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Primo piano

la provincia 26/09/07
il portavoce dei verdi: «non è più in uno stato disastroso, ma non ha ancora raggiunto la sufficienza: fontanili e rogge in pessimo stato» il lambro migliora, ma c'è tanto lavoro da fare dopodomani un convegno. l'assessore rivolta: «va reso balneabile e rilanciato anche dal punto di vista turistico»
sulla situazione ambientale del territorio vi sono però anche le osservazioni degli ambientalisti, che mettono in luce ancora molti problemi. «per quanto riguarda le acque del l
ambro non si può dire di essere davanti al disastro di alcuni anni fa, ma non si è ancora raggiunta la sufficienza. un passo avanti è stato fatto sui metalli pesanti, che hanno diminuito i loro valori, ma gli scarichi abusivi di sostanze inquinanti è ancora un fenomeno molto frequente - questo richiederebbe un nuovo attento monitoraggio dei trasgressori - dice costantino muzio, portavoce dei verdi di erba - buona invece la salute del fiume dalla sua sorgente fino a magreglio, grazie anche a un intervento della comunità montana. un'altra situazione preoccupante che riguarda le acque del territorio, sono i fontanili e le rogge. una vera ricchezza per la rete ecologica del pian d'erba, ma abbandonati all'incuria. l'acqua vi scarseggia e sono spesso pieni di rifiuti. l'amministrazione dovrebbe intervenire al più presto».


Approvata la Riserva Naturale della valle Bova
Il 25 settembre è stata approvata la Riserva Naturale della Valle Bova. I Verdi avevano chiesto, tramite il portavoce Costantino Muzio, a gran voce che la riserva fosse approvata: si tratta di preservare un ambiente di grande pregio naturale e paesaggistico, un contesto di selvaggia bellezza che deve essere adeguatamente valorizzato. Tra l'altro in Val Bova c'è  “il buco del piombo”. (Si tratta di una grotta naturale di grande valore, presentando strati che vanno dal periodo Giurassico al Cretaceo; una cavità vasta e profonda che offre ai visitatori uno spettacolo suggestivo, offerto da laghetti e stalagmiti. Una particolarità testimoniata poi dal ritrovamento in questo luogo dei resti dell’Ursus spelaeus, oltre a frammenti di paleolitici)

Il dispositivo di Legge
CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDIA  SEDUTA DI: MARTEDI’ 25 SETTEMBRE 2007
PROPOSTA DI ATTO AMMINISTRATIVO N. 0067 Istituzione della riserva naturale Valle Bova
Iniziativa: Giunta Regionale
La proposta di istituzione della “Riserva naturale Valle Bova” nasce per difendere le peculiarità e le potenzialità ambientali, naturali e paesaggistiche caratteristiche della zona montuosa dell’Erbese e, in particolare, del bacino imbrifero della Valle Bova con la Valle del Caino e tenendo conto dell’emergenza geologica rappresentata dal Buco del Piombo.
L’area in oggetto corrisponde pressoché al bacino idrografico del Torrente Bova, denominato Valle Bova, a margine dell’altopiano denominato Alpe Turati o Alpe del Viceré e la sottostante località La Salute.
Tutta l’area, riconosciuta di particolare interesse naturalistico e ambientale, è sottoposta a vincolo di tutela paesaggistica ai sensi della Legge 1497/39 “Protezione delle bellezze naturali” nonché a vincolo di tutela idrogeologica ai sensi del R.D. n. 3267 del 30/12/1923.
La valle è inoltre compresa nell’ambito del territorio della comunità montana del Triangolo Lariano e parzialmente compresa nelle zone di rilevanza naturale ed ambientale di cui alla L.R. 86/83.
L’area coinvolta insiste sul solo comune di Erba. Nel vigente P.R.G. comunale, tutta l’area è destinata a zona E3 rurale di salvaguardia ambientale, ad esclusione delle cascine destinate a zona A5 cascinali ed edifici tipici isolati.
La finalità che si prefigge l’istituzione di questa riserva naturale è quella di tutelare le caratteristiche naturali e paesaggistiche dell’area e di disciplinare e controllare la fruizione del territorio a fini scientifici e didattico-ricreativi. La riserva è classificata come “parziale geologica, idrogeologica, paesistica”.
La gestione è affidata al comune di Erba che, entro 90 giorni, dalla data di pubblicazione della presente deliberazione, deve adottare un regolamento per la gestione della riserva naturale, che potrà prevedere la collaborazione con la Comunità Montana Triangolo Lariano.
La proposta prevede che l’ente gestore adotti il piano entro 12 mesi dalla data di pubblicazione della presente deliberazione. Tale piano dovrà essere preceduto da uno studio interdisciplinare basato sull’analisi delle componenti dell’ecosistema. A tal fine dovranno essere indagati gli aspetti geologici, idrogeologici, botanici, forestali, zoologici e paesaggistici. Dovrà inoltre essere condotta una concomitante indagine volta ad individuare i vincoli preesistenti, gli interventi e l’utilizzazione in atto nel territorio.

Nella proposta sono riportati i divieti e le limitazioni alle attività antropiche che devono essere rispettati nell’area della riserva naturale, ai sensi della normativa vigente.
 


Piante e cespugli trasformati in bagni
Secondo l'esponente dei Verdi mancano servizi igienici e cestini

LONGONE Niente bagni al Segrino. E così piante e cespugli li sostituiscono egregiamente. Già perché pare che alcuni visitatori del lago abbiano scelto la natura lungo le rive come luogo idoneo dove soddisfare le proprie esigenze fisiologiche.
A «denunciare» questo fenomeno di maleducazione è Costantino Muzio, dei Verdi di Erba: «Mancano i bagni e alle migliaia di persone che frequentano il lago attualmente non è possibile soddisfare le proprie esigenze fisiologiche se non andando nei boschi. Conclusione: l'accesso ai sentieri dal lago è quanto mai disagevole dalla puzza che vi regna attorno». (segue)


I Verdi contestano l'ordinanza del sindaco che vieta agli escursio-nisti di nutrirle «Rifiuti sul lago, ma le oche non c'entrano»
L
ONGONE AL SEGRINO (Al. Gaff.) «Invece di trasferire altrove le oche, molto meglio mettere cestini per rifiuti e bagni pubblici sulle rive del lago». È la posizione espressa dal coordinatore dei Verdi di Erba Costantino Muzio che, in contrasto con l'ordinanza firmata lo scorso mese dal sindaco di Longone Angelo Navoni, ritiene più logico dotare il Segrino di cestini e servizi per i turisti piuttosto che incolpare le oche per il proliferare dei topi. «Mi chiedo – si domanda Muzio - perché il sindaco abbia emesso un'ordinanza per proibire ai turisti di nutrire con pane le oche. (segue)


DAI CORMORANI ALLE OCHE?
Il sindaco di Longone al Segrino ha emesso un'ordinanza affinché sia proibito ai turisti di nutrire (con pane) le oche perchè questa pratica causava la presenza di grossi topi sulle spiagge del lago; l'ordinanza concludeva con l'appello alla provincia di abbattere le oche perchè animali non autoctoni.
Noi ci chiediamo perchè questa ordinanza?
Per risolvere il problema dei topi? Ma allora sarebbe meglio spostare la piattaforma dei rifiuti differenziati posti a 50 metri dalla zona interessata.
Oppure per offrire un senso di pulizia ai numerosi turisti (anche 3000 unità in certe domeniche) che frequentano il lago? Ma allora sarebbe meglio installare dei cestini tutto intorno al lago, nonchè porre dei bagni (magari chimici) all'interno del parco.
A questo proposito ci sentiamo da un lato di essere d'accordo con il presidente del pardo che limita al massimo i cestini della carta straccia (i turisti devono abituarsi a portarsela a casa) dall'altro però le soluzioni innovative vanno digerite dal pubblico e senza una campagna informativa non si riuscirà mai a venire a capo del problema.
Inoltre alle migliaia di persone che frequentano il lago attualmente non è possibile soddisfare le proprie esigenze fisiologiche se non andando nei boschi.
Conclusione l'accesso ai sentieri dal Lago è quanto mai disagevole dalla puzza che vi regna attorno!!!!
Per ultimo, ma non meno importante, finiamola di dare la colpa agli animali e a prendercela con loro!!
Sono la scelte dei nostri amministratori e in particolare degli amministratori del parco che non sono lungimiranti!!


«I gitanti schiacciano le uova» - Il presidente del parco: «Falso, la fauna gode di ottima salute» Lo svasso cova, vietato passeggiare I verdi chiedono di chiudere l'anello pedonale intorno al Segrino per tutelare gli uccelli
LONGONE AL SEGRINO «Gli uccelli stanno abbandonando il Segrino». Questa la denuncia degli ambientalisti di Erba che, per bocca del coordinatore dei Verdi Costantino Muzio, chiedono di limitare quanto più possibile l'afflusso dei gitanti del fine settimana lungo le sponde del lago. Di tenore contrario il giudizio del presidente del Parco Segrino, Roberto Vignarca: «Il lago gode di ottima salute. Domenica scorsa, per fare un esempio, abbiamo avvistato due aironi cinerini e un tarabusino. Se la situazione fosse come è descritta, ciò non sarebbe possibile». È un giudizio completamente opposto quello che contrappone Muzio, che ritiene la situazione «grave al punto da richiedere interventi immediati per tutelare la covata degli uccelli» e Vignarca, sicuro «che la covata sta avvenendo regolarmente» al punto da sconfessare le parole dell'ambientalista erbese, già guardia ecologica volontaria ed ex assessore all'ecologia del Triangolo lariano. (segue)


Cava di Erba
Per quanto riguarda l’ipotesi di apertura di una nuova cava di sabbia e ghiaia sul territorio a noi più vicino, ossia nella piana d’Erba, in località Lambrone, ci sentiamo in dovere di opporci al fine di tutelare una realtà ambientale che presenta aspetti particolarmente significativi sia sul piano prettamente agricolo che naturalistico.
In particolare è nostra intenzione tutelare la presenza di una delle risorgive più importanti della Piana d’Erba.
Le risorgive o fontanili, sono corpi idrici modellati dall’uomo, al loro interno vi si trova una flora ed una fauna tipica, che non ha riscontro in altri ambienti acquatici. In pratica si tratta di un ecosistema particolare caratterizzato da una notevole biodiversità. In considerazione delle citate peculiarità ambientali e dal significato culturale che rivestono nella tradizione Lombarda ed Erbese in particolare, ( la loro formazione risale al XIV secolo ) riteniamo che si debbano tutelare nel modo più assoluto e pertanto ci attiveremo con ogni mezzo a nostra disposizione per salvaguardare queste realtà. (segue)


MORIA DI PESCI SUL LAGHETTO DI CREZZO
In un momento in cui gli uccelli ittiofagi sono considerati pericolosi parassiti, qualcuno ha introdotto numerosi pesci (scardole) nel laghetto di Crezzo.
Questo lago, come tutti i laghetti alpini, non ha molto ricambio d'acqua e quindi manca l'ossigenzazione.
Perciò oltre 150 scardole sono morte e si sono depositati sulle rive del lago.
Ora ci si chiede di chi è la responsabilità della immissione? (facciamo fatica a capire che siano stati i pescatori...) e qual'e la vera ragione del decesso?.
Può essere la mancanza di ossigeno, ma anche l'acqua avvelenata. (segue)


INIZIATIVE IN ATTO ANCHE UNA RACCOLTA DI FIRME TRA I CITTADINI
E' nato il comitato «No alla cava di Scarenna»
ASSO. (rlu) «No alla cava di Scarenna». E' questo il nome del comitato che si è costituito appena è riapparso il fantasma della cava. Un comitato che vede tra i suoi fautori gli abitanti della frazione assese, schierati con associazioni ambientaliste per ufficializzare il dissenso. Fanno parte del comitato Marina Mondello (presidente), Mario Villa (proprietario), Costantino Muzio (Verdi di Erba), Ismaele Pozzoli (insegnante), Franco Bramani, Marino Marieni (insegnante), Paolo Binda (florovivaista).
Il gruppo ha dato vita a una raccolta di firme, per fare in modo che l'ipotesi di una cava di ghiaia non si realizzi e per dare man forte alle prese di posizione già esternate dagli amministratori locali.


La Holcim brucia i fanghi?
Entro fine mese inizierà la sperimentazione della combustione dei fanghi da depurazione all'interno della Cementeria di Merone, del gruppo Holcim.
I Verdi di Erba esprimono il loro dissenso circa la bontà di bruciare nella Cementeria di Merone del materiale prodotto dalla depurazione delle acque, seppur essiccato.
Infatti crediamo che il miglior modo di smaltimento dei fanghi sia il riutilizzo in agricoltura direttamente o previo compostaggio.
A livello comunitario l’utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura è regolato dalla direttiva 86/278/CEE e raggiunge il 40 % del totale di fanghi prodotti. In Italia la percentuale d’utilizzo è più bassa, come risulta dai dati acquisiti a livello nazionale dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e trasmessi alla Commissione Europea, in adempimento degli obblighi derivanti dall’attuazione della Direttiva 86/278/CEE. A livello regionale, poi, vi sono stati alcuni provvedimenti che hanno ulteriormente disciplinato la materia. (continua)


Teleriscaldamento a Biomasse
Se tutti gli inverni le polveri sottili superano di gran lunga i valori di legge occorre che un comune come Erba si dia da fare a trovare soluzioni alternative che possano contribuire a risolvere il problema.
Se da un lato occorre potenziare la linea FNM diretta a Milano - e qui il soggetto è la Regione, dall'altro il comune di Erba dovrebbe intervenire a livello energetico con provvedimenti innovativi.
Il teleriscaldamento da combustione da biomasse può essere una delle soluzioni. Oltre a interventi sulla mobilità e in campo di edilizia costruzioni a basso impatto energetico (v. nostra proposta regolamento edilizio”sostenibile”)
La biomassa rappresenta la più consistente tra le fonti di energia. Le biomasse più adatte a subire processi di conversione termochimica sono la legna e tutti i suoi derivati (segatura, trucioli, ecc.), i più comuni sottoprodotti colturali di tipo ligno-cellulosico (paglia di cereali, residui di potatura della vite e dei fruttiferi, ecc.) e taluni scarti di lavorazione (cippato, lolla, pula, gusci, noccioli, ecc.). Tutto materiale di cui il nostro territorio ha grande disponibilità.
Le tecnologie per ottenere energia dai vari tipi di biomasse sono naturalmente diverse, a noi interessa in questo caso la combustione per ottenere calore o elettricità.
(continua)


No alle Cave in siti di pregio ambientale
Il Piano cave si sta rinnovando e in Provincia si ipotizza di creare una cava ad Asso e della riproposizione di quella di Erba.

I Verdi per la pace di Erba non sono d'accordo. La cava di Asso è in una zona di pregio ambientale. Il tessuto urbano di Scarenna (frazione di Asso) si è sviluppato in questi anni nei pressi dell'area in oggetto e pertanto una escavazione di ghiaia creerebbe disagio ai residenti nonché un impoverimento ecologico a ridosso di un contesto ambientale di primaria importanza.
Non ultima, poi, la presenza di captazioni idriche di vari comuni che rischierebbero di subire alterazioni (preoccupazione condivisa anche dal Sindaco di Asso)
Per non parlare poi di un impianto di rifiuti inerti. (segue)


I Verdi propongono un nuovo regolamento edilizio
I Verdi per la pace, approfittando del fatto che il Comune di Erba ha aperto la discussione politica sul Piano Regolatore propone all’amministrazione di prendere in considerazione alcune linee guida al regolamento edilizio ed che tengano conto dei problemi ambientali che sono all’ordine del giorno in particolare di contenere il consumo energetico delle nuove costruzioni.
Ci dobbiamo preoccupare, infatti, anche delle settore delle costruzioni civili che, residenziale più terziario, assorbono mediamente più del 40% delle fonti energetiche. Intervenire sul contenimento dei consumi, riducendo da un lato la domanda attraverso la promozione del risparmio energetico e diffondendo l’uso delle fonti energetiche rinnovabili (in particolare l’energia solare) rappresenta l’unica strategia vincente. Ed e’ quello che chiede anche la direttiva europea 2002/91 sul rendimento energetico degli edifici e che gli Stati membri devono recepire entro il gennaio 2006 a livello locale  (segue)


I verdi lanciano la proposta di una pista ciclabile Pontelambro-Erba
I Verdi dell’erbese, a fronte di una sempre più crescente domanda di percorsi alternativi, propongono il progetto di un percorso ciclo-pedonabile da Pontelambro a Erba.
Considerato che un numero sempre più consistente di persone (fra cui anche molti studenti e anziani) percorre ogni giorno a piedi alcuni tratti di strada provinciale, soprattutto da Pontelambro all’ospedale Fatebenefratelli, mettendo a rischio la propria incolumità personale e respirando smog, abbiamo deciso di proporre una VERA pista ciclabile, costruita AD HOC per le biciclette sfruttando (nel percorso di Erba) le strade alzaie degli argini del Lambro.
Il tracciato da noi proposto resta protetto rispetto al sedime stradale e al contempo consente di apprezzare alcuni scorci del nostro territorio interessanti dal punto di vista naturalistico
Inoltre una pista ciclabile in un tratto adiacente a diversi istituti scolastici (Istituto Romagnosi, Liceo scientifico) può assumere anche un rilevante ruolo educativo,
..(segue)


 

 

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