Vendite quote della Serravalle
SUL PIANO FINANZIARIO
La delibera presentata dalla minoranza invita questa Amministrazione
ad un ulteriore ripensamento rispetto all’ asta del 16 settembre ora
che le condizioni di vendita delle azioni della Serravalle sono
divenute ancor meno vantaggiose per il Comune di Como . E’ evidente
infatti che dopo la conquista da parte della Provincia di Milano
della maggioranza delle azioni, attraverso l’acquisto del 15% delle
quote Gavio, il presunto (da voi) “affare “di 15 milioni di euro si
ridimensiona notevolmente. Le nostre azioni non sono piu’ cosi’
strategiche e quindi appetibili e non ci sarà presumibilmente quella
gara al rialzo su cui contavate .
A prescindere tuttavia da questo svalutazione delle nostre azioni,
tenendo per un momento il ragionamento sul piano meramente contabile
, questa operazione è comprensibile solo in una situazione
finanziaria “da canna del gas”, quando cioe’ il quadro economico e
talmente grave da poter essere ripianato solo attraverso
l’alienazione anche di pezzi di valore e redditizi. Sappiamo Infatti
che la Milano Serravalle e ‘ una miniera d’oro destinata a diventata
ancor piu’redditizia in futuro. Negli ultimi 5 anni dai dividendi di
societa’ il Comune ha incassato mediamente 100.000 euro annui; ma
c’e’ di più: attualmente la Milano Serravalle gestisce una rete
viaria che ha visto l’anno scorso un incremento del 3,23% di
traffico pagante ,con un incremento dei ricavi annui da che si
aggirano intorno al 5%
.La profezia che diffondete sul decremento delle azioni in seguito
ai futuri investimenti della Serravalle nelle opere di Pedemontana e
Brebremi e’ del tutto infondata e un po’ miope: non solo perche’ la
Serravalle ha ad esempio solo un quota minoritaria(1%) nella
Brebremi, ma anche perche’ per Penati e soci il raggiungimento della
maggioranza rientra in un piano strategico complesso e intelligente
prospettato nel futuro. Un piano che, anche grazie agli investimenti
e alla quotazione in Borsa prevede un recupero di redditivita’
superiore alla attuale a partire dal 2008.
SUL PIANO POLITICO (assai piu’ interessante di quello contabile)
virtuoso e strategico e’ l’obiettivo di costruire un polo lombardo
della gestione delle autostrade e tangenziali, la cosiddetta
Autorita’ Metropolitana per la Mobilita’, una sorta di governo
pubblico della mobilita’ e dei trasporti(porti e interporti), con
tutti i soggetti coinvolti nel settore ,assieme ovviamente a
Serravalle.Un governo a maggioranza pubblica che abbia obiettivi
diversi dal privato investitore e che metta ad esempio in agenda
come priorita’ gli investimenti per la sicurezza, l’info-mobilita’-
il road pricing- la mitigazione ambientale ndelle reti e i
re-investimenti nel trasporto pubblico trasporto pubblico
Ecco l'importanza del controllo pubblico della società Serravalle da
parte della Provincia di Milano, che ha il compito, attraverso la
Giunta e il Consiglio provinciale, di ridefinirne le strategie della
mobilità provinciale, trasformandola da società autostradale in
società operante nel settore della mobilità in modo per giunta
trasparente e democratico.
La Serravalle deve essere capace di governare il sistema della
mobilità occupandosi finalmente anche di trasporti pubblici
nell'area metropolitana milanese e non solo di autostrade e
tangenziali.
Oggi grazie alla Provincia di Milano la Serravalle non e’ piu’
scalabile dai privati cio’ garantisce che restino pubbliche le
scelte di programmazione , realizzazione egestione di tutto il
sistema della mobilita’ dei servizi anne con ovvie ripercussioni sia
sulla salvaguardia del territorio, sia su informazione e
orientamento dell’utenza, sia sul sistema di trasporto di beni e
quindi sullo sviluppo economico della Regione.
Come gia’ fece la Camera di Commercio di Como l’errore di cedere la
sua quota (oltretutto per un valore pari ad un terzo di quello
attuale) ora il Comune decide in un momento cosi sfavorevole di
indebolire ulteriormente la presenza dell’Amministrazione pubblica
comasca all’interno di un piano cosi interessante………….. per fare
cosa? Giochi di prestigio di bilancio, si apre un buco qui….se ne
chiude uno di la’, ….oppure per opere “strategiche” (
paratie?l’autosilo di S. Agostino?) che possono produrre benefici
solo per i progettisti,per le imprese coinvolte e produrre altri
problemi invece alla comunita’. Una comunita’ che gia’ oggi alla
prima ripresa di un’attivita’ lavorativa ancora parziale e’ gia
strangolata da una politica delle opere e della mobilita’ incapace e
raffazzona, anche e soprattutto quando non ha piu’ capri espiatori.
Una politica miope inadatta percepire una strategia che per la sua
complessita’ richiede un’ ottica di sistema e non di singole inutili
opere. Consiglio del 31-5-05
TICOSA. SALDI DI FINE STAGIONE E PREMI IN CEMENTO.
Questo dovrebbe essere il titolo della nuova delibera sulla
Ticosa, grande promessa “mantenuta” dall’Amministrazione comunale
che illegittimamente ha usato il simbolo del comune su manifesti per
propagandare se’ stessa alla vigilia delle elezioni. Propaganda
finta perche’ la Ticosa e’ tutta da realizzare, anzi la Ticosa
finora e’ stata (e sara’), tra studi e consulenze,-circa 260000 euro
solo per SSF; Studio Zerbi e studio Bardelli,soltanto un costo
pesante per la collettivita’.
E adesso arrivano circa 3.3 milioni di euro in sconto e un 10% di
cubatura edificabile in piu’.Perche’? In ragione di che?
Dell’obbligo di interrare la viabilita’(c’era anche nella prima
delibera questa facolta’)?
Del fatto che si prevede ora un parcheggio multipiano anziche’ a
raso? Se e’ vero infatti che esso comporta piu’ costi e’ anche vero
che per la differenza di quote la sua realizzazione appare poco
problematica e consentira’ inoltre un maggiore superficie a
disposizione per una piu’ agevole progettazione dell’area.
TUTTO CIO’ PER GARANTIRE ALL’ OPERATORE DI OTTENERE PROFITTO PER UNA
CIFRA TRA I 10 MILIONI E I 30 MILIONI DI EURO. E CHI SE NE FREGA? Lo
capite che l’impostazione di fondo e’ sbagliata? Certo che il
fattore economico e’ uno degli elementi da considerare , ma solo
all’interno di un’operazione che sia vantaggiosa per la citta’:l’obiettivo
e’ quello di progettare un comparto che produca benefici sul piano
urbanistico ,ambientale, della mobilita’ che sono oggi obiettivi
prioritari per Como. Da qui si individua una serie di vincoli a
garanzia del raggiungimento del vantaggio pubblico e poi si possono
premiare/incentivare gli operatori che meglio intervengono in questa
direzione. Invece il vostro obiettivo e’ VENDERE la Ticosa e siccome
l’operazione deve essere il piu’ possibile appetitosa per il privato
allora via a sconti e cotillons.
Chi premiamo e per cosa????????Premi al buio! Io non insistero’ da
idealista a sostenere altre metodologie: un progetto redatto
dall’Amministrazione , magari condiviso dai cittadini attraverso
forme di partecipazione o affidato a concorso internazionale di idee
e di nuovo partecipato attraverso forme democratiche(caso Giunta
Pigni)- tutte cose che invero mi piacerebbero- ma voi non prendeteci
in giro dicendo che il bene pubblico coincide con le leggi di
mercato o di iniziativa privata.Non puo’ essere cosi’,
legittimamente.
E’ chiaro che io vivo in modo particolare la contraddizione tra
l’esigenza di un miglioramento della qualità ambientale, in senso
prettamente “ecologico”, che generalmente si traduce anche–
banalmente, se si vuole – in un incremento delle aree verdi, mentre
la necessità di attrarre investimenti privati fa nascere la
tentazione di ipotizzare una “densificazione” delle quantità
edilizie e delle funzioni, con i conseguenti maggior sfruttamento
del suolo e carico di traffico.
Nonostante gli entusiasmi per la “scoperta” del mercato, da parte di
enti dell’amministrazione pubblica, resta il fatto che difficilmente
i meccanismi di mercato possono raggiungere di per se stessi
obiettivi sociali
Resto convinta, come gia’ per la prima delibera, che Ticosa e’ una
risorsa per la citta’, abbandonata per anni al degrado da questa
Amministrazione e che ora preme per una vendita tout-court.Meglio
dire una svendita, non programmata e controllata, che agevola solo
interventi speculativi tipo Dadone, che forse sono gia’ dietro
l’angolo. Risibili sono i pochi paletti negativi che determineranno
cosa i privati non potranno costruire:da una parte non potranno
pascolare le capre e dall’altra non potranno esserci un centro
commerciale dieci-venti colte piu’ grande dell’Esselunga , ma forse
dieci / venti Esselunghe si. E adesso si aggiungono sconti e piu’
cemento, a compensare l’interramento e un parcheggio multipiano.
A proposito di quest’ultimo quale beneficio porterebbe un bello
scatolone sul piano ambientale e rispetto all’obiettivo di formare
un vero sistema di verde di interconnessione con la Spina verde, con
il Borgo di via Milano? E quale compatibilita’ con l’esigenza di
valorizzare la Basilica di S Abbondio ad esempio?
E l’Assessore sottolinea anche che la realizzazione del parcheggio
multipiano esula dalla dotazione di standard del comparto, cosi’
“”avremo un quartiere autosufficiente sul piano del sistema
viabilistico”. Ma via Borgovico non ha insegnato nulla??? E la
matematica elementare e’ cosi ‘ oscura? Si va a concedere un pesante
insediamento e ci si illude che cio’ non interferisca col sistema
complessivo della mobilita’ urbana! Forse ci saranno sufficienti
posteggi e garages interni, ma l’impatto sul nodo di S. Rocco e sul
traffico in entrata /uscita dalla citta’ come conseguenza di nuovi
uffici, negozi, centri commerciali(medi?) casermoni di appartamenti
dove lo mettiamo nel computo complessivo del sistema della mobilita’?????
Per questo motivi, per le ombre sulla questione della riduzione del
vincolo cimiteriale gia’ citata da altri, per l’estensione dei premi
e dei benefici anche ai lotti privati confinanti per l’assenza di
vere motivazioni alla base dei bonus che si vogliono concedere(la
L.R. li prevede ad es. in caso di applicazioni di tecnologie
costruttive che consentono risparmio energetico) confermo e anticipo
il mio parere fortemente contario anche e ancor di piu’ su questa
seconda manche del caso Ticosa
Consiglio del
Mozione dei Verdi “Distribuzione cibo ai bisognosi”
Molto rapidamente, si tratta di un testo che chiede l'applicazione
di una legge, che è stata approvata dal Parlamento nel mese di
giugno 2003: è un disegno di legge di iniziativa governativa che ha
trovato condivisione da parte di tutti gli schieramenti in
Parlamento e che risolve un problema di carattere burocratico, e
sanitario al tempo stesso, per consentire a chi gestisce delle
mense, che siano pubbliche o private, di poter devolvere tutto quel
cibo che non viene consumato nel momento in cui dovrebbe essere
servito all'interno delle mense, ma che consente di devolverlo a
delle onlus che abbiano nel loro scopo quello di fornire pasti ai
bisognosi. Infatti la onlus viene equiparata - nell'unico articolo
di questa legge che è riportato all'interno della mozione - al
consumatore finale. In questo modo si può affrontare quello che è
stato più volte sollevato come problema legato essenzialmente alle
mense scolastiche che sono gestite , ma che può essere attuato anche
nelle altre mense dove il Comune fornisce i pasti ai propri
dipendenti, per esempio, e soprattutto può essere attivato in
qualsiasi altro tipo di mensa. Allora cosa chiede questa mozione?
Chiede che ovviamente in primo luogo il Comune si faccia carico di
farsi parte attiva per stringere accordi di collaborazione con le
onlus per quanto riguarda le mense pubbliche. Ma chiede anche che il
Comune, dopo aver dato il buon esempio, faccia in modo che
sull'intero territorio comunale non solo ci sia una pubblicizzazione
adeguata di questa legge, ma ci sia anche una sollecitazione, presso
tutti gli operatori privati, perché si possa attuare quanto disposto
dalla legge. Lo scopo finale ovviamente è quello di aiutare le
associazioni che offrono cibo alle persone bisognose, credo che da
questo punto di vista, se il Comune volesse dare, appunto, da un
lato il buon esempio e dall'altro essere protagonista di
un'iniziativa di promozione farebbe una cosa importante ed utile per
tutta la collettività. Quindi mi auguro che ci sia un intento
largamente condiviso anche all'interno di quest'aula e da parte
della Giunta perché si attivino tutte le procedure necessarie nel
più breve tempo possibile e già dal prossimo anno scolastico questa
iniziativa parta anche a Como".A Milano e’ gia’ operativa attraverso
Milano Ristorazione e onlus un’attivita’ di recupero di cibo
avanzato da ben 552 mense scolastiche che si e’ avviata nei
primissimi tempi con il recupero e la redistribuzione dei generi
piu’ “facili”, pane. frutta e verdura per poi estendersi agli altri
generi alimentari
Consiglio del 17/1/2005
Può anche essere che l'immobile di via PIno non sia
urbanisticamente idoneo ad ospitare un luogo di culto, ma piu’
probabilmente pretesto(non sede CC), come in altre citta’ quello che
colpisce in negativo in questa vicenda è quel risvolto misto di
timore ed intolleranza che traspare da tutta la vicenda e la
ristrettezza di confini culturali.
- Sembra di cogliere, innanzitutto, quella psicosi che porta ad
identificare fedeli musulmani e loro luoghi di culto come
ricettacolo di estremismo religioso, fomentatore di potenziali
cellule terroristiche islamici.
- Una psicosi che si aggiunge alla non del tutto scomparsa
diffidenza verso gli immigrati, specie se con forti identità
religiose come sono quelli di cultura e religione islamica. Ecco che
la possibilità che nelle vicinanze della propria casa o, tanto
peggio, nello stesso condominio dove si vive, possa essere aperta
una moschea, fa esplodere paure giustificate solo da un clima di
allarmismo creato,ad hoc. Non manca, certo, il timore di attentati
terroristici anche nel nostro Paese, nessuno lo nega e tutti
auspichiamo un potenziamento dell'attività di prevenzione, ma ciò
non giustifica la criminalizzazione di ogni moschea, religioso
musulmano, luogo di ritrovo o centro religioso culturale islamico
nel nostro paese. Nella vicenda di via Pino, quindi, limitarsi come
sta facendo la Giunta Comunale ad appellarsi alle norme tecniche del
Piano regolatore che non prevederebbe in quell'immobile una
destinazione d'uso compatibile con l'apertura di un centro
culturale(perché di questo si tratta), suona come una foglia di
fico. pretestuoso perche come tutti sanno gli stessi problemi
c’erano anche prima e perche’ non si risolve un problema di
parcheggi con la chiusura di una. Questo modo di affrontare la
vicenda dimostra una logica di chiusura e di intolleranza. Se le
politiche di integrazione e di acquisizione piena dei diritti di
cittadinanza per tutti fossero, invece, realmente nel cuore di
questi amministratori li avremmo visti attivati in maniera diversa.
Intanto ribadendo il diritto in città a luoghi di culto e di ritrovo
culturale per tutti, e, allo stesso tempo, ricercando un dialogo con
i condomini per rassicurarli sulla inesistenza di rischi.
CostruireUn'opera di mediazione culturale necessaria per garantire
diritti e per motivare atteggiamenti di tolleranza e accoglienza,
smussando paure e diffidenze. Se questo atteggiamento, volto a
garantire diritti di cittadinanza uguali per tutti, la Giunta lo
avesse fatto proprio ecco che non sarebbe un problema che quell'immobile
sia urbanisticamente più o meno idoneo a questa destinazione d'uso..
- la maggioranza di governo comunale meglio farebbe a dimostrare
concretamente il suo interessamento a garantire diritti di
cittadinanza piena per tutti quando si presentano problemi
specifici, seppur spinosi e, a volte, a rischio di impopolarità. I
Verdi chiedono che si trovi una soluzione concreta alla vicenda di
via Pino garantendo a questi cittadini il diritto di incontro e di
culto in un luogo idoneo e invitano le forze politichecomasche a
cogliere questa occasione per aprire una discussione sulla concreta
possibilità di garantire per via amministrativa il voto agli
immigrati attraverso un'opportuna modifica in tal senso dello
statuto comunale così come in altre città si sta
- Ristrettezza confini culturali:La societa’ multietnica e’ una
realta’’ ineluttabile, a nulla servono barriere e muri o dazi
culturali o gli occhi bendati di fronte alla realta’ delle nostre
scuole. Cert pone dei questioni: ci vuole sensibilita’, saggezza,
intelligenza, prudenza. Un atteggiamento realistico e serio
imporrebbe allora di cambiare strada, adottando urgentemente non
misure di segno radicalmente alternativo, oggi politicamente
improponibili tanto in Italia quanto in Europa, bensì un insieme di
provvedimenti finalizzati ad attenuare il proibizionismo e a
realizzare un governo duttile e ragionevole del fenomeno. A partire
dall’accoglienza fino alla convinzione dei migranti come non mera
forza lavoro bensi come cittadini con ttti i diritti e con la
convinzione che una vera integrazione mina alle radici l’estremismo.
QUALE CRISTIANITA’Festa dell´Epifania tutta dalla parte dei migranti
per il cardinale Dionigi Tettamanzi, che non perde occasione per
lanciare precisi messaggi politici alla città. E consegnare sacchi
di carbone agli amministratori, poco propensi alla solidarietà coi
più deboli tra gli stranieri. I Re Magi diventano il simbolo,
nell´omelia serale in Duomo, dei popoli venuti da lontano. E le
parole del Vangelo secondo Matteo lo spunto per parlare di stelle
comete molto vicine e concrete. Un alto discorso morale che arriva
ai milanesi proprio nel giorno in cui il ministro leghista per le
Riforme istituzionali, Roberto Calderoli, annuncia la richiesta di
chiusura immediata, per terrorismo, della moschea e dell´Istituto
culturale islamico di viale Jenner. Alzando così i toni e aprendo
uno scontro.
l´arcivescovo tuona severo: «Abbiamo il diritto di essere
rispettati, onorati, difesi, serviti e amati nella nostra umanità,
nella nostra dignità personale, da parte di tutti. Lo dobbiamo dire
con forza, ancora una volta, di fronte alle forme di
discriminazione, e comunque di inadeguata considerazione, presenti
nella nostra società, ed anche nella nostra città, nei riguardi
degli immigrati.
Penso alle vostre condizioni economiche e sociali, non poche volte
alla lontananza dai familiari, alla fatica di educare i figli,
soprattutto i giovani, spesso messi a dura prova da un contesto
culturale diverso da quello dei vostri Paesi, al vostro difficile
cammino di integrazione». E promette un´accoglienza senza se e senza
ma all´interno della diocesi.
-Con quale diritto estensione a tutto il popolo italiano? Lo stesso
disprezzo verso l’altro migrante voi lo dimostrate nei confronti
dell’altro in assolutonei confronti di altre religioni ma piu’ in
generale di altre sensibilita’ compresa quella laica. In questa
crociata strumentale . Strunmetale perche’ si’ e’ diffuso su tutto
il territorio ua ritorsione pesante nei confronti dei diritti delle
persone c he usa e abusa dei principi della cristianita’nel nome
della cristisnitsche sostituisce prontamente Stessa battaglia che
stiamo conducendo sul terreno della Pma ma e’ strumentale davvero
nel vostro caso
"Quello che colpisce in negativo in questa vicenda è quel risvolto
misto di timore ed intolleranza che traspare da tutta la vicenda e
la ristrettezza di confini culturali.
-1)Sembra di cogliere, innanzitutto, quella PSICOSI che porta ad
identificare fedeli musulmani e loro luoghi di culto come
ricettacolo di estremismo religioso, fomentatore di potenziali
cellule terroristiche islamici.
-2)-Una psicosi che si aggiunge alla evidentissima ostilita' verso
gli immigrati, specie se con forti identità religiose come sono
quelli di cultura e religione islamica.
Ecco che la possibilità che nelle vicinanze della propria casa o,
tanto peggio, nello stesso condominio dove si vive, possa essere
aperta una moschea, fa esplodere paure giustificate solo da un clima
di allarmismo creato ad hoc.
Non manca, certo, il timore di attentati terroristici anche nel
nostro Paese(circostanza ovviamente alimentata dalla presenza in
guerra del nostro paese), nessuno lo nega e tutti auspichiamo un
potenziamento dell'attività di prevenzione, ma ciò non giustifica la
criminalizzazione di ogni moschea, religioso musulmano, luogo di
ritrovo o centro religioso culturale islamico nel nostro paese.
Nella vicenda di via Pino, quindi,aggrapparsi come sta facendo la
maggioranza alle norme tecniche del Piano regolatore che non
prevederebbe in quell'immobile una destinazione d'uso compatibile
con l'apertura di un centro culturale(perché di questo si tratta),
suona come una foglia di fico. Argomento pretestuoso e sostenuto per
giunta con concetti rozzi e meschini.
3)Questo modo di affrontare la vicenda dimostra una logica di
chiusura e di intolleranza. Se le politiche di integrazione e di
acquisizione piena dei diritti di cittadinanza per tutti fossero,
invece, realmente nel cuore di questi amministratori li avremmo
visti attivati in maniera diversa. Intanto ribadendo il diritto in
città a luoghi di culto e di ritrovo culturale per tutti, e, allo
stesso tempo,costruendo un'opera di integrazione culturale
necessaria per garantire diritti e per motivare atteggiamenti di
tolleranza e accoglienza, smussando paure e diffidenze. Se questo
atteggiamento, volto a garantire diritti di cittadinanza uguali per
tutti, la Giunta lo avesse fatto proprio ecco che non sarebbe un
problema che quell'immobile sia urbanisticamente più o meno idoneo a
questa destinazione d'uso.
5)Colpisce anche la ristrettezza dei vostri(maggioranza)confini
culturali:La societa’ multietnica e’ una realta’’ ineluttabile, a
nulla servono barriere e muri o dazi culturali.Vi bendate gli occhi
bendati di fronte alla realta’ di quanto la ..multirazziale sia una
risrsa consistente e preziosa all'interno delle nostre scuole?.
Certo pone delle riflessioni: ci vuole sensibilita’, saggezza,
intelligenza,rispetto, cautela. Un atteggiamento realistico e serio
che impone anche a voi di cambiare strada, adottando urgentemente
non misure di segno radicalmente alternativo, oggi politicamente
improponibili tanto in Italia quanto in Europa, bensì un insieme di
provvedimenti finalizzati a realizzare un governo duttile e garante
dei diritti di tutti. A partire dall’accoglienza fino al
riconoscimento dei migranti come non mera forza lavoro bensì come
cittadini con pieni diritti (e con la convinzione che una vera
integrazione mina alle radici l’estremismo).
6)DI QUALE CRISTIANITA’STATE PARLANDO ? Da laica vi rammento che la
scorsa Festa dell´Epifania a Milano e' stata tutta dalla parte dei
migranti per il cardinale Dionigi Tettamanzi, che non ha perso
occasione per lanciare precisi messaggi politici alla città. E per
consegnare sacchi di carbone agli amministratori, poco propensi alla
solidarietà coi più deboli tra gli stranieri. I Re Magi sono
diventati il simbolo, nell´omelia serale in Duomo, dei popoli venuti
da lontano. E le parole del Vangelo secondo Matteo lo spunto per
parlare di stelle comete molto vicine e concrete. Un alto discorso
morale che arrivava ai milanesi proprio nel giorno in cui il
ministro leghista per le Riforme istituzionali, Roberto Calderoli,
annunciava la richiesta di chiusura immediata, per terrorismo, della
moschea e dell´Istituto culturale islamico di viale Jenner. Alzando
così i toni e aprendo uno scontro.
L´arcivescovo allora tuonava severo: «..Abbiamo il diritto di essere
rispettati, onorati, difesi, serviti e amati nella nostra umanità,
nella nostra dignità personale, da parte di tutti. Lo dobbiamo dire
con forza, ancora una volta, di fronte alle forme di
discriminazione, e comunque di inadeguata considerazione, presenti
nella nostra società, ed anche nella nostra città, nei riguardi
degli immigrati.
Penso alle vostre condizioni economiche e sociali, non poche volte
alla lontananza dai familiari, alla fatica di educare i figli,
soprattutto i giovani, spesso messi a dura prova da un contesto
culturale diverso da quello dei vostri Paesi, al vostro difficile
cammino di integrazione..». E prometteva un´accoglienza senza se e
senza ma all´interno della diocesi.
-Con quale diritto estendete il vostro approccio rozzo e meschino a
tutto il popolo italiano?Voi non rappresentate gli italiani E
NEMMENO I COMASCHI!!!
-UNA CONSIDERAZIONE GENERALE:Lo stesso disprezzo verso l’ALTERITA'
migrante voi lo dimostrate nei confronti dell’ALTRO in assoluto.Nei
confronti di altre religioni ma piu’ in generale di TUTTE le altre
sensibilita’ diverse dalla vostra. Ne è esempio significativo la
crociata contro i diritti delle persone che avete cosi' ben espresso
attraverso la legge 40 e che attraverso il boicottaggio del
referendum state conducendo sul territorio in questi giorni in modo
pervicace e capillare in nome di una presunta cristianita'"