggi piu’
difficile per i gestori trovare cittadini che per un po’ di soldi
accettino di mettere in una situazione di possibile rischio la
propria salute, per questo sempre piu’ spesso vengono coinvolti siti
commerciali, come in questo caso e spesso attraverso blitz notturni,
come qui.
E’ terribile per i residenti alzarsi al mattino e trovarsi un
antennone poco distante dalle proprie finestre. Resta l’angoscia per
le incognite che pesano sulla salute propria e dei propri cari e
naturalmente un senso di impotenza di fronte a questi raid notturni.
Elisabetta Patelli. Capogruppo Verdi Comune di Como
Dopo il
regolamento del verde, il piano del verde.
(30 maggio 2006)
CS Antenna via
Varesina
La presenza del
verde nelle città , la quantità e qualità degli spazi ad esso
dedicati sono alcuni degli indici principali di civiltà e di
vivibilità delle nostre realtà urbane.
Dopo aver predisposto e discusso nelle sedi istituzionali e con la
società civile il regolamento del verde pubblico e privato che e’
una delle poche azioni di agenda 21 approvati, che sara’ prima o poi
oggetto di illustrazione e votazione in Consiglio Comunale, è venuta
l’ora di iniziare a predisporre un altro strumento che si affianca
ai più tradizionali strumenti di pianificazione urbanistica e che
consentirà di mettere a punto, gestire e definire il ruolo del verde
a Como; si tratta del piano del verde, un documento progettuale che
si occupa della organizzazione e pianificazione del verde urbano .
Diversi ricercatori hanno messo a punto questo strumento regolatore
del verde, ma poche città italiane lo stanno attuando.
L’obiettivo è ambizioso : progettare il territorio in modo
ambientalmente sostenibile. Il verde dovrà essere oggetto di una
progettazione che ne esalti le innumerevoli funzioni, sociale ,
culturale, ecologico-ambientale attraverso la sua capacità di
Comunicato su anttenna via olazione del microclima e di abbattimento delle sostanze
inquinanti, la capacità di isolamento acustico e visivo la capacita’
di essere ecosistema per specie animali,, la funzione protettiva,
ricreativa e sociale.Progettare il verde negli spazi urbani in modo
da restituirgli una funzione centrale è un obiettivo importante,
soprattutto quando si realizza in ampi spazi, le nostre città, che
rischiano di perdere importanti elemento di naturalità.
Regolare il verde attraverso una pianificazione organica significa
organizzare i profili del terreno, valorizzare gli elementi vegetali
nella dimensione orizzontale ed in quella verticale, organizzare le
zone planimetriche individuando funzioni specifiche, studiandone le
proporzioni, ricostruendo il paesaggio non solo come elemento di
arredo, ma nella complessità che comprende anche, ad esempio il
recupero della viabilità naturalistica.
Le funzioni del verde urbano e delle sue tipologie ( funzione
ecologico ambientale, funzione estetico-architettonica, sociale,
terapeutica, culturale e didattica, protettiva e ricreativa) devono
essere considerate in una prospettiva eco-sistemica, per
ripristinare qualità e naturalità agli spazi che,fortemente
urbanizzati ed antropizzati , rischiano di pregiudicare in modo
irreversibile il rapporto tra la nostra esistenza e la natura.
Verde di arredo, giardini storici, spazi verdi di quartiere, parchi
urbani, verde stradale, viali alberati, aiuole spartitraffico, verde
funzionale ( sportivo, scolastico, orti urbani ecc.) devono potere
essere letti in una prospettiva eco-sistemica resa tale da una
progettazione naturale integrata.
Si tratta di una sfida difficile, in un’epoca storica dove si è
perso finanche il gusto del camminare, ma da perseguire con coraggio
e perseveranza.
A Como manca una visione organica del verde che si basa
essenzialmente sulla concezione del verde come mero orpello, a volte
un ingombro. Il verde risulta quindi residuale, superficiale ed e’
il primo a farne le spese quando si tratta di nuove edificazioni o
di progetti di ristrutturazione(vedi cedro, ma vedi anche Fulda o La
Filanda o cipressi Monumento ai Caduti…).Il verde e’ mercificabile a
basso costo(vedi Villa Geno o rondo’ svincolo Como Sud, oppure anche
le dotazioni di standard dei piano attuativi-interstizi di aiuole
poco fruibili). Il verde e’ manutenuto in modo confuso e poco
efficace, in parte in concessione, in parte a carico del Comune e in
parte la manutenzione e’ oggetto di scambio(Villa Geno e rondo’
uscita Como sud).
Vai alla proposta di deliberazione
Ancora sul Cedro
Francamente mi
stupisco del fatto che a fronte di tanto stracciar di vesti per
l'oltraggio al decoro del Sociale da parte del povero ma vigoroso
cedro, nessuno dei nostri amministratori ,ne' illustri esponenti
della cultura comasca battano ciglio davanti all'orrida e forse
anche pericolosa installazione a tradimento degli orribili tralicci
di viale Lecco.
Hanno chiesto i nostri Amministratori , prima di rilasciare i
relativi permessi alle Ferrovie Nord se sono matti o cosa? Non hanno
cercato a tutti i costi un'alternativa piu' accettabile? E poi hanno
chiesto garanzie per i vicini residenti a proposito di eventuali
emissioni elettromagnetiche? Come mai non si sollevano dotte
obiezioni sull'impatto ambientale?.
Questa e' la riprova dell'ipocrisia che anima la battaglia contro il
cedro di piazza Verdi. Chissà cosa avrebbe pensato il Terragni
vedendo specchiato maestoso traliccio nella vetrate dell'ex Casa del
Fascio:avrebbe abbattuto l'albero o i mostri d'acciaio?
Bocciato
il consiglio comunale straordinario L'opposizione in blocco chiede
una commissione d'inchiesta
Nessun
consiglio straordinario. Almeno non lunedì sera. È questo l'esito
della doppia riunione dei capigruppo che si è svolta ieri in Comune
con la maggioranza che ha premuto per evitare di portare la vicenda
in aula consigliare. L'opposizione resta quindi ferma con il suo
pacchetto di richieste (commissione di inchiesta, dimissioni di
Scopelliti e consiglio comunale), ma si intravvede uno spiraglio di
mediazione il cui esito si conoscerà soltanto lunedì. E l'accordo
potrebbe essere trovato su questi punti: sospensione a tempo
indeterminato del nucleo di sicurezza (già annunciata ieri dal
sindaco Bruni), avvio di due inchieste (una amministrativa e l'altra
affidata a una commissione consigliare che, entro tre mesi,
elaborerà una proposta di delibera per modificare le funzioni del
nucleo speciale). Il clima, comunque, resta teso. «Sospendere la
sezione era il minimo che potessero fare - commenta il capogruppo
della Margherita Mario Lucini - soprattutto dopo le dichiarazioni
incredibili fatte del sindaco. A questo punto, però, non basta per
chiudere la questione. Non è sufficiente così come non lo è per
sanare le responsabilità politiche. Le dimissioni di Scopelliti sono
auspicabili dimissioni e continueremo a chiederle». Lucini si
scaglia anche contro Bruni parlando di «prese di posizione
sconcertanti. Anche lui è politicamente responsabile» e ribadisce la
necessità di una «commissione consigliare che verifichi atti e
indirizzi per capire se quanto successo sia stato un caso oppure se
ci si sia mossi frequentemente in questi termini, come ci è stato
riferito da più parti». Parole pesanti anche dal capogruppo dei Ds
Aniello Rinaldi: «È solo un atto dovuto di fronte a una cosa del
genere il sindaco avrebbe dovuto sospendere immediatamente il
nucleo. Questo comunque non toglie che Scopelliti si debba dimettere
e che avremmo preferito che il consiglio comunale straordinario si
facesse subito». Sull'ipotesi di accordo, invece, Rinaldi si limita
a dire che «nulla va dato per scontato e vedremo lunedì». Gli ha
fatto eco Giovanni Moretti (sfidò Bruni alla poltrona di sindaco nel
2002): «La sospensione non deve essere una mossa tattica per evitare
critiche e per insabbiare le proteste, ma deve essere un punto di
partenza per una radicale revisione della materia partendo dalla
commissione di inchiesta». Bruno Saladino, capogruppo di Nuova Como
tuona: «Il consiglio comunale va fatto comunque perché una risposta
alla città va data subito. Per quanto riguarda la sospensione, è un
atto che apprezziamo ma non dovrà essere un tentativo per mettere
una pietra sopra perché la richiesta è quella di fare luce con molta
serietà». Saladino poi tiene a precisare: «In questa situazione di
tensione non vorrei che si commettesse un tragico errore, quello
cioè di colpevolizzare il corpo dei vigili urbani che sono vicini ai
cittadini». Dai Verdi (capogruppo Elisabetta Patelli, ma anche i
consiglieri regionali Marcello Saponaro e Carlo Monguzzi) è arrivata
la richiesta che «tutti gli eventuali finanziamenti regionali e
locali a questi nuclei speciali anti-writers vengano sospesi e che
le funzioni e l'esistenza stessa di tali nuclei siano sottoposti ad
un profondo ripensamento».
Comunicato stampa
su decisione della Giunta di ridurre gli spazie sui tabelloni
elettorali
In merito alla
decisione della giunta di rimpicciolire gli spazi della propaganda
diretta:
1) Il primo problema che si pone con grande evidenza e’ che la
Giunta di Como con atteggiamento arrogante decide di modificare
leggi dello stato e diritti costituzionali. La dimensione degli
spazi della propaganda diretta, cioe’ quella assegnata a indiretta, cioe’ quegli spazi
assegnati ad associazioni o anche a
privati cittadini che non essendo in gara chiedono al Comune spazi
per appoggiare questo o quel partito. Se esiste il problema degli
spazi perche’ le liste al senato sono troppe, la Giunta con un po’
piu’ di umilta’ dovrebbe anzitutto rivolgersi al Prefetto che e’
persona autorevole essendo il rappresentante del governo in
provincia e che per sua competenza assicura il corretto svolgimento
del procedimento elettorale
2) La Giunta potrebbe in questo caso, sempre sentito il Prefetto,
ridurre eventualmente gli spazi della propaganda indiretta cioe’ dei
fiancheggiatori sulla quale pesano fra l’atro forti ambiguita’.
Infatti mentre alcuni partiti si attengono alle indicazioni degli
Uffici e chiedono sostegno solo ad Associazioni onlus riconosciute,
la maggior parte presenta domande indegne da parte di associazioni
fasulle con nomi umoristici.E’ difficile che la gente possa credere
nella politica se alcuni partiti trasformano ogni atto politico in
una farsa.
3) Il nostro candidato al Senato per la lista Insieme per l’Unione
sen. Natale Ripamonti ha presentato esposto al Prefetto e se la
Giunta non ritira il provvedimento intendiamo presentare denuncia
alla magistratura competente
Cena a base
di polli a palazzo Cernezzi
5 marzo 2006
Non parteciperò alla cena con pollo.Oltre al fatto che sono
vegetariana, il mio rifiuto deriva anche dalle condizioni
terrificanti di allevamento di questi animali e dal pesante impatto
ecologico che hanno gli allevamenti intensivi, come ben descritto
nel noto saggio Ecocidio di Jeremy Rifkin.
La stragrande maggioranza dei polli viene infatti cresciuta in
allevamenti intensivi che creano una immensa sofferenza agli
animali, usano massicce quantita' di farmaci per contrastare i
focolai di malattie derivanti dal sovraffollamento, e provocano
massicci quantitativi di deiezioni da smaltire che rendono le aree
di intenso allevamento (specie nella pianura Padana) estremamente
esposte all'inquinamento delle falde acquifere.
E' giusto arginare falsi allarmismi , a volte amplificati dai
massmedia e sciocche isterie (so ad esempio di un aumento di
richieste di eutanasia di gatti domestici dopo il ritrovamento
dell'esemplare morto), ma credo che siano altre le scelte importanti
da fare: da una parte dare ai consumatori garanzie di qualità e di
sicurezza e dall' altra orientarsi verso processi produttivi
ecologicamente ed eticamente più sostenibili.
Elisabetta Patelli
Anniversario del protocollo di Kyoto
15 febbraio 2006
Il 16 febbraio e’ il primo
anniversario dell’entrata in vigore nel nostro paese del protocollo
di Kyoto che impegna i paesi industrializzati e quelli a economia in
transizione (i paesi dell’Est europeo) a ridurre complessivamente
del 5,2%(8% quota per l’Europa) le principali emissioni
antropogeniche di gas serra entro il 2012 e, più precisamente, nel
periodo compreso tra il 2008 e il 2012
Il bilancio sulle politiche energetiche ed ambientali del nostro
paese ad un anno di distanza è sicuramente negativo: non rientriamo
nei parametri fissati ; non si investe sul risparmio, sulla
efficienza del sistema energetico, sulle fonti rinnovabili e nemmeno
si orienta diversamente la politica dei trasporti ,oggi tutta
incentrata sulla gomma, anzi si tagliano i fondi al trasporto
pubblico.
In occasione della Giornata Nazionale del Risparmio Energetico i
Verdi di Como rilanciano il proprio impegno per la salvaguardia del
pianeta e CHIEDONO Al Sig Sindaco come gesto simbolico di spegnere
per qualche minuto l'illuminazione di luoghi simbolici della nostra
città( ad es. le piazze del centro o le luci di monumenti o altro)
per riflettere sul tema del risparmio energetico come gia fecero
l’anno scorso molte realta’ locali: il 16 febbraio 2005, intorno
alle 19.00, restarono al buio le principali piazze di Bologna, Bari,
Napoli, Padova, Palermo, Pescara e molte altre, oltre all'Arena di
Verona, Palazzo Vecchio a Firenze, la via dell'amore alle cinque
terre , la piazzetta di Portofino e altri luoghi celebri. Quest’anno
le adesioni sono in aumento.
RAMMENTANO Inoltre ai cittadini alcuni scelte di vita quotidiana
piu’ consapevoli che consentono un maggiore risparmio energetico e
al tempo stesso di alleggerire il bilancio familiare.Quali?
A) far funzionare al meglio gli impianti esistenti:
1. spegnere le luci quando non servono
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
3. sbrinare sovente il frigorifero; pulire spesso la serpentina,
perché la polvere riduce la sua efficienza e tenerla a una certa
distanza dal muro in modo che possa circolare l'aria
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si porta l'acqua a
ebollizione; evitare che la fiamma sia più ampia del fondo della
pentola perché di lato non scalda; far bollire al minimo, tanto la
temperatura di ebollizione non cambia
5. abbassare i termosifoni e non aprire le finestre se si ha troppo
caldo
6. ridurre gli spifferi degli infissi
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri,
gli infissi, le porte esterne
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri
esterni e i termosifoni
-B)Sostituire gli impianti poco efficienti con impianti più
efficienti
1. preferire lampade ad alta efficienza che a parità di potenza
consumano meno delle lampade normali; ovvero ce ne vogliono 6 per
consumare come 1 lampada normale
2. scegliere elettrodomestici di classe A A+ o superiore
3. scegliere apparecchi elettronici ad alta efficienza e scaldabagni
a gas senza accumuli
4.considerare l’ utilizzo di termovalvole da applicare ai
termosifoni per programmarne l'accensione in base alle effettive
esigenze dei diversi locali della casa e per regolarne
automaticamente la temperatura per non tenerli accesi quando si sono
raggiunti i gradi desiderati
5. installare caldaie a condensazione
Parcheggi ai
residenti
15 gennaio 2006
In questa guerra dei parcheggi i
residenti rischiano da una parte di pagare lo scotto di una politica
inadeguata della mobilità e dall’altra di restare intrappolati in
una strumentalizzazione politica demagogica del problema.
Arrivati al punto in cui siamo infatti la questione della sosta in
città è diventata complicata e non saranno risolutivi ne’
l’applicazione tout-court delle strisce blu, senza adottare a monte
le necessarie strategie di contenimento del traffico, ne’ tanto meno
la proposta di “parcheggi gratis per tutti”, cioè strisce bianche
per tutti.
A questo proposito è paradossale il fatto che la lotta per il
parcheggio libero sia sostenuta da 2 categorie tra loro concorrenti:
i dipendenti di uffici pubblici che hanno la necessità di occupare
spazi centrali per tutta la giornata e i residenti che hanno subìto
la progressiva riduzione dei parcheggi a causa di chi viene in
centro per lavoro o per altri motivi. L’abbondanza di spazi nelle
ore serali e notturne conferma che è il sovrapporsi delle 2
tipologie di utenza durante il giorno a creare il problema
In una condizione di assoluta carenza di stalli l’assenza di
regolamentazione vuol dire aggravare la situazione e incrementare la
competizione tra gli utenti. Tuttavia l’applicazione della
tariffazione senza una seria politica di drenaggio del traffico a
monte (parcheggi esterni, parcheggi di interscambio,incremento del
trasporto pubblico, incentivi all’uso del mezzo pubblico etc) è un
palliativo che per giunta non offre alcuna garanzia ai residenti.
Ulteriori aggravanti sono la creazione di autosili sempre più
centrali non destinati ai residenti , contraddizione che i nostri
Amministratri devono chiarire, e la mancata delocalizzazione di
uffici pubblici verso aree più raggiungibili e più dotate di
parcheggio,in questo senso è stata una occasione mancata.
La nostra proposta è da sempre articolata su più livelli: la
creazione di un sistema della mobilità e della sosta che offra
davvero valide alternative all’uso dell’auto per chi viene da
fuori,incentivi per tutti all’uso di mezzi alternativi al veicolo
privato e una tariffazione generalizzata della sosta , ovviamente
agevolata per i residenti.
Forme di abbonamento diversificate con riduzioni ulteriori per le
categorie più deboli e per coloro che hanno già sono in attesa di un
box inserito nel Piano Parcheggi comunale. Gli abbonamenti
potrebbero poi essere articolati anche per fasce orarie diverse del
giorno e della notte per incrementare ulteriormente la rotazione
interna.
E’ chiaro che contestualmente vanno portare avanti azioni educative
e correttive di comportamenti poco virtuosi come quelli che
osserviamo tutti i giorni all’uscita delle scuole .I proventi della
sosta ed eventuali contravvenzioni dovrebbero infine essere
vincolati ad interventi per migliorare la mobilità e ridurre
l’inquinamento atmosferico.
Il problema dei parcheggi non può essere infatti finalizzato
unicamente al soddisfacimento delle legittime esigenze di chi abita
a Como, ma deve rientrare in un ragionamento complessivo che si
assuma delle responsabilità nei confronti di un problema di salute
che è diventato un’emergenza costante nella nostra città
No
alla gara di motonautica
Ribadiamo
la ns. ferma contrarietà alla gara di motonautica in programma da
domani a domenica. Il presunto ritorno di immagine non vale infatti
il grave danno ambientale, sotto il profilo di:
-inquinamento di acqua e aria, legato alle perdite di olio del
motore, al consumo di carburante, alle emissioni durante la
gara(tanto maggiori quanto più alte sono la velocità e la potenza
dei motori) e allo sversamento di carburante durante il
rifornimento, tanto che i regolamenti prevedono l'utilizzo di
appositi tappetini assorbenti per arginare il travaso. Ma i
tappetini spesso vengono
usati poco e male data la necessità di comprimere i tempi.
- stress causato alla fauna ittica; a ottobre poi ci riproporranno
il massacro dei cormorani che disturbano le alborelle: e queste gare
non incidono sul benessere della fauna ittica?
.-inquinamento acustico!!! ( amplificato dalla particolare
conformazione del primo bacino) di cui si accorgeranno i residenti e
le famiglie che durante il fine settimana vorrebbero godersi il lago
in santa pace.
Gli esclusivi club sportivi del primo bacino sono già ampiamente
foraggiati dal governo locale e nazionale, grazie a politici che
evidentemente ne fanno terreno di caccia elettorale.
già l'anno scorso abbiamo pagato come cittadini .. (non so quanto la
amministrazione provinciale) 25.000 euro extra esclusi per una
manifestazione che alla fine ci sembra solo a pubbicizzare i bolidi
della motonautica.
noi riteniamo che
- i cittadini e le loro famiglie abbiano prima di tutti il diritto
di godersi il proprio lago in pace e tranquillità.
-l'ecosistema del lago venga pesantemente danneggiato da queste
gare, saggiamente proibite su altri laghi
-per il turismo siamo convinti che non baccano e inquinamento, bensì
lago e sponde risanati e protetti siano la vera risorsa per
richiamare gente da tutto il mondo come di fatti già avviene.
-infine nemmeno le nostre strutture ricettive possono trarre granché
da un tipo di turismo "mordi e fuggi" come quello che solitamente
accompagna queste manifestazioni
La rete fognaria della città
Como dispone di una rete fognaria dello sviluppo di 148 km
realizzata per convogliare gli scarichi all'impianto di
depurazione e recapitarli quindi nell'ambiente dopo idoneo
trattamento. tuttavia, allo
stato attuale, circa il 13% degli abitanti della città non dispone
ancora di fognatura e pertanto gli scarichi equivalenti a forse 11
mila abitanti vengono smaltiti senza alcun trattamento. Un altro 25%
delle utenze dispone solo di una fognatura mista, che raccoglie e
porta alla depurazione, oltre le acque provenienti dagli scarichi
civili e industriali, anche l'acqua piovana, impegnando inutilmente
l'impianto. e'
poi da aggiungere che, malgrado l'obbligo, solo il 50% delle utenze
è allacciato alla rete; la restante parte finisce direttamente nei
corpi idrici superficiali o nel sottosuolo.
In questa situazione lo stato dei corsi d'acqua è decisamente
negativo: Breggia e Cosia hanno grossi problemi di inquinamento. La
qualità delle acque del Breggia risulta, ai sensi della normativa
vigente, scadente, con un carico inquinante di prevalente origine
domestica. ancora peggiore la qualità del Cosia,e del Fiumeaperto
che risulta pessima, con un notevolissimo carico inquinante di
origine domestica (azoto, fosforo, colibatteri) al quale si sommano
periodici carichi inquinanti industriali costituiti da metalli
pesanti (rame, zinco, piombo, cromo).
L'apporto di sostanza organica e in particolare di nutrienti legati
agli scarichi domestici (in particolare fosforo, azoto e cloruri), è
responsabile del fenomeno dell'eutrofizzazione delle acque del lario.
In ogni caso non è sufficiente realizzare solamente i collettori in
quanto il depuratore di Como risulta già oltre la sua capacità che
ammonta a 55.000 mc/giorno: sarebbe quindi di scarsa utilità
limitarsi ad allacciare nuovi scarichi perché non potrebbero essere
trattati.
Prima ancora di valutare la realizzazione di un nuovo depuratore
occorre : -intensificare i controlli sugli scarichi abusivi
di origine industriale realizzati per evitare gli oneri di
depurazione.
-terminare la separazione delle acque bianche da quelle nere, al
fine di evitare di immettere acqua piovana nell'impianto .
- limitare le perdite della rete -spingere gli utenti che non lo hanno ancora
fatto ad allacciarsi alla rete
Inoltre la cura e la manutenzione degli argini e degli alvei dei
corsi d'acqua contribuiscono a
mantenere inalterata la qualita' del'acqua e favoriscono i controlli. Eppure
non ci sono soldi a
bilancio per questa voce.
Non si capisce perche' il Sindaco si limiti a fare una gita alle
discariche abusive cittadine e non faccia un
tour tra quelle fogne a cielo aperto che sono il Cosia e il
Fiumeaperto nonostante i nostri ripetuti richiami
di questi tempi.
Il lago rappresenta una risorsa fondamentale per la città, non solo
come riserva d'acqua ma anche come elemento fondamentale per il suo
sviluppo turistico; la balneabilità del lago e il suo utilizzo per
fini
ricreativi e sportivi potrebbero rappresentare inoltre un importante
fattore di miglioramento della qualità di vita dei cittadini
Elisabetta Patelli
Mozione "Buon Samaritano" E’ stata approvata ieri sera in Consiglio
Comunale la mozione del “buon samaritano” che impegna la giunta a
rendere immediatamente attuativo quanto prevista da un legge
nazionale approvata a giugno 2003 per consentire a chi gestisce
delle mense, che siano pubbliche o private, di poter devolvere tutto
quel cibo che non viene consumato nel momento in cui dovrebbe essere
servito all'interno delle mense a delle onlus che abbiano nel loro
scopo quello di fornire pasti ai bisognosi. La mozione chiede che
ovviamente in primo luogo il Comune si faccia carico di farsi parte
attiva per stringere accordi di collaborazione con le onlus per
quanto riguarda le mense pubbliche. Ma chiede anche che il Comune,
dopo aver dato il buon esempio, faccia in modo che sull'intero
territorio comunale non solo ci sia una pubblicizzazione adeguata di
questa legge, ma ci sia anche una sollecitazione, presso tutti gli
operatori privati, perché si possa attuare quanto disposto dalla
legge..A Milano attraverso un accordo tra Milano Ristorazione e
onlus e’ gia’ operativa un’attivita’ di recupero di cibo avanzato da
ben 552 mense scolastiche che si e’ avviata nei primissimi tempi con
il recupero e la redistribuzione dei generi piu’ “facili”, pane.
frutta e verdura per poi estendersi agli altri generi alimentari.Si
tratta di un ciclo virtuoso all’interno del quale l’Amministrazione
e le Aziende di conferimento rifiuti riscontrano effetti positivi
sul territorio per la riduzione dei rifiuti da smaltire , le
associazioni e gli enti caritativi ricevono gratuitamente cibo
pronto di elevata qualita’ per i bisognosi e risparmiano risorse da
investire in altri servizi.L’iniziativa assume anche una valenza
educativa nel sensibilizzare l’opinione pubblica contro lo spreco
delle risorse a partire da quelle alimentari. Dopo aver iscritto la
mozione all’odg del Consiglio comunale una anno fa, abbiamo saputo
che poco prima di Natale la Giunta aveva avviato le procedure per
dare attuazione a quanto chiedevamo. Abbiamo scoperto invece che si
e’ limitata a corrispondere al Banco Alimentare una cifra di 5000
euro per uno “studio di fattibilità” di cui non c’e’ ad oggi ancora
traccia e di cui non vi e’ alcun bisogno, soprattutto in una citta’
come la nostra dove le mense dei poveri sono solo un paio e quindi
basta un poco di buon senso per organizzare il tutto. Elisabetta Patelli
Comunicato sulla depurazione Quando
si affronta il tema del risanamento del lago si deve porre
attenzione a due questioni:
la depurazione dei reflui civili ed industriali e lo stato di salute
dei torrenti del bacino idrografico della convalle. Per quel che
riguarda le fognature, l’attuale Amministrazione procede col passo
del gambero: pochi Km all'anno di nuove fognature, 2,5 - 3 quando ne
mancano all'appello ben 55 - senza contare quelli per i tanti nuovi
insediamenti. E a proposito di torrenti e rogge e’ di questi giorno
la notizia dell’abbandono da parte della Giunta del progetto del
Parco del Cosia(che perdera’ cosi anche i finanziamenti degli altri
sponsor) e lo stato di vergognoso degrado in cui versano il Cosia e
la roggetta adiacente anche in piena citta’. Anzi da S.Martino dove
si interra, fino alla foce, il Cosia diventa una vera e propria
fogna, che sversa nel lago schifezze di ogni genere e tinta. Forse i
50.000 euro di sponsor alle gare di motonautica per “ valorizzare il
lago” o i finanziamenti ai piani di abbattimento dei cormorani per
“ripopolare il lago di alborelle” potrebbero essere meglio spesi per
qualche opera di vero risanamento delle acque
Ma non e’ solo il Cosia ad essere avvelenato. Esso infatti ha un
fratellino minore ancor piu’ malmesso: il Fiume Aperto. Questo
torrente è ormai praticamente quasi tutto canalizzato, tuttavia per
una parte del tratto in Valmulini, il manufatto può definirsi
dignitoso : l'argine è in pietra. Purtroppo poco prima del ponte
della ferrovia è franato un non meglio definito edificio che ha
rotto l'argine ed anche il collettore industriale.. Intanto il
tratto terminale del torrente, quello che va dal ponte della
ferrovia alla piazza delle Caserme, versa in una situazione
vergognosa : incuria, inquinamento,schiume, colori cangianti, puzza,
plastiche varie, discarica di inerti, erbacce ( è il meno) ringhiere
arrugginite, tubi mal posti...
Ancora una volta, quale citta’ stanno organizzando i nostri
Amministratori? Forse quella dei salotti buoni, dei grandi eventi,
delle grandi opere e delle grandi consulenze ma certamente anche
quella del cemento, del traffico,delle discariche a cielo aperto,
dell’immondizia ovunque, dell’aria malsana e di un lago destinato a
morire.
Elisabetta Patelli- Verdi per la Pace
Como 1 aprile 2005
Comunicato sul Parco valle Cosia L’affossamento del parco della valle del Cosia sarebbe un
errore gravissimo sul piano ambientale ma anche storico, culturale e
sociale.L’area e’ stata oggetto di un intervento intelligente di
recupero del sedime dell’ex tratta Como- Erba- Lecco come percorso
pedonale nel verde e del ripristino del Ponte dei Bottini. E’ un
prezioso corridoio ecologico, frequentato dai cittadini che deve
anzi espandersi e non essere lasciato alla deriva.
Siamo qui in presenza di una delle tante promesse non mantenute
dall’Amministrazione (forse meriterebbe anch’essa manifesti
informativi in tutta la citta)’ che pregiudica probabilmente per
sempre il progetto della Citta’ Possibile di attrezzare un vero e
proprio Parco Sovracomunale con tanto di “campi” educativi per
ragazzi .
Evidentemente l’Amministrazione preferisce concentrare il suo
bilancio altrove, su consulenze, grandi eventi, fuochi d’artificio
all’indomani dello tsunami,sfarzose performance pirotecniche per
Picasso, sponsorizzazioni di gare di motonautica e via dicendo.
Che il Cosia piu’ in generale sia considerato dai nostri
Amministratori una specie di fogna a cielo aperto lo dimostra il
degrado che caratterizza l’alveo del torrente anche in pieno centro,
da S. Martino in su. Emblematico anche il fatto che siano spariti
cestini per l’immondizia e cassonetti per la spazzatura a servizio
del popoloso insediamento ex Meccanotesile.Pare che fossero scomodi
per i mezzi dell’Acsm!
Elisabetta Patelli
Como 29 marzo 2005
Parcheggio in viale Lecco In piena frenesia
elettorale la maggioranza irrompe nel bilancio ,interrompendone i
lavori, per approvare in fretta e furia il parcheggio di viale Lecco
attraverso una variante al Prg che forse la nuova legge urbanistica
regionale renderebbe piu' difficile.
Cosi l'Amministrazione dimostra di soffrire di personalita'
multiple: la personalita'buona invoca la difesa della salute
pubblica e vuole i bus a metano, la personailta' cattiva non blocca
il traffico dopo aver superato di gran lunga i giorni e i livelli
tollerabili di Pm10 e anzi si affretta a portare a casa un altro bel
contenitore di auto forestiere appena fuori dal Duomo.Sì, perche'
l'autosilo non servira' ai residenti, come mi pare di capire, ma
sara' solo un altro elemento attrattore di traffico in pieno centro.
Per giunta forse a tariffa agevolata!!!
A che pro tutta questa fretta?: anzitutto un bel regalino al Valduce
non guasta ,soprattutto in
campagna elettorale. Concediamo infatti il terreno pubblico
all'Ospedale affinche soddisfi la quota di parcheggi richiesta per
legge in vista del suo futuro ampliamento.Eppoi la maggioranza potra
dire in campagna elettorale di aver mantenuto un'altra promessa..si,
ma fatta a chi? Elisabetta Patelli
Comunicato stampa sull'acquario
In preda ad un delirio di onnipotenza i nostri Amministratori
dimostrano per l'ennesima volta di voler mettere a soqquadro la
nostra città come si trattasse di un terreno di loro proprietà.
Non bastano le incognite sulla Ticosa e sull'ospedale, le paratie o
le miriadi di piano attuativi che stanno stravolgendo il volto di
Como, ci mancava pure l'acquario in riva al lago!!
Questo progetto che a chiunque abbia un po' buon senso può sembrare
soltanto uno scherzo,ha brancolato per anni da una città all' altra
senza trovare un approdo sicuro,finchè non e' giunto a Como dove
anche l'inverosimile puo' diventare realtà!
Non si tratta solo del fatto che un acquario di pesci tropicali e'
inaccettabile dal punto di vista animalista tanto quanto uno zoo, ed
e’ anche una struttura completamente estranea alla storia di Como;
qui si tratta anche di sottrarre un'altra volta ai cittadini una
parte importante della citta' per donarla a privati imprenditori
affinchè ne traggano profitto.
Sul piano ambientale poi, si tratta di distruggere duemila metri
quadri di parco urbano per permettere alla Merlin Enterprise di
costruire senza pagare il terreno un edificio nella fascia urbana
pregiata che sta fra il lago e il resto della città.Una bestemmia
sul piano urbanistico e ambientale!
Che dire poi delle centinaia di migliaia di visitatori che secondo
la Merlin dovrebbero visitare la struttura? Si sono chiesti i nostri
Amministratori come peggioreranno le condizioni di vita per i
residenti del quartiere già messi a dura prova dalla carenza di
parcheggi, da una viabilità locale disastrosa e dal caos legato
all’attività dello stadio??? |