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IL BAMBINO ECOLOGICO

L’ISTINTO ECOLOGICO DELL’INFANTE

Ho sempre sostenuto che la globalizzazione economica sarà positiva solo se accompagnata da una globalizzazione della solidarietà: prendere, guadagnare, certo, ma contemporaneamente dare, creando equilibri di difesa verso i più deboli che per ora sono indiscutibilmente sfruttati. Dando però e sempre ascolto e voce, all’ecologia: all’interno di strategie razionali, controllate e mirate ai problemi dell’ambiente ormai riconosciuti ovunque come determinanti e prioritari. Non dimentichiamo che il movimento del popolo di Seattle in un prossimo futuro sarà considerato decisivo e fondamentale a una filosofia del vivere sociale. L’ambiente è già area chiaramente “preminente” per l’evoluzione dei nostri bambini: molti di voi penseranno infatti che è sempre stato “preminente”! Ma si può anche dire che l’infanzia, è sempre stata antesignana nel proporci, con gli evidenti problemi di disattenzione e trascuratezza nei suoi confronti, il dramma ecologico che la travolge. L’uomo nasceva e subito il cortile, la piazza, il parco erano il suo ambiente oltre all’interno della sua piccola o grande casa dove l’aria e il cibo sono sani e puliti. Lì l’incontro, lì la coordinazione dei suoi gesti, della sua attività fisica, lì l’amico, la sua socializzazione spontanea e giochi di tutti i tipi che perfezionavano il suo dominio corporeo. Pensiamoci: intelligenza, furbizia, amicizia, sana competizione sono stati “rubati” al pianeta “infanzia” dalle esagerate esigenze dell’uomo adulto.
Com’è stato facile insegnare ecologia alle Elementari e poi alle Medie! Facile perché lo stimolo scattava dal risveglio di un inconscio collettivo sollecitato dal fascino scoperto nel vissuto dei nostri predecessori, molti secoli fa. Ma non è facile convincere e imporre l’assolutismo ecologico nell’azione quotidiana coinvolgendo i giovani e creando in loro non solo una coscienza ma quella mentalità ecologica indispensabile al risultato ottimale. L’idea deve trasformarsi in quell’istinto e quella necessità interiori che poi da uomini maturi li spingeranno a realizzare progetti puliti e mirati a un continuo perfezionamento del vivere sano. Noi continueremo perciò a parlare di sviluppo sostenibile, di lotta all’inquinamento, di pericoli futuri e vicini, oltre al mondo della new economy, ma saranno parole disperse nel vento se l’ecologia non diventerà appunto un istinto, una necessità interiore, un’istanza pari a un imperativo categorico. Farlo diventare un istinto: questo, il compito della Scuola e dei genitori: solo così i nostri ragazzi divenuti cittadini, lavoratori, imprenditori e politici godranno di un ambiente adatto a scongiurare malattie e morte ai loro stessi figli.

Prof. Giovanni Bollea
Neuropsichiatra Infantile
Università “La Sapienza” - Roma

 

Igiene in gravidanza
http://www.vitadidonna.it/
gravidanza_00000c.html

Alimentazione in gravidanza http://www.gravidanzaonline.it
/alimentazione/
consigli_dietetici.htm


ANEP (Associazione Nazionale
per l’Educazione Prenatale)
www.anep.org


Ministero della Sanità
www.sanita.it/


Istituto Superiore di Sanità
www.iss.it


Istituto Nazionale della Nutrizione
inn.ingrm.it/

 

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