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NUOVO OSPEDALE S.ANNA

 
NUOVO OSPEDALE S.ANNA


E’ evidente che il corso degli eventi sulla vicenda ospedale è già stato segnato, al di fuori del dibattito consiliare e al di sopra delle teste dei cittadini.
In più, si apprende che una decisione formale e’ rinviata per dar tempo al Presidente della Regione di avallare la scelta di Villa Giulini, motivando opportunamente l’abbandono dell’ipotesi Lora, autentico vessillo della campagna elettorale.
In merito a Villa Giulini due sono i livelli di ragionamento che é opportuno fare:
1) le ragioni di merito per cui la localizzazione più sostenibile é S.Carpoforo e non Villa Giulini
2) le conclusioni di carattere politico della vicenda ospedale di cui ognuno deve assumersi le diverse responsabilità.
1)Dalla documentazione di cui siamo tutti in possesso, oltrechè da ragionamenti di buon senso, emerge che l’ipotesi di Villa Giulini e’ complessa e problematica , anzi critica , dal punto di vista urbanistico, ambientale, trasportistico generale e finanziario:
Urbanistico perché il nuovo ospedale, che di per sè è un’opera che avvia un processo di profonda trasformazione territoriale ed infrastrutturale, andrebbe ad insistere su un’ area che ha subìto profonde e caotiche trasformazioni insediative di varie tipo, tuttora in corso, in assenza di un Piano Territoriale sovracomunale in grado di governate quei processi. Ciò ha consentito un quadro di sviluppo delle funzioni e dei sistemi di mobilita’ pubblica e privata di grave criticità.
Ambientale perchè si tratta di un’area che conserva una riconosciuta valenza ambientale e paesaggistica, un’area cosiddetta”tampone” tra fasce edificate/urbanizzate e fasce tutelate sotto il profilo paesaggistico/monumentale/naturalistico e della biodiversità. Non si fa riferimento solo del contesto attorno al nucleo dei 3 Camini o al parco della Villa, ma a tutto il comparto che in varie direzioni, verso S.Fermo o verso i rilievi del Parco della Spina Verde meriterebbe( come indica la stessa analisi degli uffici tecnici) interventi particolari di salvaguardia. A ciò si aggiunga l’ esistenza, soprattutto nell’ipotesi Nord, di torrenti e corsi d’acqua, e della falda acquifera a profondità limitata in corrispondenza di terreni particolarmente permeabili. Per citare testualmente le conclusioni del documento ”ogni intervento edificatorio necessita quindi della massima attenzione poiché e’ inevitabilmente accompagnato da criticità di ordine orografico, morfologico e di salvaguardia ambientale”.
Trasportistico generale, sia pubblico che privato. Dobbiamo sempre tenere presente che una struttura ospedaliera ha di per sé una straordinaria capacità di generare nuovo traffico sia pubblico che privato. Pur riconoscendo in quell’area la forte criticità della mobilità in tutte le direzioni, l’ipotesi Villa Giulini dà per scontata la realizzazione contestuale con l’ospedale di tutta una serie di grandi e piccole opere di adeguamento infrastrutturale: il sistema tangenziale di Como (che anche nelle più ottimistiche previsioni non potrebbe essere realizzato prima del 2012, mentre la costruzione del nuovo ospedale e’ prevista entro 4 anni); il nuovo collegamento viario Como/Varese alternativo alla attuale Briantea; la terza corsia A/9; l’Alptransit; una nuova linea ferroviaria Como/Varese in connessione con un nuovo asse ferroviario Mendrisio/Varese/Malpensa. Per non parlare degli interventi sulla viabilità ordinaria in direzione Grandate e Pasquale Paoli/Scalabrini. Dal punto di vista poi del trasporto pubblico, mentre S.Carpoforo e’ strategico per il posizionamento su linee urbane ed extraurbane senza necessita’ di interscambio,l’ipotesi 3 Camini soffre di tutte le criticità dell’attuale sistema viario e dalla complessità di interscambio per l’utenza proveniente da quasi tutte le aree della provincia. La conclusione stessa della documentazione ufficiale e’ che l’area e’ raggiungibile con difficoltà da Como, con molta difficoltà dalla provincia sud/sud-est(Erba e Cantù), con estrema difficoltà dalla riva est del lago.
Mi chiedo quanto incidono i costi di tutte le sopracitate opere
Finanziario.L’ipotesi Villa Giulini si basa sul project financing (considerato dai privati non sufficientemente remunerativo nel caso di S.Carpoforo). Il ricorso ai privati in settori delicati come la sanità è una variabile di rischio in quanto,essendo subordinato alla logica del profitto, si traduce facilmente in scarsa attenzione per i bisogni reali delle persone,anzi mette fuori mercato alcune prestazioni e non offre garanzie di mantenimento dei posti di lavoro. L’ipotesi S.Carpoforo ammette l’immediata disponibilità del terreno. Si tratta solo di allentare i cordoni della borsa pubblica, dato che lo stesso Formigoni continua a dichiarare alla stampa che i fondi ci sono e non costituiscono problema.
Inoltre il piano finanziario dell’ipotesi Villa Giulini prevede l’alienazione da parte dell’Ospedale delle aree dell’ attuale sedime e dell’ex O.P.P., due comparti strategici che possono mutare l’assetto urbanistico del capoluogo e non solo.
L’opzione S.Carpoforo, invece, non presenta alcuna delle sopraccitate criticità. Anzi,come riassume la stessa analisi tecnica, consente la realizzazione di un ospedale concepito secondo i più recenti orientamenti dell’edilizia sanitaria. Consente di aprire un cantiere che interferisce in misura minima con l’attuale presidio, senza quindi creare disagi all’utenza e agli operatori. Non solleva perplessità sul piano urbanistico-ambientale, offrendo anzi la possibilità di incrementare l’area a verde e un ampio parcheggio aggiuntivo nell’area resa libera dalla demolizione delle strutture esistenti..Infine è ottimale rispetto all’offerta di trasporto pubblico, alla accessibilità e alla sosta in relazione anche agli interventi in corso (bretella Canterina /Oltrecolle,autosilo Val Mulini) e quelli previsti(riqualificazione nodo di camerata e via Varesina)
2)Conclusioni politiche:
L’ipotesi Villa Giulini ( sempre ammesso che esista e non sia semplicemente un’ipotesi destinata a restare astratta e ad agevolare la deriva dell’attuale S.Anna ) espropria la città di una sede ospedaliera a dispetto dell’orientamento generale dei comaschi che hanno espresso in piu’ riprese e in modi diversi la volontà di mantenere il S.Anna a Como
Veri pilastri dell’operazione Villa Giulini sono la assoluta determinazione nel ricorrere al project financing con tutte le sue luci ed ombre e, soprattutto gli appetiti provocati dalla possibile disponibilità delle aree dell’attuale sedime e dell’ex OPP, sulle quali già esistono progetti, come scaturisce da recenti dichiarazioni alla stampa, seppure in modo ancora sfocato e frammentario.Questa citta’ appare ormai anche all’occhio più innocente un terreno di conquista delle aree libere da invadere senza rispetto per la sostenibilità edificatoria e per la morforfologia urbana,al di fuori da una programmazione di crescita complessiva ed organica.
Quest’Amministrazione ragiona per lotti da sfruttare in senso edificatorio ed economico. Così è per Ticosa, per le aree più devastate della città a partire dal comparto lungo il Cosia e così potrà essere per l’area S.Anna e per l’ex O.P.P., una delle aree urbane di straordinaria valenza ambientale, sinora miracolosamente sfuggita alla razzia urbanistica di questi anni

 


 


 

 

 

 

 

 

 

 

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