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LETTERE AI DIRETTORI DEI GIORNALI PER IL CEDRO

scarica le versioni in pdf della rassegna stampa e delle lettere al direttore
 

La Provincia 18 giugno 2009
Il Pd: «Il confronto ci è stato negato»
Gaffuri: «Maggioranza codarda». I Palchettisti: «Grati al Comune»

Il "day after" sui «comaschi codardi» vede due interventi di segno opposto, ma non certo la tempesta mediatica che si poteva immaginare. Almeno pubblicamente. «Evidentemente - afferma il capogruppo del Pd, Luca Gaffuri - Caradonna ha i suoi motivi nei confronti di qualcuno per dire quello che ha detto. Rispetto al consiglio comunale, però, è stata proprio la maggioranza ad evitare il confronto. Nel caso, quindi, i codardi sono loro... non certo noi!». Gaffuri chiarisce poi il pensiero dell'opposizione sull'intera vicenda: L'amministrazione ha tutto il diritto di programmare il ridisegno urbanistico della città. Quello che stona, nel caso del cedro, è che sono state raccolte oltre duemila firme contro l'abbattimento e il Comune le ha tenute nel cassetto. Non solo: la maggioranza ha negato al consiglio la possibilità di dare un indirizzo definitivo su piazza Verdi, forse per il timore di finire sotto... Siamo alle solite: forti con i deboli, come nel caso del cedro, e deboli con i forti, come ha denunciato Rallo a proposito dell'urbanistica...». Il giorno dopo l'affondo di Caradonna contro i codardi va registrata anche la presa di posizione della Società dei Palchettisti del Teatro Sociale. Il presidente Francesco Peronese, in una nota, ha espresso «la propria solidarietà e sincera gratitudine al sindaco, alla sua giunta e all'assessore delegato per aver restituito alla città la veduta della splendida facciata neoclassica del Teatro Sociale che, con il Duomo, il Palazzo Terragni e la Torre Pantera, riunisce quattro dei numerosi gioielli che impreziosiscono Como».


La Provincia 16 giugno 2009
Cedro abbattuto, protesta ambientalista in aula
La maggioranza nega il dibattito sul blitz dell'altra notte davanti al Sociale. E la minoranza insorge
«Vergogna!». Questo il coro dei quaranta manifestanti che ieri si sono presentati in consiglio comunale nella speranza di assistere alla discussione della mozione sul cedro di piazza Verdi presentata da Mario Molteni di Lista Per Como. La maggioranza per due volte nel corso della serata ha impedito che l'argomento fosse trattato. La mozione inizialmente doveva servire per discutere sull'opportunità di abbattere o meno l'albero, ma dopo il blitz di venerdì mattina alle 5 del Comune era stata superata dagli eventi. Tuttavia Lista per Como ha chiesto di discuterla lo stesso, ma emendata, al fine di dibattere sul taglio a sorpresa. Il clima in aula si è subito scaldato. Alessandro Rapinese ha indossato una maglia con la scritta Bruni Go Home. Seghiamo il cedrone».
All'inizio della serata, il consigliere Molteni ha chiesto di sospendere la trattazione dell'argomento in corso, cioè la mozione sulla moralità, per dare spazio al dibattito sul cedro. La maggioranza ha bocciato la richiesta, compreso il presidente del consiglio Mario Pastore che nella giornata di venerdì, dopo l'abbattimento, aveva definito «un occasione persa» la mancata discussione sull'opportunità di abbattere o meno il cedro. Unico del Pdl a votare la sospensiva è stato il vice capogruppo Pasquale Buono, lasciato completamente solo nel premere il tasto verde anche dagli altri consiglieri dell'area liberal del partito. Con lui, sempre della maggioranza, hanno votato a favore Carlo Ghirri e Luigi Bottone dell'Udc (assenti Arcellaschi, Belcastro, Martinelli, Sapere, Simone, Imperiali).
Verso le 22.30, quando il documento sulla moralità è stato votato (e bocciato), Molteni ci ha riprovato chiedendo di invertire l'ordine del giorno rinviando la discussione sulla delibera sulle tariffe dei nidi per trattare, finalmente, la mozione sul cedro. Manco a parlarne: la maggioranza ha di nuovo bocciato la proposta e questa volta Buono è risultato assente alla votazione. A quel punto è scoppiata l'ira dei quaranta cittadini presenti che si sono scagliati contro l'amministrazione e i consiglieri di centrodestra inveendo contro di loro con i più svariati appellativi. Elisabetta Patelli, portavoce dei verdi di Como e tra i capofila della protesta anti abbattimento, ha tuonato contro il sindaco e la maggioranza: «E' l'ennesima presa in giro. Ma prima o poi bisognerà discutere di come si sono comportati abbattendo a sorpresa il cedro e senza considerare la petizione depositata nel 2006. Bruni dice che non l'avevamo depositata, ma io stessa con altre due persone l'ho consegnata nelle mani del sindaco. A norma di regolamento, equivale ad averla depositata».
Dario Alemanno


Comunicato stampa (10 giugno 2009)
Siamo venuti a conoscenza dell'inserimento nell'ODG del Consiglio comunale della delibera urgente sulla petizione popolare in favore della salvaguardia in loco del cedro di piazza Verdi, costruita assieme ad alcuni consiglieri di minoranza.
.Non abbiamo certezza dei tempi,ma se non ci saranno imprevisti una decisione dovrebbe arrivare se non giovedì sera, certamente nei prossimi giorni. Abbiamo ritenuto opportuno inoltrare al Prefetto,in qualità di rappresentante del Governo sul territorio con competenza di vigilare sulle Amministrazioni e di sostituirsi ad esse se necessario, un ordinanza urgente di sospensiva dei lavori di rimozione del cedro finché il Consiglio non avrà deliberato .
Ci rivolgiamo al Prefetto come garante istituzionale. Ci auguriamo sia un passo superfluo, ci parrebbe infatti un atto gravissimo di disprezzo nei confronti del Consiglio comunale ed una forzatura istituzionale se l'Amministrazione decidesse di procedere prima della decisione del Consiglio stesso.


Il Corriere di Como 16 giugno 2009
Foto in bianco e nero per ricordare il cedro di piazza Verdi
Ieri sera a Palazzo Cernezzi

Una foto in bianco e nero del cedro di piazza Verdi, abbattuto nella notte tra giovedì e venerdì, poggiata sul banco di ciascuno dei rappresentanti dell’opposizione. E una maglietta a “tinte forti” indossata dal consigliere di “Area 2010”, Alessandro Rapinese per sollecitare le dimissioni del sindaco, Stefano Bruni.
L’assemblea di Palazzo Cernezzi si è riunita ieri sera in un clima surriscaldato dalle polemiche sul taglio della storica pianta che fronteggiava il Teatro Sociale.
Molto numeroso il pubblico, accorso in municipio per assistere al dibattito. Annunciata anche la protesta dai banchi dell’opposizione che, come detto, ha celebrato il gigantesco albero di piazza Verdi seminando sul tavolo del consiglio foto in bianco e nero della pianta.


La Provincia 14 giugno 2009
La rabbia del popolo del cedro domani farà breccia in consiglio
 Il cedro di piazza Verdi dopo l'abbattimento Decine di lettere, commenti sul sito Internet del giornale «La Provincia», messaggi su «Facebook». Dopo l’abbattimento del cedro davanti al Teatro Sociale, esplode la rabbia di chi avrebbe voluto salvare la pianta. Reazioni che Elisabetta Patelli, responsabile provinciale dei Verdi e capofila della protesta iniziata nel 2006, commenta così: «Quello che sta accadendo in queste ore dimostra che non erano solo dieci ecologisti a opporsi al taglio dell’albero.
Sono migliaia i cittadini che non condividono la scelta del Comune. Ormai il danno è stato fatto, ma intendiamo comunque portare la vicenda in consiglio comunale. La mozione che avevamo predisposto - spiega Patelli - verrà discussa lunedì sera (domani, ndr) anche se, a questo punto, il tema diventa un altro. Vogliamo discutere dell’atteggiamento tenuto dall’amministrazione, che non ha minimamente preso in considerazione le proteste di tanti comaschi e ha ostentato sicurezza, salvo poi far abbattere la pianta di notte». E domani sera i cittadini contrari al taglio del cedro si presenteranno nuovamente nell’aula di Palazzo Cernezzi: «I responsabili sono il sindaco e la giunta, l’assessore Caradonna è stato un mero esecutore - dice Patelli - e mi dispiace che abbia subito minacce».
Intanto, sebbene il cedro non ci sia più, su «Facebook» continuano ad aumentare gli iscritti al gruppo «Salviamo il cedro di Piazza Verdi». Sono arrivati a 725 e sul sito compaiono 75 messaggi, quasi tutti all’insegna dell’amarezza e della delusione. Non mancano le autocritiche («dovevamo essere più incisivi e agire prima», scrive Mariarosa) ma c’è anche chi si lascia andare a pesanti insulti nei confronti degli amministratori locali. Patrizia Signorotto, invece, è l’autrice di una delle tante lettere giunte in redazione: «L’arroganza dimostrata nel non voler sentire le proteste, nel non voler discutere e nel risolvere il problema di notte - scrive - fa paura. La questione era stata posta in modo civile, con duemila firme e un presidio pacifico in consiglio comunale. Mi sono trasferita a Como da un anno e mezzo e sono preoccupata dal primo approccio avuto con l’amministrazione della città». Sul sito de «La Provincia» (www.laprovinciadicomo.it), Antonella scrive: «È frustrante vedere che chi ci rappresenta, per poter vincere a tutti i costi, evita il confronto democratico».


Il Giorno 13 giugno 2009
Coro di proteste e indignazione per il comportamento del Comune «Vergogna, cittadini non rispettati»
di MAURIZIO MAGNONI
CE L’HANNO MESSA davvero tutta gli ambientalisti, i verdi, i semplici cittadini comaschi per difendere quello che per loro era il «Cedro da salvare», un simbolo del volere cittadino nei confronti di una decisione ormai presa da tempo dal Comune e che sta bene a pochi, ovvero quella di abbattere la pianta che da oltre 80 anni insisteva in piazza Verdi, davanti al Teatro Sociale e in corrispondenza dell’abside della Cattedrale. Ma il nuovo piano di ristrutturazione di piazza Verdi prevedeva l’abbattimento dell’albero. Giovedì mattina un ecologista, Luca Astolfi di 21 anni, si è arrampicato fino a quasi la sommità del cedro per difenderlo: ha rischiato una denuncia e poi ha desistito quando gli è stato garantito che l’albero non sarebbe stato abbattuto. Ma il cedro dell’atlantico è stato tagliato ugualmente, alle 4.30 di ieri mattina. Operazione che è durata un’ora e la maggiore sorpresa è stata dei primi pendolari che si muovono alla mattina per dirigersi verso l’attigua stazione delle Ferrovie Nord di Como Lago è stata proprio la scomparsa improvvisa del cedro.
UNA LUNGA processione di cittadini ha visitato la «tomba» dell’albero atlantico davanti al Teatro Sociale. Attraverso le transenne, ancora presenti per delimitare l’area di cantiere, è stato visto quello che è rimasto dell’enorme cedro. E qualcuno ha deposto una rosa sul moncone con una coccarda con scritto «Riposa in pace», come in un funerale. «È una vera e propria ingiustizia - dice Luca Astolfi - perché questo cedro non deturpava certo l’immagine del Teatro Sociale nè quella della parte posteriore del Duomo. La facciata del Teatro, che si vuole spacciare per neoclassica, è solo
una ricostruzione e, poi consideriamo le altre brutture che ci sono in città, a cominciare dai tralicci delle Ferrovie Nord». «Non dovevano agire così - aggiunge Nanda Clerici che abita in zona da oltre 50 anni - perché questo modo di fare significa non rispettare i cittadini. Se il cedro restava, la piazza
non avrebbe pur pedonalizzata e pur rimessa a nuovo perso nulla». Rincara la dose Saverio Vanelli:
«Al di là del fatto che l’albero aveva i giorni contati perché era ovvio che prima o poi l’avrebbero rimosso, mi fa specie il modo con il quale l’operazione è stata compiuta. Di notte, quando fino a poche ore prima si tentava un approccio democratico per salvare l’albero. Roba da non crederci».


«Era un simbolo Dovevamo ancora parlarne» (la Provincia 13 giugno 2009)
(d.al.) Il valore affettivo, innanzitutto. Ma anche il valore simbolico. Questi due motivi validi, secondo il consigliere di Lista per Como, Mario Molteni, che ha presentato la mozione urgente che sarebbe dovuta essere discussa lunedì prossimo. La mozione avrebbe acceso il dibattito in consiglio comunale circa il dilemma ?abbattere o no il cedro per riqualificare la piazza??. «Si tratta, o meglio, si trattava di una pianta non secolare ma di certo importante per la nostra città - ha commentato con amarezza Molteni - e il valore affettivo non può essere trascurato. C'è poi un valore simbolico: l'amministrazione nel salvare il cedro proprio dopo l'acceso dibattito sorto negli ultimi mesi, avrebbe dato un segnale importante sulla volontà di prestare massima attenzione ai problemi ambientali ed ecologici. Detto questo, un buon progetto di riqualificazione della piazza poteva benissimo prevedere l'albero».


Corriere di Como 13 giugno 2009
Cedro abbattuto nel cuore della notte
di ANDREA BAMBACE
Piazza Verdi.Caradonna: «Orario scelto per viabilità e sicurezza»
Alle 4.30 gli operai hanno tagliato la pianta delle polemiche

Como cambia volto. Un taglio netto, alla base del tronco: le motoseghe sono partite prima dell’alba, a notte inoltrata. Hanno iniziato a divorare il fusto poco dopo le quattro e, alle sette di mattina, i comaschi si sono risvegliati senza più il cedro di piazza Verdi. Nonostante le proteste degli ecologisti, nonostante qualcuno abbia tentato di opporsi al taglio della pianta ma sia stato poi “placcato” dalle forze dell’ordine, l’albero dinnanzi al Teatro Sociale ieri è stato abbattuto nel nome di un progetto di riqualificazione che porterà alla pedonalizzazione di piazza Verdi.
Ecologisti e attivisti “pro-cedro” parlano di blitz inaccettabile, il Comune risponde che l’albero andava abbattuto di notte per evitare problemi alla viabilità della zona.
Persino la maggioranza del consiglio comunale si spacca sulla vicenda.
Polemiche a parte, piazza Verdi ha completamente cambiato volto: stabilire se l’abbia fatto in meglio o in peggio, sta alla sensibilità di ciascuno. A un primo impatto sembra vuota. Poi, però, s’inizia ad apprezzare una nuova visione d’insieme: dando le spalle ai portici di via Pretorio ci si trova di colpo immersi tra il Duomo di Como, il Teatro Sociale e, più in lontananza, la Casa del Fascio di Giuseppe Terragni.
La sensazione di vuoto iniziale, gradualmente, viene sostituta dall’immagine di una piazza di ampio respiro.
CITTADINI DIVISI
Ogni cittadino, però, vede la piazza a modo suo. Tant’è che – ieri mattina – chiunque passasse dalle colonne del Sociale si fermava a guardare la piazza, incuriosito (o infastidito) dal cambiamento. «Secondo me, la visibilità del teatro non vale più di un albero, un essere vivente», commentava un passante. «Non bisogna prendersela con la giunta che ha deciso l’abbattimento – aggiungeva un ragazzo – ma non chi l’ha votata». «Io l’ho votata - commenta un uomo sulla quarantina, in bici, con capello lungo e abito sportivo – ma non sono d’accordo con l’abbattimento del cedro che, se non sbaglio, era stato piantato dal mio bisnonno. Dove andranno gli anziani a prendere un po’ di fresco'». «Su un problema così sentito – aggiunge – bisognava fare un referendum». In pochi secondi il partito degli scontenti viene fronteggiato da chi preferisce la piazza senza cedro. E scoppia la bagarre. «È stata un’operazione corretta – replica un ingegnere, sulla sessantina – Ogni piazza italiana con una certa valenza architettonica non ha alberi». «A me, così, piace molto di più – aggiunge un altro passante in bici – e poi, bisogna pur far qualcosa per rinnovare il passaggio. Il colpo d’occhio è molto piacevole».
COMUNE CONTRO VERDI
Continua, intanto, l’aspra polemica tra Fulvio Caradonna – assessore comunale alla Viabilità – ed Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi di Como e del comitato di cittadini che, con quasi 2mila firme, si opponeva all’abbattimento del cedro.
I Verdi chiedevano la sospensione dell’abbattimento almeno fino a lunedì, serata in cui il consiglio comunale discuterà una mozione a favore del cedro presentata dalla minoranza. «Sono amareggiata – commenta la Patelli – per il metodo usato per l’abbattimento. L’hanno fatto di notte. Non mi piacciono queste maniere carbonare, che peraltro non rispettano i cittadini. Se per l’abbattimento avessero aspettato fino a lunedì, serata in cui si discuterà in consiglio una mozione legata alla petizione dei cittadini, non sarebbe morto nessuno. Ad ogni modo, discuteremo comunque la mozione. Anche perché la questione del cedro ha aperto un problema molto più ampio, sulla mancanza di dialogo con i cittadini e sullo sviluppo urbanistico della città. Io non manovro e non accendo gli animi: tuttavia, la mobilitazione per il cedro è stata reale e spontanea. Non escludo – conclude Elisabetta Patelli – che possa avere ulteriori risvolti».
Non si sposta di un millimetro Fulvio Caradonna, assessore comunale alla Viabilità, che conferma come poco prima dell’abbattimento uno sparuto gruppo di ecologisti abbia tentato di opporsi, ma sia stato «placcato dalla polizia». Perché il cedro è stato abbattuto di notte' «Era l’orario migliore – risponde Caradonna – non c’erano macchine, il traffico era ridotto e quindi l’operazione era più sicura». Gli attivisti “pro-cedro” accusano però di aver compiuto un blitz. «Se avessi veramente voluto fare un blitz, avrei chiesto all’azienda di abbattere l’albero giovedì sera, quando i consiglieri e gli attivisti erano tutti in consiglio comunale».
I Verdi e il consigliere Mario Molteni avevano chiesto di sospendere i lavori almeno fino alla discussione in aula di lunedì. «Non posso fermare il cantiere per una mozione – ha ribadito Caradonna – i consiglieri si sono svegliati tardi, avrebbero potuto darsi da fare in aula durante l’approvazione del piano delle opere pubbliche».
Ieri pomeriggio, infine, qualcuno ha pensato addirittura di celebrare una sorta di “funerale” del cedro, adagiando una rosa rossa sul tronco mozzato.


Così muore un cedro Blitz notturno del Comune (la Provincia 13 giugno 2009)
Sono le 5 in punto del mattino quando la motosega affonda la sua lama dentellata e rotante nel tronco del cedro di piazza Verdi. Il sole sta per sorgere dietro la collina di Brunate, ma nel nuovo giorno che viene la città al risveglio non troverà più il gigante che di stagione in stagione è cresciuto con lei, vegliando sul Teatro Sociale e sull'abside del Duomo per oltre sessant'anni. In un attimo viene abbattuto, come fosse la più tenera e sottile canna di bambù. Nel tronco spezzato che giace orizzontale all'interno dell'area transennata dal Comune, qualcuno tenta di contare i cerchi. Lo si impara da bambini: un cerchio per ogni anno di vita. E intanto che i pochi e tristi spettatori guardano con rabbia e malinconia la morte del cedro, sull'albero abbattuto si accaniscono altre due motoseghe. Tagliano ogni singolo ramo fino a ridurlo in un mucchio di pezzi di legno e segatura. Dopo un paio d'ore quello che rimane sono le radici, ancora ben salde nel sottosuolo, e pochi centimetri di tronco scoperto su cui nel pomeriggio è stata poi deposta una rosa, ultimo omaggio al simbolo di una battaglia che gli ecologisti hanno combattuto fino a poche ore prima, ma che hanno irrimediabilmente perso.
LE ULTIME ORE
Giovedì sera alle 20.30 i cittadini che da mesi protestavano contro l'abbattimento del cedro previsto per la riqualificazione di piazza Verdi, si sono dati appuntamento davanti al teatro Sociale. Fino a quel momento erano convinti che la pianta sarebbe stata abbattuta all'inizio della settimana prossima, ma quando si sono radunati in piazza tra loro si è fatto largo un atroce sospetto: l'albero era stato transennato completamente e non era più possibile avvicinarsi. Solo la mattina prima un ragazzo si era arrampicato in segno di protesta per chiedere al Comune di non tagliarlo. Il gruppo ha poi marciato verso Palazzo Cernezzi per protestare in consiglio comunale. Le ipotesi sul giorno e ora dell'abbattimento si sono sprecate. In pochi credevano però che l'amministrazione avesse in mente di tagliare il cedro proprio la notte stessa. L'assessore competente, Fulvio Caradonna, si era infatti guardato bene dall'annunciarlo.
LA RABBIA
Nonostante l'orario improbabile, alle 5 del mattino c'erano diverse persone ad assistere all'abbattimento. Elisabetta Patelli, leader dei Verdi comaschi, è stata tirata giù dal letto dal tam tam di telefonate partite dai ragazzi più giovani che erano rimasti a veglia del cedro. «Si è trattato di un blitz in piena regola. Ci era stato assicurato che né ieri né questa notte sarebbe stato tagliato - ha tuonato la Patelli mentre la pianta veniva segata - avevo avuto rassicurazioni dal dirigente dei lavori e anche da alcuni consiglieri comunali. Abbiamo fatto esposti, lettere al prefetto, petizioni, ma non è servito a nulla. È un bello smacco per i cittadini e per il consiglio comunale stesso che pensa di discutere l'argomento del taglio del cedro lunedì prossimo».
LE REAZIONI
Il cedro ha diviso non solo la città, ma anche il consiglio comunale. Il Pdl è spaccato. I consiglieri Buono, Simone e Belcastro condividono l'amarezza dei manifestanti. Lo stesso presidente del consiglio Mario Pastore ha dichiarato: «È un vero peccato. Si è persa questa volta un'occasione per poter portare in aula un argomento caro a tutti i nostri cittadini». Il capogruppo del Pdl, Marco Butti, la pensa però diversamente: «Ho massimo rispetto per le sensibilità dei cittadini, ma la questione è un altra: avrebbero potuto portare all'attenzione del Comune la questione del cedro in occasione dell'approvazione del piano delle opere 2008, ma non l'hanno fatto. Ora cominciamo ad esempio a prestare attenzione alle piante a rischio del parco di Villa Feloy». E il sindaco Bruni? «Con tutti i problemi della città, i valori, la morte di una ventenne, i giornali dedicano pagine e pagine al cedro» ha detto il primo cittadino, all'assemblea di Confartigianato.
Dario Alemanno


Gli ambientalisti: «Temiamo l'abbattimento a sorpresa» (la Provincia 12 giugno 2009)
(d. al.) E adesso si teme l'abbattimento a sorpresa. Un folto gruppo di manifestanti ieri si è dato appuntamento alle 20 davanti al cedro di piazza Verdi con lo scopo di marciare fino a Palazzo Cernezzi e protestare in consiglio comunale. Quando si sono ritrovati hanno potuto constatare che l'intera piazza era stata transennata, verosimilmente nel tardo pomeriggio, in modo da rendere l'albero inavvicinabile. Si è allora fatta strada la convinzione che l'amministrazione, dopo l'episodio del ragazzo che si è arrampicato sulla pianta, volesse procedere con l'abbattimento del cedro nella notte, o comunque entro domenica. Più agguerriti che mai i protestanti, tra i quali si contano anche normali cittadini slegati da associazioni ecologiche, sono arrivati in Comune. Intanto il consigliere di Lista per Como, Mario Molteni, ha chiesto al sindaco di discutere già lunedì la mozione contro l'abbattimento del cedro. Ma molti, come detto, temono che sarà già troppo tardi. Ora una delle poche speranze rimaste ai difensori del cedro è il prefetto. Elisabetta Patelli, leader dei Verdi comaschi, ha inviato al rappresentante del governo, Sante Frantellizzi, la seconda missiva: «In relazione alla nostra richiesta di ordinanza urgente di sospensiva dei lavori di rimozione del cedro l'amministrazione nella figura del presidente del consiglio non ha ritenuto per cavilli di ordine meramente formale di poter iscrivere la proposta di delibera urgente all'ordine del giorno della seduta di consiglio di stasera (ieri, ndr). In relazione a quanto esposto rinnoviamo alla la richiesta di intervenire al fine di garantire che il consiglio possa correttamente e liberamente svolgere il ruolo che gli compete. Rammentiamo che la petizione popolare non ha seguito finora l'iter previsto dal regolamento e dagli statuti , pertanto ogni cavillosità formale ci pare pretestuosa e impudente alla luce degli atti omessi sinora». Questa mattina i consiglieri di opposizione e i manifestanti faranno un ultimo tentativo per dialogare con l'amministrazione presentandosi dal sindaco o dagli assessori.


Scala il cedro per protesta e rifiuta di scendere per ore (la Provincia 12 giugno 2009)
Mattina di caos. Il giovane: «Non abbattetelo». Caradonna: «Si va avanti»
Erano da poco passate le sette quando un ragazzo si è arrampicato - con sè aveva anche una corda di sicurezza - sul grande cedro di piazza Verdi. Si è seduto su uno dei rami più alti, ha aperto lo zaino e si è messo a leggere un libro. Pochi minuti dopo è arrivato sul posto l'assessore competente, Fulvio Caradonna, e si è scatenato lo show. Sotto la pianta c'erano anche una pattuglia della polizia di Stato e i vigili urbani oltre agli operai sul posto per transennare l'area e, probabilmente, per iniziare a tagliare qualche ramo del cedro.
«Volevano abbattere l'albero - ha spiegato il ragazzo, Luca Astolfi - e abbiamo deciso di mobilitarci. Mio fratello si è attivato su facebook e il gruppo è già a quota 400 iscritti e io ho deciso di mettere in atto questa protesta simbolica per attirare attenzione». Luca è rimasto per circa tre ore sul cedro che l'amministrazione comunale è decisa ad abbattere per realizzare al suo posto una piazza completamente pedonale. E le proteste continueranno. «Se procedono con l'abbattimento andremo avanti - prosegue il ragazzo di Como - perché rimuoverlo non ha senso. Quell'albero sta bene dov'è, non è malato e non crea problemi. Poco distante c'è la ferrovia e se un albero è brutto, tutti i tralicci cosa sono? Almeno quello dà un tocco di verde. L'albero era già lì, esattamente come il Teatro Sociale. Avrebbero potuto fare un progetto tenendone conto». Sul posto anche il vicesindaco Francesco Cattaneo.
La mattina, per il cedro e per l'assessore Caradonna, è stata abbastanza movimentata. Buona parte dei comaschi che passavano da piazza Verdi si fermavano a guardare la pianta. «Ma che senso ha abbatterla?» chiede una signora con un bimbo e aggiunge: «Bisogna assolutamente protestare, porteremo qui tutta la scuola». Una signora agguerrita va dritta dall'assessore a chiedere spiegazioni al grido di «non si può tagliare, è un atto di inciviltà». Caradonna sta ad ascoltare, ma non arretra di un millimetro e, dopo un po', ribatte: «Ma signora, lei è agronoma?». Siparietti analoghi hanno avuto più di un bis. «La polemica è legittima - ha poi detto Caradonna - e ciascuno ha il suo parere. Ma la questione era arrivata in consiglio comunale e durante la discussione dai banchi della minoranza nessuno ha detto nulla». Erano però state raccolte oltre 2mila firme per salvare la pianta. «Ma in questo anno e mezzo - ha aggiunto Caradonna -
non ho visto nessun consigliere porre il problema o chiedere qualcosa. Questa è una battaglia ideologica: mi chiedo perché gli ambientalisti non si siano battuti per l'olmo nella ex proprietà dell'ex assessore Binda, o in via Prudenziana. Si muovono solo adesso, ma noi andremo avanti».
Un gruppo di consiglieri ha anche depositato una mozione in consiglio comunale e la portavoce dei Verdi, Elisabetta Patelli, ieri ha inviato una nuova lettera al prefetto chiedendo che intervenga per sospendere l'abbattimento dell'albero fino al pronunciamento del consiglio. Caradonna ha già fatto sapere che non aspetterà: «Abbiamo già fatto l'appalto e un'opera pubblica non si ferma per una mozione».
Gi. Ro.


Spostarlo o no? È scontro tra gli esperti (la Provincia 11 giugno 2006)
Spostare il cedro di piazza Verdi? Persino gli agronomi si dividono in due fazioni. Secondo alcuni esperti del settore il cedro avrebbe soltanto il 10% di probabilità di sopravvivenza, secondo altri la percentuale salirebbe, invece, addirittura al 90%. L'agronomo Stefano Monti, interpellato dieci giorni fa da La Provincia, aveva parlato di «un'operazione molto complessa», di «forti rischi» e di una sorta di «accanimento terapeutico», mentre Alfredo Ratti, di Rattiflora, aveva definito l'ipotesi di trasferimento «una follia». Opposto il parere di
Angelo Vavassori (nella foto), agronomo comasco e docente di Arboricoltura: «In Italia siamo in cinque ad occuparci di trapianti del genere - spiega - e posso dire che, al 90%, lo spostamento avrebbe successo. Il Comune di Milano sta effettuando moltissimi trapianti di questo tipo, con risultati positivi.
Ovviamente non può esserci la certezza matematica, tuttavia l'operazione è possibile e, sulla scorta delle esperienze maturate nel corso degli anni, mi sento di essere molto ottimista sull'esito». Palazzo Cernezzi sembra però aver scartato l'ipotesi dello spostamento: «Il Comune - rimarca Vavassori - non mi ha mai chiesto un parere?». E aggiunge: «La pianta è sana, giovane e di grande valore. Personalmente la lascerei dov'è, perché non disturba affatto l'armonia della zona. Ma, da un punto di vista tecnico, il trasferimento è fattibilissimo».
Mi. Sa.


Ecco cartelli e cantiere Il cedro ha i giorni contati (la Provincia 11 giugno 2006)
Avvisi di rimozione forzata per oggi. Caradonna: «Sarà abbattuto»
Cartelli e sospetti Caradonna: «Nessun blitz»
I cartelli spuntati ieri in piazza Verdi recitano: «Divieto di sosta e rimozione forzata dalle ore 8, dal giorno 11 giugno a fine lavori, in tutti i parcheggi».
Tanto è bastato a scatenare il panico tra gli ambientalisti e i ?sostenitori? del cedro situato nella piazza, che hanno interpretato i cartelli come un segnale
dell'imminente abbattimento dell'albero. Su «Facebook» sono spuntati messaggi che invitavano i cittadini contrari al taglio della pianta a presentarsi questa mattina in piazza Verdi e per tutta la giornata si sono susseguite indiscrezioni più o meno attendibili su data e ora dell'intervento.
In serata, è stato l'assessore comunale Fulvio Caradonna a fare chiarezza: «Il provvedimento di divieto di sosta - ha detto - è legato al cantiere per i lavori di riqualificazione della zona, inclusi quelli propedeutici al successivo abbattimento del cedro». Da oggi, insomma, parte il cantiere per il rifacimento di piazza Verdi. Quanto al giorno in cui la pianta verrà abbattuta, l'unica certezza è che il blitz non scatterà nella giornata odierna.
Gli ambientalisti, intanto, continuano a contestare la scelta del Comune e sperano ancora in un ripensamento. Avevano già raccolto duemila firme a favore dell'albero e ora i Verdi stanno provando a portare il caso in consiglio comunale, attraverso una proposta di delibera urgente: «Ma per adesso - spiega la responsabile lariana del partito, Elisabetta Patelli - non è stata inserita all'ordine del giorno. Abbiamo quindi inoltrato al prefetto un'ordinanza di sospensiva dei lavori di rimozione, che non possono certo partire prima che si esprimano i consiglieri. Ci auguriamo, in ogni caso, che quest'ultimo si riveli un passo superfluo; sarebbe un atto gravissimo e una forzatura istituzionale, infatti, se l'amministrazione procedesse con l'abbattimento senza attendere la decisione del consiglio». Secca la replica di Caradonna: «Forse la signora Patelli non sa che il progetto per la nuova piazza è stato approvato all'interno del piano delle opere e quindi è già passato, ufficialmente, in consiglio comunale. A questo punto non si può pretendere di tornare indietro. Ormai la decisione è presa ed è stata approvata». I Verdi, in ogni caso, non sembrano intenzionati ad arrendersi e ieri hanno chiamato a raccolta «tutti coloro che
vogliono salvare il cedro». «L'appuntamento ? ha spiegato Patelli ? è per le 20,30 di domani (oggi, ndr) in piazza Verdi, poi ci sposteremo in Comune».
Sul fronte opposto si schiera, intanto, la direttrice del Teatro Sociale, Barbara Minghetti, a favore del progetto di Palazzo Cernezzi e, quindi, dell'abbattimento della pianta: «La piazza, così come è oggi, non è bella, non è godibile, e soprattutto non è verde - sostiene - Il cedro? Macchine e parcheggi soffocano l'albero e tutto il contesto urbanistico, dove spiccano tre strepitosi edifici di architettura di diverse epoche, come il Duomo, il teatro e Palazzo Terragni». Edifici che, secondo la direttrice del Sociale, meriterebbero una valorizzazione ben diversa: «Per di più - sottolinea - oggi la piazza è pericolosa per i pedoni
e le scolaresche, rumorosa e ha un'aria irrespirabile a causa della costante fila di auto in coda. Di fatto è solo uno svincolo tra palazzi». Quanto alle proteste degli ambientalisti: «Credo - dice Barbara Minghetti - che chi ama il verde desideri una città vivibile, con spazi aperti e non congestionati. E piazza Verdi, nel progetto previsto dal Comune, forse non diventerà la più bella piazza possibile, ma sicuramente sarà una piazza, aperta e per tutti».
Michele Sada


Corriere di Como venerdi 12 /6/2009
Piazza Verdi, adesso “occupano” il cedro
Protesta anche in consiglio comunale contro il taglio dell'albero. Lunedì la discussione in aula. Caradonna: «Non fermo i lavori»

Un giovane ecologista ieri mattina si è arrampicato sulla pianta. Sceso dopo tre ore
È guerra sul cedro di piazza Verdi. Dalle parole, i difensori della pianta sono passati ai fatti: ieri mattina uno studente 21enne è salito fin quasi alla cima rimanendo a diversi metri d’altezza, seduto su un ramo per quasi tre ore. Poco dopo le 10 ha deciso spontaneamente di scendere, ma la protesta inizia a montare. Ieri sera una rappresentanza dei cittadini “antiabbattimento” ha preso parte al consiglio comunale. Il cedro, infatti, dovrà essere spostato a causa di un intervento di riqualificazione che
cambierà il volto dell’area.
manifestazione TRA I RAMI
Ieri mattina presto camion e gru ronzavano attorno all’albero, quasi come dovessero iniziare l’abbattimento. In realtà, dovevano smobilitare il lampione elettrico sotto il cedro. Anche se avessero voluto abbatterlo, non avrebbero comunque potuto: alle 7 Luca Astolfi, 21enne di Como, studente universitario d’Informatica, si è arrampicato fin quasi alla cima dell’albero. Si è seduto su un ramo, dopo essersi assicurato con una corda legata all’imbragatura, e ha iniziato a leggere. È sceso tre ore più tardi, dopo che sul posto erano arrivati anche Fulvio Caradonna, assessore ai Lavori Pubblici, ed Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi per Como. «Ho fatto tutto di mia spontanea volontà – ha detto – volevo attirare l’attenzione su un problema che mi pare giusto affrontare. Ho pensato di attivarmi insieme con mio fratello Marco. Se sarà deciso di abbattere comunque l’albero, tenteremo altro. Magari anche di occupare il cedro».
Il cantiere, nel frattempo, è stato recintato con transenne alte e serrate l’una all’altra, forse anche per impedire sgradite “intrusioni” da parte di cittadini ed ecologisti.
BAGARRE a palazzo Cernezzi
Ieri sera era prevista, in consiglio comunale, la partecipazione di un gruppo di attivisti “pro-cedro”; nel frattempo il gruppo su Facebook “Salviamo il cedro di piazza Verdi” (tra i cui amministratori figura anche la Patelli) aveva raggiunto ieri sera quota 607 iscritti. Ieri pomeriggio Mario Pastore, presidente del consiglio comunale, ha annunciato che in serata avrebbe iscritto all’ordine del giorno del consiglio – con carattere d’urgenza – una mozione presentata dal consigliere Mario Molteni (lista civica Per Como) e altri, che contiene una petizione pro-cedro partita nel 2006 e firmata da quasi 2mila cittadini. Per discutere la mozione devono comunque passare almeno 24 ore, quindi il consiglio comunale tratterà la questione nella seduta di lunedì sera. «Nella mozione – precisa Molteni – chiediamo semplicemente di rivedere il progetto lasciando il cedro al suo posto. Perciò, ci sembrerebbe irrispettoso nei confronti dei 2mila cittadini che hanno firmato la petizione proseguire comunque con l’abbattimento prima di discutere, lunedì, la mozione in consiglio».
Irremovibile l’assessore Caradonna. «Fermare il cantiere' Non se ne parla. Nessuno se ne abbia a male se l’albero dovesse essere abbattuto prima di lunedì. Non avrei nemmeno il potere legale per interrompere i lavori di un’azienda privata che si è aggiudicata regolarmente un appalto – replica l’assessore – Molteni e gli altri consiglieri contrari al progetto avrebbero dovuto “svegliarsi” mesi fa, quando il piano delle opere del 2008 è stato approvato dal consiglio comunale, con il progetto di piazza Verdi allegato al bilancio. Nessuno presentò emendamenti specifici. E ora, a lavori iniziati, si pretende di sospendere il cantiere per una mozione' Impossibile». Su eventuali occupazioni dell’albero, Caradonna fa capire che userà il pugno di ferro. «È un’area di cantiere privata. Chiunque entrerà ne pagherà le conseguenze legali».
Mercoledì Elisabetta Patelli aveva chiesto al prefetto di Como, Sante Frantellizzi, di ordinare una sospensione dei lavori fino al momento della discussione in consiglio comunale, si attende per oggi una risposta del prefetto. Ieri, intanto, è stata chiusa al traffico piazza Verdi in direzione di via Bellini. Vige il divieto di sosta su tutta l’area della piazza interessata dal cantiere; è aperta al traffico la parte sud di via Bellini per residenti, veicoli autorizzati, auto che devono entrare nella zona a traffico limitato o nel posteggio “Arena”. I residenti della città murata possono usare 23 posteggi dell’area ricavata tra i resti della cinta muraria e la sede ferroviaria.


Abbattuto per un progetto di pedonalizzazione
WWF: «SALVIAMO IL CEDRO!»
(Il Giornale di Como 5 giugno 2009)
Como - Salviamo il cedro! Il Wwf si esprime sull'ipotesi di abbattimento o spostamento dell'albero posto di fronte al Teatro Sociale, in piazza Verdi a Como, interessata da un progetto di pedonalizzazione che non prevede appunto la sua permanenza. E propone di effettuare interventi mirati, con potature di contenimento che diano modo di salvaguardare e abbellire la pianta, facendone anzi un punto qualificante del progetto stesso.
«Si tratta di un albero, un cedrus atlantica, che caratterizza in positivo ormai da cinquant'anni la piazza, altrimenti spoglia e quasi del tutto disadorna di verde, e che si trova in piena salute vegetativa, rigoglioso e molto bello a vedersi – scrive Pierangelo Piantanida , presidente del Wwf Como – Un vero e proprio "grande albero" per dimensioni e massa vegetale, che come tale può apportare un notevole beneficio in termini di assorbimento di anidride carbonica, miglioramento della qualità dell'aria e mitigazione del microclima urbano, come insegnano gli scienziati. Quindi ci sembra sensato sostenerne il suo mantenimento, valutandone un eventuale spostamento solo come soluzione alternativa, visti le difficoltà e i costi legati all'operazione a causa della mole dell'albero e del suo particolare e vasto apparato radicale».La proposta del Wwf di Como all'Amministrazione cittadina è dunque quella di non procedere con soluzioni definitive e affrettate, ma di costituire di concerto coi competenti uffici comunali ed esperti in materia botanico-forestale un tavolo tecnico per poter salvaguardare l'essenza anche alla luce della necessaria riqualificazione della piazza: «Aspetti tutt'altro che inconciliabili – aggiunge Piantanida - e che anzi possono trarre vantaggio l'un dall'altro per un risultato finale ancor più efficace e rispondente in modo migliore alle aspettative dei progettisti e della cittadinanza».


Mario Molteni: «I politici dovranno schierarsi» (il Giorno 1 giugno 2009)
Cedro da abbattere, è guerra
di MAURIZIO MAGNONI
GIORNI CONTATI per il cedro di piazza Verdi. Ma verrà effettivamente abbattuto o rimosso? Fermo restando che il «trasloco» in altro luogo sarebbe come una condanna a morte, sarà il Consiglio comunale, nella prossima seduta, a deciderlo. Continua a tenere banco, anche in occasione delle sedute dell’assemblea di Palazzo Cernezzi, la vicenda relativa all’abbattimento del cedro in vista della ristrutturazione di piazza Verdi. Una rimozione che non viene condivisa da molti cittadini che in occasione delle ultime due sedute hanno invaso l’aula consiliare per esprimere, silenziosamente e con molta educazione, la propria opinione, ovvero quella del «no» alla rimozione della pianta. Dopo Pasquale Buono (Pdl), è stato il capogruppo della lista civica «Per Como» Mario Molteni a prendere posizione, testimoniando che non si tratta di una questione di partito, maggioranza o minoranza, ma del rispetto dell’idea di tanti cittadini.

«QUEST’ESSENZA, come ricordate : ha sottolineato Molteni — è stata oggetto di una petizione popolare sfociata in una raccolta di firme che, alla fine del 2006, ha raggiunto quota 2000. Queste firme sono state consegnate presonalmente al sindaco Stefano Bruni dagli esponenti del Comitato tramite l’allora consigliere comunale Elisabetta Patelli, capogruppo dei Verdi. In quell’occasione il sindaco si era impegnato a rispondere al Comitato che, a sua volta, offriva anche a titolo gratuito la collaborazione di agronomi e tecnici per eventuali interventi sulla piazza. Invece non c’è stata alcuna risposta, l’iter per la riqualificazione di piazza Verdi è proseguito senza alcuna modifica e quindi, in base alle ultime notizie il cedro dovrà essere rimosso, o abbattuto». Quindi cosa intendete fare? «Innanzitutto — ha aggiunto Molteni — abbiamo depositato al’Ufficio protocollo e consegnato al presidente del Consiglio comunale Mario Pastore la proposta di deliberazione urgente per discutere quanto prima nell’assemblea di Palazzo Cernezzi sul futuro di questa pianta. In questo modo vedremo chi sarà a favore e chi contrario al mantenimento del cedro. Ma al di là di questo la proposta di delibera per la salvaguardia del cedro vuole essere anche un messaggio nei confronti delle istanze dei cittadini. E siccome anche la Sovrintendenza per i Beni archiettonici il 18 dicembre 2006 ha detto «che la pianta è entrata nella memoria collettiva della popolazione e come tale è forse opportuna la sua conservazione», chiediamo di affidare all’Amministrazione comunale il compito, attraverso gli uffici competenti, di predisporre le modifiche necessarie al progetto per conservare l’albero. È un argomento importante perché coinvolge, soprattutto emotivamente, migliaia di comaschi».


Ore contate per il cedro
Gli ambientalisti non ci stanno
(La Provincia 30/05/09)
L'assessore Caradonna: «Via entro l'estate». Rivolta di Verdi e Wwf
Il riparo dal sole d'agosto, in piazza Verdi, non sarà più all'ombra del cedro. L'assessore Fulvio Caradonna lo dice chiaramente, anche al gruppo di cittadini scesi in campo in difesa dell'albero che da cinquant'anni sorride al teatro Sociale: «Entro l'estate i lavori di riqualificazione della piazza dovranno terminare. Quindi, entro l'estate, l'albero di lì dovrà essere spostato». Come dire: le motoseghe possono iniziare a scaldarsi. «Non ho mai parlato di abbattimento - precisa Caradonna - ma numerosi agronomi hanno detto che la pianta, se spostata, quasi certamente morirebbe. Quindi, se uno più uno fa due...» la pianta andrà giù.
«Abbiamo poco tempo per far sentire la nostra voce - dice Elisabetti Patelli, leader dei Verdi comaschi - l'abbattimento, infatti, fa parte del secondo lotto dei lavori di riqualificazione e il primo lotto ormai è terminato». Il tempo stringe, tanto che giovedì sera, per la seconda volta in pochi giorni, un gruppo di cittadini s'è dato appuntamento in piazza Verdi attorno al cedro. È dal 2006 che si parla della possibilità di "liberare" la piazza del teatro Sociale dall'albero, piantato una cinquantina di anni fa, da quando cioè Palazzo Cernezzi aveva annunciato l'intenzione di procedere a una sistemazione dell'area con la valorizzazione dei diversi stili architettonici che si riescono a catturare semplicemente girandosi e guardano il Duomo, il Sociale e Palazzo Terragni.
Anche il Wwf di Como è intervenuto nel dibattito, in questi giorni, chiedendo che il cedro non venga abbattuto: «Anche Giuseppe Verdi l'avrebbe forse voluto tenere» scrive la sezione lariana dell'associazione del panda. «Si tratta di un albero che caratterizza in positivo, ormai da cinquant'anni, la piazza, altrimenti spoglia e quasi del tutto disadorna di verde» è l'opinione di Pierangelo Piantanida.
In molti, in città, si domandano però perché dare battaglia per una pianta con una storia tutto sommata limitata. La chiave di lettura la offre la stessa Patelli: «Perché è il simbolo di una battaglia, anche di democrazia. Perché è la dimostrazione di come questa amministrazione comunale porta avanti i rapporti con i suoi cittadini. Lo dico onestamente: non mi legherò alla pianta, che non considero particolarmente bella o di pregio. Ma non è possibile ignorare che duemila persone, in pochissimi giorni, hanno firmato una petizione per chiedere che quell'albero non fosse tagliato. E su quella petizione, consegnata due anni fa in Comune, nessuno da Palazzo si è preso il disturbo di darci alcuna risposta». La battaglia per il cedro di piazza Verdi, insomma, presa come simbolo per un dibattito sul "verde" in città: «Tre anni fa il consiglio comunale aveva approvato una delibera per realizzare il piano regolatore del verde. Bene, quella delibera è stata semplicemente ignorata. Il destino di quel cedro - conclude Elisabetta Patelli - è il simbolo dell'atteggiamento di scarso rispetto che questa amministrazione ha verso il patrimonio naturale della nostra città».


Difendo una pianta diventata simbolo
(La Provincia 30/05/09)
Il cedro è assolutamente compatibile con la riqualificazione della piazza, anzi potrebbe esserne il valore aggiunto, segnando una contro tendenza rispetto alle piazze lastricate, senza verde né ombra, assolate e inospitali realizzate negli ultimi tempi. Il cedro è cresciuto lì dove, a torto o a ragione, lo hanno piantato; dopo sessant'anni è sano, non adombra nessun edificio, anzi valorizza e impreziosisce le architetture circostanti , la piazza e persino l'intera zona così mortificata da ben altre brutture. È una battaglia anche simbolica contro la violenta edificazione, il poco rispetto per il verde urbano e gli alberi, il degrado del San Martino, che caratterizzano purtroppo lo sviluppo di Como in questi anni. Non ci battiamo solo per un albero: contestualmente alla petizione abbiamo fatto approvare nel 2006 in consiglio comunale una proposta di ?piano del Verde?, uno strumento urbanistico che permette una visione e gestione organica delle aree verdi in città. Purtroppo la delibera non è mai stata eseguita. La nostra è anche una battaglia di difesa dei diritti dei cittadini che hanno firmato in massa una petizione che non è stata neanche presa in considerazione. Anche la Soprintendenza ha riconosciuto al cedro un valore monumentale per il legame che i cittadini hanno mostrato nella mobilitazione per la sua salvaguardia.
Elisabetta Patelli


A Como il WWF vuole salvare il cedro di Piazza Verdi (La Provincia 28 maggio 2009)
Per il WWF Como si può conciliare la presenza dell’albero col progetto di riqualificazione.
E lo stesso maestro di Busseto, cui è intitolata la piazza, era un amante del verde, quindi…
IL CEDRO? ANCHE GIUSEPPE VERDI L’AVREBBE FORSE VOLUTO TENERE!...
Il WWF Como si esprime sull’ipotesi di abbattimento o spostamento del cedro posto di fronte al Teatro Sociale, in piazza Verdi a Como, interessata da un progetto di pedonalizzazione che non prevede appunto la permanenza dell’albero. E propone di effettuare interventi mirati, con potature di contenimento che diano modo di salvaguardare e abbellire la pianta, facendone anzi un punto qualificante del progetto stesso.
“Si tratta di un albero, un ‘cedrus atlantica’, che caratterizza in positivo ormai da cinquant’anni la piazza, altrimenti spoglia e quasi del tutto disadorna di verde, e che si trova in piena salute vegetativa, rigoglioso e molto bello a vedersi – scrive Pierangelo Piantanida, presidente del WWF Como –. Un vero e proprio ‘grande albero’ per dimensioni e massa vegetale, che come tale può apportare un notevole beneficio in termini di assorbimento di anidride carbonica, miglioramento della qualità dell’aria e mitigazione del microclima urbano, come insegnano gli scienziati. Quindi ci sembra sensato sostenerne il suo mantenimento, valutandone un eventuale spostamento solo come soluzione alternativa, visti le difficoltà e i costi legati all’operazione a causa della mole dell’albero e del suo particolare e vasto apparato radicale”.
“Facciamo quindi nostra la tesi espressa già tre anni fa proprio in questo periodo dal compianto agronomo dottor Massimo Casolo Ginelli – continua Piantanida -, che in una lettera a un quotidiano locale sosteneva in merito che ‘c’e’ una soluzione che va studiata bene e posta in essere con esperienza e competenza: fare una potatura di alcuni rami basali, eliminare alcune cime troppo invasive con tagli di ritorno disinfettando le cicatrici e infine dare una nuova forma più contenuta e ricomposta di tutta la pianta’. Infatti, scriveva ancora Casolo Ginelli, ‘il cedro sopporta le potature anche ‘robuste’ e, se escludiamo la brutta visione che darà di sé per 3 o 4 anni, dopo questo periodo, sarà più bello di prima…’. E potrà dunque apportare un contributo particolarmente qualificante al progetto di abbellimento del luogo, potendone costituire proprio il suo fulcro”.
Da qui la proposta all’amministrazione cittadina del WWF Como di non procedere con soluzioni definitive e affrettate, ma di costituire di concerto coi competenti uffici comunali ed esperti in materia botanico-forestale un “tavolo” tecnico per poter salvaguardare l’essenza anche alla luce della necessaria riqualificazione della piazza: “aspetti tutt’altro che inconciliabili – afferma Piantanida -, e che anzi possono trarre vantaggio l’un dall’altro per un risultato finale ancor più efficace e rispondente in modo migliore alle aspettative dei progettisti e della cittadinanza”.
“Ci si consenta infine un inciso, vista la collocazione del cedro - sottolinea il presidente dell’associazione ambientalista -: è forse poco noto agli appassionati di lirica e di musica classica, come lo è pure il sottoscritto, che il grande maestro di Busseto era anche un amante del verde. Lo spazio attiguo alla propria villa di S. Agata nelle campagne del Piacentino fu da lui stesso ampliato e fatto abbellire con un laghetto, una grotta artificiale, un promontorio e soprattutto numerose piante anche rare ed esotiche, importate appositamente da paesi lontani, a creare infine un grande e suggestivo parco di sei ettari, un’oasi di verde ricca di angoli suggestivi e armonia che ancora oggi si può ammirare…”.
“E’ quindi per certi versi paradossale che proprio nella piazza a lui dedicata, di fronte al prestigioso teatro dove riecheggiano periodicamente le sue grandi opere, si possa pensare che un così magnifico albero sia semplicemente di troppo – conclude Piantanida -: è da credere che lo stesso Verdi probabilmente non sarebbe stato molto d’accordo con quest’idea...!”.


«Non abbattete quel cedro» Il Giorno 25 maggio 2009
IL CEDRO plurisecolare di piazza Verdi non deve essere assolutamente tagliato nè spostato. Ci batteremo con tutte le nostre forze affinchè venga risparmiata un’essenza che fa parte della storia della città che in quel luogo sta bene e che non arreca danno. Tagliarlo sarebbe un vero e proprio scempio». È quanto afferma Elisabetta Patelli, già consigliere comunale dei Verdi a Palazzo Cernezzi tra il 2002 e il 2007, che per questa sera ha preannunciato una picchetto a difesa del cedro e una successiva «visita silenziosa, ma significativa» in occasione del Consiglio comunale per testimoniare l’opinione di molti comaschi che vogliono mantenere questa pianta. «Mi auguro che in Consiglio ci sia un gran numero di persone a testimoniare il proprio amore nei confronti di questo albero che è nella storia di diverse generazioni di comaschi”. Ma perché non va abbattuto? «È stato piantato lì, è cresciuto e nonostante l’incuria e l’inquinamento sta bene - aggiunge Patelli - anche dal punto di vista architettonico impreziosice la piazza e non certo la deturpa. Non condivido l’indirizzo dell’Amministrazione di fare le piazze cittadine senza verde».

IL PROBLEMA sarà al centro di una comunicazione preliminare del consigliere del Pdl Pasquale Buono questa sera in Consiglio comunale. Maurizio Magnoni

 

 

 

 

 

 

 

 

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