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COMUNICATI STAMPA  DAI VERDI DI COMO

Elezioni Nucleare
Nube Tossica Inquinamento al Cosia
Incendio alla Guzza Classifica Sole24Ore
Ancora sul Cedro Interrogazione sulla Ticosa
Eternit alla Ticosa Laglio
Cernobbio Abbattimento cornacchie
Un piccolo gadget che salva molta acqua I Verdi su Como: ognuno faccia il suo mestiere, no al Far West
Difesa della 194 Sgozzamento agnelli

COMUNICATO STAMPA (5 marzo 2010)
Come un bambino di 4 anni colto con le mani nella marmellata , Formigoni dice bugie incolpando altri delle sue nefandezze. Invece di fare responsabilmente ammenda agisce su 2 fronti paralleli, ugualmente inquietanti: da una parte mette le più alte istituzioni e cariche dello Stato sotto pressing per la emanazione di una leggina ad hoc di sanatoria delle sue irregolarità, dall’altra spara nel buio per infangare l’avversario.
Il pasticcio tutto lombardo e’ tutto interno al centrodestra che si deve assumere le sue responsabilità , non e’ colpa dei giudici “ comunisti” ne’ dei Verdi di Como .Sparando nel buio non poteva cogliere bersaglio più sbagliato: mi pare, infatti, che i cittadini abbiano per 3 settimane visto i Verdi comaschi nei mercati , quasi quotidianamente , a cercare le firme. Circa 2000 sottoscrittori possono testimoniare di aver dato la propria firma alla lista dei Verdi, di aver incontrato e parlato con i Verdi ai banchetti mentre non mi sembra che questa si possa dire di altre liste,soprattutto quelle del signor Formigoni.
Perché gettare fango i Verdi Como?Immagino che il signor Formigoni abbia preso a caso una ad una le liste dei 3 alleati della coalizione avversa da attaccare, una del PD a Lecco , una di Italia dei Valori a Varese., una de Verdi a Como.Poi per pura sfortuna nel delirante attacco non poteva beccare lista meno adatta ai suoi scopi.
Certamente i Verdi sia a livello locale che regionale danno molto fastidio e rappresentano un avversario che e’ meglio togliersi dai piedi: a fronte di una disastrosa condizione ambientale della nostra regione, dalle paratie di Como agli scempi delle rive del Lario , al disastro del Lambro , all’inquinamento dell’aria , la cementificazione selvaggia del territorio, strade e autostrade che distruggono il territorio e via dicendo i Verdi rappresentano una voce di dissenso forte che e’ meglio non avere tra i piedi nel prossimo consiglio regionale.
Le accuse del signor Formigoni sono precise e attengono alla mancanza di date e luoghi di certificazione e poiché sono ASSOLUTAMENTE FALSE stiamo valutando una denuncia per diffamazione , anche se in questi giorni ci piacerebbe che gli elettori potessero sentire parlare di cosa i politici voglio fare per la Lombardia e non degli artifizi per nascondere le irregolarità del centrodestra.
La nostra lista e’ stata già vagliata con cura, soprattutto sugli spetti formali (timbri, date e luoghi) dagli organismi competente e abbiamo un verbale di validazione che e’ atto pubblico consultabile. Il tribunale di Como e’ molto competente ed ha fatto un lavoro molto scrupoloso, tanto scrupoloso da determinare per un mero errore di trascrizione la esclusione personale della candidata Borgianni una candidata riconosciuta sul territorio che si e’ molto impegnata in un mese di banchetti e raccolta firme . Nonostante il rammarico e il danno abbiamo accettato il responso dei tribunali senza gettare fango sugli altri per una questioni di cultura del rispetto delle regole.
Ovviamente per trasparenza siamo disponibili a visionare i moduli assieme al sig. Formigoni, invito esteso anche agli organi di stampa come testimoni , con la clausola che per ogni modulo provvisto correttamente di luogo e data di autenticazione Formigoni chieda scusa in ginocchio . Forse centinaia di piegamenti gli abbasseranno la cresta
Elisabetta Patelli Presidente Verdi della Lombardia

COMUNICATO STAMPA: NO AL BIDONE ATOMICO IN TERRITORIO COMASCO 7gennaio 2010
Le decisione del Governo di riaprire il nucleare nonostante il referendum del 1987 , nel quale piu’ dell’80% dei votanti espresse la ferma volonta’ di uscirne ,e’ una scelta scellerata che porta il paese in un pericoloso vicolo cieco: una tecnologia rischiosa,impattante,costosa , con tempi lunghi di realizzazione che impegna decine di migliaia di miliardi di soldi pubblici per arrivare a coprire il 6/7% del fabbisogno italiano annuo.
E’ difficile condurre il dibattito sui pericoli del nucleare, in un confronto nel quale gli studi scientifici (che pure esistono) sugli effetti di alte e basse radiazioni vengono sistematicamente negati da una irriducibile sicumera senza prove .E’ piu’ facilmente dimostrabile come il nucleare sia un clamoroso flop, non ecologico , non conveniente non economico. Un bidone atomico. L’idea che il nucleare sia economico e porti a ridurre i costi per l’utenza e’ pura propaganda: i costi veri di un KWh da produzione elettronucleare, la sicurezza delle centrali, la gestione dei rifiuti radioattivi e lo smantellamento (decommissioning) degli impianti, la loro sicurezza tecnologica e militare comportano infatti costi elevatissimi., L’apparente basso costo del KWh in alcuni paesi del nucleare, in Francia ad esempio, è dovuto esclusivamente all’intervento diretto e indiretto dello Stato. Inoltre vengono sottratte risorse preziose al campo delle tecnologie in grado di ridurre le emissioni , all’efficienza energetica e alle rinnovabili. Insomma a quella green economy che sta portando fuori gli altri paesi dalla crisi mondiale ,creando nuove reali opportunità di occupazione(ad oggi in Germania tra diretto e indotto ha portato lavoro a circa 250.00 addetti).
Per il momento il nucleare che Berlusconi e Scajola hanno depositato sotto l’albero il 22 di dicembre avvia la farraginosa macchina per l’individuazione dei siti e fissa le succulente compensazioni economiche ( anticipabili) per “oliare” le comunita’ . Compensazioni ingenti che riguardano sconti sulle bollette, premi, sconti e sgravi fiscali , che non avrebbero ragione d’essere se l’ affermazione che il nucleare e’ ecologico e sicuro fosse vera anche per chi la sostiene. Gli investimenti ingentissimi che stiamo sacrificando al nucleare e pure i corposi incentivi economici a beneficio delle comunità consenzienti usciranno dalle nostre tasche . Ennesima fregatura per gli Italiani i quali mai e poi mai vedranno i benefici di tale impresa. Il dettagli del bidone atomico, al di la’ dei soldi promessi, e’ rimandato –ovviamente- a dopo le regionali . si sa mai che qualcuno si accorga prima della fregatura.
In questi giorni , parallelamente alla candidatura da parte del presidente Zuccoli della regione Lombardia come regione ideale e il lancio di A2A( socia della nostra Acsm) nel nucleare,
sono arrivate da territorio segnali di preoccupazione e sono riemerse vecchie ipotesi persino di costruzione di impianti in area Pian di Spagna, nonche’ di deposito scorie nelle cave della provincia
Noi riteniamo che al momento l’insediamento di impianti nucleari in territorio comunale sia molto improbabile , abbastanza difficile sul territorio provinciale , mentre il “giro” delle scorie , sia lecito che illecito, e l’utilizzo del nostro bacino idrico per rifornire centrali dislocate altrove e’ una ipotesi assolutamente possibile.
.Il nucleare e’ assetato in modo perpetuo di acqua:le centrali nucleari francesi usano il 40% delle risorse idriche consumate su tutto il territorio nazionale, in media per un reattore da 1.000 MW servono oltre 2,5 milioni di metri cubi di acqua al giorno. Una quantità rilevante anche per l’Italia, visti anche gli scenari futuri sugli
impatti dei cambiamenti climatici che prevedono una consistente riduzione delle risorse idriche nel nostro Paese!
Il nucleare usa molta acqua e ininterrottamente per cui e’ necessario gestire i bacini come riserve perpetue: la nostra preoccupazione riguarda quindi anche il possibile utilizzo del nostro lago , come serbatoio d’acqua per il funzionamento di impianti dislocati anche al di fuori del territorio provinciale. Oltre allo scempio delle paratie, sono noti infatti i danni che una gestione strumentale dei livelli del Lario ha gia’ procurato e procura alle nostre rive.
Siamo pienamente consapevoli che il Governo intende procedere sia per attrazione economica , date le corpose compensazioni stanziate, sia per imposizione contro la volonta’ degli Enti e delle popolazioni locali, riteniamo tuttavia che una precisa scelta da parte del territorio sia una atto rilevante che attiva ulteriori responsabilità a carico del Governo centrale. Con questo spirito alcune Regioni, molti Sindaci e Presidenti provinciali si stanno attivando per far sentire la loro volonta ‘ e quella dei cittadini che amministrano.
Per rutto quanto sopra abbiamo deciso di da presentare in Consiglio comunale una mozione urgente che impegna Sindaco e Giunta a a)confermare (esiste una precedente delibera dei Verdi del 1986) Como“territorio comunale denuclearizzato”, in quanto indisponibile non solo all’insediamento in territorio comunale di impianti ad energia nucleare per fissione di materiali radioattivi ma anche al deposito definitivo e temporaneo di materiali radioattivi anche di bassa attività, materiali arricchiti o impoveriti, scorie radioattive, materiali allo stato solido, liquido o gassoso contaminati da fonti radioattive e derivanti dalla filiera della produzione di energia nucleare
b) in quanto rappresentanti del capoluogo provinciale,a sostenere presso l’Amministrazione provinciale la totale contrarietà all'ipotesi di scelta di localizzazione nel nostro territorio provinciale di impianti nucleari e di depositi definitivi o temporanei di scorie radioattive da nucleare
c)Impedire lo sfruttamento e la gestione delle’ acque del lago per usi diretti o indiretti delle centrali nucleari dentro e fuori il nostro territorio
Abbiamo inoltre deciso di mandare al Presidente Carioni , agli Amministratori e al Consiglio provinciale un documento in cui chiediamo lo stesso impegno preciso ad escludere la provincia da qualsivoglia attività legata alla produzione di energia da nucleare e deposito scorie, sia temporaneo che definitivo, a garanzia dei cittadini residenti, di tutti i nostri turisti e delle generazioni future che vivranno nel nostro territorio.

Roberta Marzorati
Elisabetta Patelli

COMUNICATO STAMPA (3 settembre 2009) Nube Tossica
Anche mercoledì scorso , come già accaduto spesso in passato, gli abitanti della via Rienza,via Pannilani e zone limitrofe sono stati molestati da una nube tossica ben visibile anche ad occhio nudo che ha reso l’aria irrespirabile per l’intera giornata . Sappiamo che per anni i residenti della zona hanno dovuto subire le emissioni definite dall’Arpa gravemente moleste conseguenti ad attività di termofissaggio su tessuti sintetici /artificiali ,condotte senza gli opportuni sistemi di abbattimento .Questo ennesimo episodio si presenta inquietante per almeno 2 ragioni: da una parte il timore che nulla sia cambiato e quindi gli abitanti siano da anni costantemente esposti ad un rilevante fenomeno di i nquinamento e , dall’altra, la totale indifferenza che l’Amministrazione ha dimostrato nei confronti degli appelli dei residenti, i quali non hanno avuto ne’ risposte , ne’ una soluzione al problema .Pare incredibile che alle soglie di 2010 sia tollerata una attività insalubre di primo grado con emissioni moleste da camini ad altezza finestre, in una zona oramai inglobata nel centro urbano , senza opportuni filtri .Rammentiamo al Sindaco che , oltre a tutti i poteri e le prerogative che la legge gli consente e di cui spesso egli si fa forza, gli compete anche la responsabilità nei confronti della salute dei cittadini. Pertanto se non verranno immediatamente fornite ai cittadini le necessarie garanzie, nelle parole e nei fatti, presenteremo denuncia presso le Autorità competenti nei confronti di tutti coloro che hanno qualche responsabilità. Chiediamo che l’Amministrazione, attraverso gli organismi competenti, proceda con urgenza alla immediata verifica degli impianti esistenti e imponga immediatamente gli eventuali adeguamenti agli standard di legge in tema di sicurezza ambientale.

COMUNICATO STAMPA 31 luglio 2009 Inquinamento Cosia
Quanto avvenuto oggi nel Cosia e' gravissimo, non e' la prima volta che qualche tintostamperia o impianto simile ha trovato comodo riversare veleni nelle nostre acque. Anche oggi a ferie incombenti qualcuno , probabilmente anche di altri Comuni , presumo nell'area Lora, Albese, Tavernerio o Lipomo,ha trovato un modo veloce per risciacquare i vasconi di tintura utilizzando il Cosia come fogna a cielo aperto. E dei veleni ovviamente se ne devono fare carico l'ambiente e la collettività. E' bene quindi che la collettività sappia chi inquina e che il colpevole paghi duramente , anche se i danni ormai causati vanno ben oltre l'ammenda. Se fossi il Comune di Como che n questo caso e' la vittima più diretta userei il pugno di ferro. Inoltrerò immediatamente all'Arpa, che sta facendo le indagini, una richiesta di chiarimenti e al Sindaco in carica, attualmente Caradonna, richiesta di attivarsi in quanto responsabile della salute pubblica.
Elisabetta Patelli

COMUNICATO STAMPA INCENDIO ALLA GUZZA (27/7/2009)
L'incidente di sabato e' gravissimo e pone una serie di problemi relativamente alla sicurezza di luoghi che come tutti sanno sono ad elevato rischio , sia per i materiali che vengono trattati , sia per atti sospetti caratteristici purtroppo del businness dei rifiuti.
Chiediamo anzitutto una indagine scrupolosa rispetto alla esistenza di tutta la dotazione e alle procedure che la normativa sulla sicurezza impone. Chiediamo inoltre che i rilievi dell'ARPA siano effettuati su un'area sufficiente ampia ,che siano ripetuti nel tempo e che siano resi ufficiali perché i cittadini hanno diritto di sapere. E' noto infatti che quand'anche si sia trattato di materiale già selezionato per la differenziata e cioè , prevalentemente carta e plastica, e' assai difficile che il rogo non abbia rilasciato sostanze tossiche. .Se invece i sacchi contenevano materiale non ancora separato peril riciclo , l'incendio e' la conferma che il sistema di raccolta attuale non funziona e che deve essere al più presto sostituito dal prelievo monomateriale porta a porta, come in tutte le società civili. Purtroppo la nostra città in questo campo è ancora ostaggio di grossi interessi che ci condannano ad un sistema obsoleto , dannoso e oneroso per le tasche dei cittadini.

Comunicato 29 dicembre
Classifica Sole24ore
Nella classifica de ilsole24ore Como arretra di una decina di posti,peggiorando sensibilmente in Affari e lavoro,Ordine pubblico, Popolazione e Tempo libero.L’alto tenore di vita incrociato al dato negativo nel settore produttivo-imprenditoriale tradisce un tessuto economico stagnante che vive ancora di rendita, incapace di una innovazione all’altezza dei tempi., come potrebbe esserlo una innovazione “verde” sull’esempio di molti altri paesi. La popolazione è sempre più anziana, impaurita dalla microcriminalità,con un tasso medio di scolarizzazione ed una impressionante densità abitativa che ci colloca al 95° posto su 103.Significativa e’ la bocciatura(71° posto) in tema di svago e cultura che evidenzia attorno alle grandi mostre l’assenza di iniziative per i giovani, per valorizzare il patrimonio locale e di una rete di eventi di genere vario estesa nel tempo e nel territorio.
In tema di “servizi e ambiente” il numero di cause pendenti, la dispersione scolastica, gli incidenti d’auto, la quantità delle infrastrutture, la differenza gradi tra mese più caldo e mese più freddo, pur con l’integrazione dei dati di Legambiente, non sono parametri sufficienti e il giudizio finale e’ inoltre troppo generoso.
Il nostro e’ un territorio arretrato e compromesso almeno in tre grandi settori ambientali:nei trasporti regna una sostanziale incapacita’ di combattere l’inquinamento e garantire vivibilita’ ed efficienza. Non ci sono metropolitane, tramvie leggere, bus rapidi e efficienti,parcheggi di vero interscambio, corsie preferenziali, sufficienti zone pedonali e piste ciclabili, ferrovie regionali e trasporti lacuali comodi, puntuali e convenienti.Non c’e’in sostanza una rete di trasporto pubblico che consenta di ridurre rapidamente e drasticamente il traffico privato. Como detiene poi due record malefici: il numero dei giorni di superamento delle polveri sottili ( 93 nel 2007) e il tasso di tumori al polmone.
La nostra e’ una Amministrazione inetta anche rispetto alle politiche energetiche che non possono esaurirsi nel ricambio di qualche caldaia , ma devono orientare i nuovi processi urbani(interventi edilizi e infrastrutture)verso il risparmio energetico attraverso regolamenti “verdi”, e adottare comportamenti virtuosi.Attendiamo invece inspiegabilmente da anni un distributore gpl, e siamo una delle rare province che non ha un distributore metano, in una fase di cambiamenti climatici e di crisi del mercato dell’auto da cui si affranca solo il settore delle ecologiche. Alimentiamo a gas il teleriscaldamento per incassare ai danni del contribuente i proventi del Cip6 e “nascondiamo la testa sotto i rifiuti”pericolosi in Ticosa e allo stadio..
L’urbanistica: in classifica siamo 95simi su 103 per rapporto abitanti/km. Sotto l’occhio consenziente della politica gli speculatori hanno colato in citta’ , in provincia e sul lago una edilizia gigante e scadente,eroso aree verdi e compromesso panorami. Solo un paio di comuni si è dotato di un Piano di Governo del Territorio, benche’ il termine fissato sia alle porte, il Comune di Como ancora latita, nella consapevolezza che la Regione si avvia a concedere una proroga che consente di ultimare gli scempi in atto.
A tutto cio’ si affiancano una politica di privatizzazione di servizi,una politica dei rifiuti arretrata che elude gare pubbliche trasparenti per favorire grandi imprese private , servizi scolastici cari e inadeguati, , disprezzo del verde urbano, incuria verso il patrimonio naturale e incapacita’ di promuovere un turismo duraturo e sostenibile.

 

COMUNICATO STAMPA 2 dicembre 2008
Cedro
Abbiamo rivolto un estremo appello al Sindaco affinche’ conceda la “ grazia” al cedro di piazza Verdi. Abbiamo avuto infatti conferma che i lavori per la ristrutturazione della piazza partiranno a gennaio e con essi il “ trasloco” della pianta forse anche a pochi metri di distanza ; trasloco che ritieniamo non abbia senso e rappresenti uno spreco dei soldi dei cittadini.
Ammesso infatti che la pianta sopravviva al trapianto, l’inutile e immotivato spostamento ci costera’ molti soldi.
Il cedro lì dove sta non e’ incompatibile con la riqualificazione della piazza,anzi costituisce un valore aggiunto, contrastando la tendenza di questa Amministrazione a realizzare piazze completamente lastricate senza l’ombra di una pianta, che risultano essere solo luoghi di passaggio e mai di sosta. Persino la Soprintendenza si e’ pronunciata a favore del mantenimento in sede della pianta, applicando il moderno concetto di “monumentalità” estesa a tutto ciò che ha guadagnato un posto di rilievo nella memoria della collettivita’-
Nel 2006 in pochissimi tempo abbiamo raccolto in 2 mesi appena circa 1300 firme in che sono state subito consegnate al Sindaco, certi che si trattassi un campione significativo del comune sentire che vuole il cedro li’ dove sta.
In modo molto significativo neppure quest’anno il povero albero e’ stato decorato per Natale. Tra i rami sopravvivono , testimonianza dell’incuria riservatogli brandelli di vecchie decorazioni. Questo appello al Sindaco assume il tono di una domanda di grazia , ma non dovrebbe essere cosi: una buona ’Amminisrrazione non puo’ prevaricare le istanze dei cittadini e disporre del patrimonio comune, perche’ tale e’ il verde urbano, solo per assecondare il capriccio di pochi.

 

Comunicato 9 Ottobre 2008
Urbanistica: il 91% dei comuni lombardi non rispetta la legge
COMO SITUAZIONE CATASTROFICA :In Regione Progetto di legge dei Verdi per una soluzione "sostenibile" :
"I comuni la smettano di cementificare con l'avallo della giunta regionale utilizzando strumenti urbanistici sostitutivi"
Il 91% dei comuni lombardi non ha né adottato né approvato i Piani generali del territorio (PGT), così come impone la legge regionale sull'Urbanistica del 2005, che fissa come scadenza per l'approvazione dei PGT l'11 marzo 2009. E' imminente quindi una proroga da parte di Regione Lombardia, che consentirà ai comuni di continuare a navigare a vista, con provvedimenti sostitutivi che danno il via libera a piccoli, medi e mega progetti completamente avulsi da un organico sviluppo del territorio.
E' SIGNIFICATIVO PER CAPIRE LA EDIFICAZIONE SELVAGGIA CHE HA COLPITO LA NOSTRA CITTA'IL COMUNE DI COMO NON HA ANCORA ASSEGNATO L'INCARICO PER LA REDAZIONE DEL PIANO.
A quasi quattro anni dall'approvazione della Legge Regionale urbanistica12 da parte del centrodestra in Consiglio regionale nei comuni manca ancora lo strumento per pianificare in modo ordinato e sostenibile lo sviluppo urbanistico del territorio, duramente provato da una cementificazione a tratti selvaggia, come dimostra anche la nostra citta :le colline circostanti, soprattutto Garzola ,ma anche in Madruzza e verso la Svizzera prolificano incessanticantieri edili.
E' stato saturato ogni angolo di territorio sia in centro che nelle periferie, con costruzioni massicce , fuori scala rispetto al contesto e - per fare un battura- se ne vedono letteralmente " di tutti i colori".
Come in un cartone animato i l delirio del cemento finisce per intrappolare la casetta unifamilare. .Si e' perso il buon senso , la competenza e perfino il buon gusto.
La verita' e' che l'edificazione nel ns territorio e' totalmente priva di ogni controllo grazie ad una legislazione regionale che ne ha creato i presupposti e alla assoluta mancanza di responsabilita' di chi potrebbe vigilare.
La debole proposta di emendamento alla legge regionale avanzata dalla Amministrazione provinciale si e' arenata nelle sabbie della Regione. Il risultato e' sotto gli occhi di tutti.
I comuni lombardi si guardano bene dall'appovare i Piani di Governo del territorio e ricorrono ai Programmi integrati di intervento (PII) per varare progetti edilizi, le imprese allo Sportello unico per le attività produttive (SUAP) per ampliare insediamenti produttivi: il risultato è che lo sviluppo urbanistico sfugge a un'organica pianificazione e a una Valutazione ambientale strategica .
Secondo calcoli del Gruppo dei Verdi in regione Lombardia, nella sola provincia di Milano il ricorso ai PII nel 2006, anno successivo all'entrata in vigore della legge regionale sull'urbanistica, è cresciuto del 68% e il trend è in continua crescita. Il ricorso al SUAP, sempre nel 2006 e sempre nella provincia di Milano, è aumentato del 160%.
Il progetto di legge presentato dai Verdi in Regione chiede almeno dei paletti e concede ai comuni una proroga di due anni durante i quali i comuni potranno derogare dal PRG vigente (il vecchio piano regolatore generale introdotto dalla legge del 1975 e sostituito dal PGT, Piano di Governo del Territorio) solo per modificare previsioni urbanistiche di opere pubbliche. In questi due anni, secondo la proposta, dovrà azzerarsi il ricorso ai PII e ai SUAP. Siamo certo che questo spingerà i comuni ad accelerare al massimo l'approvazione dei PGT, strumento che riteniamo non eccelso , cosi' come e' concepito, ma che consideriamo meglio della più totale mancanza di pianificazione.
Nel frattempo che intenzioni ha il Comune di Como?
Elisabetta Patelli

UN CAPRICCIO DA 8-15MILA EURO A SPESE DEI CITTADINI (comunicato stampa 14 febb 2006)
Per accondiscendenza verso alcuni sponsor personali il Sindaco intende impegnare a ilancio 8-15 mila euro di soldi dei cittadini per una operazione inutile, sia perche'( come ertificano alcue nostre perizie) l'albero non puo' sopravvivere all'espianto, sia perche il rasloco di pochi metri appare comunque un nonsenso a chiunque ragioni.
Con la consueta intelligenza e arguzia il nostro Sindaco vuole prendere piu' piccioni con na fava:applica una strumentale interpretazione della petizione per la salvaguardia del edro, quasi certamente fa crepare la pianta invisa agli amici e mette mano ai soldi dei cittadini per addossare la responsabilita' delle spese agli ambientalisti e alle migliaia i cittadini che hanno sottoscritto la petizione, ovvero a coloro che il sig. Bordoli sulla tampa ha definito irrispettosamente "estremisti".
L'albero , piantato lì a torto o a ragione , deve stare al suo posto, dovrebbe essere manutenuto a dovere come il resto del verde cittadino. Per noi il progetto di edonalizzazione della piazza, un po' timido, vista la semplice traslazione delle auto a ochi metri di fronte, va bene . Il cedro non solo e' compatibile col progetto, ma anzi puo' essere uno, forse l'unico, elemento di valorizzazione.
Suggeriamo all'Amministazione di deporre le motoseghe e occuparsi di mettere in atto il iano regolatore del Verde fatto approvare in Consiglio dai noi, i cui termini di attuazione ono gia' scaduti.
Chiediamo pubblicamente al Consiglio comuale di cancellare stanziamenti a bilancio destinati al trapianto. Se le casse comunali sono cosi' in salute forse i soldi potrebbero essere utilizzati per ridurre i costi dei servizi indispensabili ai cittadini.
Poiche' la guerra al cedro e' ingiustificata, immaginiamo che il Sindaco potra' procedere i tasca propria per soddisfare i capricci di chi crede. Cosi lo potremo perseguire soltanto er la eventuale morte dell'albero.
Noi non molliamo :e' una questione anzitutto di rispetto verso il patrimonio dei cittadini e verso i cittadini.

Elisabetta Patelli

 

Interrogazione sulla Ticosa (3/8/07)
E' stata depositata oggi una nuova interpellanza a firma senatore Ripamonti dei Verdi che aggiorna il ministro dell'ambiente Pecoraro sugli sviluppi della sempre piu' preoccupante vicenda dell'amianto in Ticosa.
In particolare si tratta di una iniziativa politica che, indipendentemente dalle indagini della magistratura e nell'ambito delle competenze ministeriali, intende far luce da una parte su quanto operato e sulle relative responsabilita' e dall'altro acquisire elementi, anche attraverso una azione ispettiva da effettuarsi in loco, con riguardo agli interventi adottati ed allo scopo di prevenire ulteriori possibili rischi.
Il ministro Pecoraro ,tuttavia, ci ha gia' assicurato che sono state avviate le necessarie procedure per fare chiarezza sui quesiti delle interpellanze di Ripamonti e Benzoni. Purtroppo la vicenda per la quale siamo stati accusati un po' da tutti di essere degli allarmisti si sta arricchendo di nuovi elementi per niente rassicuranti.
Continuiamo ad augurarci che non vi siano stati e non vi siano pericoli per la salute dei cittadini
Elisabetta Patelli portavoce verdi di Como

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Ai Ministri dell'ambiente e della sanità
Premesso che:
il 27 gennaio 2007 la Società italo – olandese Multidevelopment, vincitrice della gara per l’acquisto dal Comune di Como dell’area e dei fabbricati dell’ex complesso produttivo “Ticosa”, destinato a trasformazione urbanistica e edilizia, ha avviato la demolizione dei predetti fabbricati, avvio tra l’altro avvenuto con un evento spettacolare, con l’intervento di autorità e accompagnato da spettacolo pirotecnico alla presenza di migliaia di cittadini;
l’area “Ticosa” è ubicata all’interno della città di Como, ed è circondata da quartieri con una forte destinazione a residenza, uffici, commercio, perciò densamente abitati e frequentati;
a gennaio la portavoce dei Verdi avrebbe scritto al Sindaco chiedendo garanzie sullo smaltimento dei materiali pericolosi, ma tale richiesta sarebbe stata bollate come "battaglia demagogica";
nello stesso periodo un consigliere comunale avrebbe richiesto, senza esito, al Sindaco di Como e all’ASL provinciale che venissero effettuati monitoraggi dell’aria durante i lavori per accertare che non si diffondessero, con le polveri, fibre di amianto nell’aria
la direttrice dell’ASL provinciale avrebbe più volte dichiarato che prima dell’inizio della demolizione si era provveduto alla totale bonifica del comparto, e che pertanto non esistevano pericoli per la salute dei cittadini;
a fine marzo una centralina Arpa della zona avrebbe rivelato una quantità anomala di amianto nell'aria;
l’11 aprile, nel corso di un sopralluogo di ARPA e ASL veniva rinvenuta sul sito, tra le macerie accumulate, una guaina bituminosa all’interno della quale è stata accertata la presenza di amianto “crisotilo” , destinata ad essere triturata insieme agli altri inerti;
tale ritrovamento ha riacceso le preoccupazioni nella cittadinanza per i rischi di possibile contaminazione da amianto durante i lavori di demolizione già avvenuti e per i prossimi interventi, anche per l’assenza di chiare assunzioni di responsabilità da parte del Comune di Como, dell’impresa, di ASL e ARPA e di un chiarimento sulle rispettive competenze e modalità di coordinamento;
il 26 aprile l'Arpa certificava la presenza di amianto a terra e in aria,ma il rapporto con la richiesta di rapida bonifica arriva in Comune soltanto il 25 maggio preceduto da voci insistenti su presunte negligenze nella demolizione. I dati non sono stati resi pubblici e la consultazione dell'atto è preclusa ai più;
Comune ed Asl, a seguito di interrogazioni avrebbero dichiarato che "bonifica e controlli sono stati eseguiti secondo la legge", una tranquillità che si è incrinata il 28 giugno quando il sindaco avrebbe firmato un'ordinanza che intimava alla ditta acquirente di smaltire "senza indugio" i detriti;
il 29 giugno la Procura di Milano ha predisposto il sequestro dell'area con l'accusa, per ora a carico di ignoti, di omissione di atti d'ufficio nel trattamento dell'amianto senza escludere l'ipotesi di reati ambientali, difatti i Carabinieri hanno sigillato l'area organizzando una sorveglianza continua per prevenire possibili alterazioni;
a seguito della risposta ad una interrogazione presentata da un consigliere in Regione Lombardia si apprenderebbe che l'amianto a Como non sarebbe stato rinvenuto soltanto sulle ceneri della vecchia fabbrica ma anche vicino al Santarella (ex centrale termica) . Il 7 maggio il referto delle analisi sui campioni prelevati al Santarella rivelerebbe la presenza di "amianto nella varietà cristolio distribuito in modo estremamente disomogeneo della matrice ad una concentrazione non stimabile e molto vicina al limite di rilevabilità della metodica";
si chiede di sapere:
come si consideri l’assenza di controlli specifici dell’aria a cantiere attivo considerando che risulterebbe un unico controllo a cura di ARPA e avvenuto in data 11 aprile, a cantiere fermo, in una zona non prossima allo stesso e di carattere aspecifico, nel quadro dell’ordinario monitoraggio previsto dal Piano Regionale Amianto Lombardia;
se sia a conoscenza del rimpallo di competenze avvenuto tra Comune di Como e Società Multidevelopment sulle modalità e le responsabilità relative alla rimozione e lo smaltimento della guaina individuata contenente amianto;
se si non intenda chiarire quali siano le competenze e le responsabilità previste dalla normativa in materia e come debbano coordinarsi gli enti preposti per garantire la prevenzione da rischi per la salute dei cittadini nel caso di interventi di così vasta portata;
se non si ritenga di dover acquisire elementi, nell'ambito delle proprie competenze, anche attraverso una azione ispettiva da effettuarsi in loco, con riguardo agli interventi adottati ed allo scopo di prevenire ulteriori possibili rischi.
Roma, 3 agosto 2007
Sen. Natale Ripamonti

 

COMUNICATO STAMPA 14/06/07
In merito alla notizia del rapporto Arpa che evidenzia tracce di amianto in resti di manufatti edilizi sull'area ex Ticosa non possiamo che rilevare anzitutto 2 cose:
- prima della demolizione la sottoscritta ha sollevato dubbi  e chiesto garanzie pubbliche ai cittadini ed e' stata verbalmente aggredita negli uffici comunali e apostrofata al grido di "domattina non ci sara' piu' nemmeno un grammo di amianto". Tale rassicurazione da parte degli Amministratori e' stata pure comunicata attraverso stampa.
- abbiamo sollevato perplessita' circa la scelta della Amministazione di delegare la scelta dell'impresa bonificatrice al privato acquirente l'area, abbiamo sottolineato infatti la opportunita' che fosse il Comune, in quanto responsabile della salute dei cittadini e in quanto finanziatore delle opere di bonifica, a scegliere nell'albo specifico delle ditte autorizzate quella da incaricare . Questo per maggior trasparenza e maggiore garanzia pubblica
Ora poiche' riteniamo siano stati eseguiti prelievi anche nell'aria, cosa assai piu' significativa e importante dal punto di vista della salute, chiediamo per iscritto all' Arpa se prelievi sono stati effettutati durate e dopo la demolizione e che i risultati delle indagini vengano resi pubblici

Elisabetta Patelli portavoce Verdi di Como

COMUNICATO STAMPA SU LAGLIO
L'adesione di George Clooney alla battaglia per la salvaguardia delle rive di Laglio e' un evento importante perche ' la notorieta' del protagonista pone alla ribalta nazionale la vicenda. Dovrebbe inoltre far riflettere gli Amministratori sul fatto che non sono progetti faraonici di paradisi artificiali bensi' la bellezza naturale del nostro territorio a richiamare e tenere legati ai nostri luoghi persone da tutto il mondo.
. Siamo lieti di aver dato un piccolo contributo con l'interpellanza parlamentare che ha avviato una istruttoria e gia' prodotto una lettera di monito all'Amministrazione. Manteniamo una attenzione vigile e costante, ringraziamo sempre il Comitato lagliese per la loro azione di presidio attento e costante della loro riva e ora anche George Clooney per aver aderito alla battaglia dando inoltre prova, attraverso il suo impegno personale,di sentirsi anche un po' cittadino dei nostri luoghi
Elisabetta Patelli
RESPONSABILE PROVINCIALE VERDI


TESTO INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PRESENTATA A FEBBRAIO DA SEN. NATALE RIPAMONTI
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Ai Ministri dell’ambiente e dei beni culturali
Premesso che:
in data 21/12/04 La Giunta comunale di Laglio (Co), con delibera n.115, conferisce l’incarico di consulenza per la redazione di uno studio di fattibilità degli interventi tesi alla valorizzazione paesistica e qualificazione turistica del Lungolago, nonché di sviluppo delle attività turistiche nel paese;
nel novembre 2006 veniva presentato alla popolazione lo studio di fattibilità del Lungolago di Laglio;
il 23 dicembre 2006 un comitato spontaneo di cittadini avrebbe depositato presso il Comune di Laglio una petizione con 339 firme (su 900 abitanti) per esprimere contrarietà al progetto;
nel mese di gennaio 2007 i gruppi di opposizione avrebbero depositato una interrogazione per chiedere la convocazione a breve del consiglio comunale al fine di discutere la petizione presentata dai cittadini, ma ad oggi non ci sarebbe notizia di convocazione di consiglio comunale dedicato al tema;
considerando che:
il progetto prevede un intervento imponente di costruzione di autosili e parcheggi ad uso pubblico e privato con scale mobili di accesso, terrazzamenti, interramento di vecchi porticcioli, distruzione di un pregiata "spiaggetta" naturale per realizzare nuove marine e passeggiate galleggianti, giardini con fontane con giochi d’acqua, un lido, una nuova sede per canottieri , scii d’acqua e vela ed altro ancora;
per l’attuazione di tali interventi si ricorre prevalentemente agli istituti di concessione e projct financing. La concessione pluriennale (sino a 30 anni) è prevista per la realizzazione e gestione di immobili ed attività economicamente remunerative quali parcheggi ed autosili e relativi sistemi di accesso, ponti e pontili a servizio della nautica da diporto;
al project financing sono riconducibili operazioni complesse di natura prevalentemente immobiliare, opere su aree comunali e demaniali, tra cui la realizzazione e gestione del nuovo lido e dei relativi servizi e di un padiglione per manifestazioni;
i costi complessivi di realizzazione dello opere e delle infrastrutture previste si assestano intorno ai 14 milioni di euro di cui quasi la metà a carico pubblico;
si chiede di sapere:
se non si consideri che tale progetto faraonico, comporterà uno stravolgimento della fisionomia del paese e delle rive, con distruzione degli elementi di particolare pregio dal punto di vista naturale, quali scorci , "spiaggetta" e porticcioli e con dannoso effetto intrusivo nel quadro paesaggistico generale;
se non si ritenga che le opere previste implicheranno un ingente investimento di risorse pubbliche a fronte di incerti vantaggi economici per la popolazione;
quali atti si intendano adottare affinchè la valorizzazione e la qualificazione dei luoghi, considerata la natura e le caratteristiche del territorio di cui in premessa, avvenga, come accade in molte altre localita’ di particolare valenza ambientale, dotandosi delle strutture necessarie alla promozione di un turismo di qualità, capace di apprezzare le ricchezze naturali e paesistiche.
Roma, 6 febbraio 2007 Sen. Natale Ripamonti

COMUNICATO STAMPA VERDI DI COMO SU CERNOBBIO
la vicenda della spiaggetta del torrente garovo , al di la' delle implicazioni ambientali-sia di contesto naturale, storico sia dell'habitat ittico,che ovviamente ci interessano -colpisce per il metodo assai diffuso che guida vicende di questo genere e che si sta diffondendo in piu'parti del lago: Amministrazioni locali singolarmente o in forma associata un po' troppo compiacenti rispettoalle esigenze di controparti private "forti".
Potremmo discutere ore sulla rilevanza o meno della fu spiaggetta del Garovo e tuttavia e'indiscutibile che la sua eliminazione rapida e' legata alla necessita' di garantire maggiore privacy, leggi valore immobiliare, alla dimore di lusso adiacente il cui canone d'affitto raggiunge cifre spaventose.
Continuiamo a batterci oltre che per l'ambiente, anche per i dititti dei cittadini il cui patrimonio e' inviolabile se non per un interesse che li veda coinvolti direttamente e presentaimo attraverso il nostro Gruppo in Senato, in accordo e collaborazione con rappresentanti locali che insieme a tanti cernobbiesi stanno difendendo il loro territorio
Elisabetta Patelli portavoce Verdi Como

TESTO INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PRESENTATA  DA SEN. NATALE RIPAMONTI
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Al Ministro dell'Ambiente
Al Ministro dei Beni culturali
Premesso che:
la società Villa D'Este s.p.a. con sede in Cernobbio (CO), via Regina 40, ha provveduto a dragare la foce del torrente Garovo in territorio di Cernobbio, ma tale operazione ha anche smantellato una "spiaggetta di uso pubblico" a danno della popolazione;
detta spiaggia, formatasi nei secoli per deposito di materiali alluvionali, costituiva un ormai raro esempio di eco-sistema derivato dall’opera della natura e dal sapiente intervento dell’uomo sul letto del torrente, come certificano le mappe catastali dal Teresiano (1756) in avanti;
il luogo in cui insisteva ricade in zona tutelata e vincolata;
trattasi di sito strategico per l’attracco di emergenza di imbarcazioni impossibilitate a compiere la traversata fra la punta di Pizzo e il molo di Cernobbio per la nota violenza dei venti locali in caso di burrasca;
detta spiaggia è rimasta l’unica spiaggia libera del Comune dopo la progressiva alienazione del litorale nel corso del XIX secolo e che pertanto ha rivestito e riveste presso la comunità cernobbiese una funzione sociale, che, oltre che esplicarsi nelle attività del tempo libero di bambini e adulti, si connota anche economicamente attraverso l’esercizio della pesca;
a memoria d’uomo vi è sempre stata la possibilità di accedere alla spiaggetta liberamente tramite l’apposita scaletta in pietra che scende sul letto del torrente, lastricato per contenerne le violente piene di storica memoria;
i lavori di dragaggio sono stati eseguiti e conclusi prima ancora di consentire l’acquisizione del parere del settore Pesca dell’Amministrazione provinciale, che rilevando la fase avanzata dei lavori e la completa distruzione dell’area di riproduzione di specie ittiche lacustri e altri danni richiedeva l’urgente immediata sospensione dei lavori
una raccolta firme di protesta per i lavori eseguiti e petizione per il ripristino della spiaggetta ha gia’ raccolto in breve tempo piu’ di 800 firme
dal sopralluogo effettuato dal Consorzio del Lario e dei laghi minori che lo scorso 18 maggio aveva autorizzato il dragaggio è risultato che, dal conoide detritico è stato asportato materiale in eccedenza rispetto alla quota dello stesso (stimata dal tecnico incaricato da Villa d'Este in 35 cm sopra lo zero idrometrico) e che inoltre sarebbe stata in parte compromessa la stabilità dell'antica pavimentazione del letto del torrente in prossimità della foce.
Si chiede di sapere:
se si sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;
se non si ritenga che la spiaggetta abbia un valore importante, oltre che storico e naturalistico, anche di eredità storica e di funzione sociale e che tale ambito andrebbe salvaguardato e conservato per l'intero paese e per le future generazioni,
se non si consideri urgente attivarsi per il ripristino della spiaggetta
se vi sono state inadempienze o irregolarita’ nelle procedure seguite e in caso affermativo se non si consideri urgente procedere alla individuazione delle relative responsabilita’
Sen. Natale Ripamonti
Gruppo Verdi -L'unione

 Comunicato stampa su delibera A.P. abbattimento piccioni, cornacchie e minilepri  (9-4-06)
Ancora una volta l'Amministrazione provinciale progetta un piano di sterminio su vasta scala, presentando gli animali come " pericolosi parassiti" della natura, quando in realtà ne fanno parte integrante; la crescita numerica di cornacchie o la presenza della minilepre sono dovuti a comportamenti umani ( la crescita delle discariche incontrollate nel caso dei volatili e l'immissione sconsiderata da parte dei cacciatori di esemplari estranei alle specie
locali nel caso delle minilepri, cosi come dei cinghiali). A proposito dei cinghiali, addirittura
la stessa Amministrazione Provinciale - pur sapendo che questi animali sono stati reimmessi abusivamente - ben si guarda dal prendere alcune misure per impedire gli allevamenti abusivi di cinghiali nel Triangolo Lariano o per diffondere la conoscenza degli
strumenti dissuasivi per tenere i bestioni lontani dai fondi. Questi strumenti esistono, vengono usate ad esempio in Toscana e funzionano.
Quello che per noi è più scandaloso è proprio il rifiuto da parte dell'Amministrazione di affrontare realmente il problema anche con metodologie alternative, limitandosi a dare via libera alle doppiette.
.Purtroppo riusciamo a sapere di queste delibere solo quando ormai non siamo più in grado di organizzare un'impugnativa efficace, ma siamo intenzionati a farci rilasciare i dati da cui risultino questi danni così elevati da comportare una strage di tali enormi proporzioni .

Elisabetta Patelli- Verdi di Como

UN PICCOLO GADGET CHE SALVA MOLTA ACQUA
Le Nazioni Unite hanno dichiarato l'accesso all'acqua un diritto fondamentale per l'uomo..
Ancora nel 2006, 1,3 miliardo di persone non hanno ancora un accesso all'acqua potabile sicuro;2,5 miliardi persone non possiedono sufficienti servizi igienici;5 milioni di persone, principalmente donne e bambini, muoiono ogni anno per malattie relative alla qualità dell'acqua.
Nell’'intento di promuovere una riflessione sul significato dell’acqua come bene fondamentale e nella speranza di sensibilizzare i cittadini al risparmio energetico e all'uso razionale dell'acqua sabato 1 aprile dalle ore 16.00 in piazza Duomo al banchetto della lista “Con l’Unione” Verdi-Pdci verra’ presentato (e regalato ai cittadini fino ad esaurimento scorte) un “rompigetto areato “ che si fissa alla porzione terminale dei rubinetti. Dotato di un sistema di retine e fori che miscelano aria ed acqua, permette un'erogazione di acqua di 7/8 litri al minuto contro i 14/16 normalmente consumati. Cioè, per capirci, un risparmio per una famiglia di 4 persone fino a 6.000 litri di acqua alda/fredda all'anno con ogni rompigetto.

I Verdi su Como: ad ognuno il suo mestiere, no al Far West
Milano, 31 marzo 2006 – Il tragico episodio di Como, che ha visto un agente del Nucleo Anti-Writers della Polizia Locale di Como sparare ad un giovane riducendolo in fin di vita, deve obbligare tutti a riflettere sui ruoli, sull’efficacia e sulle modalità di azione dei diversi corpi speciali della Polizia Locale e portare ad una drastica revisione delle loro funzioni.
I Verdi pensano che tali nuclei speciali Anti-Writers costituiscano più un’operazione propagandistica che un’efficace risposta ad un reale problema e crediamo che non si debba caricare la Polizia Locale di altri compiti che li distraggano dall’assolvere le loro normali funzioni.
Una tale confusione di ruoli e funzioni, aggravata dalla diversa natura ed esperienza dei corpi e degli agenti chiamati tutti i giorni a tutelare i cittadini, non può infatti che aumentare la probabilità che accadano drammatici episodi come quello di Como.
Crediamo che i Nuclei Speciali della Polizia Locale costituiscano l’esempio più lampante di quanto l’ambiguità sulle competenze, sulle funzioni e sulle modalità di intervento nella tutela della cittadinanza siano il modo peggiore di tutelare tutti i cittadini.
Chiediamo quindi che tutti gli eventuali finanziamenti regionali e locali a questi Nuclei Speciali Anti-Writers vengano sospesi e che le funzioni e l’esistenza stessa di tali Nuclei Speciali siano sottoposti ad un profondo ripensamento.
Elisabetta Patelli, consigliere comunale di Como
Marcello Saponaro e Carlo Monguzzi, Consiglieri regionali dei Verdi

La Difesa della 194 (10 gen 2006)
La campagna contro il referendum sulla procreazione assistita ha rappresentato il preludio alla revisione della legge sulla interruzione della gravidanza,introducendo i diritti dell’embrione e stabilendo la priorità degli stessi rispetto a quelli della madre, ad esempio attraverso l’obbligo di impianto dell’embrione malato nell’utero della donna .Nonostante le rassicurazioni in merito dichiarate a suo tempo da personalità religiose e da politici viene ora condotta una vera e propria offensiva che mira a cancellare le conquiste degli ultimi 30 anni in tema di maternità consapevole. Anche le polemiche sollevate a proposito della pillola abortiva
RU 486 e della pillola del giorno dopo evidenziano la revisione dei diritti delle donne in atto nel nostro paese . Altri pezzi del mosaico sono la commissione speciale di monitoraggio dell’applicazione della 194, del tutto superflua, e il tentativo sulla scia della politica perseguita dal ministro Storace di introdurre nei consultori i cosiddetti movimenti per la vita. Anche a Como e’ stato avanzato un primo tentativo surrettizio durante la sessione di bilancio di assestamento di introdurre finanziamenti ad un consultorio privato sponsorizzato da parte della maggioranza che governa la nostra città .Tale tentativo che ha suscitato subito la nostra resistenza, verrà prossimamente reiterato attraverso un mozione gia’ iscritta all’ordine del giorno del Consiglio comunale che impegna la Giunta a versare denaro pubblico a favore di un consultorio comasco privato.
Nella vicina Svizzera dove la pillola abortiva viene messa a disposizione da più di trent’anni con l’effetto che gli aborti sono in sensibile riduzione ,dove e’ reperibile facilmente anche la pillola del giorno, dove la donna in difficoltà viene assistita davvero, i movimenti radicali religiosi sono molto presenti, ma essi vengono rigorosamente tenuti fuori dai consultori. Il tema dell’aborto non puo’ essere posto in termini etici, la donna ha diritto anzitutto ad essere accolta, ascoltata , aiutata in tutte le maniere , anche con sostegno economico e rispettata nelle sue scelte, qualunque esse siano. Uno smantellamento della L.194 prefigura naturalmente il rifiorire del mercato clandestino con gravi rischio per la salute delle donne , in particolare i soggetti più deboli (oggi sono gran parte extracomunitarie), e naturalmente la solita alternativa delle cliniche private estere per chi può permetterselo .
Liliana Boninsegna

Comunicato stampa in occasione della festa del sacrificio islamico (10/1/2006)
Siamo d’accordo sulla necessita di garantire a tutti i diritti fondamentali e tra questi la libertà di culto, ma dissentiamo fortemente sul rito della macellazione rituale, cioè il rito durante il quale vengono sgozzati agnelli pienamente coscienti, senza esser sottoposti a quello stordimento preventivo che e’ previsto dalla nostra macellazione, e che consente generalmente alle bestie di arrivare intontiti al taglio della gola.
La legge italiana prevede una deroga per le comunità religiose che devono per culto consumare carne macellata in modo particolare. In altri paesi europei invece così non accade, ad esempio i paesi scandinavi ma anche la vicina Svizzera e le comunità islamiche o ebree che lì vivono non hanno manifestato particolare disagio.
Più volte la società veterinaria svizzera ha dichiarato che è inaccettabile che un animale muoia nella sofferenza imposta dallo sgozzamento, senza essere previamente obnubilato o stordito mediante le moderne tecnologie in atto nel Paese. I veterinari svizzeri sostengono apertamente che tra la libertà di religione e la protezione degli animali, entrambe ampiamente previste dalla costituzione, non vi debba essere alcuna confusione di ruoli. In Svizzera non solo l'associazione dei veterinari, non solo gli esponenti della protezione degli animali, ma i contadini e i consumatori di tutti i cantoni hanno costretto il consiglio federale a fare marcia indietro sulle macellazioni rituali. In Svizzera gli animali vengono macellati con la minore sofferenza possibile. Niente se e niente ma. Punto e basta.
Ora il governo sta studiando l'attuazione del diritto di importare carne kasher e halal. Le comunità che professano tali religioni potrebbero acquistare nei negozi carne "trattata" secondo i propri dettami religiosi. Ma la potente protezione degli animali elvetica ha depositato nel 2003, un'iniziativa in cui chiede che tale importazione possa avvenire soltanto se sia accertato che gli animali abbiano subito un trattamento in linea con la legislazione svizzera
Infine si tratta di carne destinata a particolari comunità religiose ma anche a disposizione di chiunque entri in una macelleria islamica o Kasher , travalicando secondo alcune valutazione giuridiche le finalità delle deroghe concesse dalla legislazione sulla macellazione. Tali deroghe sono infatti concesse solo al fine di esercitare una libertà di culto e non per ottenere una carne di sapore diverso da commercializzare . si potrebbe quindi prefigurare una ipotesi di maltrattamento degli animali e forse di concorrenza sleale rispetto ai commercianti tradizionali.
E’ molto importante garantire a tutti, e non solo ai musulmani, piena libertà di professare il proprio credo religioso. Ma ciò non significa dover arretrare sul piano della conquista civile di rendere un po’ meno atroce la fine dei poveri animali di fronte alle usanze religiose. Invito chi crede si tratti di cose di poco conto a partecipare, cosa non impossibile, al rito dello sgozzamento per rendersi conto di cosa si tratti.
 


 

 

 

 

 

 

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