Attività
Comunicati Stampa
Rassegna stampa
Iniziative
Tematiche - Campagne 
News
La Politica
dal Senato
Siate informati


Mangiare sano
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

LA LEGGE DELEGA SULL'AMBIENTE

 
L'ambiente sta diventando un barometro delle difficoltà crescenti del governo Berlusconi. Su questa legge delega ambientale , un ibrido legislativo di pezzi ambigui e contraddittori con la normativa vigente statale e comunitaria che ha l‘obiettivo di smantellare il diritto ambientale costruito in 30 anni di lotte appassionate , il premier non ha potuto fidarsi della sua stessa maggioranza ed è stato costretto a ricorrere ancora al voto di fiducia.
Tra i punti piu’ critici segnaliamo:
-assegnazione della delega in bianco molto ampia( gestione dei rifiuti e dei siti contaminati; tutela delle acque dall’inquinamento e gestione delle risorse idriche; difesa del suolo e lotta alla desertificazione; gestione delle aree protette, conservazione e utilizzo sostenibile degli esemplari di specie protette di flora e di fauna; tutela risarcitoria contro i danni all’ambiente; procedure per la valutazione di impatto ambientale (VIA) e per l’autorizzazione ambientale integrata (IPCC); tutela dell’aria e riduzione delle emissioni in atmosfera ) al Governo. Il Parlamento viene veramente espropriato della funzione legislativa, che è addirittura consegnata ad una commissione di 24 esperti di fiducia del Ministro. È una delega amplissima, che viene attribuita con la scusa di un fantomatico riordino, che avrebbe dovuto semmai riguardare alcuni ambiti della normativa ambientale che effettivamente necessitano di essere rivisitati, soprattutto per adeguarli alle normative comunitarie e agli accordi internazionali. Ma qui si interviene - e con che pesantezza! - su quelli che certo non lamentano un quadro normativo disomogeneo o privo di coordinamento, come la tutela delle acque, oggetto di un recente riordino con decreto legislativo n. 152 del 1999 o la normativa sui rifiuti di cui al decreto legislativo n. 22 del 1997.
-l’inserimento all'interno di un disegno di legge-delega di disposizioni “immediatamente efficaci” di particolare gravita’ come il condono ambientale, le norme sui rifiuti e altro
CONDONO: sono introdotte delle norme-civetta sulla demolizione di“ecomostri”, come quello di Punta Perotti (gia’ ordinato dalla Corte di Cassazione”).e sull’inasprimento delle pene qualora le opere abusive realizzate su aree tutelate comportino un aumento dei manufatti esistenti superiore al 30% o un ampliamento superiore a 750 metri cubi o una nuova costruzione superiore a 1.000 metri cubi, ma già poco più avanti, nel medesimo comma 36, si introduce una sanatoria e una depenalizzazione per talune tipologie di abuso finora escluse in aperto contrasto con o stesso Codice Urbani approvato da poco.
Nel comma 36, infatti, “vengono introdotte una depenalizzazione perpetua ed una sanatoria perpetua per gli interventi abusivi, realizzati in difformità o persino in totale assenza di autorizzazione, su immobili che insistono su aree di interesse paesaggistico qualora non siano state create ulteriori superfici utili o ampliamenti di quelle esistenti, nonché per gli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, tra i quali sono comprese la demolizione e ricostruzione di tutte le parti strutturali di un edificio e quindi, nella sostanza, la sostituzione dell'intero edificio” .
Inoltre il proprietario potrà presentare senza nessuna scadenza temporale una richiesta al Comune di accertamento della compatibilità paesaggistica che da sola potrà consentire la sanatoria. “Va notato che il concetto di ‘compatibilità paesaggistica’ è una invenzione di questo provvedimento e si configura come atto esclusivamente formale e del tutto discrezionale
E come se non bastasse, un altro comma, il 37, è invece la “riproposizione del vecchio comma 32 con la sostanziale unica differenza della individuazione di una data (30 settembre 2004) entro la quale i lavori abusivi su beni paesaggistici devono essere completati.
Il Governo, dopo aver escluso la possibilità di sanatoria in area vincolata con l’ultimo condono edilizio e dopo aver affermato con il nuovo Codice dei beni culturali (in vigore dal primo maggio 2004) che le autorizzazioni paesaggistiche tassativamente devono essere rilasciate solo prima dell’avvio delle opere e dei lavori, con la norma in oggetto stabilisce una sanatoria in materia paesistica (con conseguente estinzione dei relativi reati) per le opere eseguite successivamente all’imposizione del vincolo.
I fatti:un anno dopo l’ultimo condono secondo una ricerca del Cresme, ci ritroviamo grazie all’«effetto sanatoria» con circa 40 mila costruzioni abusive in più. Che sommandosi a quelle tirate su dal ’94 (primo condono polista) portano il totale a 402.676 case e capannoni e negozi e laboratori fuorilegge per un totale di 168 milioni di metri cubi. Per capirci: come un palazzo largo dieci metri, alto quattro piani e lungo 1.400 chilometri. Un mostro per il qualei comuni sarebbero chiamati a spendere in opere di urbanizzazione quasi dieci miliardi di euro per ricavarne sulla carta (ammesso che tutti gli abusivi paghino l’obolo del condono, anche in quelle aree del Paese dove l’evasione sulla spazzatura arriva al 93% e quella sull’acqua al 96%) meno di quattro e mezzo, con una perdita secca di 5.234.788.000 euro.
-RIFIUTI: escludendo alcuni materiali dalla classe dei rifiuti si consente un traffico illecito e o smaltimento a di fuori degli in impianti appositamente dedicati, in dispregio del rispetto degli standard sanitari e ambientali. L’effetto della norma è che i rottami e gli scarti di lavorazione ferrosi e lo RDF potranno essere trattati in impianti fusori, cementifici o centrali elettriche eludendo i limiti per le emissioni e le specifiche tecniche proprie degli inceneritori, in contrasto con quanto stabilito dalle normative europee e nazionali (in particolare il DPR n. 203/1988). E l'importazione (soprattutto dall’est europeo)di ingenti quantitativi di rottami metallici e materiale ferroso che entrano nel nostro territorio, destinati per buona parte alle fonderie del nord, diventa -al pari dei traffici abusivi di armi e stupefacenti- oggetto di attenzione da parte delle organizzazioni criminali nazionali ed internazionali interessati al commercio di materiali radioattivi
.


 


 

 

 

 

 

 

 

 

Chi siamo
Dal Comune

Mozioni-interpellanze

Comunicati stampa

Elezioni2002

Collegamenti

Il Portale dei Verdi Lombardi