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COMUNICATI STAMPA DAI VERDI DI COMO ANNO 2004 |
Festeggiamenti capodanno
2005 a Como
Esprimiamo
tutta la nostra contrarietà per la decisione presa dall'Amministrazione
Comunale di perseverare nei festeggiamenti roboanti programmati per
questo S.Silvestro.
Le motivazioni addotte da Sindaco, Amministratori e organizzatori sono
vergognose e a tratti patetiche: in sostanza si legittimano musica e
megabotti con la scusa di attrarre molta gente e quindi molte offerte in
denaro da destinare alla Croce Rossa.
In realtà saranno solo devoluti i proventi della lotteria (se i
biglietti saranno venduti) a fronte di spese ben piu' ingenti investiti
in spettacoli, fuochi e cotillons.Il solo
costo dello spettacolo pirotecnico supera di gran lunga il presumibile
incasso della lotteria. Ma non è finita, non escludiamo che qualcuno
abbia il cattivo gusto di infilare tra una dance e l'altra, tra un
brindisi e l'altro,o tra un brindisi e un botto un
minuto di silenzio per ricordare 125.000 vittime e migliaia di sfollati
che stanno affrontando sofferenze incredibili per mancanza di cibo e
acqua potabile oltrechè per la minaccia di epidemie.
Elisabetta Patelli
Capogruppo Verdi
ABBATTUTI I PRIMI CORMORANI
E’ partito
l’abbattimento dei cormorani . Dove, come e quando a noi non e’ dato di
sapere, ma sappiamo che sono gia’ 8 e non 4 gli esemplari abbattuti.
La richiesta ufficiale inoltrata da tempo di esibirela documentazione
relativa ai presunti metodi dissuasivi messi precedentemente in atto
dall’Amministrazione non ha ad oggi ricevuto risposta
Cosi’ come non avevano ricevuto ascolto le nostre proposte alternative:
- maggiori controlli (solamente) alla pesca professionista che invece ci
risulta , anche da
testimonianze dirette, utilizzi metodi poco ortodossi tanto da
configurarsi in alcuni casi come pesca di frodo
- limitazioni alla pesca dilettante.Dato il gran numero, l'incidenza dei
pescatori per passione sul ripopolamento e' notevolissima. Una
restrizione temporale non avrebbe danneggiato nessuno anche perche'
l'alborella non e' ne' l'unica ne' la piu' ambita preda dei pescatori
sportivi.
- documentare i metodi dissuasivi messi in atto dall'Amministrazione
prima di arrivare
all’abbattimento ( lo stesso rappresentante dell'Universita' dell'Insubria
ha continuato a
sostenere l'adozione di metodi alternativi non cruenti e l'inutilita'
della soppressione di esemplari che verranno in breve tempo sostituiti
da altri.)
- proibizione assoluta di manifestazioni sportive con natanti durante il
periodo della riproduzione
- analisi approfondita delle conseguenze sulla riproduzione delle
alborelle dei mezzi di navigazione lacuali e delle conseguenze derivanti
dalle variazioni di livello del lago per l'irrigazione.
- riapertura del tavolo ambiente per i principali problemi riguardanti
la fauna
Ora, considerato che -e’ gia’ stata abbattuta una quota significativa di
animali, pari cioe’ al 30% del totale preventivato
-i dati di cui si e’ avvalsa l’Amministrazione sono dati opinabili e non
aggiornati
- le finalita’ dichiarate dall’Amministrazione Provinciale sono quelle
di allontanare gli altri esemplari
trasmettiamo oggi stesso una
richiesta formale (anche da parte delle Associazioni Riunite Diritti
Animali) al Presidente Carioni di SOSPENDERE IMMEDIATAMENTE
l’operazione e di predisporre uno studio tecnico sugli effetti sinora
ottenuti in termini di riduzione della predazione. Chiediamo inoltre da
subito l’analisi di prelievo stomacale nei capi morti per dimostrare
l’effettiva entita’ di predazione delle alborelle da parte dei
cormorani.
Elisabetta Patelli
Gruppo consiliare Verdi Comune di Como
UNA VERA PRESA IN GIRO DALL'INIZIO ALLA FINE:
Dopo lo sbandierato
ripensamento di Carioni e la volonta' di "sentire anche le ragioni degli
animalisti" si e' consumata oggi la vera sceneggiata gia' ben organizzata
dietro le quinte. Avrebbe dovuto metterci
in allarme il fatto di essere venuti casualmente a conoscenza della
riunione di oggi e quindi, alla fine,invitati a partecipare. Le nostre
ragioni cosi come le nostre proposte non sono state accettate.
Infatti:
1)In merito alla pesca avevamo chiesto:
- maggiori controlli (solamente) alla pesca professionista che invece ci
risulta , anche da
testimonianze dirette, utilizzi metodi poco ortodossi tanto da
configurarsi in alcuni casi come pesca di frodo
- limitazioni alla pesca dilettante.Dato il gran numero, l'incidenza dei
pescatori per passione sul ripopolamento e' notevolissima. Ma una
retsrizione temporale non avrebbe danneggiato nessuno anche perche'
l'alborella non e' ne' l'unica ne' la piu' ambita preda dei pescatori
sportivi.
LE RISPOSTE A QUESTE ISTANZE SONO STATE TUTTE NEGATIVE PERCHE'" GIA'
TROPPI SACRIFICI SONO STATI CHIESTI AI PESCATOTORI"!!!!" E SOPRATTUTTO
TANTI SONO I VOTI CHE VENGONO DAI PESCATORI E NESSUNO DAI CORMORANI
2)In merito all' eventuale allontanamento dei cormorani avevamo chiesto
di conoscere i metodi dissuasivi messi in atto dall'Amministrazione
prima di arrivare alla scelta + drastica e ci e' stato risposto che ce
li faranno avere ( a cormorani ammazzati!!).Nota bene che il
rappresentante dell'Universita' dell'Insubria ha continuato a sostenere
anche oggi l'adozione di metodi alternativi non cruenti e l'inutilita'
della soppressione di esemplari che verranno in breve tempo sostituiti
da altri.
3)Sulle strategie di supporto avevamo chiesto un impegno in merito a:
- proibizione assoluta di manifestazioni sportive con natanti durante il
periodo della iproduzione
- analisi approfondita delle conseguenze sulla riproduzione delle
alborelle dei mezzi di navigazione lacuali e delle conseguenze derivanti
dalle variazioni di livello del lago per l'irrigazione.
- riapertura del tavolo ambiente per i principali problemi riguardanti
la fauna
Ci e' stato risposto PICCHE! PICCHE! e PICCHE!!
E per restare in tema: noi siamo in minoranza e non possiamo prevalere,
ma anche il deputato Rizzi in questo caso ha contato come il due di
picche.
Elisabetta Patelli
LE
BICI ELETTRICHE
In questo bilancio
totalmente blindato, l'approvazione da parte della Giunta della nostra
proposta a stanziare gia' nel 2004 un incentivo economico destinato ai
cittadini per l'acquisto di bici elettriche diventa una grande vittoria.
Sul piano ambientale e' una piccola cosa ma significativa per diffondere
in modo capillare la
sensibilita' verso forme di mobilita' sostenibie.
La domanda di biciclette a pedalata assistita elettricamente a Como e'
abbastanza consistente
,tenuto conto anche della particolare conformazione del nostro
territorio.
In moltissime altre citta' l'incentivo e' gia' disponibile da anni ed e'
pari a 206 euro cadauno a milano e a 284 euro a Roma cumulabili con
altri incentivi statali. Nelle grandi citta' inoltre sono stati
raggiunti protocolli di intesa con le ditte produttrici per avere anche
un incentivo di fabbrica tanto che un milanese, ad esempio,alla fine
paga una bici elettrica circa 300 euro.
L'Amministrazione potra' trovare anche altri sponsor, l'IMPORTANTE E'
CHE VENGA QUANTIFICATA ( noi abbiamo chiesto 200 euro cad. dalle casse
comunali, ovviamente cumulabile con altro) E IMPEGNATA UNA AGEVOLAZIONE
ECONOMICA DIRETTA AI SINGOLI CITTADINI e non ci si limiti ad acquisire
un certo numero di biciclette da dare a noleggio(operazione che anche
altrove si e'
rivelata moto onerosa e poco garantita.)
Noi ci auguriamo che anche a Como si raggiunga un risultato simile e
come Verdi ci batteremo affinche' la Giunta onori l'impegno preso ieri
sera.
ELISABETTA PATELLI-Consigliere comunale Verdi di Como
L’ECOMOSTRO PIU’ PERICOLOSO:
LA LEGGE-DELEGA AMBIENTALE
A COMO, PORTA TORRE, SABATO 27 NOVEMBRE 2004, DALLE 15 ALLE 18
I ripetuti e sempre più
devastanti condoni edilizi, lo smantellamento delle normative sui
rifiuti, le incertezze sul protocollo di Kyoto, i tentativi di
affossare i parchi naturali. A questo attacco, durissimo e
continuato, condotto dal governo Berlusconi contro l’ambiente
italiano abbiamo il diritto-dovere di opporci. Per questo le forze
dell’ambientalismo comasco hanno deciso di coordinarsi e di scendere
in piazza per una manifestazione di
protesta, ma anche di festa, portando idealmente e fisicamente nel
cuore della città le questioni ambientali.
Simbolica la data scelta, sabato 27 novembre 2004. In quei giorni
infatti verrà presumibilmente votato alla Camera il maxi-emendamento
alla legge-delega ambientale: in sostanza l’ennesimo condono
edilizio, senza norme e senza limiti, definito da un insigne
studioso del paesaggio come Salvatore Settis “la debacle finale
della tutela, l’abusivismo vandalico consacrato da una legge della
Repubblica, il saccheggio indiscriminato dell’Italia”.
I condoni non sono che la punta dell’iceberg della legge-delega
sull’ambiente, proposta presentata dalla maggioranza di
centro-destra nell’ottobre del 2002 all’insegna del riordino, del
coordinamento e della semplificazione delle norme e che passo dopo
passo sta
sottraendo - delegittimandola - tutta la normativa ambientale (dai
rifiuti ai parchi, dal ciclo delle acque al paesaggio) ai poteri del
Parlamento affidandola totalmente nelle mani dei ventiquattro
cosiddetti saggi, di nomina e di ispirazione
governativa.
L’opposizione a questo mostruoso disegno è il filo rosso della
nostra giornata di mobilitazione che vivrà momenti diversi: dalle 15
(ritrovo in piazza Vittoria)
una biciclettata porterà per le vie di Como il nostro messaggio,
dalle 16 alle 18 davanti al liceo Volta tavoli tematici delle
associazioni presenti, musica e realizzazione di un graffito.
In virtù dell’importanza della posta in gioco, il nostro ambiente e
quindi il nostro futuro, rivolgiamo a tutti i comaschi – cittadini,
associazioni e partiti – l’invito ad aderire e a partecipare
all’iniziativa.
Como, 12 novembre 2004
Arci, Circolo ambiente “Ilaria Alpi”, Greenpeace, Legambiente, Verdi
Ogm: non aspettiamo
i danni
Di fronte alle cosiddette biotecnologie non si tratta di avere una
posizione preconcetta o ideologica, ma di valutarne rischi e
benefici. È difficile, ad esempio, essere contrari alla produzione
con queste tecniche di farmaci o alle terapie geniche, anche se i
rischi non sono trascurabili e i risultati ancora insoddisfacenti.
L'accettabilità di queste tecniche dipende non solo dalla
possibilità di guarire malati, ma anche dal fatto che si opera in un
ambiente controllato, evitando di contaminare l'ambiente esterno,
nel rispetto di criteri di prevenzione e di precauzione.
Non altrettanto si può dire per la manipolazione di piante ed
animali che, non potendo essere tenuti in ambienti isolati, vengono
sperimentati e utilizzati in campo aperto, con rischio evidente di
trasferimento di nuovi geni in altri organismi, senza controllo e
con pericolo di effetti indesiderati.
In gran parte d'Europa ed in Italia le coltivazioni di piante
transgeniche sono ancora sperimentali, senza autorizzazione alla
commercializzazione, ma è autorizzata l'importazione soprattutto
dagli Usa di alcune piante transgeniche, in particolare soia e mais,
i cui derivati sono presenti in molti dei prodotti che acquistiamo
nei supermercati e nei mangimi usati negli allevamenti di animali.
L'immissione sul mercato, senza adeguate informazioni e garanzie, di
OGM e la richiesta di brevettare tali organismi, hanno creato una
crescente preoccupazione nell'opinione pubblica per le conseguenze
ambientali e sanitarie che potrebbero derivare. Il primo, e più
grave, dei problemi delle biotecnologie risiede nella complessità
dei sistemi biologici, per cui, introducendo nell'ambiente organismi
con caratteri genetici che non esistevano prima, non sapremo
prevedere quali conseguenze potranno verificarsi. Finora l'uomo ha
riprodotto e selezionato piante e animali rispettando le loro
caratteristiche naturali, incrociando gli organismi per via sessuale
e sfruttando i loro caratteri genetici.
L'inserimento di geni mediante ingegneria genetica, supera la
naturale barriera tra specie e dà origine ad individui che non sono
stati verificati dalla selezione naturale. Ma se una pianta
modificata si incrocia per caso con piante coltivate o spontanee
dello stesso tipo, può diffondere un carattere che potrebbe avere
gravi conseguenze per la biodiversità, cioè per la varietà delle
specie e degli individui che troviamo in un ecosistema, che
costituisce la vera ricchezza naturale
Ma anche in tema di salute individuale i cibi derivati da OGM
nascondono rischi per l'uomo: ogni volta che si modifica un prodotto
alimentare, questo può provocare allergie (come è accaduto nel caso
della soia, nella quale è stato inserito un gene proveniente dalla
noce del Brasile) o effetti indesiderati, che magari non vediamo
immediatamente, ma che possono produrre danni a distanza di tempo,
come sembra evidenziare sia lo studio della ricercatrice inglese
Mae- Wan Ho sull'instabilità genetica causata dall'inserimento nelle
piante di geni estranei, che quello di Pusztai sulla tossicità della
patata in cui è stato inserito un gene del bucaneve.
Ma sappiamo anche che per identificare i geni introdotti negli
organismi geneticamente modificati e renderli riconoscibili, si
inserisce come marcatore un fattore di resistenza agli antibiotici,
che, però, una volta arrivato nell'apparato digerente attraverso il
cibo, potrebbe trasferire tale resistenza ai batteri che normalmente
convivono con l' uomo e questi a loro volta potrebbero trasferire
questa resistenza ai batteri patogeni; ciò renderebbe nullo
l'utilizzo dell'antibiotico.
Inoltre molte piante transgeniche (circa il 70%) sono modificate per
risultare resistenti ad un erbicida, in particolare il glifosato: in
tal caso la pianta potrà convivere con elevate dosi di pesticida
che, oltre ad inquinare l'ambiente, sarà presente nel cibo che
mangeremo. Recentemente uno studio svedese, pubblicato sulla rivista
"Cancer", ha messo in luce un legame tra il glifosato ed un tipo di
linfoma. Infine un ulteriore problema è dato dal fatto che gran
parte della soia e del mais transgenici importati vanno a finire nei
mangimi per l'alimentazione animale: nulla sappiamo delle
conseguenze di tale dieta sugli animali e tanto meno degli effetti
sull'uomo che consuma prodotti di origine animale (ma è bene
ricordare che "mucca pazza" è la conseguenza imprevista dell'impiego
di farine animali nei mangimi dei bovini).
Nel caso, dunque, degli OGM impiegati in agricoltura siamo in
presenza di tecnologie non facilmente controllabili e prevedibili
negli effetti. E’ quindi, almeno per il momento, doveroso applicare
il principio di Precauzione, previsto dalla Convenzione sulla
Biodiversità, del 1992, e fatto proprio dal Trattato dell'Unione
Europea, che significa che per gli OGM non dobbiamo aspettare di
verificare gli eventuali danni provocati in seguito al loro uso, ma
dobbiamo preventivamente valutarne i rischi potenziali e, in assenza
di certezze scientifiche, è meglio astenersi dal produrli e
commercializzarli.
Ovviamente il principio di precauzione si può applicare nel caso di
un ambiente confinato, ma non nel caso dell'immissione libera di
organismi geneticamente modificati nell'ambiente naturale, che
possono diffondersi senza che io sappia quello che succede. Non
avremmo evidentemente gli strumenti per prevedere che cosa quell'immissione
è in grado di provocare dopo venti o trenta anni ed è poi ben
difficile tornare indietro. Prendiamo il caso del DDT: sono anni che
non viene più utilizzato, eppure se ne trovano ancora tracce nel
latte materno delle donne occidentali e nel grasso degli animali del
Polo Nord. Questo dimostra come, una volta disperso nell'ambiente un
processo potenzialmente pericoloso non è più controllabile.
Tuttavia, anche se noi applichiamo il principio di precauzione, in
base alle regole del commercio mondiale, molti prodotti, fra cui i
mangimi per animali e gran parte dei prodotti che noi mangiamo, che
contengono ad esempio lecitina di soia, amido di mais, ecc., sono
ottenuti in gran parte con prodotti importati transgenici. E
tuttavia, malgrado ciò sia già in atto, nessuno sa che siamo tutti
sottoposti ad un esperimento di massa, senza peraltro averne capito
i vantaggi. O meglio, i vantaggi per qualcuno ci sono, e questo
qualcuno sono le multinazionali che esercitano questo incredibile
controllo.
Noi Verdi conosciamo bene la materia e non facciamo affatto falsa
propaganda. Non ci interessa se coltivatori o allevatori trovano
economicamente piu’ convenienti i prodotti Ogm ma ci interessa la
salute dei consumatori.Abbiamo gia’ fatto una scelta di campo a
favore del biologico ma crediamo fermamente che sia un diritto
innegabile di ciascun individuo quello di poter scegliere
liberamente , pertanto sentiamo il dovere di dare alle persone una
informazione corretta e completa.
Eisabetta Patelli-Consigliere comunale Verdi di Como
16 ottobre 2004
LA CAMPAGNA NEL CENTRO DI COMO
In piazza Boldoni parte il biomercatino di Verdi- Ambiente e Società
SECONDO APPUNTAMENTO: SABATO 16 OTTOBRE DALLE 9 ALLE 19
Como, 16 ottobre 2004 – Il centro storico di Como si prepara ad
ospitare la seconda edizione di “Mangiasano – Il Biomercatino”,
organizzato dall’associazione “Verdi Ambiente e Società” (Vas). Ogni
terzo sabato del mese in piazza Boldoni e via Ballarini, a ridosso
di Piazza Duomo, saranno allestite una ventina di banchi con
prodotti biologici della Lombardia. Il primo appuntamento si
svolgerà sabato 16 ottobre dalle 9 alle 19, con la partecipazione di
venti espositori che venderanno, tra le altre cose: pane con lievito
madre e cotto a legna, formaggi, miele, vini, oli, frutta, verdure,
dolci e conserve di produzioni biologiche certificate, oggetti
d'artigianato, indumenti di cotone non trattato, prodotti
d'erboristeria, piante, libri di cucina e medicina naturale. Sarà
anche attivo un “BIO BAR”. VAS con “Mangiasano
Durante l'iniziativa, al banchetto dei Verdi di Como sarà allestita
un’ esposizione dimostrativa di biciclette a pedalata assistita
elettricamente e raccolte le firme per chiedere gli incentivi
economici comunali .
Ufficio stampa
Vas Lombardia
27 settembre 2004 I VERDI CONTESTANO LA
PISTA CICLABILE SUL LAGO DI ALSERIO
Perché fare una pista ciclabile attorno al lago di Alserio?
In una zona già fortemente antropizzata e comprendente molte industrie tra cui la cementeria di Merone, in una zona in cui la legge della regione Lombardia istituisce nel 1984 la riserva naturale « Riva orientale del lago di Alserio » e il Prg del comune di Erba nel 1987 riconosce l’unicità dell’habitat naturale del lago di Alserio quale area di sosta e nidificazione per oltre cinquanta specie migratorie ed area caratterizzata dalla presenza di specie rare di flora e fauna; perché fare una pista ciclabile?;
Prendiamo esempio dalla Camargue dove, per salvaguardare la fauna, sono state chiuse tutte le piste ciclabili e limitati gli accessi nelle zone di nidificazione.
E perché utilizzare un battello,seppure a energia solare, per convogliare turisti e scolaresche nella zona della riserva? Non si disturbano gli uccelli che qui trovano un’area di sosta o di nidificazione?
In Brianza non c’è bisogno di aumentare il turismo, c’è invece bisogno di proteggere la natura , in particolare per quanto riguarda la valutazione preventiva di impatto ambientale nella zona dei parchi e delle riserve.
Costantino Muzio
11 settembre 2004 Sul piano provinciale dei rifiuti
Il Piano Provinciale dei Rifiuti ci sembra contraddittorio nella sua impostazione
programmatoria, perché
1. nel PPR le stime di produzione dei rifiuti nei prossimi anni appaiono in aumento e
non in diminuzione mentre il Decreto Ronchi prevede esplicitamente all ’art 3 che
siano messe in atto " ..iniziative dirette a favorire, in via prioritaria, la prevenzione e
la riduzione della produzione dei rifiuti..."
2. il Ppr non prevede la possibilità di introdurre a breve anche la raccolta dell’umido
che potrebbe incrementare considerevolmente la percentuale totale della raccolta
differenziata. ...". il PPR indica un indice percentuale di raccolta differenziata
programmata di 36,1. (Praticamente lo stesso di adesso);
Questo infatti è il massimo che si riesce ad avere con la raccolta differenziata
"classica". In realtà introducendo la raccolta dell'umido si riesce a superare il 50% e
addirittura il 60-65% a lungo termine aumentando la raccolta monomateriale .
Se per il 2005 non sarà possibile che tutti i comuni passino alla raccolta dell'umido,
per il 2010 invece il dato potrà essere aumentato. Sulle modalità di raccolta
dell’umido, poi, un’ipotesi da tenere in considerazione è quella dei piccoli impianti di
trattamento (localizzati attraverso forme di progettazione partecipata) per piccole
zone (max 50.000 ab) senza fare impianti mastodontici su cui persistono dubbi e
che determinano anche un forte impatto ambientale. Inoltre i piccoli impianti
consentono un maggior controllo alla fonte (Il Comune A è a posto, il Comune B
invece conferisce male) e una maggior pressione sui Comuni inadempienti.
3. Se la produzione dei rifiuti venisse ridotta e se venisse fatta la raccolta dell’umido
non sarebbero necessari altri impianti oltre a quello dell’ACSM per il quale il PPR
prevede invece una 3° linea e sarebbe meno necessaria la discarica di Gorla-
Mozzate per la quale il PPR prevede invece un 6° lotto. Oltretutto per coprire i
momenti di fermo per manutenzione del forno di Como sarebbe opportuno stipulare
convenzioni con altri impianti ad esempio con con Valmadrera, Desio ecc cosi’
come fanno le altre province già da parecchi anni.
Ora: l'unico impianto in provincia di Como che utilizza il CDR è la Holcim
cementeria di Merone (che già brucia peci, oli chimici, terre da sbianca, grassi
animali ecc) ma il forno di una cementeria non è stato costruito per bruciare rifiuti o
loro derivati e una inadeguata combustione potrebbe avere effetti inquinanti (la
cementeria si trova per giunta nel Parco Regionale della valle del Lambro che nel
PTC prescrive il divieto di presenza di inceneritori). La Holcim poi non produce
energia bensì cemento
Infine non è previsto dal PPR un impianto di produzione di CDR: quindi a Merone
cosa si andrebbe a bruciare? Quale CDR?
Perciò chiediamo
1. introduzione di una raccolta differenziata che comprenda anche l‘umido entro il
2005 e la previsione attraverso forme di progettazione partecipata di più impianti su
territorio per il compostaggio della frazione umida
2. il congelamento del 6° lotto della discarica di Gorla-Mozzate
3. non utilizzo degli impianti di produzione di combustibili derivati dai rifiuti
4. rinuncia a stipulare accordi con i privati sulla termoutilizzazione del CDR
5. impostazione della politica provinciale sull’abbattimento della produzione di rifiuti a
monte del ciclo anche attraverso accordi con la grande distribuzione per la
riduzione del packaging.
6. attuazione di un sistema di incentivazione di piattaforme ecologiche sovraccomunali
per i comuni ancora inadempienti
Costantino Muzio
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