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Di seguito 1) la mozione, 2) intepellanza 3) pezzi di rassegna stampa di
allora 4) comunicato legambiente
1) MOZIONE PATELLI
Premesso che
- la Giunta in data 16 maggio2003 ha espresso parere favorevole alla
concessione dell’ area verde circostante la fontana di Villa Geno alla
cooperativa Cabella, che gestisce il vicino ristorante
- il ristorante dovrà corrispondere la parte di canone di spettanza
comunale ( il 50% di 9077,29 euro )attraverso la prestazione di opere.
In particolare dovra’provvedere alla periodica pulizia di tutta l’area,
alla manutenzione ordinaria/straordinaria e pulizia della fontana, alla
manutenzione ordinaria e straordinaria degli 800 metri di terreno
circostanti. La cooperativa dovrà garantire apertura dalle ore 10 alle
ore 21 (e chiusura) dei cancelli di accesso al pubblico .
IL Consiglio Comunale
Con voti
IMPEGNA LA GIUNTA
a ritirare immediatamente tale provvedimento in quanto
- sottrae all’ uso pubblico un’area di cosi’ importante pregio e valore,
anche dal punto di vista turistico, per assecondare le esigenze di
tranquillita’ dell’ente privato che gestisce il ristorante, in cambio
della corresponsione di un canone irrisorio attraverso prestazione di
opere
- - puo’ costituire un precedente per la concessione a privati di altre
aree di rilevante interesse pubblico
Inoltre
- poiche’ si apprende che l’intenzione dei privati e’ l’utilizzo
dell’area per ubicazione di altri tavoli del ristorante, la concessione
e’ da ritenersi a tutti gli effetti una occupazione di suolo pubblico da
parte di privati per scopo di lucro. Si sottolinea la disparita’ tra il
canone richiesto per l’uso di un’area di tale pregio e la corrispondente
tariffa di occupazione di spazio pubblico e la disparita’ di condizioni
richieste ai concessionari in oggetto rispetto ai titolari di altri
esercizi analoghi.
Elisabetta Patelli- Gruppo Consiliare Verdi
2) INTERPELLANZA URGENTE
Al Sig Sindaco Como 21 maggio 2003
Alla Giunta
INTERPELLANZA
Si chiede di sapere, ai sensi dell’art 28 comma 3 del vigente
Regolamento del Consiglio Comunale i motivi e criteri in base ai quali
e’ stato preso il provvedimento relativo alla concessione dell’ area
verde circostante la fontana di Villa Geno alla cooperativa Cabella, che
gestisce il vicino ristorante.
Dalla stampa si apprende che il ristorante dovrà provvedere alla
periodica pulizia di tutta l’area, alla manutenzione
ordinaria/straordinaria e pulizia della fontana, alla manutenzione
ordinaria e straordinaria degli 800 metri di terreno circostanti. Verrà
comunque garantita la libera circolazione lungo la passeggiata a lago
tra l’area della villa e lo spazio della fontana. La cooperativa dovrà
corrispondere al Comune un canone annuo di 9077,29 euro e garantire
apertura dalle ore 10 alle ore 21 e chiusura) dei cancelli.
In particolare si chiede di sapere:
-Le motivazioni che hanno indotto la Giunta , all’unanimita’, a decidere
di sottrarre (fino alle ore 10 e dopo le 21) all’ uso pubblico un’area
di cosi’ importante pregio e valore, da un punto di vista pubblico e
turistico per assecondare le esigenze di tranquillita’ dell’ente privato
che gestisce il ristorante
Inoltre
- poiche’ si apprende che l’intenzione dei privati e’ l’utilizzo
dell’area per ubicazione di altri tavoli del ristorante, la concessione
e’ da ritenersi a tutti gli effetti una occupazione di suolo pubblico da
parte di privati per scopo di lucro. Si sottolinea la disparita’ tra il
canone richiesto per l’uso di un’area di tale pregio e la corrispondente
tariffa di occupazione di spazio pubblico e la disparita’ di condizioni
richieste ai concessionari in oggetto rispetto ai titolari di altri
esercizi analoghi.
- si chiede di conoscere se gli oneri di manutenzione ordinaria non
facciano gia’ parte degli obblighi a carico del concessionario
- si chiede al fine della corretta e trasparente gestione delle risorse
pubbliche,se gli oneri relativi alla manutenzione dei giardini del sito
da parte della cooperativa Cabella, sono stati scomputati dai compensi
previsti a favore della Global service, affidataria delle opere di
manutenzione del verde pubblico cittadino
Elisabetta Patelli- Gruppo Consiliare Verdi
3) UN po' di Rassegna stampa di allora
Ecoinformazioni 09 luglio 2003
Pubblico o privato?
Nella mozione la Patelli chiedeva di non concedere una parte della
passeggiata di villa Geno ai gestori del ristorante. L’unica apertura si
è verificata in merito all’orario di accesso alla passeggiata in quella
zona, che sarà praticabile fino alle 23 anziché le 21.
La maggioranza al Consiglio comunale di Como di ieri sera, martedì 8
luglio, si è spaccata sul voto della mozione riguardante la concessione
di una parte della passeggiata di villa Geno ai privati, che per essa
pagheranno 9 mila euro di canone. Una parte dei consiglieri, infatti, o
si sono astenuti o hanno lasciato l’aula al momento del voto. Stefano
Rudilosso di Forza Italia ha deciso di schiacciare il bottone bianco
dopo aver ribadito la sua posizione favorevole alla privatizzazione, che
per lui dovrebbe essere estesa a tutti i luoghi e a tutte le cose, che
in questo modo verrebbero gestite sicuramente meglio. Il consigliere ha
affermato che «il fatto che il Comune non sia in grado di gestire un
bene di sua proprietà è una sconfitta». An non ha seguito una linea
comune: infatti se per esempio Andrea Bernasconi ha votato contro perché
favorevole a una migliore gestione del luogo anche se per mano di
privati, Stefano Molinari non ha partecipato al voto. Come è successo
tra i banchi di Forza Italia, altri consiglieri di An si sono astenuti.
Fino all’ultimo la maggioranza ha cercato di trovare una soluzione
unanime, facendo ben due riunioni prolungate durante il corso della
seduta, senza però raggiungere nessun risultato. L’unico punto che è
stato approvato riguarda la possibilità di allungare l’orario in cui il
pubblico potrà accedere alla zona tra la fontana e il ristorante, che
passa dalle 21 alle 23. La presentatrice della mozione, Elisabetta
Patelli, anche se ha dichiarato di non essere per nulla soddisfatta di
come il Consiglio si è espresso su tale questione, ha accolto con favore
l’approvazione almeno dell’emendamento. Nessun dietro front è stato
fatto dall’assessore al Patrimonio, Emanuele Lionetti della Lega Nord,
che ha difeso con decisione la sua scelta di concedere l’area ai gestori
del ristorante La cabella, che la utilizzeranno per aumentare il numero
dei tavolini a disposizione dei clienti.
la provincia
LA PROVINCIA 05-06-03
La polemica
Al ristorante è stato concesso l’uso dell’area della fontana
«Viale Geno svenduto ai privati»
Patelli: accordo scorretto, pagano troppo poco
«L’area verde attorno alla fontana di Villa Geno non può essere concessa
ai privati. Non si può sottrarre all’uso pubblico una zona di così
importante pregio e valore, anche dal punto di vista turistico, per
assecondare le esigenze di tranquillità dell’ente privato che gestisce
il ristorante, in cambio della corresponsione di un canone irrisorio
attraverso prestazioni di opere». La consigliera dei Verdi Elisabetta
Patelli spara a zero contro la decisione della Giunta di riconoscere
l’uso degli 800 metri quadrati antistanti la Villa alla cooperativa
Cabella, già concessionaria fino al 2017 del ristorante e dell’attiguo
giardino, per il quale versa un canone annuale di 240 milioni di vecchie
lire (in parte corrisposte sottoforma di opere di straordinaria
manutenzione). Nel provvedimento, datato 16 maggio, viene specificato
che solo la metà del canone annuale, pari a 9.077 euro, dovrà essere
versato alla Regione. Il restante 50% sarà invece corrisposto al Comune
mediante opere quantificate in 11mila euro e comprendenti: apertura e
chiusura del cancelletto di accesso per il pubblico (l’orario estivo
prevede la chiusura non prima delle 21); regolare periodica pulizia di
tutta l’area; manutenzione ordinaria e straordinaria di tutte le
piantumazioni, del giardino e della fontana. La Patelli considera
l’impegno assunto dall’esecutivo una «svendita» dell’appezzamento:
«L’intenzione dei privati è di sfruttare a scopo di lucro l’area
mediante l’ubicazione di alcuni tavoli del ristorante. Di fatto si
tratta di una occupazione di suolo pubblico, anche se ai privati può
essere chiesto solo il pagamento del demanio lacuale. La disparità tra i
due canoni è notevole». L’area in oggetto, infatti, è demaniale e il
Comune, che deve versare la metà di quanto incassato alla Regione, può
darla in concessione a privati a fronte del pagamento di 11,3 euro al
metro quadrato. L’occupazione del suolo comunale, invece, ha un costo
quadruplo. La Patelli chiede alla Giunta di tornare sui suoi passi. Lo
stesso esecutivo si è riservato di limitare la durata della concessione
al 31 dicembre 2003. L . Ma.
7 luglio 2003
ristorante
La fontana divide ma va ai privati
La maggioranza si spacca e ferma due volte la seduta, poi il voto
Al centro delle polemiche La minoranza è partita all’attacco in
consiglio contro la «privatizzazione» della fontana di Villa Geno
L’area attorno alla fontana di Villa Geno sarà data in concessione fino
al 31 dicembre 2003 alla cooperativa Cabella, che gestisce il vicino
ristorante. Respinta ieri sera in consiglio comunale la mozione
presentata dall’esponente dei Verdi Elisabetta Patelli tesa a mantenere
pubblico il tratto terminale della passeggiata a lago. Approvato,
invece, un emendamento (contrari il sindaco Stefano Bruni, quattro
consiglieri di Forza Italia ed uno di An) per estendere dalle 21 alle 23
l’orario di chiusura del cancello di accesso al lembo di terra che
divide l’area della fontana e da quella retrostante il ristorante.
Quest’ultimo appezzamento rimarrà l’unico fruibile da parte di tutti i
cittadini. Per l’area della fontana, destinata con ogni probabilità ad
ospitare nuovi tavoli del ristorante, la Cabella verserà un canone annuo
di 9.007 euro, conferito per metà in opere di manutenzione dell’area
stessa. Un voto non senza traumi e distinguo. «Una sconfitta dire che
l’amministrazione non è in grado di conservare le proprie bellezze e
deve cederle ai privati. Spiace che tutta l’area debba essere destinata
ad ospitare i tavolini» è stato l’esordio del capogruppo di An Claudio
Corengia, che subito dopo ha chiesto una sospensione di 10 minuti per
una riunione della maggioranza. Le divergenze, però, non sono state
appianate del tutto ed un’altra riunione si è resa necessaria alle
23.20. Il consigliere Enrico Cenetiempo (Fi) ha annunciato che sarebbe
uscito dall’aula, mentre il collega di partito Stefano Rudilosso e Paolo
Frisoni (Udc) hanno optato per l’astensione. An, invece, si è spaccata
in tre: da una parte il capogruppo e due consiglieri che si sono
astenuti, sul fronte opposto altri due che hanno votato contro e uno che
è uscito. L’assessore al Patrimonio Emanuele Lionetti, nel corso del
dibattito, ha difeso il proprio provvedimento: «L’area è da definirsi
vergognosa per come è stata abbandonata negli ultimi 15-20 anni. E’
positivo che il privato risolva i problemi pubblici». Un intervento
senza peli sulla lingua. «Non è un favore ai proprietari della
cooperativa Cabella, che farebbe capo a Forza Italia, come ha affermato
superficialmente qualche esponente dell’opposizione. Ho creduto in
questa operazione ed io ho una sola bandiera, quella della Lega» ha
aggiunto Lionetti estraendo dal taschino della giacca e sventolando il
fazzoletto verde. L’esponente del Carroccio ha concluso con un invito ai
cittadini: «Dobbiamo preservare la decenza. Se qualcuno vuole prendere
il sole vada nei nuovi giardini Ramelli, così eviterà per lo meno di
farsi la doccia in pubblico». Differente la veduta della Patelli: «Le
utenze di coloro che si recano alla fontana sono differenti da quelle
che vanno al lido. Lì ci vanno anziani e ragazzi a passeggiare». Ancora
più duro il coordinatore del centrosinistra Giovanni Moretti: «Non
vorrei si concepisse una città per pochi, che nulla a che vedere con una
concezione liberale della società». Luca Marchiò
4) associazioni ambientaliste
comunicato Legambiente
07 luglio 2003
Favoritismo comunale
In un comunicato stampa il circolo comasco di Legambiente critica senza
mezzi termini l'intenzione del Comune di dare in concessione ai privati
l'area della fontana a lago di Villa Geno.
«Si tratta – affermano gli ambientalisti – di una delle aree
paesisticamente più pregiate di tutto il lago. Chiuderla, perché di
fatto quella progettata è una chiusura, è un atto urbanisticamente
insostenibile. Le città, e a maggior ragione i suoi luoghi più belli e
più carichi di valori sono fatti per essere vissuti. Dai cittadini
innanzitutto, dai turisti in secondo luogo».
Per il Comune la maleducazione dei cittadini sarebbe la causa principale
del cattivo stato di conservazione dell'area, ma visto che su questa
situazione l'amministrazione non è in grado di vigilare, non “può”, a
suo dire, intervenire per preservare un bene e un'area di tale bellezza,
ha allora deciso di chiuderla, «con buona pace di tutti i buoni affari
dei privati che quest'area la prenderanno in gestione».
«In realtà – sostengono dalla Legambiente - le aree della città devono
essere vissute. Vigilate e controllate, va bene, ma soprattutto
frequentate dai cittadini. Questo è il primo passo per la tutela e la
conservazione. Lo spiegano urbanisti e pianificatori, sociologi e
antropologi».
Per gli ambientalisti «non è vero, come alcuni esponenti della
maggioranza hanno detto, che “nelle altre città i giardini e le aree
migliori vengono recintate e si evitano gli indecorosi assembramenti di
persone”. Nelle città nord-europee (che molto hanno da insegnare in tema
di urbanistica, paesaggio e convivenza) i parchi più belli sono anche e
soprattutto luoghi di ritrovo, non soltanto luoghi da ammirare e
"surgelare". Si passano le domeniche, si mangia, si prende il sole, si
gioca. Attività che non intaccano il valore dei luoghi, ma lo
valorizzano».
Secondo il circolo comasco la questione di Villa Geno va ad intrecciarsi
anche con altri discorsi: «Il 2003 è l'Anno internazionale delle Acque.
Como, che dell'acqua è città emblema, cosa fa per valorizzare il lago e
il suo rapporto con la città? Ci si limita a dare nuovi nomi ai
giardinetti e a creare uno stagno in una piazza. Come se il lago stesso
non ci fosse».
L’ultimo attacco all’amministrazione da parte degli ambientalisti
riguarda il sentiero che dalla fontana di Villa Geno porta in via Torno:
qualche settimana fa, i volontari di Legambiente hanno ripulito l'area
raccogliendo quintali di rifiuti, centinaia di bottiglie, molte
siringhe: «Quella è un'area in stato di vergognoso degrado che merita
una politica di riqualificazione e rilancio. Non ci si può limitare
soltanto alla città da copertina, a misura di turista. Ci sono tante
altre aree, magari economicamente meno pregiate e meno in vista, da
tutelare». @
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