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RASSEGNA STAMPA 

I Verdi: «Menzogne su di noi» (La Provincia 6 marzo 2010)
Denuncia per diffamazione
La presidente Patelli: «Formigoni ci accusa di irregolarità? Assolutamente falso»
E lo sfida a visionare insieme i moduli. Il caso Borgianni: «Errore di trascrizione»
«Come un bambino di quattro anni colto con le mani nella marmellata, Formigoni dice bugie incolpando altri». Elisabetta Patelli (nella foto tonda), presidente regionale dei Verdi, replica così alle accuse del governatore, che giovedì aveva denunciato «gravi irregolarità» nella presentazione della lista del Sole che ride a Como. E minaccia anche una querela per diffamazione. «Invece di fare ammenda - ha dichiarato ieri la responsabile dei Verdi - agisce su due fronti paralleli, ugualmente inquietanti: da una parte mette le più alte istituzioni dello Stato sotto pressing per l'emanazione di una sanatoria (ieri sera è stato varato dal Consiglio dei ministri il decreto interpretativo che dovrebbe portare alla riammissione di Formigoni, ndr), dall'altra spara nel buio per infangare l'avversario». La Patelli, nella replica, richiama il pronunciamento dell'Ufficio centrale circoscrizionale, che ha ammesso tutti i candidati Verdi ad eccezione diEdi Borgianni, in quanto «la sottoscrizione dell'accettazione non risulta validamente autenticata». «È stato un eccesso di zelo - ribatte ancora la portavoce dei Verdi - che abbiamo pagato a caro prezzo.L'accettazione della candidatura risaliva addirittura a gennaio, ma nel dubbio che il modulo non fosse più valido è stata rifatta la pratica, con un modulo che, nella parte inferiore, portava però il nome di un altro candidato. Purtroppo non ce ne siamo accorti...».
«Il centrodestra - aggiunge - si deve assumere le sue responsabilità, non è colpa dei giudici "comunisti" né dei Verdi di Como. Sparando nel buio Formigoni non poteva cogliere bersaglio più sbagliato: mi pare infatti che i cittadini abbiano visto per tre settimane i Verdi comaschi nei mercati, quasi quotidianamente, a cercare le firme. E 2000 sottoscrittori possono testimoniare di aver dato la propria firma alla lista dei Verdi, di aver parlato con noi ai banchetti, mentre non mi sembra che questo si possa dire di altre liste».
Se le controdeduzioni della portavoce regionale sono fondate, perché allora «gettare fango» proprio sui Verdi? «Immagino - replica ancora la Patelli - che Formigoni abbia preso a caso, una ad una, le liste dei tre alleati della coalizione avversa da attaccare, una del Pd a Lecco , una di Italia dei Valori a Varese e una dei Verdi a Como. Certamente, a livello locale e regionale, diamo fastidio e rappresentiamo un avversario che è meglio togliersi dai piedi. Ma non poteva beccare lista meno adatta ai suoi scopi. Lo attesta il verbale della Commissione elettorale e lo possono confermare gli autenticatori del Pd che, in assenza rappresentanti istituzionali nostri, ci hanno aiutato facendo le cose per bene». L'affondo è dietro l'angolo: «Dire che mancherebbero luoghi e date è assolutamente falso.La nostra lista è stata già stata vagliata con cura, soprattutto sugli aspetti formali, dagli organismi competenti e abbiamo un verbale di validazione, che è un atto pubblico consultabile da tutti».
Elisabetta Patelli ha anticipato ieri che i Verdi lombardi stanno «valutando una denuncia per diffamazione», chiudendo la sua replica con una sfida in piena regola al governatore: «Ovviamente, per trasparenza, siamo disponibili a visionare i moduli assieme a Formigoni, invito esteso anche agli organi di stampa, con la clausola che per ogni modulo provvisto correttamente di luogo e data di autenticazione chieda scusa in ginocchio...».
Emilio Frigerio

Due denunce per Bruni se non fermerà le auto (La Provincia 1 febbraio 2010)
Oggi la Giunta decide. Diffide da Verdi e Codacons
auto ferme In molte città, ma non a Como

Oggi la giunta deciderà quali provvedimenti adottare per contrastare l'escalation dello smog (polveri sottili oltre i limiti per 20 giorni in un mese). E se sabato l'assessore con delega alla qualità dell'aria, Diego Peverelli, aveva anticipato l'intenzione di aspettare l'esito dell'esperimento in programma tra domani e dopo, ovvero l'installazione sul tetto di Palazzo Cernezzi di un nebulizzatore potenzialmente in grado di abbattere il Pm10 nel raggio di un chilometro, ora Codacons e Verdi mandano all'amministrazione una "diffida a mezzo stampa". Fermare il traffico non è una scelta ma un obbligo di legge - è la sintesi dei ragionamenti fatti dai responsabili dei due sodalizi - e se Bruni non dovesse firmare un'ordinanza analoga a quelle adottate da molti altri comuni lombardi, potrebbe scattare anche per lui un esposto alla Procura della Repubblica.
Dopo la giunta, stasera si riunirà anche la sezione provinciale dei Verdi. «Valuteremo - spiega Elisabetta Patelli, presidente regionale del movimento - se prendere provvedimenti analoghi a quelli nazionali». Il riferimento è alla denuncia contro il sindaco di Roma Alemanno, annunciata dal presidente dei Verdi Angelo Bonelli e motivata con la mancata adozione «di misure anti-inquinamento». «Como si sta distinguendo per totale inerzia e indifferenza di fronte a un'emergenza sanitaria - afferma Patelli -. Credo si debbano prendere provvedimenti drastici. Se ciò non accadrà, passeremo anche attraverso le vie legali». Analoga la posizione del Codacons, che dal 2007 ha intrapreso la strada degli esposti contro gli amministratori. «La nostra tesi giuridica - afferma il responsabile provinciale Mauro Antonelli - è che quando c'è il superamento del livello limite delle polveri sottili, anzi quando esiste solo il rischio di superamenti, i sindaci debbano bloccare il traffico. Lo dice il decreto ministeriale n. 60 del 2002. Nei giorni sorsi, lo stesso primo cittadino di Varese ha dichiarato che ritiene inutili le targhe alterne, tuttavia le ha adottate per non trovarsi indagato per omissione d'atti d'ufficio». Proprio questo capo d'accusa è costato il rinvio a giudizio al sindaco di Firenze, sempre a seguito di un esposto del Codacons. «In Lombardia - ricorda Antonelli - sono stati iscritti nel registro degli indagati Formigoni, la Moratti e Penati. Quando avevamo fatto l'esposto alla Procura della Repubblica di Milano, per dimostrare la nostra tesi circa le responsabilità del governatore, avevamo allegato tutti i superamenti del limite del Pm10 nelle province lombarde, compresa Como. Dal punto di vista teorico, vuol dire che qualora la Procura di Milano ravvisasse profili penalmente rilevanti potrebbe anche trasmettere gli atti alle altre procure competenti per territorio». Il Codacons sta pure valutando «la possibilità di presentare esposti in tutti i capoluoghi di provincia dove le polveri sottili abbiano superato i 50 µg/m3 per più dei 35 giorni indicati dalla normativa europea». Como nel 2008 ha varcato la fatidica soglia per 75 volte e nel 2009 per 67.
Pietro Berra

 

 

 

 

 

 

 

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