La
Provincia 5 aprile 2005
como(gi. ro.) Esultano i Verdi per aver
superato la soglia del 3%. «Abbiamo ottenuto un grande successo –
commenta la portavoce Elisabetta Patelli – e abbiamo di gran lunga
superato il dato delle politiche che ci vedeva al 2.2% e quello delle
amministrative dove avevamo raggiunto il 2.3%». La Patelli non nasconde
che il risultato lusinghiero è stato cercato giorno dopo giorno tra i
cittadini. «Il nostro obiettivo era il 3% e a questo punto possiamo dire
che è stato superato. Abbiamo lavorato molto: è dal 5 febbraio che siamo
in piazza e a contatto con le persone ed è per questo che abbiamo
sfondato». Sul risultato del partito potrebbe aver pesato anche la
difficile situazione che ha vissuto la Lombardia e in particolare il
Comasco per quanto riguarda l'inquinamento con polveri sottili schizzate
alle stelle. «La nostra posizione – prosegue Elisabetta Patelli – è
sempre stata chiara a questo proposito e non abbiamo mai utilizzato la
demagogia. Devo però sottolineare che non ha pesato soltanto la
componente ambientalista, ma anche i valori della pace e dei diritti».
Come si configura adesso il rapporto all'interno della coalizione di
centrosinistra? «La coalizione sarà rafforzata e il risultato dimostra
che la componente ambientalista è indispensabile all'interno di un
programma di centrosinistra». E il centrodestra? «A livello nazionale è
stata una Caporetto e a questo punto è evidente che ci saranno seri
problemi nella Casa delle Libertà. Berlusconi ostaggio della Lega è
stato punito come gli altri partiti della sua coalizione».
La
Provincia 5 aprile 2005
Vincitori e Vinti Nel centrosinistra l'Ulivo arretra rispetto alle
europee. Cresce Rifondazione, bene anche i Verdi Il successo di azzurri
e lumbard, stentano An e Udc
Nella Cdl risalgono Forza Italia e Lega mentre calano An e Udc. Nel
centrosinistra, l'Ulivo stenta a decollare. Questo il quadro che emerge
a livello provinciale dalle elezioni regionali di domenica e ieri. Forza
Italia, anche grazie al pesantissimo traino delle preferenze personali,
si mantiene ad altissimi livelli e addirittura è riuscita a sfondare la
soglia del 30%. Un risultato tutt'altro che disprezzabile a pensare che
lo scorso anno, alle europee, il partito era sceso sino al 27,5%.
Certo,Forza Italia è lontana dai numeri, forse irripetibili,segnati
cinque anni fa, sempre alle regionali. Allora,in un contesto politico
favorevole, Giuliano Sala e Giorgio Pozzi fecero letteralmente il pieno
portando la lista sino alla vetta del 38,5%. Ma, in un contesto generale
poco favorevole al centrodestra, fa sensazione che a Como quasi un
elettore su tre continua ad avere fiducia nel partito del presidente del
Consiglio. Qualche riflessione si impone invece per la dirigenza di An.
A livello provinciale il partito arranca e lascia sul campo qualche
decimale di consenso. An alle europee dello scorso anno raccolse l'8,2%
mentre oggi si assesta al 7,6%. Il calo è piuttosto evidente anche
rispetto alle regionali di cinque anni fa quando la lista riuscì a
sfondare il muro del 9%. Sorride la Lega Nord. I lumbard, che mantengono
le roccaforti elettorali sul lago e nelle valli, sembrano in netta
ripresa. Il dato di oggi - il 22,7% - corrisponde a un vero e proprio
balzo in avanti. Sia rispetto alle europee dello scorso anno (17,7%) che
alle regionali di cinque anni quando la Lega ebbe del resto un ottimo
19,9%. Veniamo all'Ulivo. Il listone unitario registra un 22,1% e non si
può certo parlare di un successo. L'ambizione di sfondare il tetto del
25% è rimasta delusa. Anzi, il listone arretra rispetto alle europee di
qualche decimale. E dire che la squadra dei candidati alle regionali è
sembrata tutto fuorché improvvisata e la prova sta nel larghissimo
seguito personale registrato ad esempio dal segretario della Margherita,
Luca Gaffuri, premiato da oltre 5 mila preferenze (ma altri due
candidati hanno doppiato la soglia dei 4 mila voti). In città Forza
Italia torna ad essere il primo partito. Un primato perduto lo scorso
giugno alle europee e riconquistato oggi sia pure di misura. Nel 2004
Uniti nel'Ulivo riuscì nello storico sorpasso con il 26,9%, lo 0,8% in
più degli azzurri. La Lega diventa il terzo partito del capoluogo con un
sorprendente 14,4%. La risalita dei lumbard si presta a una pluralità di
letture. Quella più immediata mette in relazione il successo elettorale
con la battaglie condotte in polemica con il Polo su Islam e immigrati.
Scelte che, lo scorso novembre, hanno portato al ritiro dei due
assessori dalla giunta Bruni. In crescita An. Due punti percentuali in
più rispetto alle europee dello scorso anno anche se il partito si trova
costretto a cedere alla Lega il primato di seconda forza della Cdl. Una
circostanza politicamente rilevante che, di sicuro, avrà ripercussioni
ad esempio al governo del comune capoluogo dove il posto di vicesindaco
è da sempre appannaggio di An. Male invece i centristi dell'Udc che
perdono posizioni sia rispetto alle europee che alle comunali di tre
anni fa. Nel capoluogo la lista deve avere pagato l'assenza in lista di
un candidato radicato in città. A sinistra, molto bene Rifondazione ma
anche i Verdi. In entrambi i casi deve avere pagato la visibilità
conquistata dai rispettivi gruppi in Comune. Anche se il Prc in
particolare è stato di sicuro aiutato dall'assenza dei Comunisti
Italiani. A Como Rifondazione è passata in ogni caso dal 4,9% delle
europee al 6,6%. I Verdi, attivissimi negli ultimi anni, hanno infine
superato la soglia del 3% e di fatto si configurano come una presenza
solida e duratura nella coalizione di centrosinistra. E. Ma
Il Giorno 2
aprile 2005
ACCUSA I Verdi puntano l'indice sull'inquinamento dei due corsi d'acqua
«Torrente Cosia e Fiume Aperto, due cloache in città Una vergogna per
chi si fa bello con le grandi opere»
COMO - «E' inammissibile che nel 2005, a due passi dal centro cittadino.
ci sia un de-grado del genere. una simile sporcizia e scarichi
inquinanti da far rabbrividire. Piuttosto che pensare all'arredo urbano
ed alle grandi opere sarebbe meglio che gli amministratori pensassero a
cose più semplici, ma importantissime». E quanto sostiene Elisabetta
Patelli. capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale, che sottolinea il
grave stato di degrado del Torrente Cosia e del suo affluente Fiume
Aperto che a pochi metri da piazzale Montesanto (dove si trova la
caserma De Cristoforis) e da via Castellini (dove si trovano diversi
nuovi insediamenti urbani).
«Quando si affronta il tema del risanamento del lago - dice Elisabetta
Patelli, supportata da Costantino Muzio, esperto di ecologia e rifiuti
della sezione provinciale dei Verdi di Como - si deve porre attenzione a
due questioni: la depurazione dei reflui civili ed industriali e lo
stato di salute dei torrenti del bacino idrografico della convalle.
Per quanto riguarda le fognature, l'attuale amministrazione procede col
passo del gambero: pochi chilometri all'anno di nuove fognature.
due e mezzo o tre. quando ne mancano all'appello ben 55. senza contare
quelli per i tanti nuovi insediamenti. Ed a proposito di torrenti e
rogge è di questi giorni la notizia dell'abbandono da parte della Giunta
comunale del progetto del Parco del Cosia (che perderà così anche i
finanziamenti degli altri sponsor) e lo stato di vergognoso e la
roggetta adiacente anche in piena città. Anzi. da San Martino, dove
s'interra. fino alla foce il Cosia diventa una vera e propria fogna che
sversa nel lago schifezze d'ogni genere e tinta. Forse i 50 mila euro di
sponsor alle gare di motonautica «per valorizzare il lago», o i
finanziamenti ai piani di abbattimento dei cormorani «per ripopolare il
lago di alborelle», potrebbero essere meglio spesi per qualche
opera di vero risanamento delle acque».
Spesso, infatti. soprattutto lungo via Pannilani c dal ponte di San
Martino, si vede un Cosia multicolore. a volte anche con abbondante
aggiungono Patelli e Muzio
C'è anche il Fiume Aperto. Questo torrente è ormai praticamente quasi
tutto canalizzato e per una parte del tratto lungo la Valmulini il
manufatto può dirsi dignitoso perchè l'argine è in pietra. Il tratto
terminale del torrente, quello che va dal ponte della ferrovia alla
piazza del-le caserme. versa in una situazione vergognosa. Senza contare
che queste acque stagnanti, soprattutto d'estate, sono infestate da
zanzare ed altri insetti. Ancora una volta quale città stanno
organizzando i nostri amministratori? Forse quella dei salotti buoni dei
grandi eventi, delle grandi opere e delle grandi consulenze; ma
certamente anche quella del cemento, del traffico, delle discariche a
cielo aperto e di un lago destinato a morire».
M.Mat:.
La Provincia 2 aprile 2005
Acqua fetida, la denuncia dei Verdi finisce ai carabinieri
Un prelievo simbolico e un esposto al
Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri. Sull’inquinamento del fiume
Aperto è questa la controffensiva dei Verdi che ieri hanno dato vita a
una piccola manifestazione nella zona di piazza De Cristoforis. L’acqua
della roggia, che sfocia nel Cosia, ieri si presentava in effetti in
pessimo stato: maleodorante e di colore violetto. È così da mesi ma
nelle ultime due settimane la situazione sembra essersi aggravata
«Questo torrente è ormai praticamente quasi tutto canalizzato, tuttavia
per una parte del tratto in Valmulini, il manufatto può definirsi
dignitoso: l’argine è in pietra - dice Elisabetta Patelli, consigliera
comunale e portavoce dei Verdi - purtroppo poco prima del ponte della
ferrovia è franato un non meglio definito edificio che ha rotto l’argine
ed anche il collettore industriale (così i liquami anziché finire in
Comodepur, proseguono verso il lago, ndr).
Intanto il tratto terminale del torrente, quello che va dal ponte della
ferrovia alla piazza delle Caserme, versa in una situazione vergognosa :
incuria, inquinamento, schiume, colori cangianti, puzza, plastiche
varie, discarica di inerti, ringhiere arrugginite, tubi mal posti».
da la
Provincia 31 marzo 2005
Guerra dei
poster, regole addio Manifesti elettorali ovunque. Denuncia dei Verdi
sulla caccia alla vetrine dei negozi sfitti An contro il candidato
forzista Rinaldin: «Affissioni anche nella palestra universitaria»
Attenzione agli spazi. Perché, di questi
tempi, c'è il rischio concreto di ritrovarsi qualche manifesto affisso
sull'ingresso di casa. L'ennesima denuncia sulla proliferazione
selvaggia di poster elettorali in città e non solo, arriva dalla
delegata di lista dei Verdi Elisabetta Patelli che ieri ha formalizzato
per iscritto in prefettura una serie di perplessità condivise dal
candidato Valter Merazzi: «Abbiamo visto di tutto - scrive Merazzi in un
comunicato diffuso ieri - Abbiamo assistito all'attacchinaggio
selvaggio, alla copertura quotidiana dei manifesti altrui, ai gadget da
baraccone, alle auto propagandistiche parcheggiate ovunque, anche
all'interno del palazzo comunale, alle bustine di zucchero propinate ai
clienti di bar e ristoranti tanto che anch'io sono rimasto vittima ieri,
mio malgrado, di una somministrazione di zucchero "personalizzato" in
una cooperativa della provincia. Ora, però, c'è anche dell'altro».
Secondo il candidato ambientalista, l'ultima moda in tema di affissione
sarebbero vetrine di negozi sfitti e, più in generale, finestre di
immobili in via di ristrutturazione che verrebbero messi a disposizione
da imprenditori edili comaschi pronti evidentemente a «testimoniare la
propria gratitudine e la condivisione della politica del territorio di
questa amministrazione». Alleati insoliti dei Verdi in questo tentativo
molto ecologico di ripulire un po' di pareti, sono Azione giovani e Fuan,
organizzazioni entrambe facenti capo ad An che ieri, in un breve
comunicato, denunciavano il presunto abuso commesso niente meno che
nella palestra del Centro universitario sportivo di Como dal candidato
forzista Gianluca Rinaldin: «La palestra del Cus di Como - scrivevano -
è tappezzata di manifesti del candidato e per i locali è sparsa una gran
quantità di altro materiale elettorale. Non possiamo accettare questo
abuso, la palestra è pubblica e non del suo comitato elettorale.
Chiediamo l'immediata rimozione del materiale propagandistico e le scuse
pubbliche della direzione della palestra». Ieri anche gli studenti dell'Insubria
hanno preso posizione: «Il Cus è per statuto apartitico, ma non solo.
Organizzando la University Como Cup, ha dato alle stampe volantini in
cui ringrazia non già l'assessorato ma lo stesso assessore Rinaldin -
rilevano l'associazione Aquila e i rappresentanti degli studenti dell'Insubria
che stanno preparando una raccolta di firme contro tutti gli studenti -
Questa è illegittima propaganda per Rinaldin».
da La
provincia del 27 marzo 2005
L'ultimo mulino di via Pannilani
dovrebbe diventare uno dei punti qualificanti del parco della Valle del
Cosia
Rischia di morire in culla il neonato parco della Valle del Cosia. La
causa? Mancanza di ossigeno, ovvero di fondi. La Città Possibile,
associazione che ha promosso il recupero dell'antica via del tram tra
Como e Tavernerio (primo tassello del parco), si è vista negare i fondi
(35mila euro) che contava di ottenere dal Comune di Como e ora rischia
di perdere anche i 45.500 già assicurati nel 2003 dalla Fondazione
provinciale della comunità comasca. I finanziamenti erogati da quest'ultima,
infatti,coprono tradizionalmente metà del costo dei progetti e sono
vincolati al fatto che i beneficiari riescano a reperire la parte
mancante. È dal 1995 che La Città Possibile è impegnata a valorizzare la
Valle del Cosia. Nel '99 arrivò alla firma di un accordo di programma
con le amministrazioni di Como e Tavernerio.
A quello si richiama Marco Castiglioni, uno dei responsabili del
progetto: «I due Comuni - ricorda - si impegnavano a finanziare la
ricostruzione del ponte dei Bottini, completata nel 2002, e ad eseguire
interventi di miglioramento per l'accessibilità e la fruibilità del
percorso per tutta la durata dell'accordo, ovvero 25 anni». Al momento
il parco è limitato a una gradevole passeggiata nei boschi, lungo il
vialetto utilizzato fino agli anni Cinquanta per far passare il tram,
che non ce la faceva ad affrontare le pendenze della strada
carrozzabile. Il fondi chiesti dal sodalizio dovevano (dovrebbero)
servire per sistemare i sentieri, posizionare apposita
segnaletica nelle aree di accesso (Lipomo e Lora, oltre a Solzago e
Camnago Volta), nonché punti
informativi completi di piantine. Sarebbe prevista anche la posa di
panchine, alberature e attrezzature per far giocare i bimbi (una nello
spiazzo vicino al ponte dei Bottini, l'altra nei dintorni della tomba di
Volta). «Lo scorso settembre - spiega Castiglioni - incontrammo
assessore comunale all'Ecologia Diego Peverelli che si mostrò
disponibile. Nonostante le sue successive dimissioni, a dicembre ci
venne confermata dal dirigente del settore l'intenzione della giunta di
stanziare 35mila euro. Quando ci siamo accorti che nelle bozze del
bilancio 2005 non c'erano, abbiamo chiesto chiarimenti al sindaco. Non
avendo avuto risposta, abbiamo sollecitato una mozione ai partiti di
minoranza. L'unica che si è interessata al tema è stata Elisabetta
Patelli dei Verdi, ma la sua proposta di emendamento è stata bocciata
dal consiglio comunale». Ora La Città Possibile sta tentando altre
strade (nei giorni scorsi si è tenuto un incontro alla
Comunità montana del Triangolo lariano) e spera in qualche sponsor
privato (per gli interessati il numero di riferimento è 031/51.34.48).
Pietro Berra
La Provincia 18 marzo
Domani da
porta torre «I nostri polmoni? Pieni»
Protesta in bici con i Verdi
(gi.ro.) A suon di slogan («ne abbiamo
pieni i polmoni») i Verdi organizzano una biciclettata per denunciare
«l'immobilismo della giunta di centro destra a spese della salute dei
cittadini». L'appuntamento è per domani alle 15 a Porta Torre: si
percorrerà in bicicletta, con le mascherine sul viso, il girone fino a
piazza San Fedele. «Al 43° giorno di sforamento dei limiti europei -
dicono gli ambientalisti - l'Amministrazione finge di trastullarsi sulle
conseguenze per i Comuni che non adottano contromisure, palleggiandosi
il finto problema nell'attesa di passare il periodo elettorale» e
aggiungono che «in provincia abbiamo un'auto ogni abitante e mezzo, una
media provinciale di morti per tumore riconducibili all'inquinamento
elevatissima, eppure non si fa nulla. Le caldaie sono un'area di
intervento secondaria, il traffico veicolare è responsabile al 70% del
pm10 come riconosciuto dall'Arpa e il problema si presenta e si
ripresenterà anche in periodi di ferma degli impianti». La biciclettata
di domani ha anche lo scopo di denunciare alle autorità una situazione
«non più tollerabile». «I cittadini - conclude il gruppo dei Verdi -
devono fare sentire la loro voce se vogliono difendere la loro salute,
per costringere chi amministra a mettere le questioni dell'aria e della
vivibilità della città al primo posto dell'agenda dei lavori».
La Provincia 5
marzo
Inquinamento dell'aria, da ieri Como
è fuorilegge
L'assessore D'Alessandro: «Aspettiamo le decisioni della Regione». E la
neve ha pure aggravato la situazione dello smog. Consumatori e
ambientalisti escludono per ora di denunciare il sindaco. I Verdi: «Non
porterebbe a nulla di concreto»
Le polveri sottili si sono mantenuti al di sopra della soglia fissata
dalla Regione in 50 microgrammi per metro cubo
Como, da ieri, è a tutti gli effetti “fuorilegge” sul fronte
inquinamento. Nonostante la neve i valori delle polveri sottili si sono
mantenuti al di sopra della soglia fissata dalla Regione in 50
microgrammi per metro cubo registrando, alla centralina di Como centro,
quota 52 microgrammi. Ciò significa che per il trentaseiesimo giorno
dall'inizio dell'anno è stato sforato il tetto di pm 10. La direttiva
europea numero 30 del 1999 - recepita dallo Stato italiano con il
decreto legislativo numero 60 del 2002 - stabilisce infatti un massimo
annuale di superamento del limite di 50 microgrammi per metro cubo per
35 giorni.
Leggendo semplicemente il dispositivo andrebbero immediatamente «sospese
le attività che contribuiscono al superamento dei limiti, traffico
compreso». Il decreto italiano tuttavia non prevede sanzioni per gli
inadempienti, anche se la Commissione europea ha già aperto una
procedura di infrazione all'Italia per il ritardo della presentazione
dei piani antismog.
I sindaci rischiano una denuncia penale per la
mancata tutela della salute dei cittadini, ma, allo stato attuale, non
c'è chiarezza sulle conseguenze pratiche della violazione della
direttiva e del decreto legge.
L'unica certezza è che, anche in un giorno di neve, i valori degli
inquinanti sono rimasti alle stelle. «Il fatto che nevichi o piova non
abbatte le polveri – spiega Marco Biscioni, responsabile del settore
inquinamento dell'Arpa di Como – e ciò che gioca a favore della
dispersione degli inquinanti è il rimescolamento delle masse d'aria.
Quando c'è bassa pressione, ossia brutto tempo, e l'inversione termica è
al suolo, si forma come una cappa che tende a mantenere gli inquinanti
concentrati al suolo.
Viceversa quando la situazione meteo evolve al bello,l'inversione
termica non più al suolo ma in quota crea un rimescolamento delle masse
d'aria che tende a favorire la dispersione degli inquinanti. Fattori
come la pioggia o la neve, pertanto, sono utili ma non risolutivi, in
quanto tendono a diminuire i valori ma non ad abbatterli». Da oggi però,
secondo gli esperti,le cose potrebbero cambiare anche se durante il week
end sono possibili ulteriori nevicate. Sul fronte 35 giorni, invece, è
tutto fermo. L'assessore alla viabilità Umberto D'Alessandro ha parlato
ieri mattina con la Regione: «Abbiamo comunicato i nuovi dati e restiamo
in attesa di una risposta su come comportarci. Così come previsto dalla
legge è infatti la Regione l'ente responsabile e quindi ci rimettiamo
alle decisioni che verranno prese». I sindaci, però,rischiano ora
denunce penali per la mancata tutela della salute pubblica. Per il
momento, però, né ambientalisti né associazioni consumatori sembrano
intenzionati a coinvolgere la magistratura. «Sarebbe soltanto un fatto
eclatante, ma non produrrebbe nulla di concreto – commenta Elisabetta
Patelli, consigliere comunale dei Verdi - la cosa grave è che si sapeva
che mancava soltanto un giorno al raggiungimento del limite europeo, ma
né in Comune né in Regione nessuno
si è posto il problema di cosa fare. Secondo noi gli interventi di
emergenza non possono essere i soli, ma la verità è che il problema è
stato sottovalutato: non si possono cercare scappatoie o deroghe. Quello
che ci preoccupa è la salute dei cittadini e appare chiaro che in
campagna elettorale non c'è il coraggio di prendere decisioni
drastiche». Nessuna denuncia anche dall'Adoc. «Il problema è
generalizzato – dice il presidente Giuseppe Doria – ma siamo preoccupati
perché nessuno fa niente». Gisella Roncoroni
Il Corriere di Como 10 febbraio 2005
Ulivo, il capolista alle Regionali sarà un uomo dello Sdi
Il centrosinistra comincia a scoprire le sue carte. Dopo la
presentazione del candidato presidente, Riccardo Sarfatti, che
ha scelto il Lario come tappa iniziale del suo tour tra le
province lombarde, è la volta dei partiti e dei movimenti che ne
sostengono la candidatura al Pirellone.
Ieri mattina è stata la volta dei Verdi, che hanno sciolto le
riserve e presentato la loro compagine. «Una lista aperta ai
movimenti e alle associazioni e alla società civile», ha detto
Elisabetta Patelli, consigliere comunale a Palazzo Cernezzi,
presentando i quattro candidati del movimento ambientalista nel
collegio di Como. Sono: Walter Merazzi, 54 anni, direttore
dell'Istituto di Storia contemporanea «Pietro Amato Perretta»;
Pierangelo Piantanida, 45 anni, giornalista, responsabile della
sezione comasca del Wwf; Costantino Muzio, 52 anni, ex assessore
ai Servizi sociali di Albavilla ed ex assessore all'Ecologia
della Comunità montana del Triangolo Lariano; Mauro Consolini,
48 anni, animalista, presidente del Gruppo 2 Febbraio, eletto in
consiglio comunale a Como nel 2002, da dove si è dimesso dopo
pochi mesi lasciando il seggio alla Patelli.
«Abbiamo scelto di puntare per il Pirellone su una lista di
candidati fortemente caratterizzata dalla presenza di esponenti
di spicco delle associazioni - ha detto il consigliere comunale
verde - Gruppi portatori di alcuni grandi temi che ci stanno a
cuore: pace, ambiente e diritti».
LA FED SCEGLIE UN SOCIALISTA
Novità anche sul fronte del listone del centrosinistra che ha
scelto di indicare un capolista espressione dello Sdi. Questo in
virtù di un equilibrio sancito a livello regionale che ha in
parte penalizzato nel Comasco i due partiti maggiori. Due i
papabili: Sergio Fumagalli, segretario regionale del partito dei
Socialisti di Boselli e Giuseppe Doria, segretario provinciale
di Uil-Adoc. La Margherita candiderà invece Luca Gaffuri,
commercialista, segretario provinciale. Mentre i Democratici di
Sinistra puntano su Rosangela Arrighi, ex sindaco di Lomazzo,
oggi consigliere provinciale e componente della segreteria
uscita dal congresso celebrato qualche settimana fa.
La Provincia 10 febbraio 2005
LA BATTAGLIA I Verdi chiedono un salto di qualità sullo smog
e presentano i candidati per le regionali
«Gli stop devono essere veri: oggi troppe strade aperte»
«I blocchi del traffico vanno pianificati e devono essere
davvero tali: oggi ci sono troppe strade aperte, chiunque può
andare quasi dappertutto». I Verdi, con la portavoce Elisabetta
Patelli, hanno rilanciato ieri la richiesta di alzare il profilo
della lotta all’inquinamento dell’aria: bene i provvedimenti
tampone quali le targhe alterne - «il loro valore però è
simbolico » - ma questo non basta a risolvere una situazione di
emergenza ormai diventata permanente.
«Al cipiglio riformista, sintetizzato nell’adagio “ghe pensi mi”
di Formigoni, non crede più nessuno: giova ricordare infatti che
il governatore promise solo auto ecologiche dal 2005 (cioè da
adesso), cosa non vera, tanto che la diffusione di auto a basse
emissioni in Lombardia è invece in calo, e inoltre arrivò a
inaugurare il primo distributore a idrogeno che il Gabibbo trovò
smontato il pomeriggio stesso - hanno detto i Verdi in una nota
- ora accortosi che non si governa il problema con gli annunci,
Formigoni ha fatto un passo indietro, lasciando all’assessore
Nicoli il compito di spiegare che gli interventi strutturali
della Regione per ripulire l’aria consistono in tre domeniche a
piedi, quattro giovedì di targhe alterne e poche altre cose . E
se anche queste non bastassero si potrà chiedere alla Ue di
rivedere i limiti sulle Pm10. Anche a Como si segue questa
politica; ma il sindaco dovrebbe smettere di fare proclami a
favore della salute e mettesse a punto (e poi in pratica) seri
provvedimenti riguardanti il traffico che è responsabile al 70%
del Pm10».
Intanto il «Sole che ride » ha ufficializzato ieri la quaterna
per le regionali, ovviamente collegata a Riccardo Sarfatti,
l’avversario
di Formigoni nella gara per la presidenza. Icandidati sono:
WalterMerazzi, direttore dell’Istituto di storia contemporanea
Perretta e protagonista della mobilitazione pacifista;Pierangelo
Piantanida ex assessore a MontanoLucino; Costantino Muzio
ex assessore ad Albavilla e Mauro Consolini, co-fondatore del
circolo animalista«Gruppo ambiente 2febbraio». «Si tratta di una
lista autorevole - ha dettola Patelli - tutti i candidati sono
espressione di importanti
associazioni ambientaliste radicate damolti anni nel nostro
territorio
».
La Provincia 23 gennaio 2005
Gli animalisti promettono battaglia I Verdi: «L'acquario ai
giardini a lago è una bestemmia urbanistica»
L'acquario della Merlin ai giardini a lago, dopo l'informale via
libera a livello di maggioranza comunale, è già diventato un
caso. Verdi e associazioni animaliste gridano allo scandalo,
l'assessore provinciale al turismo, Gianluca Rinaldin (Fi),
esprime invece apprezzamento e, anzi, non esita a chiarire che
il primo interlocutore della società inglese, alla ricerca di
un'area lariana, è stato proprio il suo assessorato. «Siamo di
fronte a un progetto serio e di grande importanza per il nostro
territorio - ha detto Rinaldin - la Merlin è una grande società
alla quale fanno capo 23 parchi acquatici in tutta Europa, si
tratta di un'occasione da non perdere: ci sono garanzie sulla
qualità dell'intervento dal punto di vista edilizio e ci sono
interessanti prospettive di indotto economico». Rinaldin valuta
positivamente la scelta del capoluogo e dei giardini in
particolare: «C'è l'opportunità di creare uno straordinario
percorso di visita in cui ai monumenti a lago si associ una
struttura ricreativa particolarmente gradita ai ragazzi - ha
aggiunto - la zona stadio è ben servita ad esempio sul fronte
dei parcheggi e sicuramente l'acquario aiuterà a valorizzarla
ulteriormente». Protesta invece Elisabetta Patelli, capogruppo
dei Verdi in Comune. «In preda ad un delirio di onnipotenza i
nostri amministratori dimostrano per l'ennesima volta di voler
mettere a soqquadro la nostra città come si trattasse di un
terreno di loro proprietà - questo progetto che a chiunque abbia
un po' di buon senso può sembrare soltanto uno scherzo, ha
brancolato per anni da una città all'altra senza trovare un
approdo sicuro, finché non è giunto a Como dove anche
l'inverosimile può diventare realtà». La Patelli è pesantemente
critica e di mezzo non c'è solo la salvaguardia dei pesci: «Non
si tratta solo del fatto che un acquario di pesci tropicali è
inaccettabile dal punto di vista animalista tanto quanto uno zoo
- ha detto ancora la Patelli - qui si tratta anche di sottrarre
ai cittadini una parte importante della città per donarla a
privati imprenditori. Sul piano ambientale poi, si tratta di
distruggere un migliaio di metri quadri di parco urbano per
permettere alla Merlin Enterprise di costruire senza pagare il
terreno, un edificio nella fascia fra il lago e il resto della
città; si tratta di una bestemmia sul piano urbanistico e
ambientale». Sul piede di guerra ci sono già le associazioni
animaliste: «L'acquario respinto a Locarno sembra voler arrivare
a Como; a Locarno una valanga di proteste giunte dalla Svizzera
e dall'estero hanno contribuito a far bocciare il progetto;
proteste che avevano una motivazione precisa: negli acquari di
questo tipo gli animali sono costretti a vivere in ambienti
artificiali e sotto un costante stress per la necessità di
esposizione al pubblico» hanno denunciato in una nota Mauro
Consolini, Flavia Lucca, Simone Lucchetti, Marco Marelli e
Roberto Tomasi, chiedendo a nome delle Associazioni riunite
diritti animali, il ritiro immediato del progetto. Enrico
Marletta
La Provincia 17 gennaio 2005
Polemica annunciata Islamici e festa del sacrificio Stasera
bagarre in Consiglio
L'Islam riapproda in consiglio comunale dove questa sera è
prevista battaglia intorno alla festa del sacrificio. Il
Centrosinistra critica il sindaco Stefano Bruni, per il momento
sordo alla richiesta di uno spazio comunale dove ospitare la
cerimonia religiosa. «Ha sbagliato - dice Renato Tettamanti
(Rifondazione) - ma la vicenda non è chiusa». Critiche al primo
cittadino anche dai Verdi che peraltro non esitano a condannare
la pratica della macellazione rituale: «Bruni ha commesso un
grave errore sottraendosi al dialogo - ha detto il capogruppo,
Elisabetta Patelli - questione distinta è quella della
macellazione: chiediamo alla comunità islamica comasca di
evitare una pratica incivile e di seguire l'esempio dei suoi
correligionari svizzeri o scandinavi che di norma stordiscono
gli animali per limitare loro la sofferenza». Opposta la
posizione di An che, in sintonia con la Lega, sollecita il
sindaco a negare ogni spazio per la festa religiosa. «La
comunità islamica comasca ha dimostrato di essere poco
affidabile in occasione del Ramadan in Ticosa quando avevano
garantito un'affluenza limitata e poi si sono presentate 1500
persone - ha detto Claudio Corengia, capogruppo - se ora
l'amministrazione gli desse di nuovo un immobile darebbe uno
schiaffo morale a quelli che hanno sempre rispettato le regole».
La Provincia 17 gennaio 2005
Palazzo cernezzi Per Forza e Italia e An è inutile. Prc e
Verdi chiedono interventi più drastici Tutti contro lo stop, ma
per motivi opposti
(e. ma.) In Comune sono tutti critici con il pacchetto di
provvedimenti anti smog deciso dalla Regione. Ma se An e Forza
Italia bocciano in modo perentorio gli stop, Rifondazione e
soprattutto i Verdi protestano perché l'intervento è arrivato in
ritardo ed è poco significativo. «È un'assurdità - dice Claudio
Corengia, capogruppo di An - è noto che l'inquinamento è legato
più che altro al riscaldamento domestico e non al traffico
veicolare: le targhe alterne, semplicemente, discriminano le
famiglie più povere, quelle che hanno un solo mezzo in garage».
Contrario anche il capogruppo di Forza Italia: «Ho l'impressione
che ci sia molta improvvisazione intorno a questo tema - dice
Roberto Rallo - bisognerebbe avere a disposizione degli elementi
oggettivi di valutazione, ma non ci sono e sostenere l'utilità
di questi blocchi diventa molto problematico». Una svolta, in
senso opposto, è chiesta alla Regione dalla sinistra:
«L'inquinamento si risolve mettendo in discussione un modello di
sviluppo da sempre incentrato sulla motorizzazione privata -
dice Renato Tettamanti, capogruppo di Rifondazione - questi
interventi, peraltro tardivi, sono del resto in contrasto con
tutte le principali scelte dell'attuale amministrazione
cittadina, favorevole a localizzare in centro i grandi parcheggi
attrattori di traffico e contraria a migliorare realmente il
trasporto pubblico». Anche Elisabetta Patelli, portavoce dei
Verdi, sollecita al Pirellone maggiore coraggio: «Quelli
adottati sono "finti" blocchi, nel senso che tra deroghe e
modalità attuative servono davvero a poco - spiega - occorre una
politica organica su questa materia, un piano di stop al
traffico e una serie di interventi articolati nell'arco della
stagione invernale soprattutto». I verdi fanno proposte concrete
di natura preventiva: «Da subito: il divieto di circolazione,
per tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì, venerdì) dalle
8 alle 20, per i veicoli privati non catalizzati e non ecodiesel
- spiega la Patelli - il blocco totale dalle 8 alle 20 durante
la prima e la terza domenica del mese; e ancora nelle strade
provinciali a quattro corsie (due per senso di marcia) la
destinazione di una corsia all'esclusiva circolazione dei mezzi
pubblici».
La Provincia 2 gennaio 2005
Il fronte del no. Verdi e Nuova Como sui fuochi: «Era meglio
sospendere tutto»
L'opposizione di centrosinistra insiste: «la festa in piazza a
base di fuochi d'artificio non è stata una scelta opportuna».
«Esprimiamo tutta la nostra contrarietà per la decisione presa
dall'amministrazione comunale di perseverare nei festeggiamenti
roboanti programmati per San Silvestro - dice in una nota la
portavoce dei Verdi, Elisabetta Patelli - le motivazioni addotte
da sindaco, amministratori e organizzatori sono vergognose e a
tratti patetiche: in sostanza si legittimano musica e megabotti
con la scusa di attrarre molta gente e quindi molte offerte in
denaro da destinare alla Croce Rossa. Decisamente di cattivo
gusto, inoltre, la scelta di infilare tra una dance e l'altra,
tra un brindisi e l'altro, o tra un brindisi e un botto un
minuto di silenzio per ricordare le vittime e le migliaia di
sfollati che stanno affrontando sofferenze incredibili per
mancanza di cibo e acqua potabile oltreché per la minaccia di
epidemie». Protesta anche Luigi Nessi (Nuova Como): «Mi ha molto
amareggiato la decisione di procedere, nonostante tutto, ai
festeggiamenti in piazza - ha detto - diciamo che
l'amministrazione ha perso un'occasione per dare un significato
reale al titolo di città messaggera di pace che onora Como da
diversi anni; annullare l'intera manifestazione sarebbe stato un
segnale minimo di rispetto per le vittime». Sul fronte opposto,
tra i sostenitori cioè della festa, c'è Alessandro Nardone (An):
«Sono senza falsa modestia il principale fautore del ampliamento
della manifestazione in piazza Volta - ha detto - il riscontro
di pubblico mi ha reso contentissimo: decine di migliaia di
persone hanno ballato, si sono divertite e hanno fatto della
vera solidarietà dando la migliore risposta a chi ancora oggi
continua a contestare l'opportunità del Capodanno in piazza». Ma
non tutti in maggioranza sostengono la linea
dell'amministrazione. Ad esempio Roberto Tenace (An), presidente
della commissione cultura, ha dichiarato di essersi sentito più
vicino alla scelta della Provincia: «Si poteva festeggiare in
piazza senza fuochi artificiali - ha detto - devolvendo le spese
a favore delle vittime del maremoto il Comune avrebbe trasmesso
un esempio di sobrietà, di più vissuta solidarietà, a tutti i
cittadini». Il leghista Guido Martinelli ha preferito invece
chiudere le polemiche: «È apprezzabile la scelta della Provincia
che ha deciso di aiutare, nel modo più diretto, un ospedale
thailandese - ha detto - ma non trovo scandalosa la decisione
del Comune di procedere con i festeggiamenti in piazza».