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IL GRUPPO CONSILIARE - INTERVENTI

Alcuni interventi (aspettando che il Comune fornisca il servizio di trascrizione elettronica)
Consiglio del 18/05/2006 Intervento su nucleo antiwriters
Consiglio del 10/05/2006 Intervento su alcuni giovani che non si sono alzati in CC
Consiglio del 20/10/2005 Finanziaria e tagli agli EELL
Consiglio del 12/09/2005 Vendita quote della Serravalle
Consiglio del 31/05/2005 Ticosa. Saldi di fine stagione e premi in cemento
Consiglio del "Distribuzione cibo ai bisognosi"
Consiglio del 17/01/2005 Sulla nuova Moschea

Consiglio del 18 maggio 2006
E’ passato più di 1 mese e mezzo dalla tragica vicenda di Rumesh ed e’ paradossale che siamo qui a discuterne solo ora, mentre la città sconvolta aveva bisogno di essere rassicurata da una risposta istituzionale immediata. La discussione invece e’ stata interrotta bruscamente perché more solito , questa maggioranza ha deciso di irrompere all’interno dell’OdG del Consiglio comunale per discutere gli argomenti che DAVVERO le interessano. Così e’ stato per Acsm ,in questo caso, ma così e’ stato anche moltissime altre volte.
L’impressione e’ che la vicenda interessi poco o meglio che abbiate gia’ preso una decisione in merito e che questa discussione in Consiglio sia infondo semplicemente un passaggio sgradevole che non si può evitare.
Infatti le dichiarazioni pubbliche del Sindaco, ma non solo sue , lasciano intendere che la filosofia dell’attività’ del Nucleo non cambierà.
A supporto dell’ipotesi che tutto riprenderà come prima mi pare vada l’enfasi portata sulla rinnovata campagna antiwriter, quasi a cercare una ulteriore legittimazione delle decisioni gia’ prese,con tanto di affermazioni ingiuriose da parte del Sindaco nei confronti non solo delle forze di opposizione, ma anche di tutti quei cittadini che sono scesi in piazza per manifestare il loro disagio e il loro dolore. Mi riferisco in particolare alle frasi: in cui Bruni ci accusa di procurare copertura politica ai vandali.
Spostare il baricentro del discorso sui”recenti e diffusi imbrattamenti” (ass. Scopelliti) significa spostare l’attenzione dal cuore del problema,
Invece dobbiamo parlare del Nucleo Investigativo che , per quello che accaduto, ma ancor piu’ per le contraddizioni che le vicende hanno portato alla luce non può continuare ad essere. Meglio: l’Amministrazione che ne ha la responsabilità politica lo deve sciogliere.
Questo dice con chiarezza la nostra mozione, non la mozione della maggioranza che dice tutto e il contrario di tutto, esprime concetti generici sui quali potrei essere d’accordo, ma sui quali dissentiremmo sostanzialmente se li approfondissimo.(es dove si dice che il Nucleo deve operare”con procedure, equipaggiamenti ed addestramenti adeguati agli obiettivi”.)
Ed e’ questo il punto da cui derivano una serie di considerazioni:
a) Premessa di buonsenso: le azioni di vigilanza devono essere commisurate all’entità’ del problema(ragazzini e ambulanti abusivi non sono uguali a pericolosi gangster o assassini). Le forze preposte alla sicurezza devono avere competenze , capacità addestramento e strumenti adeguati al compito da svolgere e non vi deve essere confusione dei ruoli, bensì coordinamento: la polizia locale faccia la polizia locale, la polizia di stato, i carabinieri etc idem. Già il Questore ed il Prefetto ma non solo loro, hanno evidenziato le contraddizioni emerse dall’accaduto: “un’operazione svolta violando le norme basilari della sicurezza pubblica, assenza di addestramento e competenze specifiche, violazione di protocolli di base”. Sono emersi anche in passato segnalazioni(ricordo un interpellanza del consigliere Nessi- anno 2004) sui metodi poco consoni ad parte di alcuni agenti del Nucleo.
b) Nascono problemi ovunque esistono queste squadre speciali : ho in mano la testimonianza di un portavoce degli agenti di Milano che ci conferma la deriva poliziesca dei vigili urbani(v. intervista).
c) Quanto accaduto nella nostra città ha scosso fortemente l’animo dei comaschi anche perché Rumesh e’ un ragazzo come tantissimi altri e questa disgrazia poteva toccare qualsiasi famiglia normale. E allora come si devono essere sentiti tanti i genitori, gia’ apprensivi per tutti i potenziali pericoli cui un loro figlio può andare e che normalmente “vivono” le forze di polizia come un corpo che protegge, un occhio in più sui loro ragazzi laddove i genitori non sono presenti? Queste sono i genitori in piazza per esprimere il loro sconcerto, non persone che danno “un patentino di legittimità ai vandali”
d) Nessuno legittima i vandali (intanto writers e vandali non sono la stessa cosa) ma bisogna affrontare il problema con più buon senso:prevenzione, educazione, vigilanza e poi repressione : certamente tenere monitorato il problema e i luoghi più a rischio, cancellare subito le scritte che e’ un buon metodo dissuasivo, dare spazio fisico ai writers per esprimersi( e in questo modo separare al loro interno writers dai vandali tout- court )e POI sanzioni pesanti. Anche il Collegio delle imprese edili a Como ha suggerito qualcosa di simile e dato disponibilità di superfici di cantiere . Qualche tempo fa gli stessi writers avevano chiesto di poter usufruire di ambiti dedicati ma non era stati ascoltati.
In conclusione: l’impostazione data a questo nucleo di sicurezza e’ figlia da una parte della cultura della repressione piuttosto che della prevenzione,della politica che riduce le risorse ai corpi di polizia e aizza la giustizia fai da te,della devolution in settori delicati che favorisce iniziative irresponsabili e dall’ altra e’ conseguenza della incapacità di dare credito ai giovani, creando dialogo, occasioni e luoghi di aggregazione,una rete continuativa di opportunita’ culturali invece dei grandi vernissage e soirèè col vuoto intorno.

Consiglio de 10 maggio 2006
Non ho condiviso la scelta di alcuni ragazzi di non rendere omaggio alla memoria dei soldati caduti, atto secondo me dovuto per rispetto verso la morte e il dolore delle persone toccate dal lutto .Tuttavia il rispetto per la vita e per la morte e’ principio che attiene alla sensibilita’ e alla cultura di ciascuno di noi e non e’valore che possa essere inculcato con la forza . Pertanto non ritengo vi siano obblighi,nemmeno in sede istituzionale( semmai una considerazione di opportunita’) da parte del pubblico di aderire ad un invito del Presidente del Consiglio di alzarsi e osservare un minuto di silenzio, quale che sia il fatto.
Ritengo altrettanto illegittime,sempre per un principio di democrazia e rispetto della liberta’ di opinione, le reazioni di chi ha la pretesa di costringere tutti a pensarla come lui o, ancor peggio, reclama le maniere forti per allontanare chi non la pensa come lui. Avrei auspicato invece che il Presidente Pastore si fosse fatto portavoce , dopo l’accaduto, come richiesto, di una unanime espressione di dissenso da parte del Consiglio, motivata e circostanziata, che forse avrebbe stimolato una riflessione in coloro che sono rimasti seduti.
Ho a che fare quotidianamente con studenti e penso che l’essere giovani comporti anche vivere emotivamente le situazioni e quindi, immagino, piu’ che uno sfregio ai caduti, l’astensione dei ragazzi nascesse dal rifiuto verso chi ha mostrato assai meno sensibilita’ nei confronti di una tragedia che invece li ha toccati in prima persona, una protesta verso chi non dialoga con loro ,ma li persegue e punisce.Tutto cio’ non giustifica , ma aiuta i grandi a capire e piu’ in generale agevola la comprensione reciproca. Una ragione i ragazzi ce l’hanno nel dire che se anche si fossero educatamente allontanati dall’aula, le reazioni sarebbero state uguali o anche peggiori.
Non vi era motivazione alcuna per sospendere un Consiglio comunale, indire riunioni di capigruppo e di maggioranza . A meno che non si volesse strumentalizzare l’accaduto per fare un po’ di campagna elettorale e per evitare di discutere la mozione sul Nucleo di sicurezza.
A togliere le castagne dal fuoco di una maggioranza in difficolta’,tutta presa ad arrampicarsi sugli specchi delle interpretazioni dei regolamenti e ostaggio delle ire di An,e’ arrivato il Capogruppo Rallo che ha cercato la provocazione e il pretesto per rompere definitivamente la seduta.
Chissa’ se all’alba di lunedì 15 si riuscira’ a venirne a una sulla vicenda del Nucleo, sempre che non emerga qualche altra emergenza di Giunta(vedi Acsm) nel frattempo.
Per onesta’ intellettuale gli stessi consiglieri che si stracciano le vesti dallo sdegno dovrebbero ammettere di essersi rifiutati di dedicare un minuto di silenzio a TUTTE le vittime della sciagurata guerra in Iraq quando cio’ e’ stato richiesto dalla minoranza. Evidentemente per loro esistono morti di serie A e morti di serie B.
Anche la coerenza e’ un valore importante e leggendo l’intervento del consigliere Rudilosso ,persona che per altro apprezzo molto sul piano personale, non posso fare a meno di obiettare che e’ importante essere conseguenti e far coincidere parole e fatti. Non si puo’ dire A in un luogo e fare B in un altro:
-In Consiglio comunale non ho sentito dalla maggioranza nessuna delle considerazioni qui espresse da Rudilosso . Anzi dopo un loro riunione, Forza Italia(gruppo cui aderisce Sefano) per bocca del capogruppo Rallo,ha inasprito i toni sottolineando la necessita’ dell’uso della forza, fino a provocare la rottura.
- se in dissenso col suo gruppo Stefano Rudilosso avrebbe potuto benissimo restare in aula con l’opposizione ,l’Udc (che e’ rimasta) e con la Lega che era contraria a sospendere. Questo ci avrebbe consentito di proseguire la discussione sul Nucleo di Sicurezza magari anche, se la maggioranza fosse rimasta fuori, di approvarne lo scioglimento. Non volevo imbastire un discussione, d’altra parte ci sono le registrazioni del Consiglio che parlano da sole, ma mi piace la chiarezza.A volte l’Unione fa fatica a stare”unita”..ma se e’ vero quel che ho letto quanto deve essere faticoso alcuni di maggioranza quel continuo ingoiare rospi.

Consiglio di Lunedì 20 ottobre 2005
INTERVENTO IN CONSIGLIO COMUNALE SU FINANZIARIA 2006 E TAGLI AGLI ENTI LOCALI.

In questo momento cosi’ difficile per il nostro paese sul piano economico-finanziario e sociale vi sono scelte importanti da fare per il risanamento dei conti pubblici, per il rilancio dell’economia e per la redistribuzione delle risorse sul piano sociale. Scelte che richiederebbero collaborazione e intesa istituzionale tra Comuni, Province, Regioni e Governo e non le scelte centralistiche e unilaterali di questo Governo( alla faccia del federalismo).
Una collaborazione che e’ mancata e che ha creato attriti tra i diversi livelli istituzionali . Nell’ultimo anno ad alimentare la tensione sono giunti il mancato reintegro del Fondo nazionale 2005 per le politiche sociali e i tagli in settori di grande emergenza quali le strategie contro l’inquinamento atmosferico e la politica della casa.
Il Fondo per le politiche sociali(che attraverso le Regioni garantisce ai Comuni finanziamenti per interventi a favore dei disabili, degli anziani, della prevenzione e cura delle tossicodipendenze e altre situazioni di marginalita’ sociale) ha subito un taglio di 520 milioni di euro sul 2005( cioe’ su interventi gia’ avviati)- nonostante gli impegni presi a luglio dal Ministro Maroni- e una riduzione del 50% sul triennio a venire.
E’ sfumata l’intesa 2005 col ministero dell’ Ambiente di un Fondo nazionale per interventi urgenti contro l’inquinamento pari a 500 milioni di euro annui ,da finanziare senza ricadute sui contribuenti(ad es. attraverso accisa su benzina).
Anziche ‘ incrementare gli investimenti pubblici nel settore dell’edilizia agevolata, nel biennio 2002-04 e’ stata seguita la via della riduzione sostanziale delle risorse(55%) ,mentre ha continuato a gonfiarsi parallelamente la bolla speculativa edilizia che ha portato ad una spaventosa lievitazione dei prezzi di acquisto e di locazione delle case.
Questo e’ il quadro in cui va ad inserirsi la Finanziaria 2006 la quale:
- Alla faccia del federalismo, annulla la capacita’ dei Comuni di organizzare una programmazione pluriennale del proprio bilancio poiche’ indica un “tetto negativo”(la spesa 2006 dovra’ essere pari al consuntivo 2004 ridotta del 6,7% sulla carta, ovvero nella realtà ridotta del 13,5%) e dice COME e DOVE tagliare ,invece di porre un obiettivo e lasciare all’ente locale la possibilita’ di decidere come raggiungerlo.
- dichiara che sono escluse dal taglio le spese per il sociale e per il personale e non e’ vero:
A)le spese sociali escluse sono solo quelle riferibili al titolo 10 del bilancio comunale
che coprono solo una parte della voce, in realtà la spesa sociale dei Comuni impegna
circa il 30% del bilancio.(su questo tornero’ in seguito)
B) la spesa per il personale non e’ esclusa ,deve infatti restare nel prossimo triennio al di
sotto della spesa 2004 ridotta dell’1% , ivi compresi i lavoratori cosiddetti flessibili
che gia’ vivono una situazione lavorativa e contributiva problematiche.
Voglio ricordare a tal proposito che il settore delle Amministrazioni pubbliche ha
gia’ subìto nel triennio 2001-04 un riduzione del personale pari al 20%
A tutto cio’ si aggiungano gli effetti collaterali sui Comuni di altre scelte del Governo esplicitate nel documento 2006, ad es. i tagli ai Ministeri di 1,3 miliardi investimenti – cioe’ opere - nel settore dei beni storici-artistici e culturali, cosi’ importante per il rilancio dell’economia nel nostro paese
Quest’ultimo punto introduce un’ altra considerazione di carattere generale molto importante:
Nelle audizioni al Senato l’Istat ha presentato tabelle dalle quali emerge chiaramente che relativamente all’andamento di spesa nel decennio 1994-2004 i Comuni sono stati assai piu’ risparmiosi di Province, Regioni (e Ministeri). Cosi’ come e’ da ricordare che la stessa Corte dei Conti ha dichiarato che nel 2004 piu’ del 95% dei Comuni soggetti al patto di Stabilita’ si sono dimostrati virtuosi (anzi per un meccanismo di tiraggio di cassa hanno fatto risparmiare allo Stato 500ml di euro in piu’ rispetto a quanto richiesto).
E COME MAI ALL0RA SI INFIERISCE SUI COMUNI I QUALI SONO GIA’ RIDOTTI ALL’OSSO E ALTRO NON HANNO DA FARE SE NON RIDURRE ULTERIORMENTE I SERVIZI AI CITTADINI?
E POI PERCHE’ SPREMERE I COMUNI PER RIPIANARE COMPORTAMENTI ASSAI MENO VIRTUOSI A LIVELLO CENTRALE(SEMPRE ALLA FACCIA DEL FEDERALISMO)?
PERCHE’ TAGLIARE AI COMUNI E’ PIU’ FACILE E PIU’ COMODO!
Gli effetti gia’ si vedono. Sui nostri quotidiani e’ gia’ apparsa la notizia dell’impossibilita’ di far fronte agli impegni nel campo del sociale e la necessita’ prossima di aumentare le tariffe.( nel Tpl il Comune ha gia’ fatto da pioniere, sfondando addirittura le soglie massime imposte dalla Regione)
Il paradosso: nella Finanziaria e’ previsto uno stanziamento di 1140 milioni di euro(ATTENZIONE: SOLO PER IL 2006!!!! MENTRE I TAGLI SONO SUL TRIENNIO!) “per lo sviluppo e per la famiglia”, ma non si sa ancora per cosa esattamente e come verrano erogati: mancette sulle pensioni, contributi per il 2/3° figlio???????
TUTTO CIO’ EVIDENTEMENTE SI CONFIGURA SOLO COME UNA MANCIA ELETTORALE!
Concludo ricordando che l’Anci (la quasi totalita’ dei Comuni italiani-tranne Como, naturalmente) e’ in rivolta, non perche’ non vuole contribuire agli sforzi per risanare i conti del paese, ma perche’ vorrebbe essere coinvolta in modo piu’ proficuo nella scelta delle strategie di risparmio, possibilmente senza infierire sui cittadini. A tal proposito l’Anci ha gia’ fatto proposte precise in merito. Proposte che vanno per lo piu’ nella direzione del recupero della evasione fiscale a livello locale e/o del prelievo equo in relazione ai redditi.Proposte alle quali forse dovreste almeno dare un’occhiatina prima di respingere la mozione che stiamo discutendo.
Invito infine la Giunta a fare, se ne ha il coraggio,una simulazione degli effetti dei tagli della Finanziaria 2006 e –pero’- a renderle pubbliche! Pubblicandole sui mezzi di informazione o sui manifesti(come indebitamente fatto con “la Ticosa promessa mantenuta”).
Dite cioe’ ai cittadini che sarete costretti a tagliare
ISTRUZIONE E FORMAZIONE (INCLUSO MENSE E TRASPORTI SCOLALSTICI)
CASA
TRASPORTO PUBBLICO
SPORT
CULTURA
AMBIENTE (E STRATEGIE CONTRO INQUINAMENTO)
ACCOGLIENZA
POLITICHE TARIFFARIE
OPERE DI MANUTENZIONE
ILLUMINAZIONE PUBBLICA
TURISMO
Non si puo’ non nutrire il dubbio che si tratti di una finanziaria elettorale, che lascia per il futuro il paese sul lastrico,e che con una mano dispensa qualche mancetta elettorale a livello centrale per gettare fumo sulla politica di Governo ,mentre con l’altra stringe il collo degli enti locali (per la maggioranza in mano al centrosinistra) indirizzando su di essi il malcontento dei cittadini.
Elisabetta Patelli
Capogruppo Verdi per al pace- Comune di Como

Consiglio del 12-09-05
Vendite quote della Serravalle
SUL PIANO FINANZIARIO
La delibera presentata dalla minoranza invita questa Amministrazione ad un ulteriore ripensamento rispetto all’ asta del 16 settembre ora che le condizioni di vendita delle azioni della Serravalle sono divenute ancor meno vantaggiose per il Comune di Como . E’ evidente infatti che dopo la conquista da parte della Provincia di Milano della maggioranza delle azioni, attraverso l’acquisto del 15% delle quote Gavio, il presunto (da voi) “affare “di 15 milioni di euro si ridimensiona notevolmente. Le nostre azioni non sono piu’ cosi’ strategiche e quindi appetibili e non ci sarà presumibilmente quella gara al rialzo su cui contavate .
A prescindere tuttavia da questo svalutazione delle nostre azioni, tenendo per un momento il ragionamento sul piano meramente contabile , questa operazione è comprensibile solo in una situazione finanziaria “da canna del gas”, quando cioe’ il quadro economico e talmente grave da poter essere ripianato solo attraverso l’alienazione anche di pezzi di valore e redditizi. Sappiamo Infatti che la Milano Serravalle e ‘ una miniera d’oro destinata a diventata ancor piu’redditizia in futuro. Negli ultimi 5 anni dai dividendi di societa’ il Comune ha incassato mediamente 100.000 euro annui; ma c’e’ di più: attualmente la Milano Serravalle gestisce una rete viaria che ha visto l’anno scorso un incremento del 3,23% di traffico pagante ,con un incremento dei ricavi annui da che si aggirano intorno al 5%
.La profezia che diffondete sul decremento delle azioni in seguito ai futuri investimenti della Serravalle nelle opere di Pedemontana e Brebremi e’ del tutto infondata e un po’ miope: non solo perche’ la Serravalle ha ad esempio solo un quota minoritaria(1%) nella Brebremi, ma anche perche’ per Penati e soci il raggiungimento della maggioranza rientra in un piano strategico complesso e intelligente prospettato nel futuro. Un piano che, anche grazie agli investimenti e alla quotazione in Borsa prevede un recupero di redditivita’ superiore alla attuale a partire dal 2008.
SUL PIANO POLITICO (assai piu’ interessante di quello contabile) virtuoso e strategico e’ l’obiettivo di costruire un polo lombardo della gestione delle autostrade e tangenziali, la cosiddetta Autorita’ Metropolitana per la Mobilita’, una sorta di governo pubblico della mobilita’ e dei trasporti(porti e interporti), con tutti i soggetti coinvolti nel settore ,assieme ovviamente a Serravalle.Un governo a maggioranza pubblica che abbia obiettivi diversi dal privato investitore e che metta ad esempio in agenda come priorita’ gli investimenti per la sicurezza, l’info-mobilita’- il road pricing- la mitigazione ambientale ndelle reti e i re-investimenti nel trasporto pubblico trasporto pubblico
Ecco l'importanza del controllo pubblico della società Serravalle da parte della Provincia di Milano, che ha il compito, attraverso la Giunta e il Consiglio provinciale, di ridefinirne le strategie della mobilità provinciale, trasformandola da società autostradale in società operante nel settore della mobilità in modo per giunta trasparente e democratico.
La Serravalle deve essere capace di governare il sistema della mobilità occupandosi finalmente anche di trasporti pubblici nell'area metropolitana milanese e non solo di autostrade e tangenziali.
Oggi grazie alla Provincia di Milano la Serravalle non e’ piu’ scalabile dai privati cio’ garantisce che restino pubbliche le scelte di programmazione , realizzazione egestione di tutto il sistema della mobilita’ dei servizi anne con ovvie ripercussioni sia sulla salvaguardia del territorio, sia su informazione e orientamento dell’utenza, sia sul sistema di trasporto di beni e quindi sullo sviluppo economico della Regione.
Come gia’ fece la Camera di Commercio di Como l’errore di cedere la sua quota (oltretutto per un valore pari ad un terzo di quello attuale) ora il Comune decide in un momento cosi sfavorevole di indebolire ulteriormente la presenza dell’Amministrazione pubblica comasca all’interno di un piano cosi interessante………….. per fare cosa? Giochi di prestigio di bilancio, si apre un buco qui….se ne chiude uno di la’, ….oppure per opere “strategiche” ( paratie?l’autosilo di S. Agostino?) che possono produrre benefici solo per i progettisti,per le imprese coinvolte e produrre altri problemi invece alla comunita’. Una comunita’ che gia’ oggi alla prima ripresa di un’attivita’ lavorativa ancora parziale e’ gia strangolata da una politica delle opere e della mobilita’ incapace e raffazzona, anche e soprattutto quando non ha piu’ capri espiatori. Una politica miope inadatta percepire una strategia che per la sua complessita’ richiede un’ ottica di sistema e non di singole inutili opere.

 Consiglio del 31-5-05
TICOSA. SALDI DI FINE STAGIONE E PREMI IN CEMENTO.

Questo dovrebbe essere il titolo della nuova delibera sulla Ticosa, grande promessa “mantenuta” dall’Amministrazione comunale che illegittimamente ha usato il simbolo del comune su manifesti per propagandare se’ stessa alla vigilia delle elezioni. Propaganda finta perche’ la Ticosa e’ tutta da realizzare, anzi la Ticosa finora e’ stata (e sara’), tra studi e consulenze,-circa 260000 euro solo per SSF; Studio Zerbi e studio Bardelli,soltanto un costo pesante per la collettivita’.
E adesso arrivano circa 3.3 milioni di euro in sconto e un 10% di cubatura edificabile in piu’.Perche’? In ragione di che?
Dell’obbligo di interrare la viabilita’(c’era anche nella prima delibera questa facolta’)?
Del fatto che si prevede ora un parcheggio multipiano anziche’ a raso? Se e’ vero infatti che esso comporta piu’ costi e’ anche vero che per la differenza di quote la sua realizzazione appare poco problematica e consentira’ inoltre un maggiore superficie a disposizione per una piu’ agevole progettazione dell’area.
TUTTO CIO’ PER GARANTIRE ALL’ OPERATORE DI OTTENERE PROFITTO PER UNA CIFRA TRA I 10 MILIONI E I 30 MILIONI DI EURO. E CHI SE NE FREGA? Lo capite che l’impostazione di fondo e’ sbagliata? Certo che il fattore economico e’ uno degli elementi da considerare , ma solo all’interno di un’operazione che sia vantaggiosa per la citta’:l’obiettivo e’ quello di progettare un comparto che produca benefici sul piano urbanistico ,ambientale, della mobilita’ che sono oggi obiettivi prioritari per Como. Da qui si individua una serie di vincoli a garanzia del raggiungimento del vantaggio pubblico e poi si possono premiare/incentivare gli operatori che meglio intervengono in questa direzione. Invece il vostro obiettivo e’ VENDERE la Ticosa e siccome l’operazione deve essere il piu’ possibile appetitosa per il privato allora via a sconti e cotillons.
Chi premiamo e per cosa????????Premi al buio! Io non insistero’ da idealista a sostenere altre metodologie: un progetto redatto dall’Amministrazione , magari condiviso dai cittadini attraverso forme di partecipazione o affidato a concorso internazionale di idee e di nuovo partecipato attraverso forme democratiche(caso Giunta Pigni)- tutte cose che invero mi piacerebbero- ma voi non prendeteci in giro dicendo che il bene pubblico coincide con le leggi di mercato o di iniziativa privata.Non puo’ essere cosi’, legittimamente.
E’ chiaro che io vivo in modo particolare la contraddizione tra l’esigenza di un miglioramento della qualità ambientale, in senso prettamente “ecologico”, che generalmente si traduce anche– banalmente, se si vuole – in un incremento delle aree verdi, mentre la necessità di attrarre investimenti privati fa nascere la tentazione di ipotizzare una “densificazione” delle quantità edilizie e delle funzioni, con i conseguenti maggior sfruttamento del suolo e carico di traffico.
Nonostante gli entusiasmi per la “scoperta” del mercato, da parte di enti dell’amministrazione pubblica, resta il fatto che difficilmente i meccanismi di mercato possono raggiungere di per se stessi obiettivi sociali
Resto convinta, come gia’ per la prima delibera, che Ticosa e’ una risorsa per la citta’, abbandonata per anni al degrado da questa Amministrazione e che ora preme per una vendita tout-court.Meglio dire una svendita, non programmata e controllata, che agevola solo interventi speculativi tipo Dadone, che forse sono gia’ dietro l’angolo. Risibili sono i pochi paletti negativi che determineranno cosa i privati non potranno costruire:da una parte non potranno pascolare le capre e dall’altra non potranno esserci un centro commerciale dieci-venti colte piu’ grande dell’Esselunga , ma forse dieci / venti Esselunghe si. E adesso si aggiungono sconti e piu’ cemento, a compensare l’interramento e un parcheggio multipiano.
A proposito di quest’ultimo quale beneficio porterebbe un bello scatolone sul piano ambientale e rispetto all’obiettivo di formare un vero sistema di verde di interconnessione con la Spina verde, con il Borgo di via Milano? E quale compatibilita’ con l’esigenza di valorizzare la Basilica di S Abbondio ad esempio?
E l’Assessore sottolinea anche che la realizzazione del parcheggio multipiano esula dalla dotazione di standard del comparto, cosi’ “”avremo un quartiere autosufficiente sul piano del sistema viabilistico”. Ma via Borgovico non ha insegnato nulla??? E la matematica elementare e’ cosi ‘ oscura? Si va a concedere un pesante insediamento e ci si illude che cio’ non interferisca col sistema complessivo della mobilita’ urbana! Forse ci saranno sufficienti posteggi e garages interni, ma l’impatto sul nodo di S. Rocco e sul traffico in entrata /uscita dalla citta’ come conseguenza di nuovi uffici, negozi, centri commerciali(medi?) casermoni di appartamenti dove lo mettiamo nel computo complessivo del sistema della mobilita’?????
Per questo motivi, per le ombre sulla questione della riduzione del vincolo cimiteriale gia’ citata da altri, per l’estensione dei premi e dei benefici anche ai lotti privati confinanti per l’assenza di vere motivazioni alla base dei bonus che si vogliono concedere(la L.R. li prevede ad es. in caso di applicazioni di tecnologie costruttive che consentono risparmio energetico) confermo e anticipo il mio parere fortemente contario anche e ancor di piu’ su questa seconda manche del caso Ticosa

Consiglio del
Mozione dei Verdi “Distribuzione cibo ai bisognosi”
Molto rapidamente, si tratta di un testo che chiede l'applicazione di una legge, che è stata approvata dal Parlamento nel mese di giugno 2003: è un disegno di legge di iniziativa governativa che ha trovato condivisione da parte di tutti gli schieramenti in Parlamento e che risolve un problema di carattere burocratico, e sanitario al tempo stesso, per consentire a chi gestisce delle mense, che siano pubbliche o private, di poter devolvere tutto quel cibo che non viene consumato nel momento in cui dovrebbe essere servito all'interno delle mense, ma che consente di devolverlo a delle onlus che abbiano nel loro scopo quello di fornire pasti ai bisognosi. Infatti la onlus viene equiparata - nell'unico articolo di questa legge che è riportato all'interno della mozione - al consumatore finale. In questo modo si può affrontare quello che è stato più volte sollevato come problema legato essenzialmente alle mense scolastiche che sono gestite , ma che può essere attuato anche nelle altre mense dove il Comune fornisce i pasti ai propri dipendenti, per esempio, e soprattutto può essere attivato in qualsiasi altro tipo di mensa. Allora cosa chiede questa mozione? Chiede che ovviamente in primo luogo il Comune si faccia carico di farsi parte attiva per stringere accordi di collaborazione con le onlus per quanto riguarda le mense pubbliche. Ma chiede anche che il Comune, dopo aver dato il buon esempio, faccia in modo che sull'intero territorio comunale non solo ci sia una pubblicizzazione adeguata di questa legge, ma ci sia anche una sollecitazione, presso tutti gli operatori privati, perché si possa attuare quanto disposto dalla legge. Lo scopo finale ovviamente è quello di aiutare le associazioni che offrono cibo alle persone bisognose, credo che da questo punto di vista, se il Comune volesse dare, appunto, da un lato il buon esempio e dall'altro essere protagonista di un'iniziativa di promozione farebbe una cosa importante ed utile per tutta la collettività. Quindi mi auguro che ci sia un intento largamente condiviso anche all'interno di quest'aula e da parte della Giunta perché si attivino tutte le procedure necessarie nel più breve tempo possibile e già dal prossimo anno scolastico questa iniziativa parta anche a Como".A Milano e’ gia’ operativa attraverso Milano Ristorazione e onlus un’attivita’ di recupero di cibo avanzato da ben 552 mense scolastiche che si e’ avviata nei primissimi tempi con il recupero e la redistribuzione dei generi piu’ “facili”, pane. frutta e verdura per poi estendersi agli altri generi alimentari

Consiglio del 17/1/2005
Può anche essere che l'immobile di via PIno non sia urbanisticamente idoneo ad ospitare un luogo di culto, ma piu’ probabilmente pretesto(non sede CC), come in altre citta’ quello che colpisce in negativo in questa vicenda è quel risvolto misto di timore ed intolleranza che traspare da tutta la vicenda e la ristrettezza di confini culturali.
- Sembra di cogliere, innanzitutto, quella psicosi che porta ad identificare fedeli musulmani e loro luoghi di culto come ricettacolo di estremismo religioso, fomentatore di potenziali cellule terroristiche islamici.
- Una psicosi che si aggiunge alla non del tutto scomparsa diffidenza verso gli immigrati, specie se con forti identità religiose come sono quelli di cultura e religione islamica. Ecco che la possibilità che nelle vicinanze della propria casa o, tanto peggio, nello stesso condominio dove si vive, possa essere aperta una moschea, fa esplodere paure giustificate solo da un clima di allarmismo creato,ad hoc. Non manca, certo, il timore di attentati terroristici anche nel nostro Paese, nessuno lo nega e tutti auspichiamo un potenziamento dell'attività di prevenzione, ma ciò non giustifica la criminalizzazione di ogni moschea, religioso musulmano, luogo di ritrovo o centro religioso culturale islamico nel nostro paese. Nella vicenda di via Pino, quindi, limitarsi come sta facendo la Giunta Comunale ad appellarsi alle norme tecniche del Piano regolatore che non prevederebbe in quell'immobile una destinazione d'uso compatibile con l'apertura di un centro culturale(perché di questo si tratta), suona come una foglia di fico. pretestuoso perche come tutti sanno gli stessi problemi c’erano anche prima e perche’ non si risolve un problema di parcheggi con la chiusura di una. Questo modo di affrontare la vicenda dimostra una logica di chiusura e di intolleranza. Se le politiche di integrazione e di acquisizione piena dei diritti di cittadinanza per tutti fossero, invece, realmente nel cuore di questi amministratori li avremmo visti attivati in maniera diversa. Intanto ribadendo il diritto in città a luoghi di culto e di ritrovo culturale per tutti, e, allo stesso tempo, ricercando un dialogo con i condomini per rassicurarli sulla inesistenza di rischi. CostruireUn'opera di mediazione culturale necessaria per garantire diritti e per motivare atteggiamenti di tolleranza e accoglienza, smussando paure e diffidenze. Se questo atteggiamento, volto a garantire diritti di cittadinanza uguali per tutti, la Giunta lo avesse fatto proprio ecco che non sarebbe un problema che quell'immobile sia urbanisticamente più o meno idoneo a questa destinazione d'uso..
- la maggioranza di governo comunale meglio farebbe a dimostrare concretamente il suo interessamento a garantire diritti di cittadinanza piena per tutti quando si presentano problemi specifici, seppur spinosi e, a volte, a rischio di impopolarità. I Verdi chiedono che si trovi una soluzione concreta alla vicenda di via Pino garantendo a questi cittadini il diritto di incontro e di culto in un luogo idoneo e invitano le forze politichecomasche a cogliere questa occasione per aprire una discussione sulla concreta possibilità di garantire per via amministrativa il voto agli immigrati attraverso un'opportuna modifica in tal senso dello statuto comunale così come in altre città si sta
- Ristrettezza confini culturali:La societa’ multietnica e’ una realta’’ ineluttabile, a nulla servono barriere e muri o dazi culturali o gli occhi bendati di fronte alla realta’ delle nostre scuole. Cert pone dei questioni: ci vuole sensibilita’, saggezza, intelligenza, prudenza. Un atteggiamento realistico e serio imporrebbe allora di cambiare strada, adottando urgentemente non misure di segno radicalmente alternativo, oggi politicamente improponibili tanto in Italia quanto in Europa, bensì un insieme di provvedimenti finalizzati ad attenuare il proibizionismo e a realizzare un governo duttile e ragionevole del fenomeno. A partire dall’accoglienza fino alla convinzione dei migranti come non mera forza lavoro bensi come cittadini con ttti i diritti e con la convinzione che una vera integrazione mina alle radici l’estremismo.
QUALE CRISTIANITA’Festa dell´Epifania tutta dalla parte dei migranti per il cardinale Dionigi Tettamanzi, che non perde occasione per lanciare precisi messaggi politici alla città. E consegnare sacchi di carbone agli amministratori, poco propensi alla solidarietà coi più deboli tra gli stranieri. I Re Magi diventano il simbolo, nell´omelia serale in Duomo, dei popoli venuti da lontano. E le parole del Vangelo secondo Matteo lo spunto per parlare di stelle comete molto vicine e concrete. Un alto discorso morale che arriva ai milanesi proprio nel giorno in cui il ministro leghista per le Riforme istituzionali, Roberto Calderoli, annuncia la richiesta di chiusura immediata, per terrorismo, della moschea e dell´Istituto culturale islamico di viale Jenner. Alzando così i toni e aprendo uno scontro.
l´arcivescovo tuona severo: «Abbiamo il diritto di essere rispettati, onorati, difesi, serviti e amati nella nostra umanità, nella nostra dignità personale, da parte di tutti. Lo dobbiamo dire con forza, ancora una volta, di fronte alle forme di discriminazione, e comunque di inadeguata considerazione, presenti nella nostra società, ed anche nella nostra città, nei riguardi degli immigrati.
Penso alle vostre condizioni economiche e sociali, non poche volte alla lontananza dai familiari, alla fatica di educare i figli, soprattutto i giovani, spesso messi a dura prova da un contesto culturale diverso da quello dei vostri Paesi, al vostro difficile cammino di integrazione». E promette un´accoglienza senza se e senza ma all´interno della diocesi.
-Con quale diritto estensione a tutto il popolo italiano? Lo stesso disprezzo verso l’altro migrante voi lo dimostrate nei confronti dell’altro in assolutonei confronti di altre religioni ma piu’ in generale di altre sensibilita’ compresa quella laica. In questa crociata strumentale . Strunmetale perche’ si’ e’ diffuso su tutto il territorio ua ritorsione pesante nei confronti dei diritti delle persone c he usa e abusa dei principi della cristianita’nel nome della cristisnitsche sostituisce prontamente Stessa battaglia che stiamo conducendo sul terreno della Pma ma e’ strumentale davvero nel vostro caso
"Quello che colpisce in negativo in questa vicenda è quel risvolto misto di timore ed intolleranza che traspare da tutta la vicenda e la ristrettezza di confini culturali.
-1)Sembra di cogliere, innanzitutto, quella PSICOSI che porta ad identificare fedeli musulmani e loro luoghi di culto come ricettacolo di estremismo religioso, fomentatore di potenziali cellule terroristiche islamici.
-2)-Una psicosi che si aggiunge alla evidentissima ostilita' verso gli immigrati, specie se con forti identità religiose come sono quelli di cultura e religione islamica.
Ecco che la possibilità che nelle vicinanze della propria casa o, tanto peggio, nello stesso condominio dove si vive, possa essere aperta una moschea, fa esplodere paure giustificate solo da un clima di allarmismo creato ad hoc.
Non manca, certo, il timore di attentati terroristici anche nel nostro Paese(circostanza ovviamente alimentata dalla presenza in guerra del nostro paese), nessuno lo nega e tutti auspichiamo un potenziamento dell'attività di prevenzione, ma ciò non giustifica la criminalizzazione di ogni moschea, religioso musulmano, luogo di ritrovo o centro religioso culturale islamico nel nostro paese.
Nella vicenda di via Pino, quindi,aggrapparsi come sta facendo la maggioranza alle norme tecniche del Piano regolatore che non prevederebbe in quell'immobile una destinazione d'uso compatibile con l'apertura di un centro culturale(perché di questo si tratta), suona come una foglia di fico. Argomento pretestuoso e sostenuto per giunta con concetti rozzi e meschini.
3)Questo modo di affrontare la vicenda dimostra una logica di chiusura e di intolleranza. Se le politiche di integrazione e di acquisizione piena dei diritti di cittadinanza per tutti fossero, invece, realmente nel cuore di questi amministratori li avremmo visti attivati in maniera diversa. Intanto ribadendo il diritto in città a luoghi di culto e di ritrovo culturale per tutti, e, allo stesso tempo,costruendo un'opera di integrazione culturale necessaria per garantire diritti e per motivare atteggiamenti di tolleranza e accoglienza, smussando paure e diffidenze. Se questo atteggiamento, volto a garantire diritti di cittadinanza uguali per tutti, la Giunta lo avesse fatto proprio ecco che non sarebbe un problema che quell'immobile sia urbanisticamente più o meno idoneo a questa destinazione d'uso.
5)Colpisce anche la ristrettezza dei vostri(maggioranza)confini culturali:La societa’ multietnica e’ una realta’’ ineluttabile, a nulla servono barriere e muri o dazi culturali.Vi bendate gli occhi bendati di fronte alla realta’ di quanto la ..multirazziale sia una risrsa consistente e preziosa all'interno delle nostre scuole?. Certo pone delle riflessioni: ci vuole sensibilita’, saggezza, intelligenza,rispetto, cautela. Un atteggiamento realistico e serio che impone anche a voi di cambiare strada, adottando urgentemente non misure di segno radicalmente alternativo, oggi politicamente improponibili tanto in Italia quanto in Europa, bensì un insieme di provvedimenti finalizzati a realizzare un governo duttile e garante dei diritti di tutti. A partire dall’accoglienza fino al riconoscimento dei migranti come non mera forza lavoro bensì come cittadini con pieni diritti (e con la convinzione che una vera integrazione mina alle radici l’estremismo).
6)DI QUALE CRISTIANITA’STATE PARLANDO ? Da laica vi rammento che la scorsa Festa dell´Epifania a Milano e' stata tutta dalla parte dei migranti per il cardinale Dionigi Tettamanzi, che non ha perso occasione per lanciare precisi messaggi politici alla città. E per consegnare sacchi di carbone agli amministratori, poco propensi alla solidarietà coi più deboli tra gli stranieri. I Re Magi sono diventati il simbolo, nell´omelia serale in Duomo, dei popoli venuti da lontano. E le parole del Vangelo secondo Matteo lo spunto per parlare di stelle comete molto vicine e concrete. Un alto discorso morale che arrivava ai milanesi proprio nel giorno in cui il ministro leghista per le Riforme istituzionali, Roberto Calderoli, annunciava la richiesta di chiusura immediata, per terrorismo, della moschea e dell´Istituto culturale islamico di viale Jenner. Alzando così i toni e aprendo uno scontro.
L´arcivescovo allora tuonava severo: «..Abbiamo il diritto di essere rispettati, onorati, difesi, serviti e amati nella nostra umanità, nella nostra dignità personale, da parte di tutti. Lo dobbiamo dire con forza, ancora una volta, di fronte alle forme di discriminazione, e comunque di inadeguata considerazione, presenti nella nostra società, ed anche nella nostra città, nei riguardi degli immigrati.
Penso alle vostre condizioni economiche e sociali, non poche volte alla lontananza dai familiari, alla fatica di educare i figli, soprattutto i giovani, spesso messi a dura prova da un contesto culturale diverso da quello dei vostri Paesi, al vostro difficile cammino di integrazione..». E prometteva un´accoglienza senza se e senza ma all´interno della diocesi.
-Con quale diritto estendete il vostro approccio rozzo e meschino a tutto il popolo italiano?Voi non rappresentate gli italiani E NEMMENO I COMASCHI!!!
-UNA CONSIDERAZIONE GENERALE:Lo stesso disprezzo verso l’ALTERITA' migrante voi lo dimostrate nei confronti dell’ALTRO in assoluto.Nei confronti di altre religioni ma piu’ in generale di TUTTE le altre sensibilita’ diverse dalla vostra. Ne è esempio significativo la crociata contro i diritti delle persone che avete cosi' ben espresso attraverso la legge 40 e che attraverso il boicottaggio del referendum state conducendo sul territorio in questi giorni in modo pervicace e capillare in nome di una presunta cristianita'"


 

 

 

 

 

 

 

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