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RASSEGNA STAMPA 

alleanze elettorali Il Sole che ride aderisce alla Sinistra arcobaleno (La provincia 16/02/08)
(c. b.) I verdi di Como hanno aderito alla Sinistra Arcobaleno. Il gruppo locale del «Sole che ride» ha infatti annunciato l'ingresso in quella che definiscono un'«alleanza programmatica ed elettorale» precisando però che «tale percorso è da affrontare escludendo qualsiasi ipotesi di confluenza in un unico soggetto politico, impegnandosi per il mantenimento della piena riconoscibilità dei Verdi nella coalizione». Il cammino che ha portato all'ingresso nei Verdi nella nuova coalizione alla sinistra del Partito Democratico è stata un po' travagliato. Alla prima conferenza stampa di presentazione del nuovo soggetto politico anche a Como, infatti, gli ambientalisti non erano presenti. L'adesione è arrivata, ha spiegato Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi di Como, solo «dopo aver chiarito nel dibattito interno al partito con le altre componenti dell'Alleanza Arcobaleno alcuni punti fondamentali». Un passaggio politico che ricalca quanto è avvenuto a livello nazionale, e che vuole salvaguardare fino in fondo l'autonomia politica del partito ambientalista. «Ciò significa - ha aggiunto la Patelli - che i Verdi non si sciolgono in un nuovo soggetto politico e che a livello locale e regionale saranno ancora presenti. Inoltre, i Verdi sono un movimento globale che in Europa fa riferimento ai Verdi Europei e non alla Sinistra Europea come gli altri componenti dell'alleanza, e a marzo a Roma completeranno il percorso intrapreso da mesi di Costituente ecologista, sulla base del Patto per il Clima. La partecipazione all'esperienza Arcobaleno, resasi necessaria dalla legge elettorale, date le scelte del PD, è tuttavia una esperienza che riteniamo importante e stimolante. Pur avendo storia e prospettiva diverse dalla sinistra radicale condividiamo con convinzione molti punti programmatici forti e chiari».

LA POLEMICA (la Provincia 16/8/2008)
Patelli: «Buttano via 8-15mila euro dei cittadini in un'operazione inutile: non sopravviverà al trapianto» I Verdi tornano all'attacco: «Salviamo il cedro del Sociale»
(c. b.) I Verdi tornano all'attacco chiedendo la salvaguardia del cedro che sorge tra il Teatro Sociale e il Duomo, continuando una battaglia che negli scorsi mesi aveva raccolto l'adesione di 2700 persone che criticarono il ventilato abbattimento della pianta. Una presa di posizione che chiama in causa anche i consiglieri comunali, invitandoli a schierarsi contro il progetto di rifacimento di piazza Verdi durante l'approvazione del bilancio comunale. «Il sindaco - ha denunciato Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi di Como - intende impegnare a bilancio 8-15 mila euro di soldi dei cittadini per un'operazione inutile (lo spostamento del Cedro in un'altra zona, ndr), sia perché come certificano alcune nostre perizie l'albero non può sopravvivere all'espianto, sia perché il trasloco di pochi metri appare comunque un nonsenso a chiunque ragioni». I Verdi di Como rimangono sulle loro posizioni: «L'albero, piantato lì a torto o a ragione, deve stare al suo posto. Per noi il progetto di pedonalizzazione della piazza un po' timido, vista la semplice traslazione delle auto a pochi metri di fronte, va bene. Ma il cedro non solo è compatibile col progetto, ma anzi può esserne uno, forse l'unico, elemento di valorizzazione». Per questo viene lanciato l'appello a tutto il consiglio comunale, che dopo il rinnovo dell'amministrazione avvenuto a fine maggio non vede più rappresentanti dei Verdi fra i consiglieri. «Chiediamo pubblicamente al consiglio comunale - ha aggiunto la Patelli - di cancellare gli stanziamenti a bilancio destinati al trapianto. Se le casse comunali sono così in salute forse i soldi potrebbero essere utilizzati per ridurre i costi dei servizi indispensabili ai cittadini. Noi non molliamo: è una questione anzitutto di rispetto verso il patrimonio dei cittadini e verso gli abitanti di Como».16feb08

La Provincia 1/2/2008
Il cedro è davanti alla facciata del Teatro Sociale dal Natale degli anni Quaranta. Ora ilComune ha deciso di spostarlo
Il cedro del Teatro Sociale non verrà abbattuto, ma dovrà affrontare un trapianto (ammesso che sopravviva) e un trasloco. Almeno questa è la decisione del Comune e del sindaco Stefano Bruni. Ma la protesta non si ferma e i Verdi e il comitato per salvare la pianta sono pronti a dare battaglia. L'abbattimento del cedro, lo ricordiamo, già nel maggio del 2006 aveva scatenato una serie di polemiche ed era stata recapitata al sindaco una petizione con circa 2700 firme pro-albero.
IL PROGETTO DEL COMUNE - Da Palazzo Cernezzi, con l'approvazione del piano delle opere,hanno chiarito che davanti al Teatro Sociale «sorgerà una nuova piazza con un finanziamento di 700mila euro e altre 300mila euro per la sistemazione dei giardini di piazza Verdi finanziati da Csu per spostare l'attuale parcheggio intorno al vecchio cedro che sarà spostato per dar modo di realizzare il progetto che proprio in questi giorni ha avuto
anche l'assenso dell'accademia di Brera». Da quanto si apprende il "trasloco" della pianta avrà un costo compreso tra 8 e 15mila euro (in un primo momento, nei mesi scorsi, si era parlato di una somma fino a 40mila euro), a seconda della destinazione finale del grande albero. Per deciderla, però, verrà realizzato uno specifico studio botanico. I VERDI
SULLE BARRICATE - «Avevamo raccolto insieme al comitato dei cittadini - tuona la portavoce dei Verdi Elisabetta Patelli - 2700 firme consegnate al sindaco che, fra l'altro, ci aveva assicurato che avrebbe convocato un incontro con rappresentati del comitato. Evidentemente non è così come lo è il fatto che fino a dopo le elezioni non ha più fatto niente.
Non siamo contrari alla riqualificazione della piazza, ma avendo visto il progetto, so che l'albero non è incompatibile con la nuova piazza».
Non solo. «Spostare l'albero vuol dire ucciderlo - continua - e perfino la Soprintenza aveva detto che poteva restare al suo posto. Poi il Comune si era rivolto alla Guardia forestale, che aveva dato parere favorevole ma non capisco a che titolo visto che per quanto riguarda i beni architettonici e artistici la competenza non è loro. Non ci siamo arresi e faremo di tutto per lasciare il cedro dov'è visto che diversi pareri hanno detto che in caso di spostamento morirà. I soldi per il trasloco, poi, sono inutili e possono essere usati per altro di più utili. Il nostro no é di principio: non si sposta una pianta solo per soddisfare i capricci palchettisti».
LA QUERELLE - A lanciare l'idea di abbattere il cedro davanti al Teatro Sociale era stato, nel maggio del 2006, il presidente della Famiglia Comasca Piercesare Bordoli. A favore
della pianta si erano poi schierati gli ambientalisti, ma anche 2007 cittadini che hanno firmato una petizione pro-cedro. La difesa dell'albero può contare anche sul «no» all'abbattimento messo nero su bianco dal Soprintendente ai Beni architettonici Alberto Artioli. Anche l'allora ex, ma oggi assessore al Verde Diego Peverelli (Lega Nord) si
era schierato per il mantenimento del cedro al suo posto. Il via libera all'abbattimento e al trasloco, oltre che dal sindaco Stefano Bruni, è sostenuto anche dal Corpo Forestale delloStato. Resterà ora da capire, a poco meno di due anni di distanza, se gli schieramenti sono rimasti gli stessi. Gi. Ro.

 

 

 

 

 

 

 

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