Attività
Comunicati Stampa
Rassegna stampa
Iniziative
Tematiche - Campagne 
News
La Politica
dal Senato
Siate informati


Mangiare sano
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

RASSEGNA STAMPA 

La Provincia 18 dicembre 2005
Pronto dopo l’estate il canile in Valbasca

(c. b.) L’obiettivo a quello di completare la prima parte dei lavori per la realizzazione del nuovo parcocanile della Valbasca entro la fine della prossima estate. E in questi ultimi giorni, pur tra mille difficoltà, sono già stati posizionati i primi 80 rifugi per cani sui 140 previsti. «E' il segnale della nostra determinazione nel continuare la costruzione della struttura - ha spiegato Roberto Tomasi, responsabile del progetto - nonostante dall’8 agosto non ci è più concesso passare sulla stradina di proprietà del Don Guanella, diritto garantito da un’autorizzazione del tribunale, per continuare i lavori. Se ci lasciassero passare, invece, in sei mesi sarebbe già tutto finito».
Dopo anni di lavori e imprevisti, ieri i rappresentanti dell’Enpa e la consigliera dei Verdi Elisabetta Patelli sono tornati all’attacco, chiedendo un ulteriore finanziamento al Comune - oltre ai 75mila euro già stanziati su 400mila euro di investimenti totali per l’opera - e un chiarimento finale con i proprietari del terreno utilizzato dagli operai per lavorare nel cantiere e terminare la struttura.
«A un vero peccato che il primo parco-canile d’Italia sia stato lanciato a Como, ponendo la nostra città all’avanguardia in questo settore, e che poi il progetto sia stato cosi duramente osteggiato per otto anni. Chiediamo al Comune che nel bilancio 2006 inserisca un contributo per il canile» ha detto la Patelli. «Abbiamo inoltre chiesto ai responsabili del Don Guanella se vogliono trovare un accordo in via bonaria, ma purtroppo non abbiamo avuto risposta» ha aggiunto Tomasi. Non c’e pero nessuna intenzione di mollare il colpo: nei programmi futuri dell’Enpa c’e l’intenzione di organizzare una raccolta firme e di investire della questione direttamente il vescovo Alessandro Maggiolini. «Non possiamo credere che la chiesa si voglia davvero opporre a un’opera di interesse pubblico e di riconosciuto valore socio-educativo - ha spiegato Tomasi - per quanto riguarda il Don Guanella intendiamo ricorrere all’autorità giudiziaria solo in ultima istanza, se vi saremo costretti da un nuovo rifiuto anche da parte delle altre autorità ecclesiastiche».
Per completare la struttura mancano ancora soldi, e per questo a stato deciso di lanciare una sorta di «lista nozze» del canile, dando la possibilità ai cittadini interessati di comprarne un «pezzo», installando poi targhette sui singopi rifugi con il nome dei benefattori che hanno donato pit di 50 euro. Ulteriori informazioni si potranno trovare sul sito www.parcocanile.it. Continua infine l’opera di informazione sul parco-canile attraverso volantini, manifestazioni, banchetti (da mercoledi 21 a venerdi 23 ai giardini a lago, dove si potrà acquistare il calendario del canile di Albate). Con la possibilità che per le strade della città arrivi la «carica dei 101»: una manifestazione di amici degli animali con i quattrozampe a guinzaglio.

La Provincia 3 dicembre 2005
il caso Sono 76 i volatili che verranno uccisi dalla polizia provinciale. Da ieri in distribuzione i volantini «salva pennuti» Cormorani, al via la campagna di protesta degli animalisti
«I cormorani non pescano per divertimento!»: è lo slogan coniato dall'Arda (Associazioni riunite diritti animali) di Como per lanciare la campagna contro la decisione dell'Amministrazione provinciale di uccidere 76 volatili accusati di mangiare troppe alborelle. Da ieri sono in distribuzione i primi volantini che, nei prossimi giorni, invaderanno la città e a cui verranno affiancate ulteriori azioni di protesta, come precisato dagli stessi promotori. E i manifesti sono corredati da un'addizione aritmetica a suon di foto: i pescatori sommati alle grigliate a suon di alborelle corrispondono all'abbattimento dei cormorani. «Siamo sconcertati - dicono Elisabetta Patelli, Flavia Lucca e Marco Marelli dell'Arda - nell'apprendere che sono stati addirittura triplicati (nel 2004 furono 24, ndr.) e diffusi in tutta la provincia gli abbattimenti dei cormorani. Continueremo con più forza la battaglia per far emergere la verità, ovvero che le alborelle sono minacciate da una miriade di pescatori dilettanti e dalle "alborellate" che ogni anno vengono organizzate pubblicamente». Parole di fuoco anche nei confronti dell'assessore a caccia e pesca Giorgio Bin che ha già precisato che «non ci saranno ripensamenti: l'abbattimento dei 76 cormorani è un atto dovuto». «Prendiamo atto - dicono gli animalisti - che il nuovo assessore Bin inaugura il suo mandato triplicando le condanne a morte per i cormorani che si avventurano nel lago di Como, dando un bel biglietto da visita per i turisti stranieri che provengono da Paesi con una cultura ben diversa del rapporto con gli animali». Nei prossimi giorni verranno rese note le modalità di protesta, a cui aderirà anche la Lipu (Lega italiana protezione uccelli). Lo scorso anno l'operazione salva-cormorano si era scatenata a suon di mail di denuncia provenienti da tutta Italia. Alla redazione de «La Provincia» ne erano state recapitate oltre 200, a cui vanno aggiunte quelle spedite direttamente all'assessorato provinciale competente, allora guidato da Gianluca Rinaldin, oggi consigliere regionale. Gi. Ro.
 

La Provincia 3 dicembre 2005
Cormorani, sterminio e polemiche triplicate.
Risplode a Villa Saporiti la bufera sull'abbattimento dei cormorani che svernano sul lago di Como. A un anno di distanza dall'uccisione di 24 volatili «accusati» di mangiare troppe alborelle, la giunta provinciale ha dato l'altro ieri il via libera al piano invernale 2005-2006 che prevede l'abbattimento di 76 pennuti. In pratica, il numero dei volatili che dalle prossime settimane saranno nel mirino delle doppiette degli agenti della Polizia provinciale è triplicato. Tanto è bastato per far scattare la protesta delle associazioni animaliste, pronte a dare battaglia con «modalità più pesanti rispetto al 2004» quando diedero vita a una catena di mail e lettere di denuncia che superò quota 200. «La vicenda - denuncia Elisabetta Patelli, consigliere comunale dei Verdi e rappresentante dell'Ard (Associazioni Riunite Diritti animali, che include Enpa, Amici della Terra, Gruppo Ambiente 2 Febbraio, Comitato proprietari animali, Lega antivisezione) - assume quest'anno toni ancor più drammatici e gravi: viene deliberato di triplicato il numero degli esemplari da abbattere, viene estesa l'uccisione non più al solo golfo di Lenno, ma anche altrove e quasi la metà dei cormorani condannati a morte verrà abbattuta per favorire gli interessi economici del centro di pesca sportiva "La Geretta" di Pusiano». La Patelli aggiunge: «Se l'obiettivo vero è quello di salvaguardare le alborelle e non compiacere i pescatori , la scelta politica più onesta ed efficace è quella di limitare almeno la pesca dilettante. Sgradevole anche il tentativo di dare una facciata di dignità all'operazione nascondendosi dietro alla necessità di fare prelievi sui capi abbattuti per monitorare l'influenza aviaria». Durissimo anche il presidente della Lipu Gigi Luraschi: «In primo luogo contestiamo i dati: non è possibile individuare il 15% di cormorani da abbattere includendo anche quelli presenti sul lago di Pusiano (il censimento parla di complessivi 511 pennuti, di cui 112 a Piona, 4 a Bellagio, 190 a Faggeto e 215 a Pusiano, ndr.). A Pusiano non ci sono alborelle, quindi perché vanno abbattuti? La Provincia ci aveva garantito che lì non sarebbero stati abbattuti e quindi non capisco perché contarli». Luraschi contesta anche gli effetti degli abbattimenti del 2004: «Le alborelle sono in aumento, ma non ci sono elementi che provino che questo è dovuto alle uccisioni dello scorso anno. Allora avevamo chiesto dati che non ci sono mai stati consegnati oltre a valutare gli effetti a metà programma. Adesso la situazione è di gran lunga peggiore. Stiamo già organizzando la protesta, che non si fermerà alle mail. Sarà proporzionale all'aumento esponenziale dei capi che verranno uccisi». E nelle prossime ore saranno le sedi regionali e nazionali delle associazioni animaliste a stabilire le modalità e i tempi di attuazione dell'operazione «salva cormorano». Gisella Roncoroni

La Provincia 29 novembre 2005
Torna a Como dopo dieci anni il circo di Moira Orfei. Animalisti in rivolta
(G. Alb.) Da domani piazza D'Armi a Muggiò ospiterà il primo dei due circhi che l'Amministrazione comunale ha voluto “regalare” alla città in occasione del Natale. Si tratta della carovana di Moira Orfei, che torna nel capoluogo lariano dopo due lustri per fasteggiare i 50 anni di carriera artistica ma anche i 74 anagrafici. Si perché la Mora nazionale è praticamente vissuta sempre all'ombra del tendone: figlia d'arte, è nata dall'unione di Riccardo Orfei, il celebre clown “Bigolon”, con Violetta Arata anche lei protagonista del mondo circense. Miranda - questo il suo vero nome - si è esibita come cavallerizza, trapezista e acrobata, per poi diventare l'artista circense più amata dagli italiani, protagonista di una carriera tutta in salita che dura da ben mezzo secolo e che l'ha portata anche in tivù e al cinema, in Italia e all'estero, grazie al carisma e al suo “essere personaggio”, che ha trasmesso, insieme all'energia, ai figli Stefano e Lara, tra l'altro vincitori dell'Oscar del circo-Clown d'argento al Festival del circo di Montecarlo. Per informazioni sulla tappa comasca consultare il sito “www. moiraorfei. it” o telefonare al 333.5498227. Il secondo appuntamento - il tendone di Moira Orfei lascerà piazza d'Armi domenica - è a partire da lunedì 12, con il circo acquatico “Splash tour” di Arduino Rossi. Con l'arrivo delle prime roulotte però, tornano le polemiche. In una nota le associazioni riunite Diritti animali ribadiscono la loro contrarietà allo spettacolo circense quando utilizza animali all'interno degli spettacoli: «Il circo appena giunto sul Lario - spiega il coordinatore Mauro Consolini - non nasconde la sua predisposizione verso questa forma di sfruttamento, anzi la mostra con orgoglio nello slogan impresso sui manifesti, che recita testualmente “Brivido, animali e sensazioni”». Dello stesso tono il comunicato a firma di Elisabetta Patelli che dice sì ai circhi a Como ma senza animali, e no al patrocinio comunale. «Lo spettacolo offerto dai circhi - aggiunge - va mantenuto in vita, ma solo quando si basa sul lavoro umano e non sullo sfruttamento di animali imprigionati e costretti a esibizioni innaturali. Chiediamo al Comune un'inversione di rotta: da una parte indirizzare gli sforzi verso campagne a favore degli animali, dall'altra di promuovere eventi che siano anche educativi».

La Provincia 28 novembre 2005
Mozione dei Verdi «Ridate luce alle fontane di viale Geno»
(c. b.) Riportare alla luce le fontane luminose in viale Geno, che fino a pochi decenni fa illuminavano il primo bacino del lago. A tirare fuori dai cassetti della memoria una delle più belle attrazioni turistiche della città è la capogruppo dei Verdi in consiglio comunale Elisabetta Patelli, che attraverso un'interpellanza depositata in Comune chiama in causa direttamente la giunta comunale per avere chiarimenti su un possibile recupero di quello che negli anni passati era diventato uno dei simboli di Como, raffigurato anche su alcune cartoline. «Nella memoria di molti adulti è ancora vivo il ricordo delle splendide fontane nel lago illuminate con fasci di luce di diverso colore - ha spiegato la Patelli - L'inaugurazione venne accolta come un grande evento e c'erano sempre file di persone ad assistere allo spettacolo appena si faceva buio. Non solo turisti ma anche comaschi. Erano ben visibili da tutti i punti del primo bacino ed erano diventate un simbolo, tanto da essere rappresentate sulle cartoline e su altro materiale di promozione turistica». Una proposta con doppia valenza dunque: recuperare la memoria storica della città e promuovere le bellezze turistiche. Da qui la scelta di farle rinascere, proposta scritta nell'interpellanza indirizzata alla giunta comunale che verrà depositata oggi a Palazzo Cernezzi:«Si chiede di ricostruire attraverso gli uffici competenti la sorte delle fontane, e di sapere se la giunta comunale intende prendere la decisione di ripristinarle e riattivarle». «Come ho già detto anche per la fontana di Villa Geno - ha aggiunto Patelli - credo che l'amministrazione dovrebbe evitare spese folli per consulenze eccellenti o per grandi opere inutili e dovrebbe dimostrare invece più interesse per le strutture che fanno parte della storia della nostra città e che contribuiscono a valorizzarne la bellezza».
 

La Provincia 15 novembre 2005
E' stato un blocco beffa: lo smog è aumentato La domenica ecologica è risultata inutile. Le polveri sottili sono passate da 72 a 85 microgrammi per metro cubo L'assessore D'Alessandro: «Ma la colpa è del tempo» - Patelli (Verdi): «Più efficace la circolazione a targhe alterne»
Mille modi per definire il blocco di domenica. Uno li raggruppa tutti: è stata una beffa. Il livello di Pm10 che secondo i calcoli della Regione avrebbe dovuto diminuire in conseguenza dello stop alla circolazione non solo è rimasto sopra la soglia di allarme, ma è persino aumentato, passando dai 72 microgrammi al metro cubo di sabato agli 85 di domenica. Una beffa appunto. Le migliaia di auto comasche che sono rimaste nei box a causa dello stop dalle 8 alle 20 hanno così fatto un sacrificio inutile. Ma c'è anche un altro aspetto da considerare, del resto già fatto rilevare dagli stessi agenti della polizia locale durante il blocco: troppe le deroghe concesse, troppe le vie aperte. Il risultato è stato l'incolonnamento durato qualche ora in viale Innocenzo, rimasta completamente bloccata da metà pomeriggio fino a sera. Situazione che si è ripetuta anche in via Varesina e in Canturina e che di fatto ha mandato all'aria una giornata che era iniziata nel migliore dei modi, con una città, durante la mattinata, quasi completamente sgombra da auto. «Fatti in questo modo i blocchi non servono a nulla, è un provvedimento dal significato meramente simbolico - ha denunciato Elisabetta Patelli, capogruppo dei Verdi in consiglio comunale, che ha descritto una città vuota in centro e asserragliata dal traffico nelle vie esterne - bisognerebbe invece fare una programmazione mirata sulle misure che si intendono adottare lungo tutta la stagione invernale, utilizzando anche blocchi parziali come la circolazione a targhe alterne. Dandone però notizia con largo preavviso agli automobilisti». Per assurdo, inoltre, l'aumento dei livelli di polveri sottili potrebbe essere stato favorito proprio dal provvedimento della Regione: i residenti in città costretti a rimanere a casa potrebbero aver tenuto acceso il riscaldamento molto più di quanto si fa durante una giornata feriale, andando ad incrementare il Pm10. Del resto, i dati forniti da numerosi fonti che hanno analizzato l'incidenza delle emissioni inquinanti, sono concordi nell'affermare che la principale ciminiera nera sono i comignoli delle caldaie. Soprattutto quelle ancora alimentate a gasolio. Tanto è bastato, almeno, per far riscoprire il gusto del mezzo pubblico. I bus, secondo quanto comunicato da Spt Linea e dal Comune, sono stati utilizzati dal 30% in più dell'utenza che in media viaggia sulle linee urbane la domenica. In media su ogni mezzo sono salite da 70 a 80 persone e le linee più gettonate sono state la C1 e la C6 per Maslianico, zeppe di viaggiatori diretti al mercatino degli ambulanti di Forte dei Marmi a Cernobbio. Per queste linee è anche stato effettuato un potenziamento rispettivamente di 12 e 6 corse. Il maggior afflusso di viaggiatori si è verificato nel pomeriggio dalle 14 alle 18. Più marcatamente scientifico è il commento dell'assessore alla Viabilità del Comune Umberto D'Alessandro: «Sappiamo che comunque l'andamento delle polveri è condizionato anche dall'escursione termica e dal tempo e che l'effetto fa riferimento alle condizioni meteo. Impossibile dunque prevedere quale abbattimento di polveri ci sarebbe stato in condizioni meteo più favorevoli alla dispersione. L'effetto blocco potrebbe aver infatti limitato un ulteriore aumento della concentrazione di smog nell'aria». Claudio Bustaffa

La Provincia 17 ottobre 2005
POLITICA Superato l'obiettivo dei 10mila votanti. Prodi avanti a tutti Primarie: «Affluenza da record»
(
an.sav.) Hanno fatto un po' di fatica a contare visto che ieri, alle 13, Como era l'unica provincia d'Italia che non aveva fatto pervenire all'Unione i dati dell'affluenza alle urne, ma alla fine sono usciti trionfatori da queste primarie sulle quali erano in pochi a scommettere. Diecimila elettori doveva essere l'obiettivo per non fallire. Votavano 174 comuni divisi in 98 seggi. Con gli scrutini a quota 68 c'erano già 20mila schede analizzate e mancavano ancora i comuni grossi come Erba e Cantù. Le prime proiezioni dicevano che avanti a tutti c'era Prodi con il 78%, poi Bertinotti (18), Pecoraro Scanio (2,4), Scalfarotto(1,5), Mastella (0,6), Di Pietro (4,41), Panzino (0,5). A Como città, dopo 12 seggi scrutinati su 15, i voti erano 3.196. Numeri che facevano fare i salti di gioia agli alleati dell'Unione. «Sono entusiasta - esclamava Rosalba Benzoni, segretario provinciale dei Ds -. Si profila un grande risultato per Prodi, ma questi numeri ci dicono anche che le primarie si sono dimostrate un valido strumento. La gente ha dimostrato di volere farsi sentire, di esprimere la propria voglia di cambiamento. Adesso dobbiamo ascoltare gli elettori». «Siamo soddisfatti - rimarcava Luca Gaffuri, segretario della Margherita -. È un voto che va oltre ogni aspettativa e Prodi sta viaggiando oltre il 70%». «Un risultato molto buono - commentava Nicoletta Pirrotta di Rifondazione Comunista -. Dal punto di vista della partecipazione vuol dire che il Paese ha una voglia fortissima di cambiamento e di partecipazione alle scelte politiche. Dall'altra, per quanto riguarda Bertinotti, non possiamo ancora esprimerci. Ma se si attesterà sul 18-20 per cento come pare, direi che avremmo avuto un grande risultato». «È un voto contro il governo - esclamava Elisabetta Patelli dei Verdi -. La gente ha voglia di cambiare e infatti da alcuni seggi ci hanno detto che ha votato anche chi ormai si era disaffezionato alle elezioni». In festa Mauro Antonelli dello Sdi: «Una grandissima soddisfazione, un grande risultato per Prodi».

Il Corriere di Como 17 ottobre 2005
«In 20mila al voto». L'Unione comasca: «Risultato superiore a ogni aspettativa»
Affluenza alle urne tra il 4 e il 5 per cento degli aventi diritto al voto in provincia di Como per le primarie del centrosinistra. Oltre ventimila persone - questa la stima dell'Unione lariana alle 23.40 di ieri - si sono presentate ai seggi per scegliere il leader della coalizione in vista delpolitiche 2006.
In circa un quarto dei seggi scrutinati, alla mezzanotte di ieri, era nettamente in testa Romano Prodi (73,9%) seguito da Fausto Bertinotti (17,2%) e Antonio Di Pietro (3,9%).
Entusiasti i responsabili lariani dei partiti dell'Unione, che parlano di un risultato superiore a ogni aspettativa. In una provincia tradizionalmente roccaforte del centrodestra, i partiti dell'Unione hanno allestito 98 seggi sull'intero territorio. Per votare era necessario sottoscrivere il progetto del centrosinistra, firmando un apposito modulo di adesione e offrendo un contributo minimo di un euro. Richiesti inoltre un documento d'identità e il certificato elettorale.
«Ci eravamo posti come obiettivo raggiungere i 10mila votanti - dice Rosalba Benzoni, segretario provinciale dei Democratici di Sinistra - Risultato ampiamente superato. Abbiamo riscontri positivi anche da zone in cui siamo tipicamente deboli, come la Valle Intelvi. È un evento eccezionale, per i numeri ma soprattutto per il clima di grande ottimismo ed entusiasmo, per la voglia di partecipare e di cambiare».
Non sono mancati i problemi organizzativi, tanto che Como è stata l'unica provincia del Paese a non comunicare il dato ufficiale dell'affluenza alle urne alle 13, quando è stata effettuata la prima rilevazione a livello nazionale. E anche alle 17, alla seconda verifica, gli organizzatori delle primarie hanno parlato prima di 7mila votanti per poi correggere il tiro indicando una quota di elettori superiore a 10mila. «Effettivamente siamo stati quasi travolti dalla partecipazione, superiore ad ogni previsione - dice la stessa Benzoni - Abbiamo ricevuto decine di telefonate e non siamo riusciti a completare la rilevazione delle 13. Nel pomeriggio comunque il problema è stato risolto e abbiamo poi fornito le necessarie informazioni anche ai coordinatori nazionali».
Un ottimismo condiviso da tutti gli alleati. «Eravamo partiti in modo prudente ma i risultati sono stati superiori ad ogni aspettativa - dice Diego Butti, coordinatore cittadino della Margherita - Il clima è stato molto positivo, e la riprova è il contributo offerto dai votanti, in media 4 o 5 euro rispetto ad una richiesta minima di un euro».
Elisabetta Patelli, responsabile dei Verdi, analizza il voto già con uno sguardo al futuro. «Il dato molto positivo sull'affluenza mostra che si tratta di elezioni sentite - dice - come se si trattasse non di primarie, ma di elezioni politiche vere e proprie. Credo sia un segnale forte di riavvicinamento alla politica e di stanchezza nei confronti dell'attuale maggioranza».
«Abbiamo registrato code per votare in tutta la provincia - dice Renato Tettamanti, capogruppo di Rifondazione Comunista a Palazzo Cernezzi - Tra l'altro, la partecipazione ha interessato persone di fasce di età e ceto molto diversificate. Qualche problema organizzativo era inevitabile, ma in generale i risultati sono più che positivi».
A Cantù, dove è stato allestito un unico seggio nel Salone dei Convegni, i votanti hanno sfiorato quota mille e per tutta la giornata si sono registrate code di elettori in attesa. «L'affluenza è stata incessante - conferma il coordinatore della Margherita, Vittorio Spinelli - e il clima entusiastico, con elettori ottimisti e disponibili anche a versare un contributo significativo».
Pino Zecchillo, leader dei prodiani a Como, alla luce delle primarie chiede coesione agli alleati. «Ora più che mai - dice - diventa fondamentale presentarsi uniti, evitando divisioni e inutili lotte interne».
Plaude anche l'ex segretario dei Ds. «Le primarie sono uno strumento che garantisce partecipazione e riavvicina i cittadini alla politica - dice Andrea Parini - Ai cittadini piace l'idea di poter scegliere chi debba governarli, e credo si tratti di uno strumento che dovrebbe essere previsto dalla legge, almeno come possibilità».
Nessuna polemica nemmeno nell'Udeur, nonostante le accuse del segretario nazionale Clemente Mastella, che ha definito le primarie «un gioco fasullo». «È quasi naturale che sia Romano Prodi a vincere - dice il rappresentante lariano del partito, Dionigi Mangiacasale - Si tratta di una storia naturale già scritta. Penso che le primarie restino comunque una prova importante per stabilire i valori in campo e dare il polso della situazione».
Anna Campaniello

La Provincia 12 ottobre 2005
La denuncia Patelli: parte della Cdl ha minacciato sceneggiate dopo la richiesta di utilizzare l'ufficio del centrosinistra I Verdi: «Negato il seggio in Comune per le primarie»
(
c.b.) «Con incredibile arroganza parte della maggioranza ha minacciato sceneggiate indegne dopo la mia richiesta di utilizzare come seggio per le primarie l'ufficio del centrosinistra, al pianoterra del cortile vecchio del Comune». È la conclusione del tira e molla tra Comune e la capogruppo dei Verdi Elisabetta Patelli in merito alla sua richiesta di utilizzare una sala di Palazzo Cernezzi, quella riservata ai gruppi di minoranza, come seggio per le primarie del centrosinistra che si terranno domenica dalle 8 alle 22. «Ho annunciato la volontà di usufruire della nostra sede in Comune perché le primarie rappresentano un momento di partecipazione democratica aperta a tutti, benché ovviamente rivolta agli elettori di centrosinistra. Ed è bene che questo atto di partecipazione democratica avvenga in piena serenità, in un luogo istituzionale, per consentire a chiunque lo volesse di esercitare i propri diritti senza essere obbligato a varcare la soglia di questo o quel partito – ha aggiunto la Patelli - Infine sarebbe stata l'occasione per aprire al pubblico le porte di spazi in cui lavoriamo, avvicinando la cittadinanza alle istituzioni». Una scelta che è però stata fortemente osteggiata da alcuni componenti della maggioranza: «Sindaco a parte, e pochi altri, la prepotenza con la quale ci viene impedito di utilizzare il nostro ufficio è sintomatica di scarso senso istituzionale e di poco amore per la democrazia». Alcuni partiti, tra cui An, ha spiegato l'esponente dei Verdi, hanno «minacciato» di organizzare piccoli presidi per protestare contro l'autorizzazione ad utilizzare Palazzo Cernezzi come sede di seggio per i partiti di centrosinistra. «Di fronte a tanta miseria abbiamo deciso di rinunciare alla sede in Comune più che altro per evitare inutili imbarazzi a coloro che domenica vorranno semplicemente esercitare un loro diritto», ha concluso.


La Provincia 6 ottobre 2005

Sul sito dei Verdi si adottano i trovatelli del canile di Albate Ora il cane si sceglie su Internet
Vuoi adottare un cane abbandonato? Vieni a sceglierlo su Internet. Il nuovo sito dei Verdi di Como ha deciso di riservare uno spazio particolare a campagne legate al territorio partendo proprio dal problema del randagismo. «Il canile di Albate è una struttura isolata rispetto alla città e un luogo che non invita alla frequentazione - spiega Elisabetta Patelli, capogruppo dei Verdi in consiglio comunale -. Attraverso il nostro sito e in accordo con l'Enpa abbiamo così deciso di lanciare la campagna on line "Adotta un trovatello" sperando così di combinare degli incontri tra gli animali e i futuri padroni». Collegandosi al sito www.verdidicomo.org è infatti possibile accedere a una sezione fotografica che propone le immagini e alcune informazioni continuamente aggiornate sugli ospiti della struttura di Albate. «Abbiamo deciso di sdoppiare la galleria in due sezioni - aggiunge Marco Marelli, presidente dell'Enpa - da un lato ci sono gli animali sani, dall'altro i cani che per anzianità o per un passato di particolare sofferenza hanno urgentemente bisogno di trovare una famiglia. È il caso per esempio di Delizia, una trovatella a cui è stato asportato un grosso tumore». Nella pagina dedicata ai quattrozampe una sezione è riservata anche allo stato dei lavori per la realizzazione del parco-canile nell'area della Valbasca, dove nelle ultime settimane sono state posate le piattaforme di cemento sulle quali sorgerà la nuova struttura. A. L.

Il Corriere di Como 6 ottobre 2005
Su Internet i cani da adottare-L'INIZIATIVA

Buck, Dollaro, Delizia, Cippo, Robespierre. Sono solo alcuni dei trovatelli che alloggiano nel canile di Albate. Cani abbandonati o maltrattati, recuperati e rimessi in salute dai volontari dell'Enpa. Ma da oggi basta un "clic" per scegliere il trovatello da adottare. Questi cani hanno bisogno di un nuovo padrone, che sappia dedicare loro cure ed affetto che i precedenti proprietari avevano negato.
E per sensibilizzare la città sul tema, i Verdi di Como hanno deciso di utilizzare il mezzo di comunicazione potenzialmente più efficace: Internet. All'interno del sito (www.verdidicomo.org) è stata infatti aperta una sezione con le foto di tutti questi trovatelli, per consentire ai potenziali adottatori di scegliere il cagnolino preferito.
Cliccando sulle fotografie dei cuccioli, appare anche una breve descrizione del soggetto: e così troviamo Delizia, trovatella "tutto pepe", spelacchiata e simpatica, o Robespierre, elegante e gigantesco alano i cui occhi tradiscono una bontà unica. La campagna si chiama "Adotta un trovatello", e viene introdotta dal Elisabetta Patelli, consigliere comunale dei Verdi. «L'attuale canile di Albate è una struttura inadeguata. Nonostante l'impegno dei volontari dell'Enpa e il buon ritmo di adozioni (137 da gennaio a settembre 2005, contro i 136 nuovi arrivi, ndr) è sempre sull'orlo del collasso. La campagna online - osserva la Patelli - mira dunque a incentivare l'adozione di questi cani». Adozione che, è bene ricordarlo, può essere effettuata anche a distanza con un versamento libero.
Una sezione del sito verrà infine dedicata al costante aggiornamento fotografico sulla situazione del nuovo parco canile in Valbasca che, dopo vari vicissitudini, è finalmente in fase di realizzazione.
A.Bam

La provincia 28 luglio 2005
Esultano gli animalisti che avevano sollevato dubbi sull'iniziativa; «E ora basta inganni» Confiscati i gattini del banchetto di via Boldoni
Gli animalisti hanno vinto la loro battaglia comasca: martedì, in applicazione all'ordinanza sindacale del 1997 che vieta la questua con gli animali sono stati confiscati a Gianni Tacchinardi i tre gattini che l'uomo sfruttava per raccogliere offerte in via Boldoni dove aveva allestito un banchetto a titolo di un canile bergamasco. Offerte che, contrariamente a quanto assicurato dal Tacchinardi, non andavano in nessun modo al canile di San Felice di Endine Gaiano. È stato appurato infatti che tra il canile e il Tacchinardi non esiste alcuna relazione. Al momento i gatti sono ancora sotto la custodia dell'Asl e non destano preuccupazioni anche se è stata comunque diagnosticata una parassitosi, ma una volta che sarà terminata la profilassi veterinaria per accertarne lo stato di salute potranno passare finalmente sotto la cura dell'Enpa. Probabilmente già nella giornata di sabato verranno portati al canile di Albate dove si provvederà alla loro adozione. «Questa battaglia l'abbiamo vinta, anche grazie agli sforzi congiunti di tutte le associazioni animaliste che si sono prese a cuore il caso del finto banchetto di via Boldoni, come il Ceda, il Gruppo ambiente, il Collettivo animalisti e i Verdi - commenta il presidente dell'Enpa Marco Marelli - Ma non finisce qui. Stiamo prendendo contatto con altre sezioni del nostro ente sparse nel Nord Italia, poiché questo signore svolge un'attività itinerante. Ci sono giunte segnalazioni della sua presenza al parco di Novegro e in altre città come Genova». E aggiunge: «È cosa assai curiosa e altrettanto sospetta che il signor Tacchinardi non svolga la sua attività nel bergamasco che è la zona del “suo” canile e dove forse è più conosciuto». Anche Elisabetta Patelli dei Verdi è convinta che il caso non sia totalmente chiuso: «Siamo felici dell'avvenuta confisca che è quello che avevamo chiesto ufficialmente al comando dei Vigili - spiega - ma ora vorremmo che fosse accolta anche un'altra nostra richiesata: non dare più possibilità al Tacchinardi di occupare il suolo pubblico. I finti banchetti che sfruttano cani e gatti per raccogliere soldi stanno diventando una pratica troppo diffusa che va debellata. A Milano ce ne sono tantissimi». Dario Alemanno
 

La Provincia 17 luglio 2005
L'appello Elisabetta Patelli chiede che i cuccioli non vengano restituiti a Gianni Tacchinardi: «Non concedetegli il suolo pubblico» Animalisti e Verdi: «Non rimettete più i gattini su quel banchetto»
«Non bisogna mai più concedere l'autorizzazione di occupazione di suolo pubblico al signor Tacchinardi». Suona quasi come un ultimatum l'interpellanza presentata al sindaco di Como, Stefano Bruni, da Elisabetta Patelli, capogruppo dei Verdi in consiglio comunale, sul caso scoppiato intorno al banchetto che ogni sabato in via Boldoni raccoglieva, senza averne mai ricevuto l'incarico, soldi per il canile di San Felice di Endine Gaiano. «Premesso che la presenza di questo banchetto era stata più volte segnalata dalle associazioni animaliste locali e che i responsabili del canile bergamasco, interpellati in merito alla raccolta fondi, hanno disconosciuto ufficialmente qualsiasi rapporto con Gianni Tacchinardi, già oggetto di contravvenzioni per irregolarità da parte della Polizia Municipale - si legge nella lettera indirizzata al sindaco - si chiede di sapere perchè non siano stati ravvisati i termini per un immediato ritiro della concessione di spazio pubblico». La richiesta immediata fatta dai Verdi, oltre che dalle Associazioni riunite diritti animali (Arda), direttamente al Comando dei vigili urbani è però la confisca definitiva a Tacchinardi degli animali con cui spesso si presentava in piazza per la sua raccolta fondi. «Questo comportamento è in contrasto con un'ordinanza sindacale del 1997 che vieta di esercitare la pratica di accattonaggio esibendo animali o tenuti in condizioni tali da suscitare la pietà altrui - spiega Elisabetta Patelli -. Si richiede pertanto l'applicazione della prevista sanzione amministrativa, ma in particolare la confisca degli animali». Dopo l'intervento dei vigili sabato in piazza Boldoni, infatti, i gattini che Tacchinardi teneva in una gabbietta senz'acqua, sono stati affidati all'Asl. Se non venissero riscontrati maltrattamenti, però, gli animali dovranno essere restituiti al titolare del banchetto. «I cuccioli sono stati sottoposti ad accertamenti sanitari da parte della dottoressa Colombo dell'Asl, dove rimarranno fino a lunedì (oggi per chi legge, n.d.r.) - spiega Laura Larini dell'Enpa -. Ci appelliamo ai cittadini affinché chiedano all'Asl informazioni su questi gattini e si offrano di adottarli». A. L.
 

La Provincia 17 luglio 2005
Il Lario è in secca: «Vittima di troppi interessi» Elisabetta Patelli (Verdi): privilegiate le necessità degli agricoltori e dei gestori degli invasi, intanto l'ecosistema paga Massimo Patrignani: poca attenzione alla regimentazione idrica, si faccia pressione su chi amministra l'acqua in quota
«Il lago non è un bicchiere da riempire e svuotare quando si vuole». Il giorno dopo l'annuncio del presidente della Regione Roberto Formigoni che ha autorizzato l'abbassamento del livello delle acque del lago fino a meno 50 centimetri per dieci giorni, si alza il muro di proteste verso un provvedimento giudicato pericoloso per la fauna ittica e soprattutto per il territorio, a causa di possibili danni alle rive e agli argini. «Se questa misura fosse stata adottata un mese fa sarebbe stata una vera e propria strage di uova di pesci, un danno irreparabile. Anche in questo periodo, però, non mancano le conseguenze negative, anche se più difficili da valutare - ha spiegato Elisabetta Patelli, capogruppo dei Verdi in consiglio comunale - Con l'aumento della temperatura dell'acqua cambia il livello di concentrazione e sedimentazione dei nutrienti e dei contaminanti. Si modifica anche il sistema di riproduzione delle alghe. E tutto ciò porta conseguenze negative alla popolazione ittica». Poi l'affondo sulla questione dell'apertura degli invasi alpini: «I gestori privati cercano il più possibile di evitare il rilascio di grosse quantità di acqua - ha aggiunto - il problema sta qui, a monte del lago». Una coperta corta che secondo la Patelli è tirata da una parte dagli agricoltori che hanno fame d'acqua, dall'altra dai gestori degli invasi: «Ma la parte più consistente della coperta sta a monte - ha commentato - e davanti abbiamo ancora molte settimane di caldo: se iniziamo così inneschiamo un processo che metterà il nostro lago sempre più in ginocchio». Alla capogruppo dei verdi in Comune fa sponda Massimo Patrignani, capogruppo di Rifondanzione comunista a Villa Saporiti: «Ho già proposto in consiglio che venga data maggiore attenzione al problema della regimentazione idrica, ma l'impegno dell'amministrazione provinciale in questo campo è minimo - ha denunciato - noi siamo preoccupati, è necessario che si cerchi in tutti i modi di evitare i danni che potrebbe provocare un ulteriore abbassamento del livello del lago» In poche parole, se le istituzioni preposte non ci pensano con tempi e modi opportuni, nelle situazioni di emergenza a rimetterci è l'ambiente che ci circonda: «È un ambiente troppo sfruttato - ha aggiunto - Non dobbiamo regalare acqua agli altri, ma tenerla anche un po' per noi. Gli agricoltori avranno anche le loro ragioni, ma il fatto che certe misure mettono a rischio il nostro patrimonio ambientale non è decisamente secondario». Ritorna poi sul problema del rifornimento del Lario: «Gli invasi alpini vengono svuotati con troppa parsimonia. Ci sono sotto interessi economici dei gestori privati che cercano a tutti i costi di tenere un alto livello di acqua da vendere poi al miglior offerente appena finisce l'emergenza. Ci sono però dei margini di recupero prima di arrivare a quota meno 50, soprattutto cercando di costringere gli invasi alpini di rilasciare molta più acqua di quanta ne è stata rilasciata finora». Preoccupazione anche dalla sezione locale del WWF, tra le "vittime" dell'abbassamento del lago ci potrebbe infatti essere anche la fauna ittica, a causa delle mutate condizioni ambientali. «C'è solo da augurarsi che la decisione sia frutto di un'analisi ponderata di costi e benefici - ha detto il presidente Pierangelo Piantanida - se è un intervento che serve solo per tamponare l'emergenza non andiamo nella direzione giusta. A rischio ci sono pesci e argini». Infine la proposta: «Ci dovrebbe invece essere una maggiore educazione all'utilizzo di un bene essenziale che non deve essere sprecato». C. B.

La Provincia 13 luglio 2005
A
MBIENTE Via libera del consiglio all'emendamento Patelli per tutelare la zona anche con la nuova costruzione La Valbasca entra nella Spina Verde. Ma il canile è salvo
La Valbasca entrerà a far parte della Spina Verde, ma soltanto «a lavori ultimati del canile in costruzione e comunque non oltre il 31 dicembre del 2006». Il via libera è stato dato lunedì sera dal consiglio comunale (tutti favorevoli, tranne due astenuti della Margherita) dopo la modifica della delibera originaria con un emendamento predisposto da Elisabetta Patelli (Verdi) volto a «tutelare la zona a verde garantendo però la completa realizzazione del canile». In pratica è stato stabilito che la pratica per l'ingresso formale della Valbasca nel parco della Spina Verde verrà inoltrata non appena saranno ultimati i lavori in corso nella struttura che ospiterà i quattrozampe e, in ogni caso, entro il dicembre del 2006. A seguire i lavori a Palazzo Cernezzi era presente anche una nutrita delegazione di volontari dell'Enpa. Dopo due sedute di discussione è stato trovato l'accordo che accontenta sia gli amanti del verde sia i sostenitori del canile in fase di costruzione. «L'approvazione dell'emendamento – sottolineano il presidente dell'Enpa Marco Marelli e il responsabile del progetto Roberto Tomasi – mette al riparo dai rischi burocratici connessi al possibile rinnovo della concessione. Ormai è chiaro che il parco canile si farà, ma vogliamo dare la possibilità agli oppositori del progetto di dialogare così da dare le idonee garanzie sulla salvaguardia del verde, dell'anello podistico e della fruibilità della zona. Questo presuppone la fine di un'opposizione pura e semplice alla realizzazione della struttura, i cui argomenti non sono stati in grado di resistere al vaglio degli organismi competenti, primo fra tutti il Tar, e si sono rivelati nei fatti inconsistenti». Gi. Ro.


la protesta dei verdi «La gara inquina e non fa crescere il nostro turismo»

(c.b.) «Ribadiamo la nostra ferma contrarietà alla gara di motonautica. Il presunto ritorno di immagine non vale infatti il grave danno ambientale». Dura accuse alla manifestazione vengono lanciate da Elisabetta Patelli, capogruppo dei Verdi in Comune. Che fornisce una lista di tutti i danni provocati dai bolidi: inquinamento di acqua e aria, stress causato alla fauna ittica oltre al grave inquinamento acustico. «Gli esclusivi club sportivi del primo bacino sono già ampiamente foraggiati grazie a politici che ne fanno terreno di caccia elettorale» ha aggiunto la Patelli, che definisce la manifestazione come un modo per: «pubblicizzare i bolidi della motonautica. Per il turismo siamo convinti che non sono il baccano e l'inquinamento, bensi lago e sponde risanati e protetti a richiamare gente da tutto il mondo - conclude - Inoltre nemmeno le nostre strutture ricettive possono trarre granché da un tipo di turismo "mordi e fuggi" come quello che solitamente accompagna queste manifestazioni. Al Comune di Como, e dunque a tutti i cittadini, la manifestazione è già costata 25mila euro».

La Provincia 1 maggio 2005
No a una vita di plastica Elisabetta Patelli *

Allergia, malattia del benessere. In Italia, come nel resto dei paesi industrializzati, i bambini che ne soffrono sono in aumento e ormai sono quasi tre su dieci. La responsabilità è del nostro stile di vita: case sempre più sigillate e riscaldate, e poi i vaccini, gli antibiotici e un'alimentazione sempre più sofisticata, l'inquinamento atmosferico. Le infezioni sono molto diminuite, lasciando “disoccupato” il sistema immunitario, che si rivolge così verso le allergie. Nel nostro mondo sofisticato e manipolato ecco arrivare l'erba sintetica all'asilo nido, asettica, lavabile e che non richiede manutenzione, alla faccia dei meravigliosi asinelli che proprio ieri a Treviso hanno sostituito le falciatrici rumorose e inquinanti. Non più odore d'erba tagliata quindi, anzi addio per sempre a quel piccolo pezzo di mondo naturale dove osservare le piante e gli insetti sui fiori, dove osservare i passeri e i merli, dove mettere a dimora cassettine per gli uccelli, e respirare essenze e vapori il cui ricordo ci accompagna per tutta la vita. Un micromondo ricco di diversità e di modelli che stimola fantasia e immaginazione. Il modo più diretto per cominciare a capire la complessità della vita sulla terra. Il modo più semplice per iniziare un rapporto con la natura, per suscitare quello stupore di bambino che sarà il primo passo per assimilare comportamenti altruistici come il rispetto per gli altri esseri viventi e per l'ambiente in senso lato. Tutte cose che l'erba di plastica non sa dare. (* ambientalista)
 

La Provincia 26 aprile 2005
Inquinamento, scatta l'ultimatum per le aziende Il sindaco: «Sono contrario alle multe, ma le segnalazioni a chi inquina vanno fatte, dando tempo per mettersi in regola» I Verdi: «Neppure un euro a bilancio per dragare il Cosia, dove c'è di tutto. Fogne urbane da dividere al più presto»
«Sapevamo che Villa Saporiti e l'Arpa stavano facendo questa indagine. Se il risultato è questo, vorrà dire che provvederemo iniziando a coinvolgere anche le realtà dei privati». Stefano Bruni non si scompone. Le critiche di inefficienza piombate su Palazzo Cernezzi da Villa Saporiti in base al documento dell'Agenzia regionale per l'ambiente secondo il quale più della metà degli scarichi a lago sono abusivi fanno pensare il sindaco, ma non gli fanno perdere la pazienza. «Non è il caso di mettersi a dare multe a tutto spiano - anticipa il primo cittadino -. Sono contrario al terrorismo nei confronti delle aziende soprattutto in questo momento. E' anche vero che sulle problematiche ambientali non possiamo certo tirarci indietro. Questo vuol dire che bisognerà mandare segnalazioni a chi inquina dandogli tempi congrui per mettersi in regola». I Verdi, però, incalzano. «Nel Cosia c'è di tutto, detriti, resti di palazzi ristrutturati, rifiuti, oltre a scarichi industriali e civili, abusivi e non - dice infatti Elisabatte Patelli -. Eppure, i residenti dicono che saranno almeno 3-4 anni che non lo puliscono e, quel che è peggio, a bilancio fino almeno al 2007 non c'è un solo euro destinato alla pulizia e al dragaggio del letto». Per la Patelli la priorità dovrebbe essere proprio questa: pulire il Cosia, dopo aver verificato la questione degli scarichi e aver fatto il monitoraggio della divisione delle acque chiare e scure. I Verdi dicono che «anche se Como dispone di una rete fognaria i 148 km realizzata per convogliare gli scarichi all'impianto di depurazione per il trattamento, circa il 13% degli abitanti della città non dispone ancora di fognatura e pertanto gli scarichi equivalenti a forse 11 mila abitanti vengono smaltiti senza alcun trattamento». In più «un altro 25% delle utenze dispone solo di una fognatura mista, che raccoglie e porta alla depurazione, oltre le acque provenienti dagli scarichi civili e industriali, anche l'acqua piovana, impegnando inutilmente l'impianto». Riassumendo «solo il 50% delle utenze è allacciato alla rete, la parte finisce nei corpi idrici superficiali o nel sottosuolo. In questa situazione lo stato dei corsi d'acqua è negativo». Non c'è solo il Cosia, ma anche una roggetta che corre a fianco e pure il Fiume Aperto che costeggia la caserma De Cristoriis che a turno si ritrovano con acque spumeggianti e rosse. Tutti, secondo la Patelli «in uno stato di incuria totale». «Questo stato crea anche un altro problema - prosegue - quando l'acqua schiumosa e viola che proviene dagli scarichi industriali viene incanalata per andare in Comodepur, se piove di alza di colpo e finisce di nuovo fuori. Gli stessi scolmatori di Comodepur se sono troppo pieni rischiano di esondare in caso di pioggia». La Patelli spiega che Villa Saporiti, dopo aver presentato a Palazzo Cernezzi il documento con l'«autorizzazione allo scarico delle acque reflue urbane provenienti dalle reti fognarie del Comune di Como» ha anche chiesto un censimento sullo stato delle acque. «E' impossibile che dicano che non si può risalire a chi inquina perché le ditte a monte sono tante - sbotta la Patelli -. Ci sarà pure la possibilità di fare controlli, verificando che le aziende rispettino determinati filtri e parametri. Noi presentammo anche un'interpellanza sul tema, ma per ora di risposte non ne abbiamo avute. E il risultato è che anche i presidenti delle Circoscrizioni Cinque e Sei sono arrabbiati per quello che devono sopportare». La fotografia dei Verdi è più in nero che in bianco: «Breggia e Cosia hanno grossi problemi di inquinamento. La qualità delle acque del Breggia è scadente, con un carico inquinante di prevalente origine domestica. Ancora peggiore la qualità del Cosia, e del Fiume Aperto che risulta pessima, con un notevolissimo carico inquinante di origine domestica (azoto, fosforo, colibatteri) al quale si sommano periodici carichi inquinanti industriali costituiti da metalli pesanti (rame, zinco, piombo, cromo). L'apporto di sostanza organica e in particolare di nutrienti legati agli scarichi domestici (fosforo, azoto e cloruri), è responsabile del fenomeno dell'eutrofizzazione delle acque del lario». La ricetta è più difficile del previsto: «Non è sufficiente realizzare i collettori in quanto il depuratore di Como risulta già oltre la sua capacità che ammonta a 55.000 mc/giorno: sarebbe quindi di scarsa utilità limitarsi ad allacciare nuovi scarichi perché non potrebbero essere trattati». La Patelli conclude: «Prima ancora di valutare la realizzazione di un nuovo depuratore occorre intensificare i controlli sugli scarichi abusivi realizzati per evitare gli oneri di depurazione». Che è appunto quello che il sindaco si impegna a fare. Anna Savini Gisella Roncoroni

La Provincia 5 aprile 2005
como(gi. ro.) Esultano i Verdi per aver superato la soglia del 3%. «Abbiamo ottenuto un grande successo – commenta la portavoce Elisabetta Patelli – e abbiamo di gran lunga superato il dato delle politiche che ci vedeva al 2.2% e quello delle amministrative dove avevamo raggiunto il 2.3%». La Patelli non nasconde che il risultato lusinghiero è stato cercato giorno dopo giorno tra i cittadini. «Il nostro obiettivo era il 3% e a questo punto possiamo dire che è stato superato. Abbiamo lavorato molto: è dal 5 febbraio che siamo in piazza e a contatto con le persone ed è per questo che abbiamo sfondato». Sul risultato del partito potrebbe aver pesato anche la difficile situazione che ha vissuto la Lombardia e in particolare il Comasco per quanto riguarda l'inquinamento con polveri sottili schizzate alle stelle. «La nostra posizione – prosegue Elisabetta Patelli – è sempre stata chiara a questo proposito e non abbiamo mai utilizzato la demagogia. Devo però sottolineare che non ha pesato soltanto la componente ambientalista, ma anche i valori della pace e dei diritti». Come si configura adesso il rapporto all'interno della coalizione di centrosinistra? «La coalizione sarà rafforzata e il risultato dimostra che la componente ambientalista è indispensabile all'interno di un programma di centrosinistra». E il centrodestra? «A livello nazionale è stata una Caporetto e a questo punto è evidente che ci saranno seri problemi nella Casa delle Libertà. Berlusconi ostaggio della Lega è stato punito come gli altri partiti della sua coalizione».

La Provincia 5 aprile 2005
Vincitori e Vinti Nel centrosinistra l'Ulivo arretra rispetto alle europee. Cresce Rifondazione, bene anche i Verdi Il successo di azzurri e lumbard, stentano An e Udc
Nella Cdl risalgono Forza Italia e Lega mentre calano An e Udc. Nel centrosinistra, l'Ulivo stenta a decollare. Questo il quadro che emerge a livello provinciale dalle elezioni regionali di domenica e ieri. Forza Italia, anche grazie al pesantissimo traino delle preferenze personali, si mantiene ad altissimi livelli e addirittura è riuscita a sfondare la soglia del 30%. Un risultato tutt'altro che disprezzabile a pensare che lo scorso anno, alle europee, il partito era sceso sino al 27,5%. Certo,Forza Italia è lontana dai numeri, forse irripetibili,segnati cinque anni fa, sempre alle regionali. Allora,in un contesto politico favorevole, Giuliano Sala e Giorgio Pozzi fecero letteralmente il pieno portando la lista sino alla vetta del 38,5%. Ma, in un contesto generale poco favorevole al centrodestra, fa sensazione che a Como quasi un elettore su tre continua ad avere fiducia nel partito del presidente del Consiglio. Qualche riflessione si impone invece per la dirigenza di An. A livello provinciale il partito arranca e lascia sul campo qualche decimale di consenso. An alle europee dello scorso anno raccolse l'8,2% mentre oggi si assesta al 7,6%. Il calo è piuttosto evidente anche rispetto alle regionali di cinque anni fa quando la lista riuscì a sfondare il muro del 9%. Sorride la Lega Nord. I lumbard, che mantengono le roccaforti elettorali sul lago e nelle valli, sembrano in netta ripresa. Il dato di oggi - il 22,7% - corrisponde a un vero e proprio balzo in avanti. Sia rispetto alle europee dello scorso anno (17,7%) che alle regionali di cinque anni quando la Lega ebbe del resto un ottimo 19,9%. Veniamo all'Ulivo. Il listone unitario registra un 22,1% e non si può certo parlare di un successo. L'ambizione di sfondare il tetto del 25% è rimasta delusa. Anzi, il listone arretra rispetto alle europee di qualche decimale. E dire che la squadra dei candidati alle regionali è sembrata tutto fuorché improvvisata e la prova sta nel larghissimo seguito personale registrato ad esempio dal segretario della Margherita, Luca Gaffuri, premiato da oltre 5 mila preferenze (ma altri due candidati hanno doppiato la soglia dei 4 mila voti). In città Forza Italia torna ad essere il primo partito. Un primato perduto lo scorso giugno alle europee e riconquistato oggi sia pure di misura. Nel 2004 Uniti nel'Ulivo riuscì nello storico sorpasso con il 26,9%, lo 0,8% in più degli azzurri. La Lega diventa il terzo partito del capoluogo con un sorprendente 14,4%. La risalita dei lumbard si presta a una pluralità di letture. Quella più immediata mette in relazione il successo elettorale con la battaglie condotte in polemica con il Polo su Islam e immigrati. Scelte che, lo scorso novembre, hanno portato al ritiro dei due assessori dalla giunta Bruni. In crescita An. Due punti percentuali in più rispetto alle europee dello scorso anno anche se il partito si trova costretto a cedere alla Lega il primato di seconda forza della Cdl. Una circostanza politicamente rilevante che, di sicuro, avrà ripercussioni ad esempio al governo del comune capoluogo dove il posto di vicesindaco è da sempre appannaggio di An. Male invece i centristi dell'Udc che perdono posizioni sia rispetto alle europee che alle comunali di tre anni fa. Nel capoluogo la lista deve avere pagato l'assenza in lista di un candidato radicato in città. A sinistra, molto bene Rifondazione ma anche i Verdi. In entrambi i casi deve avere pagato la visibilità conquistata dai rispettivi gruppi in Comune. Anche se il Prc in particolare è stato di sicuro aiutato dall'assenza dei Comunisti Italiani. A Como Rifondazione è passata in ogni caso dal 4,9% delle europee al 6,6%. I Verdi, attivissimi negli ultimi anni, hanno infine superato la soglia del 3% e di fatto si configurano come una presenza solida e duratura nella coalizione di centrosinistra. E. Ma

Il Giorno 2 aprile 2005
ACCUSA I Verdi puntano l'indice sull'inquinamento dei due corsi d'acqua
«Torrente Cosia e Fiume Aperto, due cloache in città Una vergogna per chi si fa bello con le grandi opere»
COMO - «E' inammissibile che nel 2005, a due passi dal centro cittadino. ci sia un de-grado del genere. una simile sporcizia e scarichi  inquinanti da far rabbrividire. Piuttosto che pensare all'arredo urbano ed alle grandi opere sarebbe meglio che gli amministratori pensassero a cose più semplici, ma importantissime». E quanto sostiene Elisabetta Patelli. capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale, che sottolinea il grave stato di degrado del Torrente Cosia e del suo affluente Fiume Aperto che a pochi metri da piazzale Montesanto (dove si trova la caserma De Cristoforis) e da via Castellini (dove si trovano diversi nuovi insediamenti urbani).
«Quando si affronta il tema del risanamento del lago - dice Elisabetta Patelli, supportata da Costantino Muzio, esperto di ecologia e rifiuti della sezione provinciale dei Verdi di Como - si deve porre attenzione a due questioni: la depurazione dei reflui civili ed industriali e lo stato di salute dei torrenti del bacino idrografico della convalle.
Per quanto riguarda le fognature, l'attuale amministrazione procede col passo del gambero: pochi chilometri all'anno di nuove  fognature. due e mezzo o tre. quando ne mancano all'appello ben 55. senza contare quelli per i tanti nuovi insediamenti. Ed a proposito di torrenti e rogge è di questi giorni la notizia dell'abbandono da parte della Giunta comunale del progetto del Parco del Cosia (che perderà così anche i finanziamenti degli altri sponsor) e lo stato di vergognoso e la roggetta adiacente anche in piena città. Anzi. da San Martino, dove s'interra. fino alla foce il Cosia diventa una vera e propria fogna che sversa nel lago schifezze d'ogni genere e tinta. Forse i 50 mila euro di sponsor alle gare di motonautica «per valorizzare il lago», o i finanziamenti ai piani di abbattimento dei cormorani «per ripopolare il lago di alborelle»,  potrebbero essere meglio spesi per qualche opera di vero risanamento delle acque».
Spesso, infatti. soprattutto lungo via Pannilani c dal ponte di San Martino, si vede un Cosia multicolore. a volte anche con abbondante aggiungono Patelli e Muzio
C'è anche il Fiume Aperto. Questo torrente è ormai praticamente quasi tutto canalizzato e per una parte del tratto lungo la  Valmulini il manufatto può dirsi dignitoso perchè l'argine è in pietra. Il tratto terminale del torrente, quello che va dal ponte della ferrovia alla piazza del-le caserme. versa in una situazione vergognosa. Senza contare che queste acque stagnanti, soprattutto d'estate, sono infestate da zanzare ed altri insetti. Ancora una volta quale città stanno organizzando i nostri amministratori? Forse quella dei salotti buoni dei grandi eventi, delle grandi opere e delle grandi consulenze; ma  certamente anche quella del cemento, del traffico, delle discariche a cielo aperto e di un lago destinato a morire».
M.Mat:.

La Provincia 2 aprile 2005

Acqua fetida, la denuncia dei Verdi finisce ai carabinieri
Un prelievo simbolico e un esposto al Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri. Sull’inquinamento del fiume Aperto è questa la controffensiva dei Verdi che ieri hanno dato vita a una piccola manifestazione nella zona di piazza De Cristoforis. L’acqua della roggia, che sfocia nel Cosia, ieri si presentava in effetti in pessimo stato: maleodorante e di colore violetto. È così da mesi ma nelle ultime due settimane la situazione sembra essersi aggravata «Questo torrente è ormai praticamente quasi tutto canalizzato, tuttavia per una parte del tratto in Valmulini, il manufatto può definirsi dignitoso: l’argine è in pietra - dice Elisabetta Patelli, consigliera comunale e portavoce dei Verdi - purtroppo poco prima del ponte della ferrovia è franato un non meglio definito edificio che ha rotto l’argine ed anche il collettore industriale (così i liquami anziché finire in Comodepur, proseguono verso il lago, ndr).
Intanto il tratto terminale del torrente, quello che va dal ponte della ferrovia alla piazza delle Caserme, versa in una situazione vergognosa : incuria, inquinamento, schiume, colori cangianti, puzza, plastiche varie, discarica di inerti, ringhiere arrugginite, tubi mal posti».

da la Provincia 31 marzo 2005

Guerra dei poster, regole addio Manifesti elettorali ovunque. Denuncia dei Verdi sulla caccia alla vetrine dei negozi sfitti An contro il candidato forzista Rinaldin: «Affissioni anche nella palestra universitaria»

Attenzione agli spazi. Perché, di questi tempi, c'è il rischio concreto di ritrovarsi qualche manifesto affisso sull'ingresso di casa. L'ennesima denuncia sulla proliferazione selvaggia di poster elettorali in città e non solo, arriva dalla delegata di lista dei Verdi Elisabetta Patelli che ieri ha formalizzato per iscritto in prefettura una serie di perplessità condivise dal candidato Valter Merazzi: «Abbiamo visto di tutto - scrive Merazzi in un comunicato diffuso ieri - Abbiamo assistito all'attacchinaggio selvaggio, alla copertura quotidiana dei manifesti altrui, ai gadget da baraccone, alle auto propagandistiche parcheggiate ovunque, anche all'interno del palazzo comunale, alle bustine di zucchero propinate ai clienti di bar e ristoranti tanto che anch'io sono rimasto vittima ieri, mio malgrado, di una somministrazione di zucchero "personalizzato" in una cooperativa della provincia. Ora, però, c'è anche dell'altro». Secondo il candidato ambientalista, l'ultima moda in tema di affissione sarebbero vetrine di negozi sfitti e, più in generale, finestre di immobili in via di ristrutturazione che verrebbero messi a disposizione da imprenditori edili comaschi pronti evidentemente a «testimoniare la propria gratitudine e la condivisione della politica del territorio di questa amministrazione». Alleati insoliti dei Verdi in questo tentativo molto ecologico di ripulire un po' di pareti, sono Azione giovani e Fuan, organizzazioni entrambe facenti capo ad An che ieri, in un breve comunicato, denunciavano il presunto abuso commesso niente meno che nella palestra del Centro universitario sportivo di Como dal candidato forzista Gianluca Rinaldin: «La palestra del Cus di Como - scrivevano - è tappezzata di manifesti del candidato e per i locali è sparsa una gran quantità di altro materiale elettorale. Non possiamo accettare questo abuso, la palestra è pubblica e non del suo comitato elettorale. Chiediamo l'immediata rimozione del materiale propagandistico e le scuse pubbliche della direzione della palestra». Ieri anche gli studenti dell'Insubria hanno preso posizione: «Il Cus è per statuto apartitico, ma non solo. Organizzando la University Como Cup, ha dato alle stampe volantini in cui ringrazia non già l'assessorato ma lo stesso assessore Rinaldin - rilevano l'associazione Aquila e i rappresentanti degli studenti dell'Insubria che stanno preparando una raccolta di firme contro tutti gli studenti - Questa è illegittima propaganda per Rinaldin».

da La provincia del 27 marzo 2005

L'ultimo mulino di via Pannilani dovrebbe diventare uno dei punti qualificanti del parco della Valle del Cosia

Rischia di morire in culla il neonato parco della Valle del Cosia. La causa? Mancanza di ossigeno, ovvero di fondi. La Città Possibile, associazione che ha promosso il recupero dell'antica via del tram tra Como e Tavernerio (primo tassello del parco), si è vista negare i fondi (35mila euro) che contava di ottenere dal Comune di Como e ora rischia di perdere anche i 45.500 già assicurati nel 2003 dalla Fondazione provinciale della comunità comasca. I finanziamenti erogati da quest'ultima, infatti,coprono tradizionalmente metà del costo dei progetti e sono vincolati al fatto che i beneficiari riescano a reperire la parte mancante. È dal 1995 che La Città Possibile è impegnata a valorizzare la Valle del Cosia. Nel '99 arrivò alla firma di un accordo di programma con le amministrazioni di Como e Tavernerio.
A quello si richiama Marco Castiglioni, uno dei responsabili del progetto: «I due Comuni - ricorda - si impegnavano a finanziare la ricostruzione del ponte dei Bottini, completata nel 2002, e ad eseguire interventi di miglioramento per l'accessibilità e la fruibilità del percorso per tutta la durata dell'accordo, ovvero 25 anni». Al momento il parco è limitato a una gradevole passeggiata nei boschi, lungo il vialetto utilizzato fino agli anni Cinquanta per far passare il tram, che non ce la faceva ad affrontare le pendenze della strada carrozzabile. Il fondi chiesti dal sodalizio dovevano (dovrebbero) servire per sistemare i sentieri, posizionare apposita
segnaletica nelle aree di accesso (Lipomo e Lora, oltre a Solzago e Camnago Volta), nonché punti
informativi completi di piantine. Sarebbe prevista anche la posa di panchine, alberature e attrezzature per far giocare i bimbi (una nello spiazzo vicino al ponte dei Bottini, l'altra nei dintorni della tomba di Volta). «Lo scorso settembre - spiega Castiglioni - incontrammo assessore comunale all'Ecologia Diego Peverelli che si mostrò disponibile. Nonostante le sue successive dimissioni, a dicembre ci venne confermata dal dirigente del settore l'intenzione della giunta di
stanziare 35mila euro. Quando ci siamo accorti che nelle bozze del bilancio 2005 non c'erano, abbiamo chiesto chiarimenti al sindaco. Non avendo avuto risposta, abbiamo sollecitato una mozione ai partiti di minoranza. L'unica che si è interessata al tema è stata Elisabetta Patelli dei Verdi, ma la sua proposta di emendamento è stata bocciata dal consiglio comunale». Ora La Città Possibile sta tentando altre strade (nei giorni scorsi si è tenuto un incontro alla
Comunità montana del Triangolo lariano) e spera in qualche sponsor privato (per gli interessati il numero di riferimento è 031/51.34.48). Pietro Berra
La Provincia 18 marzo

Domani da porta torre «I nostri polmoni? Pieni»
Protesta in bici con i Verdi

(gi.ro.) A suon di slogan («ne abbiamo pieni i polmoni») i Verdi organizzano una biciclettata per denunciare «l'immobilismo della giunta di centro destra a spese della salute dei cittadini». L'appuntamento è per domani alle 15 a Porta Torre: si percorrerà in bicicletta, con le mascherine sul viso, il girone fino a piazza San Fedele. «Al 43° giorno di sforamento dei limiti europei - dicono gli ambientalisti - l'Amministrazione finge di trastullarsi sulle conseguenze per i Comuni che non adottano contromisure, palleggiandosi il finto problema nell'attesa di passare il periodo elettorale» e aggiungono che «in provincia abbiamo un'auto ogni abitante e mezzo, una media provinciale di morti per tumore riconducibili all'inquinamento elevatissima, eppure non si fa nulla. Le caldaie sono un'area di intervento secondaria, il traffico veicolare è responsabile al 70% del pm10 come riconosciuto dall'Arpa e il problema si presenta e si ripresenterà anche in periodi di ferma degli impianti». La biciclettata di domani ha anche lo scopo di denunciare alle autorità una situazione «non più tollerabile». «I cittadini - conclude il gruppo dei Verdi - devono fare sentire la loro voce se vogliono difendere la loro salute, per costringere chi amministra a mettere le questioni dell'aria e della vivibilità della città al primo posto dell'agenda dei lavori».

La Provincia 5 marzo

Inquinamento dell'aria, da ieri Como è fuorilegge
L'assessore D'Alessandro: «Aspettiamo le decisioni della Regione». E la neve ha pure aggravato la situazione dello smog. Consumatori e ambientalisti escludono per ora di denunciare il sindaco. I Verdi: «Non porterebbe a nulla di concreto»

Le polveri sottili si sono mantenuti al di sopra della soglia fissata dalla Regione in 50 microgrammi per metro cubo

Como, da ieri, è a tutti gli effetti “fuorilegge” sul fronte inquinamento. Nonostante la neve i valori delle polveri sottili si sono mantenuti al di sopra della soglia fissata dalla Regione in 50 microgrammi per metro cubo registrando, alla centralina di Como centro, quota 52 microgrammi. Ciò significa che per il trentaseiesimo giorno dall'inizio dell'anno è stato sforato il tetto di pm 10. La direttiva europea numero 30 del 1999 - recepita dallo Stato italiano con il
decreto legislativo numero 60 del 2002 - stabilisce infatti un massimo annuale di superamento del limite di 50 microgrammi per metro cubo per 35 giorni.
Leggendo semplicemente il dispositivo andrebbero immediatamente «sospese le attività che contribuiscono al superamento dei limiti, traffico compreso». Il decreto italiano tuttavia non prevede sanzioni per gli inadempienti, anche se la Commissione europea ha già aperto una procedura di infrazione all'Italia per il ritardo della presentazione dei piani antismog.
I sindaci rischiano una denuncia penale per la mancata tutela della salute dei cittadini, ma, allo stato attuale, non c'è chiarezza sulle conseguenze pratiche della violazione della direttiva e del decreto legge.
L'unica certezza è che, anche in un giorno di neve, i valori degli inquinanti sono rimasti alle stelle. «Il fatto che nevichi o piova non abbatte le polveri – spiega Marco Biscioni, responsabile del settore inquinamento dell'Arpa di Como – e ciò che gioca a favore della dispersione degli inquinanti è il rimescolamento delle masse d'aria. Quando c'è bassa pressione, ossia brutto tempo, e l'inversione termica è al suolo, si forma come una cappa che tende a mantenere gli inquinanti concentrati al suolo.
Viceversa quando la situazione meteo evolve al bello,l'inversione termica non più al suolo ma in quota crea un rimescolamento delle masse d'aria che tende a favorire la dispersione degli inquinanti. Fattori come la pioggia o la neve, pertanto, sono utili ma non risolutivi, in quanto tendono a diminuire i valori ma non ad abbatterli». Da oggi però, secondo gli esperti,le cose potrebbero cambiare anche se durante il week end sono possibili ulteriori nevicate. Sul fronte 35 giorni, invece, è tutto fermo. L'assessore alla viabilità Umberto D'Alessandro ha parlato ieri mattina con la Regione: «Abbiamo comunicato i nuovi dati e restiamo in attesa di una risposta su come comportarci. Così come previsto dalla legge è infatti la Regione l'ente responsabile e quindi ci rimettiamo alle decisioni che verranno prese». I sindaci, però,rischiano ora denunce penali per la mancata tutela della salute pubblica. Per il momento, però, né ambientalisti né associazioni consumatori sembrano intenzionati a coinvolgere la magistratura. «Sarebbe soltanto un fatto eclatante, ma non produrrebbe nulla di concreto – commenta Elisabetta Patelli, consigliere comunale dei Verdi - la cosa grave è che si sapeva che mancava soltanto un giorno al raggiungimento del limite europeo, ma né in Comune né in Regione nessuno
si è posto il problema di cosa fare. Secondo noi gli interventi di emergenza non possono essere i soli, ma la verità è che il problema è stato sottovalutato: non si possono cercare scappatoie o deroghe. Quello che ci preoccupa è la salute dei cittadini e appare chiaro che in campagna elettorale non c'è il coraggio di prendere decisioni drastiche». Nessuna denuncia anche dall'Adoc. «Il problema è generalizzato – dice il presidente Giuseppe Doria – ma siamo preoccupati perché nessuno fa niente». Gisella Roncoroni

Il Corriere di Como 10 febbraio 2005

Ulivo, il capolista alle Regionali sarà un uomo dello Sdi

Il centrosinistra comincia a scoprire le sue carte. Dopo la presentazione del candidato presidente, Riccardo Sarfatti, che ha scelto il Lario come tappa iniziale del suo tour tra le province lombarde, è la volta dei partiti e dei movimenti che ne sostengono la candidatura al Pirellone.
Ieri mattina è stata la volta dei Verdi, che hanno sciolto le riserve e presentato la loro compagine. «Una lista aperta ai movimenti e alle associazioni e alla società civile», ha detto Elisabetta Patelli, consigliere comunale a Palazzo Cernezzi, presentando i quattro candidati del movimento ambientalista nel collegio di Como. Sono: Walter Merazzi, 54 anni, direttore dell'Istituto di Storia contemporanea «Pietro Amato Perretta»; Pierangelo Piantanida, 45 anni, giornalista, responsabile della sezione comasca del Wwf; Costantino Muzio, 52 anni, ex assessore ai Servizi sociali di Albavilla ed ex assessore all'Ecologia della Comunità montana del Triangolo Lariano; Mauro Consolini, 48 anni, animalista, presidente del Gruppo 2 Febbraio, eletto in consiglio comunale a Como nel 2002, da dove si è dimesso dopo pochi mesi lasciando il seggio alla Patelli.
«Abbiamo scelto di puntare per il Pirellone su una lista di candidati fortemente caratterizzata dalla presenza di esponenti di spicco delle associazioni - ha detto il consigliere comunale verde - Gruppi portatori di alcuni grandi temi che ci stanno a cuore: pace, ambiente e diritti».
LA FED SCEGLIE UN SOCIALISTA
Novità anche sul fronte del listone del centrosinistra che ha scelto di indicare un capolista espressione dello Sdi. Questo in virtù di un equilibrio sancito a livello regionale che ha in parte penalizzato nel Comasco i due partiti maggiori. Due i papabili: Sergio Fumagalli, segretario regionale del partito dei Socialisti di Boselli e Giuseppe Doria, segretario provinciale di Uil-Adoc. La Margherita candiderà invece Luca Gaffuri, commercialista, segretario provinciale. Mentre i Democratici di Sinistra puntano su Rosangela Arrighi, ex sindaco di Lomazzo, oggi consigliere provinciale e componente della segreteria uscita dal congresso celebrato qualche settimana fa.

La Provincia 10 febbraio 2005

LA BATTAGLIA I Verdi chiedono un salto di qualità sullo smog e presentano i candidati per le regionali
«Gli stop devono essere veri: oggi troppe strade aperte»


«I blocchi del traffico vanno pianificati e devono essere davvero tali: oggi ci sono troppe strade aperte, chiunque può andare quasi dappertutto». I Verdi, con la portavoce Elisabetta Patelli, hanno rilanciato ieri la richiesta di alzare il profilo della lotta all’inquinamento dell’aria: bene i provvedimenti tampone quali le targhe alterne - «il loro valore però è simbolico » - ma questo non basta a risolvere una situazione di emergenza ormai diventata permanente.
«Al cipiglio riformista, sintetizzato nell’adagio “ghe pensi mi” di Formigoni, non crede più nessuno: giova ricordare infatti che il governatore promise solo auto ecologiche dal 2005 (cioè da adesso), cosa non vera, tanto che la diffusione di auto a basse emissioni in Lombardia è invece in calo, e inoltre arrivò a inaugurare il primo distributore a idrogeno che il Gabibbo trovò smontato il pomeriggio stesso - hanno detto i Verdi in una nota - ora accortosi che non si governa il problema con gli annunci, Formigoni ha fatto un passo indietro, lasciando all’assessore Nicoli il compito di spiegare che gli interventi strutturali della Regione per ripulire l’aria consistono in tre domeniche a piedi, quattro giovedì di targhe alterne e poche altre cose . E se anche queste non bastassero si potrà chiedere alla Ue di rivedere i limiti sulle Pm10. Anche a Como si segue questa politica; ma il sindaco dovrebbe smettere di fare proclami a favore della salute e mettesse a punto (e poi in pratica) seri provvedimenti riguardanti il traffico che è responsabile al 70% del Pm10».
Intanto il «Sole che ride » ha ufficializzato ieri la quaterna per le regionali, ovviamente collegata a Riccardo Sarfatti, l’avversario
di Formigoni nella gara per la presidenza. Icandidati sono: WalterMerazzi, direttore dell’Istituto di storia contemporanea
Perretta e protagonista della mobilitazione pacifista;Pierangelo Piantanida ex assessore a MontanoLucino; Costantino Muzio
ex assessore ad Albavilla e Mauro Consolini, co-fondatore del circolo animalista«Gruppo ambiente 2febbraio». «Si tratta di una
lista autorevole - ha dettola Patelli - tutti i candidati sono espressione di importanti
associazioni ambientaliste radicate damolti anni nel nostro territorio
».
 

La Provincia 23 gennaio 2005

Gli animalisti promettono battaglia I Verdi: «L'acquario ai giardini a lago è una bestemmia urbanistica»
L'acquario della Merlin ai giardini a lago, dopo l'informale via libera a livello di maggioranza comunale, è già diventato un caso. Verdi e associazioni animaliste gridano allo scandalo, l'assessore provinciale al turismo, Gianluca Rinaldin (Fi), esprime invece apprezzamento e, anzi, non esita a chiarire che il primo interlocutore della società inglese, alla ricerca di un'area lariana, è stato proprio il suo assessorato. «Siamo di fronte a un progetto serio e di grande importanza per il nostro territorio - ha detto Rinaldin - la Merlin è una grande società alla quale fanno capo 23 parchi acquatici in tutta Europa, si tratta di un'occasione da non perdere: ci sono garanzie sulla qualità dell'intervento dal punto di vista edilizio e ci sono interessanti prospettive di indotto economico». Rinaldin valuta positivamente la scelta del capoluogo e dei giardini in particolare: «C'è l'opportunità di creare uno straordinario percorso di visita in cui ai monumenti a lago si associ una struttura ricreativa particolarmente gradita ai ragazzi - ha aggiunto - la zona stadio è ben servita ad esempio sul fronte dei parcheggi e sicuramente l'acquario aiuterà a valorizzarla ulteriormente». Protesta invece Elisabetta Patelli, capogruppo dei Verdi in Comune. «In preda ad un delirio di onnipotenza i nostri amministratori dimostrano per l'ennesima volta di voler mettere a soqquadro la nostra città come si trattasse di un terreno di loro proprietà - questo progetto che a chiunque abbia un po' di buon senso può sembrare soltanto uno scherzo, ha brancolato per anni da una città all'altra senza trovare un approdo sicuro, finché non è giunto a Como dove anche l'inverosimile può diventare realtà». La Patelli è pesantemente critica e di mezzo non c'è solo la salvaguardia dei pesci: «Non si tratta solo del fatto che un acquario di pesci tropicali è inaccettabile dal punto di vista animalista tanto quanto uno zoo - ha detto ancora la Patelli - qui si tratta anche di sottrarre ai cittadini una parte importante della città per donarla a privati imprenditori. Sul piano ambientale poi, si tratta di distruggere un migliaio di metri quadri di parco urbano per permettere alla Merlin Enterprise di costruire senza pagare il terreno, un edificio nella fascia fra il lago e il resto della città; si tratta di una bestemmia sul piano urbanistico e ambientale». Sul piede di guerra ci sono già le associazioni animaliste: «L'acquario respinto a Locarno sembra voler arrivare a Como; a Locarno una valanga di proteste giunte dalla Svizzera e dall'estero hanno contribuito a far bocciare il progetto; proteste che avevano una motivazione precisa: negli acquari di questo tipo gli animali sono costretti a vivere in ambienti artificiali e sotto un costante stress per la necessità di esposizione al pubblico» hanno denunciato in una nota Mauro Consolini, Flavia Lucca, Simone Lucchetti, Marco Marelli e Roberto Tomasi, chiedendo a nome delle Associazioni riunite diritti animali, il ritiro immediato del progetto. Enrico Marletta
 

La Provincia 17 gennaio 2005

Polemica annunciata Islamici e festa del sacrificio Stasera bagarre in Consiglio

L'Islam riapproda in consiglio comunale dove questa sera è prevista battaglia intorno alla festa del sacrificio. Il Centrosinistra critica il sindaco Stefano Bruni, per il momento sordo alla richiesta di uno spazio comunale dove ospitare la cerimonia religiosa. «Ha sbagliato - dice Renato Tettamanti (Rifondazione) - ma la vicenda non è chiusa». Critiche al primo cittadino anche dai Verdi che peraltro non esitano a condannare la pratica della macellazione rituale: «Bruni ha commesso un grave errore sottraendosi al dialogo - ha detto il capogruppo, Elisabetta Patelli - questione distinta è quella della macellazione: chiediamo alla comunità islamica comasca di evitare una pratica incivile e di seguire l'esempio dei suoi correligionari svizzeri o scandinavi che di norma stordiscono gli animali per limitare loro la sofferenza». Opposta la posizione di An che, in sintonia con la Lega, sollecita il sindaco a negare ogni spazio per la festa religiosa. «La comunità islamica comasca ha dimostrato di essere poco affidabile in occasione del Ramadan in Ticosa quando avevano garantito un'affluenza limitata e poi si sono presentate 1500 persone - ha detto Claudio Corengia, capogruppo - se ora l'amministrazione gli desse di nuovo un immobile darebbe uno schiaffo morale a quelli che hanno sempre rispettato le regole».

La Provincia 17 gennaio 2005

Palazzo cernezzi Per Forza e Italia e An è inutile. Prc e Verdi chiedono interventi più drastici Tutti contro lo stop, ma per motivi opposti


(e. ma.) In Comune sono tutti critici con il pacchetto di provvedimenti anti smog deciso dalla Regione. Ma se An e Forza Italia bocciano in modo perentorio gli stop, Rifondazione e soprattutto i Verdi protestano perché l'intervento è arrivato in ritardo ed è poco significativo. «È un'assurdità - dice Claudio Corengia, capogruppo di An - è noto che l'inquinamento è legato più che altro al riscaldamento domestico e non al traffico veicolare: le targhe alterne, semplicemente, discriminano le famiglie più povere, quelle che hanno un solo mezzo in garage». Contrario anche il capogruppo di Forza Italia: «Ho l'impressione che ci sia molta improvvisazione intorno a questo tema - dice Roberto Rallo - bisognerebbe avere a disposizione degli elementi oggettivi di valutazione, ma non ci sono e sostenere l'utilità di questi blocchi diventa molto problematico». Una svolta, in senso opposto, è chiesta alla Regione dalla sinistra: «L'inquinamento si risolve mettendo in discussione un modello di sviluppo da sempre incentrato sulla motorizzazione privata - dice Renato Tettamanti, capogruppo di Rifondazione - questi interventi, peraltro tardivi, sono del resto in contrasto con tutte le principali scelte dell'attuale amministrazione cittadina, favorevole a localizzare in centro i grandi parcheggi attrattori di traffico e contraria a migliorare realmente il trasporto pubblico». Anche Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi, sollecita al Pirellone maggiore coraggio: «Quelli adottati sono "finti" blocchi, nel senso che tra deroghe e modalità attuative servono davvero a poco - spiega - occorre una politica organica su questa materia, un piano di stop al traffico e una serie di interventi articolati nell'arco della stagione invernale soprattutto». I verdi fanno proposte concrete di natura preventiva: «Da subito: il divieto di circolazione, per tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì, venerdì) dalle 8 alle 20, per i veicoli privati non catalizzati e non ecodiesel - spiega la Patelli - il blocco totale dalle 8 alle 20 durante la prima e la terza domenica del mese; e ancora nelle strade provinciali a quattro corsie (due per senso di marcia) la destinazione di una corsia all'esclusiva circolazione dei mezzi pubblici».

La Provincia 2 gennaio 2005
Il fronte del no. Verdi e Nuova Como sui fuochi: «Era meglio sospendere tutto»

L'opposizione di centrosinistra insiste: «la festa in piazza a base di fuochi d'artificio non è stata una scelta opportuna». «Esprimiamo tutta la nostra contrarietà per la decisione presa dall'amministrazione comunale di perseverare nei festeggiamenti roboanti programmati per San Silvestro - dice in una nota la portavoce dei Verdi, Elisabetta Patelli - le motivazioni addotte da sindaco, amministratori e organizzatori sono vergognose e a tratti patetiche: in sostanza si legittimano musica e megabotti con la scusa di attrarre molta gente e quindi molte offerte in denaro da destinare alla Croce Rossa. Decisamente di cattivo gusto, inoltre, la scelta di infilare tra una dance e l'altra, tra un brindisi e l'altro, o tra un brindisi e un botto un minuto di silenzio per ricordare le vittime e le migliaia di sfollati che stanno affrontando sofferenze incredibili per mancanza di cibo e acqua potabile oltreché per la minaccia di epidemie». Protesta anche Luigi Nessi (Nuova Como): «Mi ha molto amareggiato la decisione di procedere, nonostante tutto, ai festeggiamenti in piazza - ha detto - diciamo che l'amministrazione ha perso un'occasione per dare un significato reale al titolo di città messaggera di pace che onora Como da diversi anni; annullare l'intera manifestazione sarebbe stato un segnale minimo di rispetto per le vittime». Sul fronte opposto, tra i sostenitori cioè della festa, c'è Alessandro Nardone (An): «Sono senza falsa modestia il principale fautore del ampliamento della manifestazione in piazza Volta - ha detto - il riscontro di pubblico mi ha reso contentissimo: decine di migliaia di persone hanno ballato, si sono divertite e hanno fatto della vera solidarietà dando la migliore risposta a chi ancora oggi continua a contestare l'opportunità del Capodanno in piazza». Ma non tutti in maggioranza sostengono la linea dell'amministrazione. Ad esempio Roberto Tenace (An), presidente della commissione cultura, ha dichiarato di essersi sentito più vicino alla scelta della Provincia: «Si poteva festeggiare in piazza senza fuochi artificiali - ha detto - devolvendo le spese a favore delle vittime del maremoto il Comune avrebbe trasmesso un esempio di sobrietà, di più vissuta solidarietà, a tutti i cittadini». Il leghista Guido Martinelli ha preferito invece chiudere le polemiche: «È apprezzabile la scelta della Provincia che ha deciso di aiutare, nel modo più diretto, un ospedale thailandese - ha detto - ma non trovo scandalosa la decisione del Comune di procedere con i festeggiamenti in piazza».

 

 

 

 

 

 

 

 

Chi siamo
Dal Comune

Mozioni-interpellanze

Comunicati stampa

Elezioni2002

Collegamenti

Il Portale dei Verdi Lombardi