COMUNICATO STAMPA (5 marzo 2010)
Come un bambino di
4 anni colto con le mani nella marmellata , Formigoni dice bugie
incolpando altri delle sue nefandezze. Invece di fare responsabilmente
ammenda agisce su 2 fronti paralleli, ugualmente inquietanti: da una
parte mette le più alte istituzioni e cariche dello Stato sotto pressing
per la emanazione di una leggina ad hoc di sanatoria delle sue
irregolarità, dall’altra spara nel buio per infangare l’avversario.
Il pasticcio tutto lombardo e’ tutto interno al centrodestra che si deve
assumere le sue responsabilità , non e’ colpa dei giudici “ comunisti”
ne’ dei Verdi di Como .Sparando nel buio non poteva cogliere bersaglio
più sbagliato: mi pare, infatti, che i cittadini abbiano per 3 settimane
visto i Verdi comaschi nei mercati , quasi quotidianamente , a cercare
le firme. Circa 2000 sottoscrittori possono testimoniare di aver dato la
propria firma alla lista dei Verdi, di aver incontrato e parlato con i
Verdi ai banchetti mentre non mi sembra che questa si possa dire di
altre liste,soprattutto quelle del signor Formigoni.
Perché gettare fango i Verdi Como?Immagino che il signor Formigoni abbia
preso a caso una ad una le liste dei 3 alleati della coalizione avversa
da attaccare, una del PD a Lecco , una di Italia dei Valori a Varese.,
una de Verdi a Como.Poi per pura sfortuna nel delirante attacco non
poteva beccare lista meno adatta ai suoi scopi.
Certamente i Verdi sia a livello locale che regionale danno molto
fastidio e rappresentano un avversario che e’ meglio togliersi dai
piedi: a fronte di una disastrosa condizione ambientale della nostra
regione, dalle paratie di Como agli scempi delle rive del Lario , al
disastro del Lambro , all’inquinamento dell’aria , la cementificazione
selvaggia del territorio, strade e autostrade che distruggono il
territorio e via dicendo i Verdi rappresentano una voce di dissenso
forte che e’ meglio non avere tra i piedi nel prossimo consiglio
regionale.
Le accuse del signor Formigoni sono precise e attengono alla mancanza di
date e luoghi di certificazione e poiché sono ASSOLUTAMENTE FALSE stiamo
valutando una denuncia per diffamazione , anche se in questi giorni ci
piacerebbe che gli elettori potessero sentire parlare di cosa i politici
voglio fare per la Lombardia e non degli artifizi per nascondere le
irregolarità del centrodestra.
La nostra lista e’ stata già vagliata con cura, soprattutto sugli spetti
formali (timbri, date e luoghi) dagli organismi competente e abbiamo un
verbale di validazione che e’ atto pubblico consultabile. Il tribunale
di Como e’ molto competente ed ha fatto un lavoro molto scrupoloso,
tanto scrupoloso da determinare per un mero errore di trascrizione la
esclusione personale della candidata Borgianni una candidata
riconosciuta sul territorio che si e’ molto impegnata in un mese di
banchetti e raccolta firme . Nonostante il rammarico e il danno abbiamo
accettato il responso dei tribunali senza gettare fango sugli altri per
una questioni di cultura del rispetto delle regole.
Ovviamente per trasparenza siamo disponibili a visionare i moduli
assieme al sig. Formigoni, invito esteso anche agli organi di stampa
come testimoni , con la clausola che per ogni modulo provvisto
correttamente di luogo e data di autenticazione Formigoni chieda scusa
in ginocchio . Forse centinaia di piegamenti gli abbasseranno la cresta
Elisabetta Patelli Presidente Verdi della Lombardia
COMUNICATO STAMPA: NO AL BIDONE ATOMICO IN
TERRITORIO COMASCO 7gennaio 2010
Le decisione del
Governo di riaprire il nucleare nonostante il referendum del 1987 , nel
quale piu’ dell’80% dei votanti espresse la ferma volonta’ di uscirne
,e’ una scelta scellerata che porta il paese in un pericoloso vicolo
cieco: una tecnologia rischiosa,impattante,costosa , con tempi lunghi di
realizzazione che impegna decine di migliaia di miliardi di soldi
pubblici per arrivare a coprire il 6/7% del fabbisogno italiano annuo.
E’ difficile condurre il dibattito sui pericoli del nucleare, in un
confronto nel quale gli studi scientifici (che pure esistono) sugli
effetti di alte e basse radiazioni vengono sistematicamente negati da
una irriducibile sicumera senza prove .E’ piu’ facilmente dimostrabile
come il nucleare sia un clamoroso flop, non ecologico , non conveniente
non economico. Un bidone atomico. L’idea che il nucleare sia economico e
porti a ridurre i costi per l’utenza e’ pura propaganda: i costi veri di
un KWh da produzione elettronucleare, la sicurezza delle centrali, la
gestione dei rifiuti radioattivi e lo smantellamento (decommissioning)
degli impianti, la loro sicurezza tecnologica e militare comportano
infatti costi elevatissimi., L’apparente basso costo del KWh in alcuni
paesi del nucleare, in Francia ad esempio, è dovuto esclusivamente
all’intervento diretto e indiretto dello Stato. Inoltre vengono
sottratte risorse preziose al campo delle tecnologie in grado di ridurre
le emissioni , all’efficienza energetica e alle rinnovabili. Insomma a
quella green economy che sta portando fuori gli altri paesi dalla crisi
mondiale ,creando nuove reali opportunità di occupazione(ad oggi in
Germania tra diretto e indotto ha portato lavoro a circa 250.00
addetti).
Per il momento il nucleare che Berlusconi e Scajola hanno depositato
sotto l’albero il 22 di dicembre avvia la farraginosa macchina per
l’individuazione dei siti e fissa le succulente compensazioni economiche
( anticipabili) per “oliare” le comunita’ . Compensazioni ingenti che
riguardano sconti sulle bollette, premi, sconti e sgravi fiscali , che
non avrebbero ragione d’essere se l’ affermazione che il nucleare e’
ecologico e sicuro fosse vera anche per chi la sostiene. Gli
investimenti ingentissimi che stiamo sacrificando al nucleare e pure i
corposi incentivi economici a beneficio delle comunità consenzienti
usciranno dalle nostre tasche . Ennesima fregatura per gli Italiani i
quali mai e poi mai vedranno i benefici di tale impresa. Il dettagli del
bidone atomico, al di la’ dei soldi promessi, e’ rimandato –ovviamente-
a dopo le regionali . si sa mai che qualcuno si accorga prima della
fregatura.
In questi giorni , parallelamente alla candidatura da parte del
presidente Zuccoli della regione Lombardia come regione ideale e il
lancio di A2A( socia della nostra Acsm) nel nucleare,
sono arrivate da territorio segnali di preoccupazione e sono riemerse
vecchie ipotesi persino di costruzione di impianti in area Pian di
Spagna, nonche’ di deposito scorie nelle cave della provincia
Noi riteniamo che al momento l’insediamento di impianti nucleari in
territorio comunale sia molto improbabile , abbastanza difficile sul
territorio provinciale , mentre il “giro” delle scorie , sia lecito che
illecito, e l’utilizzo del nostro bacino idrico per rifornire centrali
dislocate altrove e’ una ipotesi assolutamente possibile.
.Il nucleare e’ assetato in modo perpetuo di acqua:le centrali nucleari
francesi usano il 40% delle risorse idriche consumate su tutto il
territorio nazionale, in media per un reattore da 1.000 MW servono oltre
2,5 milioni di metri cubi di acqua al giorno. Una quantità rilevante
anche per l’Italia, visti anche gli scenari futuri sugli
impatti dei cambiamenti climatici che prevedono una consistente
riduzione delle risorse idriche nel nostro Paese!
Il nucleare usa molta acqua e ininterrottamente per cui e’ necessario
gestire i bacini come riserve perpetue: la nostra preoccupazione
riguarda quindi anche il possibile utilizzo del nostro lago , come
serbatoio d’acqua per il funzionamento di impianti dislocati anche al di
fuori del territorio provinciale. Oltre allo scempio delle paratie, sono
noti infatti i danni che una gestione strumentale dei livelli del Lario
ha gia’ procurato e procura alle nostre rive.
Siamo pienamente consapevoli che il Governo intende procedere sia per
attrazione economica , date le corpose compensazioni stanziate, sia per
imposizione contro la volonta’ degli Enti e delle popolazioni locali,
riteniamo tuttavia che una precisa scelta da parte del territorio sia
una atto rilevante che attiva ulteriori responsabilità a carico del
Governo centrale. Con questo spirito alcune Regioni, molti Sindaci e
Presidenti provinciali si stanno attivando per far sentire la loro
volonta ‘ e quella dei cittadini che amministrano.
Per rutto quanto sopra abbiamo deciso di da presentare in Consiglio
comunale una mozione urgente che impegna Sindaco e Giunta a a)confermare
(esiste una precedente delibera dei Verdi del 1986) Como“territorio
comunale denuclearizzato”, in quanto indisponibile non solo
all’insediamento in territorio comunale di impianti ad energia nucleare
per fissione di materiali radioattivi ma anche al deposito definitivo e
temporaneo di materiali radioattivi anche di bassa attività, materiali
arricchiti o impoveriti, scorie radioattive, materiali allo stato
solido, liquido o gassoso contaminati da fonti radioattive e derivanti
dalla filiera della produzione di energia nucleare
b) in quanto rappresentanti del capoluogo provinciale,a sostenere presso
l’Amministrazione provinciale la totale contrarietà all'ipotesi di
scelta di localizzazione nel nostro territorio provinciale di impianti
nucleari e di depositi definitivi o temporanei di scorie radioattive da
nucleare
c)Impedire lo sfruttamento e la gestione delle’ acque del lago per usi
diretti o indiretti delle centrali nucleari dentro e fuori il nostro
territorio
Abbiamo inoltre deciso di mandare al Presidente Carioni , agli
Amministratori e al Consiglio provinciale un documento in cui chiediamo
lo stesso impegno preciso ad escludere la provincia da qualsivoglia
attività legata alla produzione di energia da nucleare e deposito
scorie, sia temporaneo che definitivo, a garanzia dei cittadini
residenti, di tutti i nostri turisti e delle generazioni future che
vivranno nel nostro territorio.
Roberta Marzorati
Elisabetta Patelli
COMUNICATO STAMPA (3 settembre 2009) Nube Tossica
Anche mercoledì scorso ,
come già accaduto spesso in passato, gli abitanti della via Rienza,via
Pannilani e zone limitrofe sono stati molestati da una nube tossica ben
visibile anche ad occhio nudo che ha reso l’aria irrespirabile per
l’intera giornata . Sappiamo che per anni i residenti della zona hanno
dovuto subire le emissioni definite dall’Arpa gravemente moleste
conseguenti ad attività di termofissaggio su tessuti sintetici
/artificiali ,condotte senza gli opportuni sistemi di abbattimento
.Questo ennesimo episodio si presenta inquietante per almeno 2 ragioni:
da una parte il timore che nulla sia cambiato e quindi gli abitanti
siano da anni costantemente esposti ad un rilevante fenomeno di i
nquinamento
e , dall’altra, la totale indifferenza che l’Amministrazione ha
dimostrato nei confronti degli appelli dei residenti, i quali non hanno
avuto ne’ risposte , ne’ una soluzione al problema .Pare incredibile che
alle soglie di 2010 sia tollerata una attività insalubre di primo grado
con emissioni moleste da camini ad altezza finestre, in una zona oramai
inglobata nel centro urbano , senza opportuni filtri .Rammentiamo al
Sindaco che , oltre a tutti i poteri e le prerogative che la legge gli
consente e di cui spesso egli si fa forza, gli compete anche la
responsabilità nei confronti della salute dei cittadini. Pertanto se non
verranno immediatamente fornite ai cittadini le necessarie garanzie,
nelle parole e nei fatti, presenteremo denuncia presso le Autorità
competenti nei confronti di tutti coloro che hanno qualche
responsabilità. Chiediamo che l’Amministrazione, attraverso gli
organismi competenti, proceda con urgenza alla immediata verifica degli
impianti esistenti e imponga immediatamente gli eventuali adeguamenti
agli standard di legge in tema di sicurezza ambientale.
COMUNICATO STAMPA 31 luglio 2009 Inquinamento Cosia
Quanto avvenuto oggi nel
Cosia e' gravissimo, non e' la prima volta che qualche tintostamperia
o impianto simile ha trovato comodo riversare veleni nelle nostre acque.
Anche oggi a ferie incombenti qualcuno , probabilmente anche di altri
Comuni , presumo nell'area Lora, Albese, Tavernerio o Lipomo,ha trovato
un modo veloce per risciacquare i
vasconi di tintura utilizzando il Cosia come fogna a cielo aperto. E dei
veleni ovviamente se ne devono fare carico l'ambiente e la collettività.
E' bene quindi che la collettività sappia chi inquina e che il colpevole
paghi duramente , anche se i danni ormai causati vanno ben oltre
l'ammenda. Se fossi il Comune di Como che n questo caso e' la vittima
più diretta userei il pugno di ferro. Inoltrerò immediatamente all'Arpa,
che sta facendo le indagini, una richiesta di chiarimenti e al Sindaco
in carica, attualmente Caradonna, richiesta di attivarsi in quanto
responsabile della salute pubblica.
Elisabetta Patelli
COMUNICATO
STAMPA INCENDIO ALLA GUZZA (27/7/2009)
L'incidente di sabato e' gravissimo e pone una serie di problemi
relativamente alla sicurezza di luoghi che come tutti sanno sono ad
elevato rischio , sia per i materiali che vengono trattati , sia per
atti sospetti caratteristici purtroppo del businness dei rifiuti.
Chiediamo
anzitutto una indagine scrupolosa rispetto alla esistenza di tutta la
dotazione e alle procedure che la normativa sulla sicurezza impone.
Chiediamo inoltre che i rilievi dell'ARPA siano effettuati su un'area
sufficiente ampia ,che siano ripetuti nel tempo e che siano resi
ufficiali perché i cittadini hanno diritto di sapere. E' noto infatti
che quand'anche si sia trattato di materiale già selezionato per la
differenziata e cioè , prevalentemente carta e plastica, e' assai
difficile che il rogo non abbia rilasciato sostanze tossiche. .Se invece
i sacchi contenevano materiale non ancora separato peril riciclo ,
l'incendio e' la conferma che il sistema di raccolta attuale non
funziona e che deve essere al più presto sostituito dal prelievo
monomateriale porta a porta, come in tutte le società civili. Purtroppo
la nostra città in questo campo è ancora ostaggio di grossi interessi
che ci condannano ad un sistema obsoleto , dannoso e oneroso per le
tasche dei cittadini.
Comunicato 29 dicembre
Classifica Sole24ore
Nella classifica
de ilsole24ore Como arretra di una decina di posti,peggiorando
sensibilmente in Affari e lavoro,Ordine pubblico, Popolazione e Tempo
libero.L’alto tenore di vita incrociato al dato negativo nel settore
produttivo-imprenditoriale tradisce un tessuto economico stagnante che
vive ancora di rendita, incapace di una innovazione all’altezza dei
tempi., come potrebbe esserlo una innovazione “verde” sull’esempio di
molti altri paesi. La popolazione è sempre più anziana, impaurita dalla
microcriminalità,con un tasso medio di scolarizzazione ed una
impressionante densità abitativa che ci colloca al 95° posto su 103.Significativa
e’ la bocciatura(71° posto) in tema di svago e cultura che evidenzia
attorno alle grandi mostre l’assenza di iniziative per i giovani, per
valorizzare il patrimonio locale e di una rete di eventi di genere vario
estesa nel tempo e nel territorio.
In tema di “servizi e ambiente” il numero di cause pendenti, la
dispersione scolastica, gli incidenti d’auto, la quantità delle
infrastrutture, la differenza gradi tra mese più caldo e mese più
freddo, pur con l’integrazione dei dati di Legambiente, non sono
parametri sufficienti e il giudizio finale e’ inoltre troppo generoso.
Il nostro e’ un territorio arretrato e compromesso almeno in tre grandi
settori ambientali:nei trasporti regna una sostanziale incapacita’ di
combattere l’inquinamento e garantire vivibilita’ ed efficienza. Non ci
sono metropolitane, tramvie leggere, bus rapidi e efficienti,parcheggi
di vero interscambio, corsie preferenziali, sufficienti zone pedonali e
piste ciclabili, ferrovie regionali e trasporti lacuali comodi, puntuali
e convenienti.Non c’e’in sostanza una rete di trasporto pubblico che
consenta di ridurre rapidamente e drasticamente il traffico privato.
Como detiene poi due record malefici: il numero dei giorni di
superamento delle polveri sottili ( 93 nel 2007) e il tasso di tumori al
polmone.
La nostra e’ una Amministrazione inetta anche rispetto alle politiche
energetiche che non possono esaurirsi nel ricambio di qualche caldaia ,
ma devono orientare i nuovi processi urbani(interventi edilizi e
infrastrutture)verso il risparmio energetico attraverso regolamenti
“verdi”, e adottare comportamenti virtuosi.Attendiamo invece
inspiegabilmente da anni un distributore gpl, e siamo una delle rare
province che non ha un distributore metano, in una fase di cambiamenti
climatici e di crisi del mercato dell’auto da cui si affranca solo il
settore delle ecologiche. Alimentiamo a gas il teleriscaldamento per
incassare ai danni del contribuente i proventi del Cip6 e “nascondiamo
la testa sotto i rifiuti”pericolosi in Ticosa e allo stadio..
L’urbanistica: in classifica siamo 95simi su 103 per rapporto
abitanti/km. Sotto l’occhio consenziente della politica gli speculatori
hanno colato in citta’ , in provincia e sul lago una edilizia gigante e
scadente,eroso aree verdi e compromesso panorami. Solo un paio di comuni
si è dotato di un Piano di Governo del Territorio, benche’ il termine
fissato sia alle porte, il Comune di Como ancora latita, nella
consapevolezza che la Regione si avvia a concedere una proroga che
consente di ultimare gli scempi in atto.
A tutto cio’ si affiancano una politica di privatizzazione di
servizi,una politica dei rifiuti arretrata che elude gare pubbliche
trasparenti per favorire grandi imprese private , servizi scolastici
cari e inadeguati, , disprezzo del verde urbano, incuria verso il
patrimonio naturale e incapacita’ di promuovere un turismo duraturo e
sostenibile.
COMUNICATO STAMPA 2 dicembre 2008
Cedro
Abbiamo rivolto un
estremo appello al Sindaco affinche’ conceda la “ grazia” al cedro di
piazza Verdi. Abbiamo avuto infatti conferma che i lavori per la
ristrutturazione della piazza partiranno a gennaio e con essi il “
trasloco” della pianta forse anche a pochi metri di distanza ; trasloco
che ritieniamo non abbia senso e rappresenti uno spreco dei soldi dei
cittadini.
Ammesso infatti che la pianta sopravviva al trapianto, l’inutile e
immotivato spostamento ci costera’ molti soldi.
Il cedro lì dove sta non e’ incompatibile con la riqualificazione della
piazza,anzi costituisce un valore aggiunto, contrastando la tendenza di
questa Amministrazione a realizzare piazze completamente lastricate
senza l’ombra di una pianta, che risultano essere solo luoghi di
passaggio e mai di sosta. Persino la Soprintendenza si e’ pronunciata a
favore del mantenimento in sede della pianta, applicando il moderno
concetto di “monumentalità” estesa a tutto ciò che ha guadagnato un
posto di rilievo nella memoria della collettivita’-
Nel 2006 in pochissimi tempo abbiamo raccolto in 2 mesi appena circa
1300 firme in che sono state subito consegnate al Sindaco, certi che si
trattassi un campione significativo del comune sentire che vuole il
cedro li’ dove sta.
In modo molto significativo neppure quest’anno il povero albero e’ stato
decorato per Natale. Tra i rami sopravvivono , testimonianza
dell’incuria riservatogli brandelli di vecchie decorazioni. Questo
appello al Sindaco assume il tono di una domanda di grazia , ma non
dovrebbe essere cosi: una buona ’Amminisrrazione non puo’ prevaricare le
istanze dei cittadini e disporre del patrimonio comune, perche’ tale e’
il verde urbano, solo per assecondare il capriccio di pochi.
Comunicato 9 Ottobre 2008
Urbanistica: il 91% dei comuni lombardi non rispetta la legge
COMO
SITUAZIONE CATASTROFICA :In Regione Progetto di legge dei Verdi per una
soluzione "sostenibile" :
"I comuni la smettano di cementificare con l'avallo della giunta
regionale utilizzando strumenti urbanistici sostitutivi"
Il 91% dei comuni lombardi non ha né adottato né approvato i Piani
generali del territorio (PGT), così come impone la legge regionale
sull'Urbanistica del 2005, che fissa come scadenza per l'approvazione
dei PGT l'11 marzo 2009. E' imminente quindi una proroga da parte di
Regione Lombardia, che consentirà ai comuni di continuare a navigare a
vista, con provvedimenti sostitutivi che danno il via libera a piccoli,
medi e mega progetti completamente avulsi da un organico sviluppo del
territorio.
E' SIGNIFICATIVO PER CAPIRE LA EDIFICAZIONE SELVAGGIA CHE HA COLPITO LA
NOSTRA CITTA'IL COMUNE DI COMO NON HA ANCORA ASSEGNATO L'INCARICO PER LA
REDAZIONE DEL PIANO.
A quasi quattro anni dall'approvazione della Legge Regionale
urbanistica12 da parte del centrodestra in Consiglio regionale nei
comuni manca ancora lo strumento per pianificare in modo ordinato e
sostenibile lo sviluppo urbanistico del territorio, duramente provato da
una cementificazione a tratti selvaggia, come dimostra anche la nostra
citta :le colline circostanti, soprattutto Garzola ,ma anche in Madruzza
e verso la Svizzera prolificano incessanticantieri edili.
E' stato saturato ogni angolo di territorio sia in centro che nelle
periferie, con costruzioni massicce , fuori scala rispetto al contesto e
- per fare un battura- se ne vedono letteralmente " di tutti i colori".
Come in un cartone animato i l delirio del cemento finisce per
intrappolare la casetta unifamilare. .Si e' perso il buon senso , la
competenza e perfino il buon gusto.
La verita' e' che l'edificazione nel ns territorio e' totalmente priva
di ogni controllo grazie ad una legislazione regionale che ne ha creato
i presupposti e alla assoluta mancanza di responsabilita' di chi
potrebbe vigilare.
La debole proposta di emendamento alla legge regionale avanzata dalla
Amministrazione provinciale si e' arenata nelle sabbie della Regione. Il
risultato e' sotto gli occhi di tutti.
I comuni lombardi si guardano bene dall'appovare i Piani di Governo del
territorio e ricorrono ai Programmi integrati di intervento (PII) per
varare progetti edilizi, le imprese allo Sportello unico per le attività
produttive (SUAP) per ampliare insediamenti produttivi: il risultato è
che lo sviluppo urbanistico sfugge a un'organica pianificazione e a una
Valutazione ambientale strategica .
Secondo calcoli del Gruppo dei Verdi in regione Lombardia, nella sola
provincia di Milano il ricorso ai PII nel 2006, anno successivo
all'entrata in vigore della legge regionale sull'urbanistica, è
cresciuto del 68% e il trend è in continua crescita. Il ricorso al SUAP,
sempre nel 2006 e sempre nella provincia di Milano, è aumentato del
160%.
Il progetto di legge presentato dai Verdi in Regione chiede almeno dei
paletti e concede ai comuni una proroga di due anni durante i quali i
comuni potranno derogare dal PRG vigente (il vecchio piano regolatore
generale introdotto dalla legge del 1975 e sostituito dal PGT, Piano di
Governo del Territorio) solo per modificare previsioni urbanistiche di
opere pubbliche. In questi due anni, secondo la proposta, dovrà
azzerarsi il ricorso ai PII e ai SUAP. Siamo certo che questo spingerà i
comuni ad accelerare al massimo l'approvazione dei PGT, strumento che
riteniamo non eccelso , cosi' come e' concepito, ma che consideriamo
meglio della più totale mancanza di pianificazione.
Nel frattempo che intenzioni ha il Comune di Como?
Elisabetta Patelli
UN CAPRICCIO DA 8-15MILA EURO A SPESE DEI
CITTADINI (comunicato stampa 14 febb 2006)
Per accondiscendenza verso alcuni sponsor
personali il Sindaco intende impegnare a ilancio 8-15 mila euro di soldi
dei cittadini per una operazione inutile, sia perche'( come ertificano
alcue nostre perizie) l'albero non puo' sopravvivere all'espianto, sia
perche il rasloco di pochi metri appare comunque un nonsenso a chiunque
ragioni.
Con la consueta intelligenza e arguzia il nostro Sindaco vuole prendere
piu' piccioni con na fava:applica una strumentale interpretazione della
petizione per la salvaguardia del edro, quasi certamente fa crepare la
pianta invisa agli amici e mette mano ai soldi dei cittadini per
addossare la responsabilita' delle spese agli ambientalisti e alle
migliaia i cittadini che hanno sottoscritto la petizione, ovvero a
coloro che il sig. Bordoli sulla tampa ha definito irrispettosamente
"estremisti".
L'albero , piantato lì a torto o a ragione , deve stare al suo posto,
dovrebbe essere manutenuto a dovere come il resto del verde cittadino.
Per noi il progetto di edonalizzazione della piazza, un po' timido,
vista la semplice traslazione delle auto a ochi metri di fronte, va bene
. Il cedro non solo e' compatibile col progetto, ma anzi puo' essere
uno, forse l'unico, elemento di valorizzazione.
Suggeriamo all'Amministazione di deporre le motoseghe e occuparsi di
mettere in atto il iano regolatore del Verde fatto approvare in
Consiglio dai noi, i cui termini di attuazione ono gia' scaduti.
Chiediamo pubblicamente al Consiglio comuale di cancellare stanziamenti
a bilancio destinati al trapianto. Se le casse comunali sono cosi' in
salute forse i soldi potrebbero essere utilizzati per ridurre i costi
dei servizi indispensabili ai cittadini.
Poiche' la guerra al cedro e' ingiustificata, immaginiamo che il Sindaco
potra' procedere i tasca propria per soddisfare i capricci di chi crede.
Cosi lo potremo perseguire soltanto er la eventuale morte dell'albero.
Noi non molliamo :e' una questione anzitutto di rispetto verso il
patrimonio dei cittadini e verso i cittadini.
Elisabetta Patelli
Interrogazione sulla Ticosa (3/8/07)
E' stata depositata oggi una nuova
interpellanza a firma senatore Ripamonti dei Verdi che aggiorna il
ministro dell'ambiente Pecoraro sugli sviluppi della sempre piu'
preoccupante vicenda dell'amianto in Ticosa.
In particolare si tratta di una iniziativa politica che,
indipendentemente dalle indagini della magistratura e nell'ambito delle
competenze ministeriali, intende far luce da una parte su quanto operato
e sulle relative responsabilita' e dall'altro acquisire elementi, anche
attraverso una azione ispettiva da effettuarsi in loco, con riguardo
agli interventi adottati ed allo scopo di prevenire ulteriori possibili
rischi.
Il ministro Pecoraro ,tuttavia, ci ha gia' assicurato che sono state
avviate le necessarie procedure per fare chiarezza sui quesiti delle
interpellanze di Ripamonti e Benzoni. Purtroppo la vicenda per la quale
siamo stati accusati un po' da tutti di essere degli allarmisti si sta
arricchendo di nuovi elementi per niente rassicuranti.
Continuiamo ad augurarci che non vi siano stati e non vi siano pericoli
per la salute dei cittadini
Elisabetta Patelli portavoce verdi di Como
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Ai Ministri dell'ambiente e della sanità
Premesso che:
il 27 gennaio 2007 la Società italo – olandese Multidevelopment,
vincitrice della gara per l’acquisto dal Comune di Como dell’area e dei
fabbricati dell’ex complesso produttivo “Ticosa”, destinato a
trasformazione urbanistica e edilizia, ha avviato la demolizione dei
predetti fabbricati, avvio tra l’altro avvenuto con un evento
spettacolare, con l’intervento di autorità e accompagnato da spettacolo
pirotecnico alla presenza di migliaia di cittadini;
l’area “Ticosa” è ubicata all’interno della città di Como, ed è
circondata da quartieri con una forte destinazione a residenza, uffici,
commercio, perciò densamente abitati e frequentati;
a gennaio la portavoce dei Verdi avrebbe scritto al Sindaco chiedendo
garanzie sullo smaltimento dei materiali pericolosi, ma tale richiesta
sarebbe stata bollate come "battaglia demagogica";
nello stesso periodo un consigliere comunale avrebbe richiesto, senza
esito, al Sindaco di Como e all’ASL provinciale che venissero effettuati
monitoraggi dell’aria durante i lavori per accertare che non si
diffondessero, con le polveri, fibre di amianto nell’aria
la direttrice dell’ASL provinciale avrebbe più volte dichiarato che
prima dell’inizio della demolizione si era provveduto alla totale
bonifica del comparto, e che pertanto non esistevano pericoli per la
salute dei cittadini;
a fine marzo una centralina Arpa della zona avrebbe rivelato una
quantità anomala di amianto nell'aria;
l’11 aprile, nel corso di un sopralluogo di ARPA e ASL veniva rinvenuta
sul sito, tra le macerie accumulate, una guaina bituminosa all’interno
della quale è stata accertata la presenza di amianto “crisotilo” ,
destinata ad essere triturata insieme agli altri inerti;
tale ritrovamento ha riacceso le preoccupazioni nella cittadinanza per i
rischi di possibile contaminazione da amianto durante i lavori di
demolizione già avvenuti e per i prossimi interventi, anche per
l’assenza di chiare assunzioni di responsabilità da parte del Comune di
Como, dell’impresa, di ASL e ARPA e di un chiarimento sulle rispettive
competenze e modalità di coordinamento;
il 26 aprile l'Arpa certificava la presenza di amianto a terra e in
aria,ma il rapporto con la richiesta di rapida bonifica arriva in Comune
soltanto il 25 maggio preceduto da voci insistenti su presunte
negligenze nella demolizione. I dati non sono stati resi pubblici e la
consultazione dell'atto è preclusa ai più;
Comune ed Asl, a seguito di interrogazioni avrebbero dichiarato che
"bonifica e controlli sono stati eseguiti secondo la legge", una
tranquillità che si è incrinata il 28 giugno quando il sindaco avrebbe
firmato un'ordinanza che intimava alla ditta acquirente di smaltire
"senza indugio" i detriti;
il 29 giugno la Procura di Milano ha predisposto il sequestro dell'area
con l'accusa, per ora a carico di ignoti, di omissione di atti d'ufficio
nel trattamento dell'amianto senza escludere l'ipotesi di reati
ambientali, difatti i Carabinieri hanno sigillato l'area organizzando
una sorveglianza continua per prevenire possibili alterazioni;
a seguito della risposta ad una interrogazione presentata da un
consigliere in Regione Lombardia si apprenderebbe che l'amianto a Como
non sarebbe stato rinvenuto soltanto sulle ceneri della vecchia fabbrica
ma anche vicino al Santarella (ex centrale termica) . Il 7 maggio il
referto delle analisi sui campioni prelevati al Santarella rivelerebbe
la presenza di "amianto nella varietà cristolio distribuito in modo
estremamente disomogeneo della matrice ad una concentrazione non
stimabile e molto vicina al limite di rilevabilità della metodica";
si chiede di sapere:
come si consideri l’assenza di controlli specifici dell’aria a cantiere
attivo considerando che risulterebbe un unico controllo a cura di ARPA e
avvenuto in data 11 aprile, a cantiere fermo, in una zona non prossima
allo stesso e di carattere aspecifico, nel quadro dell’ordinario
monitoraggio previsto dal Piano Regionale Amianto Lombardia;
se sia a conoscenza del rimpallo di competenze avvenuto tra Comune di
Como e Società Multidevelopment sulle modalità e le responsabilità
relative alla rimozione e lo smaltimento della guaina individuata
contenente amianto;
se si non intenda chiarire quali siano le competenze e le responsabilità
previste dalla normativa in materia e come debbano coordinarsi gli enti
preposti per garantire la prevenzione da rischi per la salute dei
cittadini nel caso di interventi di così vasta portata;
se non si ritenga di dover acquisire elementi, nell'ambito delle proprie
competenze, anche attraverso una azione ispettiva da effettuarsi in
loco, con riguardo agli interventi adottati ed allo scopo di prevenire
ulteriori possibili rischi.
Roma, 3 agosto 2007
Sen. Natale Ripamonti
COMUNICATO STAMPA 14/06/07