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RAFANO                                                     <<< TORNA ALLE ERBE

RAFANO - Armoracia lapathifolia - Fam. Crucifere
Descrizione:
il rafano o barbaforte cresce allo stato selvatico in alcune zone dell'Italia in corrispondenza di terreni freschi ed ombrosi, presso le abitazioni vicino a discariche di rifiuti. Dotato di una grossa radice principale dalla quale si dipartono le radici secondarie che emetteranno altri fusti erbacei, la pianta presenta grandi foglie basali a forma ovale, dentellate e munite di lungo picciolo. Le foglie mediane si presentano più piccole e profondamente incise. Ha fiori bianchi che compaiono durante il periodo estivo. La pianta è perenne e raggiunge anche il metro di altezza. Utilizzazione: si utilizzano sia a scopo terapeutico che alimentare le radici che risultano assai ricche di vitamina C. La radice raccolta al secondo o terzo anno di età, può essere utilizzata sia fresca che essiccata. L'operazione va eseguita in autunno oppure in primavera, allorchè maggiori sono i principi attivi contenuti nella radice. In caso di essiccazione si procederà a suddividere la radice in pezzi e si fa asciugare al sole prima di riporla in vasi di vetro.
Proprietà terapeutiche: detto anzitutto che il rafano è controindicato a quanti soffrono di infiammazioni all'apparato urinario e digestivo, la pianta un tempo era utilizzata per combattere lo scorbuto, oggigiorno trova impiego come eccellente diuretico e depurativo del sangue e quindi è particolarmente consigliata a quanti soffrano di reumatismi, gotta e ritenzione idrica. Il rafano è pure un buon espettorante e si consiglia nei casi di catarri bronchiali, nelle influenze e nelle affezioni delle vie respiratorie in genere. A questo proposito si consuma la radice fresca grattugiata e mescolata con succo di limone e miele nelle dosi di uno o due cucchiai al giorno prima dei pasti principali.
Impiego alimentare: le foglie del rafano vengono consumate in insalata condita con olio di oliva. Sono apprezzate per il loro leggero sapore piccante che dà tono alle verdure. Più importante e gustoso l'impiego delle radici che raccolte in epoca giusta (tardo autunno) si grattugiano finemente e si pongono a conservare in vasetti di vetro con aceto e sale. La salsa che se ne ottiene è un contorno eccellente per i bolliti misti. Il gusto aspro la rende graditissima agli amanti del piccante che la ricercano con passione. Oltre al sapore piccante, questa salsa apporta una grossa carica di vi
tamina C.

 

 

 

 

 

 

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