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delle lettere al direttore
La Provincia 18 giugno 2009
Il Pd: «Il confronto ci è stato negato»
Gaffuri: «Maggioranza codarda». I Palchettisti: «Grati al Comune»
Il "day after" sui
«comaschi codardi» vede due interventi di segno opposto, ma non certo la
tempesta mediatica che si poteva immaginare. Almeno pubblicamente.
«Evidentemente - afferma il capogruppo del Pd, Luca Gaffuri - Caradonna
ha i suoi motivi nei confronti di qualcuno per dire quello che ha detto.
Rispetto al consiglio comunale, però, è stata proprio la maggioranza ad
evitare il confronto. Nel caso, quindi, i codardi sono loro... non certo
noi!». Gaffuri chiarisce poi il pensiero dell'opposizione sull'intera
vicenda: L'amministrazione
ha tutto il diritto di programmare il ridisegno urbanistico della città.
Quello che stona, nel caso del cedro, è che sono state raccolte oltre
duemila firme contro l'abbattimento e il Comune le ha tenute nel
cassetto. Non solo: la maggioranza ha negato al consiglio la possibilità
di dare un indirizzo definitivo su piazza Verdi, forse per il timore di
finire sotto... Siamo alle solite: forti con i deboli, come nel caso del
cedro, e deboli con i forti, come ha denunciato Rallo a proposito
dell'urbanistica...». Il giorno dopo l'affondo di Caradonna contro i
codardi va registrata anche la presa di posizione della Società dei
Palchettisti del Teatro Sociale. Il presidente Francesco Peronese, in
una nota, ha espresso «la propria solidarietà e sincera gratitudine al
sindaco, alla sua giunta e all'assessore delegato per aver restituito
alla città la veduta della splendida facciata neoclassica del Teatro
Sociale che, con il Duomo, il Palazzo Terragni e la Torre Pantera,
riunisce quattro dei numerosi gioielli che impreziosiscono Como».
La Provincia 16 giugno 2009 Cedro
abbattuto, protesta ambientalista in aula
La maggioranza
nega il dibattito sul blitz dell'altra notte davanti al Sociale. E la
minoranza insorge
«Vergogna!». Questo il coro dei quaranta manifestanti che ieri si sono
presentati in consiglio comunale nella speranza di assistere alla
discussione della mozione sul cedro di piazza Verdi presentata da Mario
Molteni di Lista Per Como. La maggioranza per due volte nel corso della
serata ha impedito che l'argomento fosse trattato. La mozione
inizialmente doveva servire per discutere sull'opportunità di abbattere
o meno l'albero, ma dopo il blitz di venerdì mattina alle 5 del Comune
era stata superata dagli eventi. Tuttavia Lista
per Como ha chiesto di discuterla lo stesso, ma emendata, al fine di
dibattere sul taglio a sorpresa. Il clima in aula si è subito scaldato.
Alessandro Rapinese ha indossato una maglia con la scritta Bruni Go
Home. Seghiamo il cedrone».
All'inizio della serata, il consigliere Molteni ha chiesto di sospendere
la trattazione dell'argomento in corso, cioè la mozione sulla moralità,
per dare spazio al dibattito sul cedro. La maggioranza ha bocciato la
richiesta, compreso il presidente del consiglio Mario Pastore che nella
giornata di venerdì, dopo l'abbattimento, aveva definito «un occasione
persa» la mancata discussione sull'opportunità di abbattere o meno il
cedro. Unico del Pdl a votare la sospensiva è stato il vice capogruppo
Pasquale Buono, lasciato completamente solo nel premere il tasto verde
anche dagli altri consiglieri dell'area liberal del partito. Con lui,
sempre della maggioranza, hanno votato a favore Carlo Ghirri e Luigi
Bottone dell'Udc (assenti Arcellaschi, Belcastro, Martinelli, Sapere,
Simone, Imperiali).
Verso le 22.30, quando il documento sulla moralità è stato votato (e
bocciato), Molteni ci ha riprovato chiedendo di invertire l'ordine del
giorno rinviando la discussione sulla delibera sulle tariffe dei nidi
per trattare, finalmente, la mozione sul cedro. Manco a parlarne: la
maggioranza ha di nuovo bocciato la proposta e questa volta Buono è
risultato assente alla votazione. A quel punto è scoppiata l'ira dei
quaranta cittadini presenti che si sono scagliati contro
l'amministrazione e i consiglieri di centrodestra inveendo contro di
loro con i più svariati appellativi. Elisabetta Patelli, portavoce dei
verdi di Como e tra i capofila della protesta anti abbattimento, ha
tuonato contro il sindaco e la maggioranza: «E' l'ennesima presa in
giro. Ma prima o poi bisognerà discutere di come si sono comportati
abbattendo a sorpresa il cedro e senza considerare la petizione
depositata nel 2006. Bruni dice che non l'avevamo depositata, ma io
stessa con altre due persone l'ho consegnata nelle mani del sindaco. A
norma di regolamento, equivale ad averla depositata».
Dario Alemanno
Comunicato stampa (10 giugno 2009)
Siamo
venuti a conoscenza dell'inserimento nell'ODG del Consiglio comunale
della delibera urgente sulla petizione popolare in favore della
salvaguardia in loco del cedro di piazza Verdi, costruita assieme ad
alcuni consiglieri di minoranza.
.Non abbiamo certezza dei tempi,ma se non ci saranno imprevisti una
decisione dovrebbe arrivare se non giovedì sera, certamente nei prossimi
giorni. Abbiamo ritenuto opportuno inoltrare al Prefetto,in qualità di
rappresentante del Governo sul territorio con competenza di vigilare
sulle Amministrazioni e di sostituirsi ad esse se necessario, un
ordinanza urgente di sospensiva dei lavori di rimozione del cedro finché
il Consiglio non avrà deliberato .
Ci rivolgiamo al Prefetto come garante istituzionale. Ci auguriamo sia
un passo superfluo, ci parrebbe infatti un atto gravissimo di disprezzo
nei confronti del Consiglio comunale ed una forzatura istituzionale se
l'Amministrazione decidesse di procedere prima della decisione del
Consiglio stesso.
Il Corriere di Como 16 giugno 2009
Foto in bianco e nero per ricordare il cedro di piazza
Verdi
Ieri sera a Palazzo Cernezzi
Una foto in bianco
e nero del cedro di piazza Verdi, abbattuto nella notte tra giovedì e
venerdì, poggiata sul banco di ciascuno dei rappresentanti
dell’opposizione. E una maglietta a “tinte forti” indossata dal
consigliere di “Area 2010”, Alessandro Rapinese per sollecitare
le dimissioni del sindaco, Stefano Bruni.
L’assemblea di Palazzo Cernezzi si è riunita ieri sera in un clima
surriscaldato dalle polemiche sul taglio della storica pianta che
fronteggiava il Teatro Sociale.
Molto numeroso il pubblico, accorso in municipio per assistere al
dibattito. Annunciata anche la protesta dai banchi dell’opposizione che,
come detto, ha celebrato il gigantesco albero di piazza Verdi seminando
sul tavolo del consiglio foto in bianco e nero della pianta.
La Provincia 14
giugno 2009 La rabbia del popolo del cedro domani
farà breccia in consiglio
Il cedro di piazza Verdi dopo l'abbattimento Decine di lettere, commenti
sul sito Internet del giornale «La Provincia», messaggi su «Facebook».
Dopo l’abbattimento del cedro davanti al Teatro Sociale, esplode la
rabbia di chi avrebbe voluto salvare la pianta. Reazioni che Elisabetta
Patelli, responsabile provinciale dei Verdi e capofila della protesta
iniziata nel 2006, commenta così: «Quello che sta accadendo in queste
ore dimostra che non erano solo dieci ecologisti a opporsi al taglio
dell’albero. Sono migliaia i cittadini che non condividono la scelta del
Comune. Ormai il danno è stato fatto, ma intendiamo comunque portare la
vicenda in consiglio comunale. La mozione che avevamo predisposto -
spiega Patelli - verrà discussa lunedì sera (domani, ndr) anche se, a
questo punto, il tema diventa un altro. Vogliamo discutere
dell’atteggiamento tenuto dall’amministrazione, che non ha minimamente
preso in considerazione le proteste di tanti comaschi e ha ostentato
sicurezza, salvo poi far abbattere la pianta di notte». E domani sera i
cittadini contrari al taglio del cedro si presenteranno nuovamente
nell’aula di Palazzo Cernezzi: «I responsabili sono il sindaco e la
giunta, l’assessore Caradonna è stato un mero esecutore - dice Patelli -
e mi dispiace che abbia subito minacce».
Intanto, sebbene il cedro non ci sia più, su «Facebook» continuano ad
aumentare gli iscritti al gruppo «Salviamo il cedro di Piazza Verdi».
Sono arrivati a 725 e sul sito compaiono 75 messaggi, quasi tutti
all’insegna dell’amarezza e della delusione. Non mancano le autocritiche
(«dovevamo essere più incisivi e agire prima», scrive Mariarosa) ma c’è
anche chi si lascia andare a pesanti insulti nei confronti degli
amministratori locali. Patrizia Signorotto, invece, è l’autrice di una
delle tante lettere giunte in redazione: «L’arroganza dimostrata nel non
voler sentire le proteste, nel non voler discutere e nel risolvere il
problema di notte - scrive - fa paura. La questione era stata posta in
modo civile, con duemila firme e un presidio pacifico in consiglio
comunale. Mi sono trasferita a Como da un anno e mezzo e sono
preoccupata dal primo approccio avuto con l’amministrazione della
città». Sul sito de «La Provincia» (www.laprovinciadicomo.it), Antonella
scrive: «È frustrante vedere che chi ci rappresenta, per poter vincere a
tutti i costi, evita il confronto democratico».
Il
Giorno 13
giugno 2009 Coro di proteste e indignazione per il
comportamento del Comune «Vergogna, cittadini non rispettati»
di MAURIZIO MAGNONI
CE L’HANNO MESSA davvero tutta gli ambientalisti, i verdi, i semplici
cittadini comaschi per difendere quello che per loro era il «Cedro da
salvare», un simbolo del volere cittadino nei confronti di una decisione
ormai presa da tempo dal Comune e che sta bene a pochi, ovvero quella di
abbattere la pianta che da oltre 80 anni insisteva in piazza Verdi,
davanti al Teatro Sociale e in corrispondenza dell’abside della
Cattedrale. Ma il nuovo piano di ristrutturazione di piazza Verdi
prevedeva l’abbattimento dell’albero. Giovedì mattina un ecologista,
Luca Astolfi di 21 anni, si è arrampicato fino a quasi la sommità del
cedro per difenderlo: ha rischiato una denuncia e poi ha desistito
quando gli è stato garantito che l’albero non sarebbe stato abbattuto.
Ma il cedro dell’atlantico è stato tagliato ugualmente, alle 4.30 di
ieri mattina. Operazione che è durata un’ora e la maggiore sorpresa è
stata dei primi pendolari che si muovono alla mattina per dirigersi
verso l’attigua stazione delle Ferrovie Nord di Como Lago è stata
proprio la scomparsa improvvisa del cedro.
UNA LUNGA processione di cittadini ha visitato la «tomba» dell’albero
atlantico davanti al Teatro Sociale. Attraverso le transenne, ancora
presenti per delimitare l’area di cantiere, è stato visto quello che è
rimasto dell’enorme cedro. E qualcuno ha deposto una rosa sul moncone
con una coccarda con scritto «Riposa in pace», come in un funerale. «È
una vera e propria ingiustizia - dice Luca Astolfi - perché questo cedro
non deturpava certo l’immagine del Teatro Sociale nè quella della parte
posteriore del Duomo. La facciata del Teatro, che si vuole spacciare per
neoclassica, è solo
una ricostruzione e, poi consideriamo le altre brutture che ci sono in
città, a cominciare dai tralicci delle Ferrovie Nord». «Non dovevano
agire così - aggiunge Nanda Clerici che abita in zona da oltre 50 anni -
perché questo modo di fare significa non rispettare i cittadini. Se il
cedro restava, la piazza
non avrebbe pur pedonalizzata e pur rimessa a nuovo perso nulla».
Rincara la dose Saverio Vanelli:
«Al di là del fatto che l’albero aveva i giorni contati perché era ovvio
che prima o poi l’avrebbero rimosso, mi fa specie il modo con il quale
l’operazione è stata compiuta. Di notte, quando fino a poche ore prima
si tentava un approccio democratico per salvare l’albero. Roba da non
crederci».
«Era un simbolo Dovevamo ancora parlarne»
(la Provincia 13 giugno 2009)
(d.al.) Il valore
affettivo, innanzitutto. Ma anche il valore simbolico. Questi due motivi
validi, secondo il consigliere di Lista per Como, Mario Molteni, che ha
presentato la mozione urgente che sarebbe dovuta essere discussa lunedì
prossimo. La mozione avrebbe acceso il dibattito in consiglio comunale
circa il dilemma ?abbattere o no il cedro per riqualificare la piazza??.
«Si tratta, o meglio, si trattava di una pianta non secolare ma di certo
importante per la nostra città - ha commentato con amarezza Molteni - e
il valore affettivo non può essere trascurato. C'è poi un valore
simbolico: l'amministrazione nel salvare il cedro proprio dopo l'acceso
dibattito sorto negli ultimi mesi, avrebbe dato un segnale importante
sulla volontà di prestare massima attenzione ai problemi ambientali ed
ecologici. Detto questo, un buon progetto di riqualificazione della
piazza poteva benissimo prevedere l'albero».
Corriere di Como 13 giugno 2009
Cedro abbattuto nel cuore della
notte
di ANDREA BAMBACE
Piazza Verdi.Caradonna: «Orario scelto per viabilità e sicurezza»
Alle 4.30 gli operai hanno tagliato la pianta delle polemiche
Como cambia volto. Un taglio netto, alla base del tronco: le motoseghe
sono partite prima dell’alba, a notte inoltrata. Hanno iniziato a
divorare il fusto poco dopo le quattro e, alle sette di mattina, i
comaschi si sono risvegliati senza più il cedro di piazza Verdi.
Nonostante le proteste degli ecologisti, nonostante qualcuno abbia
tentato di opporsi al taglio della pianta ma sia stato poi “placcato”
dalle forze dell’ordine, l’albero dinnanzi al Teatro Sociale ieri è
stato abbattuto nel nome di un progetto di riqualificazione che porterà
alla pedonalizzazione di piazza Verdi.
Ecologisti e attivisti “pro-cedro” parlano di blitz inaccettabile, il
Comune risponde che l’albero andava abbattuto di notte per evitare
problemi alla viabilità della zona.
Persino la maggioranza del consiglio comunale si spacca sulla vicenda.
Polemiche a parte, piazza Verdi ha completamente cambiato volto:
stabilire se l’abbia fatto in meglio o in peggio, sta alla sensibilità
di ciascuno. A un primo impatto sembra vuota. Poi, però, s’inizia ad
apprezzare una nuova visione d’insieme: dando le spalle ai portici di
via Pretorio ci si trova di colpo immersi tra il Duomo di Como, il
Teatro Sociale e, più in lontananza, la Casa del Fascio di Giuseppe
Terragni.
La sensazione di vuoto iniziale, gradualmente, viene sostituta
dall’immagine di una piazza di ampio respiro.
CITTADINI DIVISI
Ogni cittadino, però, vede la piazza a modo suo. Tant’è che – ieri
mattina – chiunque passasse dalle colonne del Sociale si fermava a
guardare la piazza, incuriosito (o infastidito) dal cambiamento.
«Secondo me, la visibilità del teatro non vale più di un albero, un
essere vivente», commentava un passante. «Non bisogna prendersela con la
giunta che ha deciso l’abbattimento – aggiungeva un ragazzo – ma non chi
l’ha votata». «Io l’ho votata - commenta un uomo sulla quarantina, in
bici, con capello lungo e abito sportivo – ma non sono d’accordo con
l’abbattimento del cedro che, se non sbaglio, era stato piantato dal mio
bisnonno. Dove andranno gli anziani a prendere un po’ di fresco'». «Su
un problema così sentito – aggiunge – bisognava fare un referendum». In
pochi secondi il partito degli scontenti viene fronteggiato da chi
preferisce la piazza senza cedro. E scoppia la bagarre. «È stata
un’operazione corretta – replica un ingegnere, sulla sessantina – Ogni
piazza italiana con una certa valenza architettonica non ha alberi». «A
me, così, piace molto di più – aggiunge un altro passante in bici – e
poi, bisogna pur far qualcosa per rinnovare il passaggio. Il colpo
d’occhio è molto piacevole».
COMUNE CONTRO VERDI
Continua, intanto, l’aspra polemica tra Fulvio Caradonna – assessore
comunale alla Viabilità – ed Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi di
Como e del comitato di cittadini che, con quasi 2mila firme, si opponeva
all’abbattimento del cedro.
I Verdi chiedevano la sospensione dell’abbattimento almeno fino a
lunedì, serata in cui il consiglio comunale discuterà una mozione a
favore del cedro presentata dalla minoranza. «Sono amareggiata –
commenta la Patelli – per il metodo usato per l’abbattimento. L’hanno
fatto di notte. Non mi piacciono queste maniere carbonare, che peraltro
non rispettano i cittadini. Se per l’abbattimento avessero aspettato
fino a lunedì, serata in cui si discuterà in consiglio una mozione
legata alla petizione dei cittadini, non sarebbe morto nessuno. Ad ogni
modo, discuteremo comunque la mozione. Anche perché la questione del
cedro ha aperto un problema molto più ampio, sulla mancanza di dialogo
con i cittadini e sullo sviluppo urbanistico della città. Io non manovro
e non accendo gli animi: tuttavia, la mobilitazione per il cedro è stata
reale e spontanea. Non escludo – conclude Elisabetta Patelli – che possa
avere ulteriori risvolti».
Non si sposta di un millimetro Fulvio Caradonna, assessore comunale alla
Viabilità, che conferma come poco prima dell’abbattimento uno sparuto
gruppo di ecologisti abbia tentato di opporsi, ma sia stato «placcato
dalla polizia». Perché il cedro è stato abbattuto di notte' «Era
l’orario migliore – risponde Caradonna – non c’erano macchine, il
traffico era ridotto e quindi l’operazione era più sicura». Gli
attivisti “pro-cedro” accusano però di aver compiuto un blitz. «Se
avessi veramente voluto fare un blitz, avrei chiesto all’azienda di
abbattere l’albero giovedì sera, quando i consiglieri e gli attivisti
erano tutti in consiglio comunale».
I Verdi e il consigliere Mario Molteni avevano chiesto di sospendere i
lavori almeno fino alla discussione in aula di lunedì. «Non posso
fermare il cantiere per una mozione – ha ribadito Caradonna – i
consiglieri si sono svegliati tardi, avrebbero potuto darsi da fare in
aula durante l’approvazione del piano delle opere pubbliche».
Ieri pomeriggio, infine, qualcuno ha pensato addirittura di celebrare
una sorta di “funerale” del cedro, adagiando una rosa rossa sul tronco
mozzato.
Così muore un cedro
Blitz notturno del Comune
(la Provincia 13 giugno 2009)
Sono le 5 in punto del mattino quando la motosega affonda la sua lama
dentellata e rotante nel tronco del cedro di piazza Verdi. Il sole sta
per sorgere dietro la collina di Brunate, ma nel nuovo giorno che viene
la città al risveglio non troverà più il gigante che di stagione in
stagione è cresciuto con lei, vegliando sul Teatro Sociale e sull'abside
del Duomo per oltre sessant'anni. In un attimo viene abbattuto, come
fosse la più tenera e sottile canna di bambù. Nel tronco spezzato che
giace orizzontale all'interno dell'area transennata dal Comune, qualcuno
tenta di contare i cerchi. Lo si impara da bambini: un cerchio per ogni
anno di vita. E intanto che i pochi e tristi spettatori guardano con
rabbia e malinconia la morte del cedro, sull'albero abbattuto si
accaniscono altre due motoseghe. Tagliano ogni singolo ramo fino a
ridurlo in un mucchio di pezzi di legno e segatura. Dopo un paio d'ore
quello che rimane sono le radici, ancora ben salde nel sottosuolo, e
pochi centimetri di tronco scoperto su cui nel pomeriggio è stata poi
deposta una rosa, ultimo omaggio al simbolo di una battaglia che gli
ecologisti hanno combattuto fino a poche ore prima, ma che hanno
irrimediabilmente perso.
LE ULTIME ORE
Giovedì sera alle 20.30 i cittadini che da mesi protestavano contro
l'abbattimento del cedro previsto per la riqualificazione di piazza
Verdi, si sono dati appuntamento davanti al teatro Sociale. Fino a quel
momento erano convinti che la pianta sarebbe stata abbattuta all'inizio
della settimana prossima, ma quando si sono radunati in piazza tra loro
si è fatto largo un atroce sospetto: l'albero era stato transennato
completamente e non era più possibile avvicinarsi. Solo la mattina prima
un ragazzo si era arrampicato in segno di protesta per chiedere al
Comune di non tagliarlo. Il gruppo ha poi marciato verso Palazzo
Cernezzi per protestare in consiglio comunale. Le ipotesi sul giorno e
ora dell'abbattimento si sono sprecate. In pochi credevano però che
l'amministrazione avesse in mente di tagliare il cedro proprio la notte
stessa. L'assessore competente, Fulvio Caradonna, si era infatti
guardato bene dall'annunciarlo.
LA RABBIA
Nonostante l'orario improbabile, alle 5 del mattino c'erano diverse
persone ad assistere all'abbattimento. Elisabetta Patelli, leader dei
Verdi comaschi, è stata tirata giù dal letto dal tam tam di telefonate
partite dai ragazzi più giovani che erano rimasti a veglia del cedro.
«Si è trattato di un blitz in piena regola. Ci era stato assicurato che
né ieri né questa notte sarebbe stato tagliato - ha tuonato la Patelli
mentre la pianta veniva segata - avevo avuto rassicurazioni dal
dirigente dei lavori e anche da alcuni consiglieri comunali. Abbiamo
fatto esposti, lettere al prefetto, petizioni, ma non è servito a nulla.
È un bello smacco per i cittadini e per il consiglio comunale stesso che
pensa di discutere l'argomento del taglio del cedro lunedì prossimo».
LE REAZIONI
Il cedro ha diviso non solo la città, ma anche il consiglio comunale. Il
Pdl è spaccato. I consiglieri Buono, Simone e Belcastro condividono
l'amarezza dei manifestanti. Lo stesso presidente del consiglio Mario
Pastore ha dichiarato: «È un vero peccato. Si è persa questa volta
un'occasione per poter portare in aula un argomento caro a tutti i
nostri cittadini». Il capogruppo del Pdl, Marco Butti, la pensa però
diversamente: «Ho massimo rispetto per le sensibilità dei cittadini, ma
la questione è un altra: avrebbero potuto portare all'attenzione del
Comune la questione del cedro in occasione dell'approvazione del piano
delle opere 2008, ma non l'hanno fatto. Ora cominciamo ad esempio a
prestare attenzione alle piante a rischio del parco di Villa Feloy». E
il sindaco Bruni? «Con tutti i problemi della città, i valori, la morte
di una ventenne, i giornali dedicano pagine e pagine al cedro» ha detto
il primo cittadino, all'assemblea di Confartigianato.
Dario Alemanno
Gli ambientalisti:
«Temiamo l'abbattimento a sorpresa»
(la Provincia 12 giugno 2009)
(d. al.) E adesso si teme l'abbattimento a sorpresa. Un folto gruppo di
manifestanti ieri si è dato appuntamento alle 20 davanti al cedro di
piazza Verdi con lo scopo di marciare fino a Palazzo Cernezzi e
protestare in consiglio comunale. Quando si sono ritrovati hanno potuto
constatare che l'intera piazza era stata transennata, verosimilmente nel
tardo pomeriggio, in modo da rendere l'albero inavvicinabile. Si è
allora fatta strada la convinzione che l'amministrazione, dopo
l'episodio del ragazzo che si è arrampicato sulla pianta, volesse
procedere con l'abbattimento del cedro nella notte, o comunque entro
domenica. Più agguerriti che mai i protestanti, tra i quali si contano
anche normali cittadini slegati da associazioni ecologiche, sono
arrivati in Comune. Intanto il consigliere di Lista per Como, Mario
Molteni, ha chiesto al sindaco di discutere già lunedì la mozione contro
l'abbattimento del cedro. Ma molti, come detto, temono che sarà già
troppo tardi. Ora una delle poche speranze rimaste ai difensori del
cedro è il prefetto. Elisabetta Patelli, leader dei Verdi comaschi, ha
inviato al rappresentante del governo, Sante Frantellizzi, la seconda
missiva: «In relazione alla nostra richiesta di ordinanza urgente di
sospensiva dei lavori di rimozione del cedro l'amministrazione nella
figura del presidente del consiglio non ha ritenuto per cavilli di
ordine meramente formale di poter iscrivere la proposta di delibera
urgente all'ordine del giorno della seduta di consiglio di stasera
(ieri, ndr). In relazione a quanto esposto rinnoviamo alla la richiesta
di intervenire al fine di garantire che il consiglio possa correttamente
e liberamente svolgere il ruolo che gli compete. Rammentiamo che la
petizione popolare non ha seguito finora l'iter previsto dal regolamento
e dagli statuti , pertanto ogni cavillosità formale ci pare pretestuosa
e impudente alla luce degli atti omessi sinora». Questa mattina i
consiglieri di opposizione e i manifestanti faranno un ultimo tentativo
per dialogare con l'amministrazione presentandosi dal sindaco o dagli
assessori.
Scala il cedro per
protesta e rifiuta di scendere per ore
(la Provincia 12 giugno 2009)
Mattina di caos. Il giovane: «Non abbattetelo». Caradonna: «Si va
avanti»
Erano da poco passate le sette quando un ragazzo si è arrampicato - con
sè aveva anche una corda di sicurezza - sul grande cedro di piazza
Verdi. Si è seduto su uno dei rami più alti, ha aperto lo zaino e si è
messo a leggere un libro. Pochi minuti dopo è arrivato sul posto
l'assessore competente, Fulvio Caradonna, e si è scatenato lo show.
Sotto la pianta c'erano anche una pattuglia della polizia di Stato e i
vigili urbani oltre agli operai sul posto per transennare l'area e,
probabilmente, per iniziare a tagliare qualche ramo del cedro.
«Volevano abbattere l'albero - ha spiegato il ragazzo, Luca Astolfi - e
abbiamo deciso di mobilitarci. Mio fratello si è attivato su facebook e
il gruppo è già a quota 400 iscritti e io ho deciso di mettere in atto
questa protesta simbolica per attirare attenzione». Luca è rimasto per
circa tre ore sul cedro che l'amministrazione comunale è decisa ad
abbattere per realizzare al suo posto una piazza completamente pedonale.
E le proteste continueranno. «Se procedono con l'abbattimento andremo
avanti - prosegue il ragazzo di Como - perché rimuoverlo non ha senso.
Quell'albero sta bene dov'è, non è malato e non crea problemi. Poco
distante c'è la ferrovia e se un albero è brutto, tutti i tralicci cosa
sono? Almeno quello dà un tocco di verde. L'albero era già lì,
esattamente come il Teatro Sociale. Avrebbero potuto fare un progetto
tenendone conto». Sul posto anche il vicesindaco Francesco Cattaneo.
La mattina, per il cedro e per l'assessore Caradonna, è stata abbastanza
movimentata. Buona parte dei comaschi che passavano da piazza Verdi si
fermavano a guardare la pianta. «Ma che senso ha abbatterla?» chiede una
signora con un bimbo e aggiunge: «Bisogna assolutamente protestare,
porteremo qui tutta la scuola». Una signora agguerrita va dritta
dall'assessore a chiedere spiegazioni al grido di «non si può tagliare,
è un atto di inciviltà». Caradonna sta ad ascoltare, ma non arretra di
un millimetro e, dopo un po', ribatte: «Ma signora, lei è agronoma?».
Siparietti analoghi hanno avuto più di un bis. «La polemica è legittima
- ha poi detto Caradonna - e ciascuno ha il suo parere. Ma la questione
era arrivata in consiglio comunale e durante la discussione dai banchi
della minoranza nessuno ha detto nulla». Erano però state raccolte oltre
2mila firme per salvare la pianta. «Ma in questo anno e mezzo - ha
aggiunto Caradonna -
non ho visto nessun consigliere porre il problema o chiedere qualcosa.
Questa è una battaglia ideologica: mi chiedo perché gli ambientalisti
non si siano battuti per l'olmo nella ex proprietà dell'ex assessore
Binda, o in via Prudenziana. Si muovono solo adesso, ma noi andremo
avanti».
Un gruppo di consiglieri ha anche depositato una mozione in consiglio
comunale e la portavoce dei Verdi, Elisabetta Patelli, ieri ha inviato
una nuova lettera al prefetto chiedendo che intervenga per sospendere
l'abbattimento dell'albero fino al pronunciamento del consiglio.
Caradonna ha già fatto sapere che non aspetterà: «Abbiamo già fatto
l'appalto e un'opera pubblica non si ferma per una mozione».
Gi. Ro.
Spostarlo o no? È
scontro tra gli esperti
(la Provincia 11 giugno 2006)
Spostare il cedro di piazza Verdi? Persino gli agronomi si dividono in
due fazioni. Secondo alcuni esperti del settore il cedro avrebbe
soltanto il 10% di probabilità di sopravvivenza, secondo altri la
percentuale salirebbe, invece, addirittura al 90%. L'agronomo Stefano
Monti, interpellato dieci giorni fa da La Provincia, aveva parlato di
«un'operazione molto complessa», di «forti rischi» e di una sorta di
«accanimento terapeutico», mentre Alfredo Ratti, di Rattiflora, aveva
definito l'ipotesi di trasferimento «una follia». Opposto il parere di
Angelo Vavassori (nella foto), agronomo comasco e docente di
Arboricoltura: «In Italia siamo in cinque ad occuparci di trapianti del
genere - spiega - e posso dire che, al 90%, lo spostamento avrebbe
successo. Il Comune di Milano sta effettuando moltissimi trapianti di
questo tipo, con risultati positivi.
Ovviamente non può esserci la certezza matematica, tuttavia l'operazione
è possibile e, sulla scorta delle esperienze maturate nel corso degli
anni, mi sento di essere molto ottimista sull'esito». Palazzo Cernezzi
sembra però aver scartato l'ipotesi dello spostamento: «Il Comune -
rimarca Vavassori - non mi ha mai chiesto un parere?». E aggiunge: «La
pianta è sana, giovane e di grande valore. Personalmente la lascerei
dov'è, perché non disturba affatto l'armonia della zona. Ma, da un punto
di vista tecnico, il trasferimento è fattibilissimo».
Mi. Sa.
Ecco cartelli e
cantiere Il cedro ha i giorni contati
(la Provincia 11 giugno 2006)
Avvisi di rimozione forzata per oggi. Caradonna: «Sarà abbattuto»
Cartelli e sospetti Caradonna: «Nessun blitz»
I cartelli spuntati ieri in piazza Verdi recitano: «Divieto di sosta e
rimozione forzata dalle ore 8, dal giorno 11 giugno a fine lavori, in
tutti i parcheggi».
Tanto è bastato a scatenare il panico tra gli ambientalisti e i
?sostenitori? del cedro situato nella piazza, che hanno interpretato i
cartelli come un segnale
dell'imminente abbattimento dell'albero. Su «Facebook» sono spuntati
messaggi che invitavano i cittadini contrari al taglio della pianta a
presentarsi questa mattina in piazza Verdi e per tutta la giornata si
sono susseguite indiscrezioni più o meno attendibili su data e ora
dell'intervento.
In serata, è stato l'assessore comunale Fulvio Caradonna a fare
chiarezza: «Il provvedimento di divieto di sosta - ha detto - è legato
al cantiere per i lavori di riqualificazione della zona, inclusi quelli
propedeutici al successivo abbattimento del cedro». Da oggi, insomma,
parte il cantiere per il rifacimento di piazza Verdi. Quanto al giorno
in cui la pianta verrà abbattuta, l'unica certezza è che il blitz non
scatterà nella giornata odierna.
Gli ambientalisti, intanto, continuano a contestare la scelta del Comune
e sperano ancora in un ripensamento. Avevano già raccolto duemila firme
a favore dell'albero e ora i Verdi stanno provando a portare il caso in
consiglio comunale, attraverso una proposta di delibera urgente: «Ma per
adesso - spiega la responsabile lariana del partito, Elisabetta Patelli
- non è stata inserita all'ordine del giorno. Abbiamo quindi inoltrato
al prefetto un'ordinanza di sospensiva dei lavori di rimozione, che non
possono certo partire prima che si esprimano i consiglieri. Ci
auguriamo, in ogni caso, che quest'ultimo si riveli un passo superfluo;
sarebbe un atto gravissimo e una forzatura istituzionale, infatti, se
l'amministrazione procedesse con l'abbattimento senza attendere la
decisione del consiglio». Secca la replica di Caradonna: «Forse la
signora Patelli non sa che il progetto per la nuova piazza è stato
approvato all'interno del piano delle opere e quindi è già passato,
ufficialmente, in consiglio comunale. A questo punto non si può
pretendere di tornare indietro. Ormai la decisione è presa ed è stata
approvata». I Verdi, in ogni caso, non sembrano intenzionati ad
arrendersi e ieri hanno chiamato a raccolta «tutti coloro che
vogliono salvare il cedro». «L'appuntamento ? ha spiegato Patelli ? è
per le 20,30 di domani (oggi, ndr) in piazza Verdi, poi ci sposteremo in
Comune».
Sul fronte opposto si schiera, intanto, la direttrice del Teatro
Sociale, Barbara Minghetti, a favore del progetto di Palazzo Cernezzi e,
quindi, dell'abbattimento della pianta: «La piazza, così come è oggi,
non è bella, non è godibile, e soprattutto non è verde - sostiene - Il
cedro? Macchine e parcheggi soffocano l'albero e tutto il contesto
urbanistico, dove spiccano tre strepitosi edifici di architettura di
diverse epoche, come il Duomo, il teatro e Palazzo Terragni». Edifici
che, secondo la direttrice del Sociale, meriterebbero una valorizzazione
ben diversa: «Per di più - sottolinea - oggi la piazza è pericolosa per
i pedoni
e le scolaresche, rumorosa e ha un'aria irrespirabile a causa della
costante fila di auto in coda. Di fatto è solo uno svincolo tra
palazzi». Quanto alle proteste degli ambientalisti: «Credo - dice
Barbara Minghetti - che chi ama il verde desideri una città vivibile,
con spazi aperti e non congestionati. E piazza Verdi, nel progetto
previsto dal Comune, forse non diventerà la più bella piazza possibile,
ma sicuramente sarà una piazza, aperta e per tutti».
Michele Sada
Corriere di Como venerdi 12 /6/2009
Piazza Verdi, adesso “occupano” il cedro
Protesta anche in consiglio comunale contro il taglio dell'albero.
Lunedì la discussione in aula. Caradonna: «Non fermo i lavori»
Un giovane ecologista ieri mattina si è arrampicato sulla pianta. Sceso
dopo tre ore
È guerra sul cedro di piazza Verdi. Dalle
parole, i difensori della pianta sono passati ai fatti: ieri mattina uno
studente 21enne è salito fin quasi alla cima rimanendo a diversi metri
d’altezza, seduto su un ramo per quasi tre ore. Poco dopo le 10 ha
deciso spontaneamente di scendere, ma la protesta inizia a montare. Ieri
sera una rappresentanza dei cittadini “antiabbattimento” ha preso parte
al consiglio comunale. Il cedro, infatti, dovrà essere spostato a causa
di un intervento di riqualificazione che cambierà
il volto dell’area.
manifestazione TRA I RAMI
Ieri mattina presto camion e gru ronzavano attorno all’albero, quasi
come dovessero iniziare l’abbattimento. In realtà, dovevano smobilitare
il lampione elettrico sotto il cedro. Anche se avessero voluto
abbatterlo, non avrebbero comunque potuto: alle 7 Luca Astolfi, 21enne
di Como, studente universitario d’Informatica, si è arrampicato fin
quasi alla cima dell’albero. Si è seduto su un ramo, dopo essersi
assicurato con una corda legata all’imbragatura, e ha iniziato a
leggere. È sceso tre ore più tardi, dopo che sul posto erano arrivati
anche Fulvio Caradonna, assessore ai Lavori Pubblici, ed Elisabetta
Patelli, portavoce dei Verdi per Como. «Ho fatto tutto di mia spontanea
volontà – ha detto – volevo attirare l’attenzione su un problema che mi
pare giusto affrontare. Ho pensato di attivarmi insieme con mio fratello
Marco. Se sarà deciso di abbattere comunque l’albero, tenteremo altro.
Magari anche di occupare il cedro».
Il cantiere, nel frattempo, è stato recintato con transenne alte e
serrate l’una all’altra, forse anche per impedire sgradite “intrusioni”
da parte di cittadini ed ecologisti.
BAGARRE a palazzo Cernezzi
Ieri sera era prevista, in consiglio comunale, la partecipazione di un
gruppo di attivisti “pro-cedro”; nel frattempo il gruppo su Facebook
“Salviamo il cedro di piazza Verdi” (tra i cui amministratori figura
anche la Patelli) aveva raggiunto ieri sera quota 607 iscritti. Ieri
pomeriggio Mario Pastore, presidente del consiglio comunale, ha
annunciato che in serata avrebbe iscritto all’ordine del giorno del
consiglio – con carattere d’urgenza – una mozione presentata dal
consigliere Mario Molteni (lista civica Per Como) e altri, che contiene
una petizione pro-cedro partita nel 2006 e firmata da quasi 2mila
cittadini. Per discutere la mozione devono comunque passare almeno 24
ore, quindi il consiglio comunale tratterà la questione nella seduta di
lunedì sera. «Nella mozione – precisa Molteni – chiediamo semplicemente
di rivedere il progetto lasciando il cedro al suo posto. Perciò, ci
sembrerebbe irrispettoso nei confronti dei 2mila cittadini che hanno
firmato la petizione proseguire comunque con l’abbattimento prima di
discutere, lunedì, la mozione in consiglio».
Irremovibile l’assessore Caradonna. «Fermare il cantiere' Non se ne
parla. Nessuno se ne abbia a male se l’albero dovesse essere abbattuto
prima di lunedì. Non avrei nemmeno il potere legale per interrompere i
lavori di un’azienda privata che si è aggiudicata regolarmente un
appalto – replica l’assessore – Molteni e gli altri consiglieri contrari
al progetto avrebbero dovuto “svegliarsi” mesi fa, quando il piano delle
opere del 2008 è stato approvato dal consiglio comunale, con il progetto
di piazza Verdi allegato al bilancio. Nessuno presentò emendamenti
specifici. E ora, a lavori iniziati, si pretende di sospendere il
cantiere per una mozione' Impossibile». Su eventuali occupazioni
dell’albero, Caradonna fa capire che userà il pugno di ferro. «È un’area
di cantiere privata. Chiunque entrerà ne pagherà le conseguenze legali».
Mercoledì Elisabetta Patelli aveva chiesto al prefetto di Como, Sante
Frantellizzi, di ordinare una sospensione dei lavori fino al momento
della discussione in consiglio comunale, si attende per oggi una
risposta del prefetto. Ieri, intanto, è stata chiusa al traffico piazza
Verdi in direzione di via Bellini. Vige il divieto di sosta su tutta
l’area della piazza interessata dal cantiere; è aperta al traffico la
parte sud di via Bellini per residenti, veicoli autorizzati, auto che
devono entrare nella zona a traffico limitato o nel posteggio “Arena”. I
residenti della città murata possono usare 23 posteggi dell’area
ricavata tra i resti della cinta muraria e la sede ferroviaria.
Abbattuto per un progetto di pedonalizzazione
WWF: «SALVIAMO IL CEDRO!»
(Il Giornale di Como 5 giugno 2009)
Como - Salviamo il
cedro! Il Wwf si esprime sull'ipotesi di abbattimento o spostamento
dell'albero posto di fronte al Teatro Sociale, in piazza Verdi a Como,
interessata da un progetto di pedonalizzazione che non prevede appunto
la sua permanenza. E propone di effettuare interventi mirati, con
potature di contenimento che diano modo di salvaguardare e abbellire la
pianta, facendone anzi un punto qualificante del progetto stesso.
«Si tratta di un albero, un cedrus atlantica, che caratterizza in
positivo ormai da cinquant'anni la piazza, altrimenti spoglia e quasi
del tutto disadorna di verde, e che si trova in piena salute vegetativa,
rigoglioso e molto bello a vedersi – scrive Pierangelo Piantanida ,
presidente del Wwf Como – Un vero e proprio "grande albero" per
dimensioni e massa vegetale, che come tale può apportare un notevole
beneficio in termini di assorbimento di anidride carbonica,
miglioramento della qualità dell'aria e mitigazione del microclima
urbano, come insegnano gli scienziati. Quindi ci sembra sensato
sostenerne il suo mantenimento, valutandone un eventuale spostamento
solo come soluzione alternativa, visti le difficoltà e i costi legati
all'operazione a causa della mole dell'albero e del suo particolare e
vasto apparato radicale».La proposta del Wwf di Como all'Amministrazione
cittadina è dunque quella di non procedere con soluzioni definitive e
affrettate, ma di costituire di concerto coi competenti uffici comunali
ed esperti in materia botanico-forestale un tavolo tecnico per poter
salvaguardare l'essenza anche alla luce della necessaria
riqualificazione della piazza: «Aspetti tutt'altro che inconciliabili
– aggiunge Piantanida - e che anzi possono trarre vantaggio l'un
dall'altro per un risultato finale ancor più efficace e rispondente in
modo migliore alle aspettative dei progettisti e della cittadinanza».
Mario Molteni: «I politici
dovranno schierarsi» (il Giorno 1 giugno 2009)
Cedro da abbattere, è guerra
di MAURIZIO MAGNONI
GIORNI CONTATI per il cedro di piazza Verdi. Ma verrà effettivamente
abbattuto o rimosso? Fermo restando che il «trasloco» in altro luogo
sarebbe come una condanna a morte, sarà il Consiglio comunale, nella
prossima seduta, a deciderlo. Continua a tenere banco, anche in
occasione delle sedute dell’assemblea di Palazzo Cernezzi, la vicenda
relativa all’abbattimento del cedro in vista della ristrutturazione di
piazza Verdi. Una rimozione che non viene condivisa da molti cittadini
che in occasione delle ultime due sedute hanno invaso l’aula consiliare
per esprimere, silenziosamente e con molta educazione, la propria
opinione, ovvero quella del «no» alla rimozione della pianta. Dopo
Pasquale Buono (Pdl), è stato il capogruppo della lista civica «Per
Como» Mario Molteni a prendere posizione, testimoniando che non si
tratta di una questione di partito, maggioranza o minoranza, ma del
rispetto dell’idea di tanti cittadini.
«QUEST’ESSENZA, come ricordate : ha sottolineato Molteni — è stata
oggetto di una petizione popolare sfociata in una raccolta di firme che,
alla fine del 2006, ha raggiunto quota 2000. Queste firme sono state
consegnate presonalmente al sindaco Stefano Bruni dagli esponenti del
Comitato tramite l’allora consigliere comunale Elisabetta Patelli,
capogruppo dei Verdi. In quell’occasione il sindaco si era impegnato a
rispondere al Comitato che, a sua volta, offriva anche a titolo gratuito
la collaborazione di agronomi e tecnici per eventuali interventi sulla
piazza. Invece non c’è stata alcuna risposta, l’iter per la
riqualificazione di piazza Verdi è proseguito senza alcuna modifica e
quindi, in base alle ultime notizie il cedro dovrà essere rimosso, o
abbattuto». Quindi cosa intendete fare? «Innanzitutto — ha aggiunto
Molteni — abbiamo depositato al’Ufficio protocollo e consegnato al
presidente del Consiglio comunale Mario Pastore la proposta di
deliberazione urgente per discutere quanto prima nell’assemblea di
Palazzo Cernezzi sul futuro di questa pianta. In questo modo vedremo chi
sarà a favore e chi contrario al mantenimento del cedro. Ma al di là di
questo la proposta di delibera per la salvaguardia del cedro vuole
essere anche un messaggio nei confronti delle istanze dei cittadini. E
siccome anche la Sovrintendenza per i Beni archiettonici il 18 dicembre
2006 ha detto «che la pianta è entrata nella memoria collettiva della
popolazione e come tale è forse opportuna la sua conservazione»,
chiediamo di affidare all’Amministrazione comunale il compito,
attraverso gli uffici competenti, di predisporre le modifiche necessarie
al progetto per conservare l’albero. È un argomento importante perché
coinvolge, soprattutto emotivamente, migliaia di comaschi».
Ore contate per il cedro
Gli ambientalisti non ci stanno
(La Provincia 30/05/09)
L'assessore Caradonna: «Via entro l'estate». Rivolta di Verdi e Wwf
Il riparo dal sole d'agosto, in piazza
Verdi, non sarà più all'ombra del cedro. L'assessore Fulvio Caradonna lo
dice chiaramente, anche al gruppo di cittadini scesi in campo in difesa
dell'albero che da cinquant'anni sorride al teatro Sociale: «Entro
l'estate i lavori di riqualificazione della piazza dovranno terminare.
Quindi, entro l'estate, l'albero di lì dovrà essere spostato». Come
dire: le motoseghe possono iniziare a scaldarsi. «Non ho mai parlato di
abbattimento - precisa Caradonna - ma numerosi agronomi hanno detto che
la pianta, se spostata, quasi certamente morirebbe. Quindi, se uno più
uno fa due...» la pianta andrà giù.
«Abbiamo poco tempo per far sentire la nostra voce - dice Elisabetti
Patelli, leader dei Verdi comaschi - l'abbattimento, infatti, fa parte
del secondo lotto dei lavori di riqualificazione e il primo lotto ormai
è terminato». Il tempo stringe, tanto che giovedì sera, per la seconda
volta in pochi giorni, un gruppo di cittadini s'è dato appuntamento in
piazza Verdi attorno al cedro. È dal 2006 che si parla della possibilità
di "liberare" la piazza del teatro
Sociale dall'albero, piantato una cinquantina di anni fa, da quando cioè
Palazzo Cernezzi aveva annunciato l'intenzione di procedere a una
sistemazione dell'area con la valorizzazione dei diversi stili
architettonici che si riescono a catturare semplicemente girandosi e
guardano il Duomo, il Sociale e Palazzo Terragni.
Anche il Wwf di Como è intervenuto nel dibattito, in questi giorni,
chiedendo che il cedro non venga abbattuto: «Anche Giuseppe Verdi
l'avrebbe forse voluto tenere» scrive la sezione lariana
dell'associazione del panda. «Si tratta di un albero che caratterizza in
positivo, ormai da cinquant'anni, la piazza, altrimenti spoglia e quasi
del tutto disadorna di verde» è l'opinione di Pierangelo Piantanida.
In molti, in città, si domandano però perché dare battaglia per una
pianta con una storia tutto sommata limitata. La chiave di lettura la
offre la stessa Patelli: «Perché è il simbolo di una battaglia, anche di
democrazia. Perché è la dimostrazione di come questa amministrazione
comunale porta avanti i rapporti con i suoi cittadini. Lo dico
onestamente: non mi legherò alla pianta, che non considero
particolarmente bella o di pregio. Ma non è possibile ignorare che
duemila persone, in pochissimi giorni, hanno firmato una petizione per
chiedere che quell'albero non fosse tagliato. E su quella petizione,
consegnata due anni fa in Comune, nessuno da Palazzo si è preso il
disturbo di darci alcuna risposta». La battaglia per il cedro di piazza
Verdi, insomma, presa come simbolo per un dibattito sul "verde" in
città: «Tre anni fa il consiglio comunale aveva approvato una delibera
per realizzare il piano regolatore del verde. Bene, quella delibera è
stata semplicemente ignorata. Il destino di quel cedro - conclude
Elisabetta Patelli - è il simbolo dell'atteggiamento di scarso rispetto
che questa amministrazione ha verso il patrimonio naturale della nostra
città».
Difendo una pianta diventata simbolo
(La Provincia 30/05/09)
Il cedro è assolutamente compatibile con
la riqualificazione della piazza, anzi potrebbe esserne il valore
aggiunto, segnando una contro tendenza rispetto alle piazze lastricate,
senza verde né ombra, assolate e inospitali realizzate negli ultimi
tempi. Il cedro è cresciuto lì dove, a torto o a ragione, lo hanno
piantato; dopo sessant'anni è sano, non adombra nessun edificio, anzi
valorizza e impreziosisce le architetture circostanti , la piazza e
persino l'intera zona così mortificata da ben altre brutture. È una
battaglia anche simbolica contro la violenta edificazione, il poco
rispetto per il verde urbano e gli alberi, il degrado del San Martino,
che caratterizzano purtroppo lo sviluppo di Como in questi anni. Non
ci battiamo solo per un albero: contestualmente alla petizione abbiamo
fatto approvare nel 2006 in consiglio comunale una proposta di ?piano
del Verde?, uno strumento urbanistico che permette una visione e
gestione organica delle aree verdi in città. Purtroppo la delibera non è
mai stata eseguita. La nostra è anche una battaglia di difesa dei
diritti dei cittadini che hanno firmato in massa una petizione che non è
stata neanche presa in considerazione. Anche la Soprintendenza ha
riconosciuto al cedro un valore monumentale per il legame che i
cittadini hanno mostrato nella mobilitazione per la sua salvaguardia.
Elisabetta Patelli
A Como il WWF vuole salvare il cedro di Piazza
Verdi (La Provincia 28
maggio 2009)
Per il WWF Como si
può conciliare la presenza dell’albero col progetto di riqualificazione.
E lo stesso maestro di Busseto, cui è intitolata la piazza, era un
amante del verde, quindi…
IL CEDRO? ANCHE GIUSEPPE VERDI L’AVREBBE FORSE VOLUTO TENERE!...
Il WWF Como si esprime sull’ipotesi di abbattimento o spostamento del
cedro posto di fronte al Teatro Sociale, in piazza Verdi a Como,
interessata da un progetto di pedonalizzazione che non prevede appunto
la permanenza dell’albero. E propone di effettuare interventi mirati,
con potature di contenimento che diano modo di salvaguardare e abbellire
la pianta, facendone anzi un punto qualificante del progetto stesso.
“Si tratta di un albero, un ‘cedrus atlantica’, che caratterizza in
positivo ormai da cinquant’anni la piazza, altrimenti spoglia e quasi
del tutto disadorna di verde, e che si trova in piena salute vegetativa,
rigoglioso e molto bello a vedersi – scrive Pierangelo Piantanida,
presidente del WWF Como –. Un vero e proprio ‘grande albero’ per
dimensioni e massa vegetale, che come tale può apportare un notevole
beneficio in termini di assorbimento di anidride carbonica,
miglioramento della qualità dell’aria e mitigazione del microclima
urbano, come insegnano gli scienziati. Quindi ci sembra sensato
sostenerne il suo mantenimento, valutandone un eventuale spostamento
solo come soluzione alternativa, visti le difficoltà e i costi legati
all’operazione a causa della mole dell’albero e del suo particolare e
vasto apparato radicale”.
“Facciamo quindi nostra la tesi espressa già tre anni fa proprio in
questo periodo dal compianto agronomo dottor Massimo Casolo Ginelli –
continua Piantanida -, che in una lettera a un quotidiano locale
sosteneva in merito che ‘c’e’ una soluzione che va studiata bene e posta
in essere con esperienza e competenza: fare una potatura di alcuni rami
basali, eliminare alcune cime troppo invasive con tagli di ritorno
disinfettando le cicatrici e infine dare una nuova forma più contenuta e
ricomposta di tutta la pianta’. Infatti, scriveva ancora Casolo Ginelli,
‘il cedro sopporta le potature anche ‘robuste’ e, se escludiamo la
brutta visione che darà di sé per 3 o 4 anni, dopo questo periodo, sarà
più bello di prima…’. E potrà dunque apportare un contributo
particolarmente qualificante al progetto di abbellimento del luogo,
potendone costituire proprio il suo fulcro”.
Da qui la proposta all’amministrazione cittadina del WWF Como di non
procedere con soluzioni definitive e affrettate, ma di costituire di
concerto coi competenti uffici comunali ed esperti in materia
botanico-forestale un “tavolo” tecnico per poter salvaguardare l’essenza
anche alla luce della necessaria riqualificazione della piazza: “aspetti
tutt’altro che inconciliabili – afferma Piantanida -, e che anzi possono
trarre vantaggio l’un dall’altro per un risultato finale ancor più
efficace e rispondente in modo migliore alle aspettative dei progettisti
e della cittadinanza”.
“Ci si consenta infine un inciso, vista la collocazione del cedro -
sottolinea il presidente dell’associazione ambientalista -: è forse poco
noto agli appassionati di lirica e di musica classica, come lo è pure il
sottoscritto, che il grande maestro di Busseto era anche un amante del
verde. Lo spazio attiguo alla propria villa di S. Agata nelle campagne
del Piacentino fu da lui stesso ampliato e fatto abbellire con un
laghetto, una grotta artificiale, un promontorio e soprattutto numerose
piante anche rare ed esotiche, importate appositamente da paesi lontani,
a creare infine un grande e suggestivo parco di sei ettari, un’oasi di
verde ricca di angoli suggestivi e armonia che ancora oggi si può
ammirare…”.
“E’ quindi per certi versi paradossale che proprio nella piazza a lui
dedicata, di fronte al prestigioso teatro dove riecheggiano
periodicamente le sue grandi opere, si possa pensare che un così
magnifico albero sia semplicemente di troppo – conclude Piantanida -: è
da credere che lo stesso Verdi probabilmente non sarebbe stato molto
d’accordo con quest’idea...!”.
«Non abbattete quel cedro»
Il Giorno 25 maggio 2009
IL CEDRO plurisecolare di piazza Verdi non deve essere assolutamente
tagliato nè spostato. Ci batteremo con tutte le nostre forze affinchè
venga risparmiata un’essenza che fa parte della storia della città che
in quel luogo sta bene e che non arreca danno. Tagliarlo sarebbe un vero
e proprio scempio». È quanto afferma Elisabetta Patelli, già consigliere
comunale dei Verdi a Palazzo Cernezzi tra il 2002 e il 2007, che per
questa sera ha preannunciato una picchetto a difesa del cedro e una
successiva «visita silenziosa, ma significativa» in occasione del
Consiglio comunale per testimoniare l’opinione di molti comaschi che
vogliono mantenere questa pianta. «Mi auguro che in Consiglio ci sia un
gran numero di persone a testimoniare il proprio amore nei confronti di
questo albero che è nella storia di diverse generazioni di comaschi”. Ma
perché non va abbattuto? «È stato piantato lì, è cresciuto e nonostante
l’incuria e l’inquinamento sta bene - aggiunge Patelli - anche dal punto
di vista architettonico impreziosice la piazza e non certo la deturpa.
Non condivido l’indirizzo dell’Amministrazione di fare le piazze
cittadine senza verde».
IL PROBLEMA sarà al centro di una comunicazione preliminare del
consigliere del Pdl Pasquale Buono questa sera in Consiglio comunale.
Maurizio Magnoni
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