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IL BAMBINO
IPOCINETICO
Corretta alimentazione e adeguata
attività motoria sono fattori fondamentali della salute,
intesa non solo come assenza di malattia ma come stato di
benessere psicofisico.
Ricerche svolte dal Centro di Auxologia dell’Università di
Torino (Ospedale Infantile Regina Margherita) e dalla
Clinica Pediatrica dell’Università di Novara hanno purtroppo
dimostrato che negli ultimi 20 anni si è verificato un
aumento di circa il 10% del numero di bambini/e e ragazzi/e
in sovrappeso e un anticipo, da 11 a 6 anni, dell’età alla
quale questo fenomeno si verifica.
Parallelamente gli studi del Centro di Medicina dello Sport
di Torino hanno messo in evidenza anche una progressiva
diminuzione dell’attività fisica sia come sport organizzato,
sia come gioco collettivo all’aperto: nella maggior parte
dei cortili, per esempio, è ormai vietato giocare al
pallone, per proteggere le auto parcheggiate.
Per definire questa condizione è stato coniato il termine di
“sindrome ipocinetica”, che significa appunto insufficiente
attività fisica associata a eccesso di peso, con conseguente
riduzione dell’efficienza cardiovascolare. I ragazzi di oggi
sono quindi più grassi, meno muscolosi e meno coordinati di
quelli di vent’anni fa.
Le conseguenze negative immediate riguardano soprattutto la
percezione del proprio corpo e l’immagine di sé, oltre a un
moderato aumento del rischio di alcuni tipi di incidente.
Più gravi sono le conseguenze future, che consistono
soprattutto in una maggiore predisposizione alle malattie
metaboliche e quindi al diabete, all’infarto, ai colpi
apoplettici, all’obesità e all’osteoporosi. Non sviluppare
proprio durante l’infanzia adeguati meccanismi di
coordinazione e di equilibrio porterà inoltre a una minor
efficienza fisica, che si ripercuoterà sulla resistenza allo
stress, sulla qualità della vita e quindi anche sui processi
di invecchiamento.
Le cause di questa situazione sono numerose e strettamente
collegate allo stile di vita che oggi è più diffuso.
Innanzi tutto un’alimentazione troppo abbondante e
squilibrata nel senso di eccesso di zuccheri dolci, grassi
di origine animale e di sale, proprio in un Paese nel quale
la tradizione della dieta mediterranea (cereali, proteine
vegetali, olio d’oliva, frutta e verdura) rappresenta un
riferimento alimentare estremamente sano. Purtroppo abbiamo
anche una tradizione di mammismo, con madri nutrici che si
gratificano egoisticamente rimpinzando i figli fin dalla
prima infanzia, che abusano delle famigerate merendine e che
credono di proteggere i bambini dalle malattie vietando o
limitando l’attività fisica all’aperto.
Un altro fattore negativo è rappresentato dall’eccessiva
permanenza dei ragazzi davanti agli schermi, sia della
televisione che del computer, invece di dedicarsi ad altri
tipi, più dinamici, di gioco. In particolare la televisione
dovrebbe venir limitata e controllata anche per i danni che
può provocare a livello del carattere quando strumentalizza,
solo per profitto, le emozioni negative, praticando un vero
e proprio sciacallaggio emozionale.
Anche l’organizzazione scolastica contribuisce alla malattia
ipocinetica. L’educazione fisica è la cenerentola delle
materie ed è considerata una perdita di tempo. Troppo
sovente vengono seguiti bene solo i ragazzi atleticamente
più dotati, mentre sono gli altri quelli che avrebbero più
bisogno di attività motoria programmata. A questo proposito
occorre ricordare che lo scopo principale dello sport
dovrebbe essere ludico, di gioco, e non solo agonistico e
competitivo come invece viene rappresentato dai modelli
culturali oggi predominanti, con la conseguenza dello
sfruttamento atletico di pochi e della malattia ipocinetica
di molti.
Anche nelle ore di studio passate a casa non ci si rende
conto del fatto che il rendimento scolastico non è solo
proporzionale al tempo trascorso sui libri, mentre gli
intervalli dedicati all’attività motoria, al gioco
diminuiscono lo stress, sgombrano la mente e ne migliorano
la performance: non esiste alibi scolastico che giustifichi
il trascurare il proprio corpo.
I rimedi contro la sindrome ipocinetica sono facilmente
deducibili dalle considerazioni precedenti. Occorre
sensibilizzare ed educare le famiglie, gli insegnanti e i
medici nella direzione di un’alimentazione più corretta e di
un miglioramento dell’attività fisica dei giovani,
ricordando che per praticare uno sport non sono necessarie
solo strutture costruite, complesse e costose, ma si possono
utilizzare, almeno fuori dagli agglomerati urbani, le
splendide risorse naturali di cui il nostro Paese è così
ricco: mi chiedo per esempio, quanti tra i ragazzi che
vivono vicino al mare o ai laghi praticano regolarmente il
nuoto.
È comunque certo che esistono enormi margini di
miglioramento rispetto alla situazione attuale e che è
compito delle strutture pubbliche, ma anche di ogni singolo
individuo, adoperarsi affinché divengano realtà.
Prof. Lodovico Benso
Università degli Studi di Torino
Dipartimento di Scienze Pediatriche e dell’Adolescenza
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Igiene in gravidanza
http://www.vitadidonna.it/ gravidanza_00000c.html
Alimentazione in gravidanza
http://www.gravidanzaonline.it /alimentazione/ consigli_dietetici.htm
ANEP (Associazione Nazionale
per l’Educazione Prenatale)
www.anep.org
Ministero della Sanità
www.sanita.it/
Istituto Superiore di Sanità
www.iss.it
Istituto Nazionale
della Nutrizione
inn.ingrm.it/
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