TIMO - Thymus vulgaris - Fam
Labiate
Descrizione: questo piccolo arbusto aromatico originario
dell'area mediterranea è rinvenibile nelle nostre regioni presso i
luoghi incolti di collina e di montagna, lungo le siepi,
preferibilmente nei terreni esposti al sole.
La pianta, che per
solito non supera i 30 cm di altezza, presenta un fusto assai
ramificato, piccole e strette foglie lanceolate picchiettate di
ghiandole biancastre, fiori rosati riuniti in spighe. Il frutto è
composto da quattro acheni.
Utilizzazione: del timo si utilizza la parte aerea con
esclusione della parte legnosa dei fusti. Al riguardo si recidono le
sommità al momento della fioritura tra maggio e giugno. Spesso usato
secco, il timo si fa essiccare in fascetti lenti in luogo ombroso e
arieggiato.
Si conserva in sacchetti di carta o vasetti di vetro. Proprietà
terapeutiche: tra le proprietà del timo celebri sono quelle
antisettiche e balsamiche, dovute all'azione del timolo, un'olio
essenziale che si ricava per distillazione dalla pianta. A questo
scopo si utilizzi l'infuso formato da 30 gr di droga essiccata
lasciata riposare per 5 minuti nell'acqua calda. Trascorso il tempo
prescritto si filtra e si aggiungono 50 gr di miele. Uso: 2 mezzi
bicchierini al giorno come antispasmodico nel trattamento della
tosse convulsiva e nelle digestioni difficili.
Per combattere i raffreddori di stagione si dimostra eccellente lo
sciroppo di timo del quale forniamo di seguito la ricetta. Scelto un
vaso di vetro si riempie a strati con gambi di fiori di timo
alternati a strati di zucchero, dopodichè si pone a macerare chiuso
in un luogo assolato per una ventina di giorni finché fiori e gambi
avranno assorbito lo zucchero. Si passa quindi a lavarli con poca
acqua e si fa riscaldare a fiamma bassa facendo evaporare senza
portare a ebollizione. Avremo ottenuto così un eccellente sciroppo
contro i raffreddori.
Impiego alimentare: Le sommità fiorite del timo sono molto
usate in cucina per rendere più digeribili i cibi. Poste a macerare
nel vino aumentano le mestruazioni nelle donne che le
hanno scarse. II timo entra nella composizione di molte zuppe di
verdura, nei ripieni, nell'aromatizzazione del pesce. Ottimo con i
piatti di carne, col pollo e la selvaggina.
Messo a macerare nell'aceto ne muta il sapore esaltandone il gusto.