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COMUNICATI STAMPA  DAI VERDI DI COMO ANNO 2002

 

COMUNICATO STAMPA 26 luglio 2002
Come Verdi di Como intendiamo opporci con forza al ventilato aumento dei compensi ai Consiglieri comunali (ed eventualmente agli altri Amministratori) attraverso una raccolta di firme che partirà nei prossimi giorni.
Riteniamo infatti scandalosa la proposta dei consiglieri di triplicarsi la propria indennità, a fronte di una situazione economica che richiederebbe da parte degli Amministratori un comportamento esemplare e rigoroso sull’uso dei fondi pubblici.
Siamo convinti che moltissimi cittadini la pensino come noi per questo abbiamo deciso di lanciare una petizione che faremo circolare in questi giorni:l’aiuto dei cittadini sara’ fondamentale per la diffusione, considerato il poco tempo che abbiamo e il periodo poco propizio. Per questo invitiamo a richiederci i moduli al n. cell.347/1468533 o via email all’indirizzo verdicomo@virgilio.it
” Le nostre richieste-dichiara Elisabetta Patelli, portavoce cittadina- sono molto semplici e riguardano i compensi dei Consiglieri e di tutti gli Amministratori:
1)no ai maxi-aumenti.
2)l’indennita’ dei Consiglieri deve esser restare vincolata alle effettive presenze in Consiglio comunale per scoraggiare l’assenteismo.
3)chiediamo ai Consiglieri di esprimersi apertamente sulla questione .
Se nonostante le proteste il maxi-aumento verrà deliberato Consiglio, noi Verdi ci impegniamo a devolvere l’aumento a favore di iniziative di concreta utilità sociale, legate ai temi che ci stanno più a cuore”
Il neoeletto verde Mauro Consolini aggiunge “Naturalmente sostengo pienamente questa iniziativa del nostro gruppo e mi fa piacere di essere il primo Consigliere ad aderire. Preannuncio inoltre che chiederò il voto palese e che, qualora il Consiglio volesse aumentare la nostra indennità, devolverò volentieri la quota di incremento di mia competenza per realizzare progetti con finalità sociali che il nostro gruppo patrocinerà.”


COMUNICATO STAMPA 4 luglio 2202
L’azione di Greenpeace ha messo in luce un problema rilevante ai fini della tutela della salute pubblica. Riteniamo in questo caso insufficienti generiche giustificazioni e , invece , doveroso da parte di Acsm far effettuare e rendere pubblici dati certi relativi alle attuali emissioni inquinanti dovuti all’inceneritore.

E’ pur vero che altre fonti concorrono a determinare l’avvelenamento di aria e suolo, tuttavia un tasso così elevato di piombo e diossine nel suolo e nel latte delle fattorie circostanti non puo’ che accreditare il sospetto di un malfunzionamento dell’impianto di incenerimento.
A proposito della gestione locale del problema rifiuti Acsm conferma la tendenza miope al potenziamento del sistema di incenerimento e non una ben piu’ lungimirante politica integrata dei rifiuti. Per ottenere una riduzione della quantità di rifiuti prodotti bisogna :
1)puntare sulla riduzione dei rifiuti a partire dagli imballaggi. In Italia si producono circa 26 milioni di tonnellate all'anno di rifiuti solidi urbani : oltre 70000 tonnellate al giorno, più di un chilogrammo al giorno per abitante. Il 40% in peso e il 60% in volume dei rifiuti prodotti è costituito da imballaggi. E’ necessaria quindi una globale assunzione di responsabilità da parte del sistema industriale e l’adozione di meccanismi fiscali e tariffari - come la cauzione - che incentivino il riutilizzo degli imballaggi. Poiche’ è decisivo a tale scopo anche il ruolo dei cittadini occorre incrementare le campagne di informazione e sensibilizzazione
2)puntare sulla differenziazione a monte dei rifiuti,privilegiando la separazione(che a Como non viene neppure contemplata) in primo luogo tra frazione umida compostabile e frazione secca, e poi la separazione in flussi omogenei all'interno di quest'ultima,
3)considerare l'incenerimento dei rifiuti un sistema di recupero di energia solo di quella parte di rifiuti che, fatti tutti i passaggi, non è più utilizzabile in altro modo. Ovvero una frazione secca con caratteristiche di composizione merceologica e potere calorifico noti, un combustibile da impiegare, prevalentemente in alternativa al carbone e al gasolio o in co-combustione con essi, presso utenze industriali e termoelettriche già esistenti, se adeguatamente dotate di sistemi per l'abbattimento dei fumi, oppure in impianti dedicati (cioè costruiti ad hoc) con recupero energetico che diano le massime garanzie sul piano ambientale e della sicurezza.
 

comunicato stampa: "LE MENSE BIO" 6 aprile 2002
Sabato 6 aprile 2002 alle ore 15.00 presso la Sala Stemmi del Comune di Como i Verdi di Como presentano durante il convegno sulla Sicurezza Alimentare la proposta, gia' annunciata mesi fa attraverso le pagine del quotidiano La Provincia, di mense biologiche, con particolare riferimento a quelle scolastiche perche' i bambini sono esposti ai rischi associati agli inquinanti alimentari dieci volte più degli adulti.
Per quel che riguarda la ristorazione pubblica si tratta di un progetto pilota in citta' (dove al piu' sono stati fatti solo tentativi di introduzione di alcune derrate di origine biologica), nella provincia e uno dei pochissimi nel panorama regionale.
La situazione locale e' rappresentata da esperienze molto diversificate(dal catering,alla mensa interna,a mense che fanno servizio interno ed esterno..)che hanno in comune l'esigenza di ridurre i costi ,l'assenza quasi totale di biologico,lo spreco alimentare,una scarsa considerazione dei gusti e delle abitudini alimentari dei ragazzi, la scarsa( e spesso inesistente) presenza di prodotti legati al territorio e la mortificazione degli aspetti legati alla convivialità per carenza di spazi e di tempi.
Obiettivo dell' incontro e' il confronto con tutti i soggetti interessati esperti,rappresentanti istituzionali,dirigenti scolastici , docenti e genitori su un progetto che ha come obiettivi principali:
1 Favorire un'alimentazione sana ed equilibrata Circa diciotto milioni di italiani consumano quotidianamente un pasto fuori casa. Dieci milioni di questi pasti vengono serviti dalla cosiddetta "ristorazione di servizio", cioè mense aziendali, scolastiche, ospedaliere, militari, carcerarie, ecc.
Nel nostro Paese i bambini che consumano ogni giorno un pasto a scuola sono due milioni e settecentomila. E' proprio tra i banchi di scuola ed i tavoli della mensa che i bambini possono iniziare ad acquisire le conoscenze utili alla identificazione di un sistema alimentare equilibrato e vario che non potrà che essergli utile per tutto il resto della vita.
Per questo motivo, non si tratta solo di introdurre derrate biologiche, ma bensì di rivedere i menù, favorendo una dieta mediterranea che tenga in considerazione la stagionalità delle produzioni in rapporto alla cultura ed agli usi locali,garantendo contemporaneamente una educazione alimentare corretta
2 Il progetto formativo - educativo L'esperienza ha dimostrato che la presenza di nuovi prodotti spesso non ha modificato, come da aspettative, l'atteggiamento dei ragazzi verso il cibo consumato. In alcuni casi,anzi, all'introduzione di cibi biologici nelle mense scolastiche ha fatto seguito una modificazione repentina del ricettario e del menù che non ha riscosso l'approvazione da parte dei ragazzi e delle famiglie.
E' indispensabile un programma di educazione sensoriale ed alimentare nelle scuole con gli insegnanti, gli studenti e i genitori che agisca su tutti gli aspetti legati all'alimentazione. Un progetto formativo che consenta di ri-orientare verso un ' alimentazione sana,tradizionale, che coinvolga le abitudini della famiglia, che contribuisca alla prevenzione di disturbi alimentari e che tenga conto di tutti gli aspetti della convivialita',anche di tempi e luoghi adeguati per la ristorazione.
3 Partenariato fra i soggetti coinvolti nel processo della ristorazione collettiva. Il progetto da gestire non è un affare da specialisti, ma richiede persone e risorse con differenti competenze professionali che accolgano l'iniziativa come opportunità di lavorare insieme come partner.
Abitualmente le commissioni indette dai comuni per affrontare le tematiche relative alla ristorazione collettiva, soprattutto scolastica, sono formate da specialisti nutrizionisti e personale comunale. Difficilmente questo tipo di commissioni può promuovere il cambiamento auspicabile.
I nuclei fondamentali di questo partenariato devono essere:
· L'amministrazione che deve svolgere un ruolo di promozione e coordinamento di questi progetti
· gli agricoltori biologici o loro rappresentanti come le associazioni o le cooperative e
· i consumatori eventualmente organizzati in associazioni (nel caso delle mense scolastiche le associazioni di genitori- dalle esperienze maturate nelle realtà oramai più consolidate è emerso come sia stata l'azione spontanea e coordinata dei genitori a rappresentare la forza propulsiva che ha messo in moto l'intero meccanismo di cambiamento del sistema di refezione scolastica.)
Ci sono poi tutti gli altri partner che possono anche variare di volta a seconda che si tratti di mense scolastiche o altro, tra cui:
- i dirigenti scolastici , gli insegnanti. i cuochi e il resto del personale di cucina. Il loro entusiasmo e la loro condivisione sono fondamentali per la buona riuscita della mense bio. Devono vivere l'esperienza come un arricchimento professionale e non come un lavoro o un fastidio in più.
- le aziende di ristorazione
- gli enti locali (comuni, ospedali, caserme…)
- i medici, i nutrizionisti, i pediatri
- gli animatori
Interverranno all'incontro
Prof.Gianni Tamino
Nato a Mogliano Veneto (TV).Laureato nel 1970 in Scienze Naturali.
Docente di Biologia presso il Dipartimento di Biologia dell'Università degli Studi di Padova dal 1974.
Membro del Comitato Scientifico Antivivisezionista.
Ha svolto ricerche sugli aspetti fisici e molecolari del flusso d'informazione genetica, sugli effetti mutageni e cancerogeni degli inquinanti ambientali e, più recentemente, sui rischi biologici dei processi e dei prodotti frutto delle moderne biotecnologie e dei campi elettromagnetici (CEM).
E' stato membro della Camera dei Deputati dal 1983 al 1992 e membro del Parlamento Europeo dal 1995 al 1999, dove ha seguito in particolare la Normativa Comunitaria in tema di Biotecnologie.
E' stato membro nella passata legislatura del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri , della Commissione Interministeriale per le Biotecnologie e della Commissione del Ministero delle Politiche Agricole sull'Agricoltura sostenibile. Attualmente e' uno dei componenti della Commissione sugli OGM del Ministero dell'Agricoltura
Sul tema delle Biotecnologie ha pubblicato numerosi articoli su riviste a carattere scientifico, culturale e divulgativo. Ha partecipato a numerosi Convegni e a numerose trasmissioni televisive e radiofoniche. E' autore, con Fabrizia Pratesi, del libro "Ladri di geni", pubblicato a gennaio del 2001 dagli Editori Riuniti.
Antonio Corbari
Presidente della sezione Lombardia di Aiab- Associazione Italiana per l'Agricoltura biologica- che da anni promuove un'intensa attività di formazione e aggiornamento, aumentando le collaborazioni con Enti, Istituti scolastici, di ricerca e sperimentazione.
Per ev.li contatti Elisabetta Patelli coordinatrice Verdi di Como 347/1468533


 

 

 

 

 

 

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