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270 giorni nella
pancia di madrenatura
Duecentosettanta giorni, più o
meno pochissimi, se confrontati ai ventisettemila circa che
fanno tutta una vita. Ma è proprio in quei primi nove mesi
nel grembo materno che si pongono le basi per una vita sana
e godibile fino all’età più avanzata. Chiariamo subito che
Madre Natura sa bene come e cosa fare perché durante la
gravidanza il prodotto del concepimento riceva ciò che gli è
utile per svilupparsi nel modo migliore. Ma gli attuali
stili di vita e le condizioni ambientali soprattutto nelle
grandi città (alimentazione frettolosa e inadeguata, polveri
nell’aria, emissioni di motori e di impianti di
riscaldamento, fumo di tabacco, vapori di vernici, certi
detergenti, animali domestici poco curati, per citarne
alcuni) mettono a rischio i complessi e delicati meccanismi
della crescita e possono provocare conseguenze negative sul
bambino. In questo senso, l’alimentazione è molto importante
perché cibi e bevande possono nascondere alcune invisibili
minacce che dobbiamo conoscere (ne accennerò in seguito) e
che – a differenza di altri insulti che ci vengono
dall’ambiente – possiamo evitare proteggendo così il bambino
che nascerà.
Tralascio volutamente alcune ovvietà, come ad esempio i
rischi connessi all’assunzione d’eccessive quantità di cibi.
Si tenga presente che il popolare assunto “in gravidanza
bisogna mangiare per due” non ha oggi alcun senso reale
essendo nato in tempi lontani dai nostri, quando la
possibilità di un’alimentazione completa ed equilibrata era
appannaggio di pochi. L’attenzione va pertanto indirizzata
semmai a mangiar meglio, non di più (grosso modo, il
fabbisogno aggiuntivo in gravidanza è di circa 300 calorie
al giorno, il che porta a 1800-2200 la necessità di calorie
quotidiane). Se è utile aumentare la quantità di proteine,
sali minerali e vitamine (ad esempio l’acido folico, una
delle vitamine B contenuta nella frutta e nelle verdure a
foglia scura, protegge da danni di sviluppo del sistema
nervoso), da evitare sono le carni non cotte o poco cotte, i
latti non pastorizzati e i formaggi cremosi, tutte
potenziali fonti di batteri che possono danneggiare il
bambino. Da evitare sono anche le bevande alcoliche (se dosi
modeste di alcool possono a volte favorire parti prematuri e
basso peso alla nascita, quantità elevate possono produrre
anomalie fisiche e disturbi cognitivi e del comportamento
difficili da correggere).
Un aspetto ormai caratteristico dell’attuale società dei
consumi e della globalizzazione dei mercati è la smisurata
offerta alimentare che viene dal mondo produttivo
industriale. Ogni settore alimentare trabocca ormai di
attraenti cibi già pronti per la tavola o soltanto da
cuocere e non è facile resistere agli accattivanti messaggi
che promuovono l’acquisto ed il consumo di questi alimenti.
Proposti e purtroppo spesso accettati come formula ideale
del mangiare quotidiano perché semplice da attuare,
economica, rapida e sicura, questi cibi stanno confinando
l’alimentazione tra le necessità quotidiane da soddisfare il
più in fretta possibile. Di questo argomento, che
meriterebbe forse qualche ragionato approfondimento di
ordine generale, ci interessa qui l’aspetto della sicurezza
per alcune sue connotazioni relativamente nuove e molto
importanti (le invisibili minacce cui accennavo in
precedenza).
Diciamo subito che dal punto di vista igienico –
classicamente quello relativo alla presenza di batteri o di
tossine batteriche – e nutrizionale gli alimenti di
produzione industriale sono oggi ragionevolmente sicuri.
Qualche perplessità viene dal fatto che quando consumiamo
questo tipo di cibi introduciamo un gran numero di sostanze
che nulla hanno a che vedere con i costituenti naturalmente
presenti in quel cibo. Si tratta degli additivi chimici
sintetici, famiglia numerosa e variegata di prodotti che
vengono aggiunti nel corso delle produzioni per conferire ai
cibi confezionati proprietà utili (stabilità nel tempo) o
migliorative (dell’aspetto esteriore, della consistenza e
del gusto).
La nostra attenzione e – mi auguro – ora anche quella del
lettore, si focalizza oggi su una classe particolare di
additivi, quelli cosiddetti “indiretti”, che si ritrovano
cioè nei cibi non per aggiunta intenzionale e che provengono
dai processi di lavorazione o dal contatto dei cibi con la
confezione che li contiene (carta, plastica, collanti,
inchiostri). Sono più di 3000 sostanze, alcune delle quali
(ad esempio gli ftalati contenuti nel PVC morbido ed il
bisfenolo A presente nel rivestimento interno in molte
lattine) possono interferire con il sistema ormonale
rappresentando un rischio per l’organismo in via di
sviluppo. Le piccole quantità in cui ciascuna di queste
sostanze è presente fa sì che esse non producano effetti
evidenti nell’adulto. Pur a piccole dosi però esse, poiché
hanno la tendenza a concentrarsi nei grassi e sono
accomunate dalla capacità di interferire con i sistemi
ormonali, possono accumularsi e disturbare l’azione degli
ormoni materni che stanno guidando lo sviluppo del bambino.
Un accenno va infine dedicato agli inquinanti ambientali
presenti nei cibi, un aspetto della sicurezza alimentare
molto vasto ed attualissimo che interessa da vicino la
salute del bambino anche – se non soprattutto – prima della
nascita. La ricerca scientifica va accertando infatti che
anche piccole quantità di pesticidi o di diossine e PCB,
questi ultimi ormai tristemente noti al grande pubblico per
le contaminazioni fraudolente che vengono periodicamente
individuate anche nel nostro Paese, alterano il sistema
endocrino e – analogamente a quanto descritto per gli
additivi indiretti – possono danneggiare lo sviluppo del
feto. Certe malformazioni anatomiche, un’aumentata
suscettibilità alle allergie, difficoltà digestive, alcuni
disturbi del comportamento e ridotta fertilità sono tra le
possibili conseguenze dell’esposizione durante la gravidanza
a queste poco amichevoli sostanze.
Una futura mamma che si alimenta con cibi freschi e puliti,
correttamente conservati e cotti a dovere, che sceglie di
non esporre più dell’inevitabile sé stessa e perciò il
bambino che da lei nascerà alle sostanze di cui ho accennato
e che ora anche lei conosce, che non si sottoporrà a
eccessivo stress da lavoro e da svago e che riferirà al suo
medico anche i piccoli disturbi sarà una mamma consapevole e
giustamente soddisfatta per aver offerto solide garanzie di
salute al proprio bambino ed avere privilegiato e rispettato
i suoi diritti già da prima della nascita. |
Igiene in gravidanza
http://www.vitadidonna.it/ gravidanza_00000c.html
Alimentazione in gravidanza
http://www.gravidanzaonline.it /alimentazione/ consigli_dietetici.htm
ANEP (Associazione Nazionale
per l’Educazione Prenatale)
www.anep.org
Ministero della Sanità
www.sanita.it/
Istituto Superiore di Sanità
www.iss.it
Istituto Nazionale
della Nutrizione
inn.ingrm.it/
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