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PARCO CANILE

 PARCO CANILE 24.01.03
Gentilissimi Amministratori e Consiglieri del Comune di Como,

inizieranno materialmente la prossima settimana i lavori per la realizzazione del parco canile nell'area della Valbasca. Questo progetto ha avuto inizio quasi cinque anni fa, pertanto molti di Voi ne hanno probabilmente solo una conoscenza marginale.
Presentiamo quindi queste note informative a integrazione della breve pubblicazione esplicativa sul progetto che abbiamo diffuso nello scorso mese di aprile e che alleghiamo, affinché possiate avere piena conoscenza:
- dei doveri che la legge sul randagismo pone a carico dei Comuni;
- della situazione esistente;
- dei problemi che devono essere affrontati.

LA LEGGE 281/91: I DOVERI DEI COMUNI
Questa legge riguarda la tutela di animali da affezione e la prevenzione del randagismo: essa dispone quanto segue: i comuni singoli o associati provvedono al risanamento dei canili esistenti e costruiscono rifugi per i cani.
E’ quindi chiaro che sono i comuni i primi destinatari dell’obbligo di realizzare i rifugi; associazioni come l'ENPA intervengono con l’impiego di proprie risorse per la realizzazione delle strutture previste dalla legge solo per supplire all’incapacità delle amministrazioni pubbliche nell’applicare la legge.
BREVE CRONISTORIA DEL PROGETTO
L'insostenibile situazione del canile di Albate e l'impossibilità di una ristrutturazione nella stessa area, dichiarata espressamente dal Comune di Como, ha spinto l'ENPA alla ricerca di un'area alternativa per la realizzazione di un rifugio adeguato.
Verso la fine degli anni Novanta fu richiesto al Comune di Como una fattiva collaborazione - anche finanziaria - per l'acquisto di un terreno e la realizzazione dell’opera al di fuori del Comune di Como.
Ci fu risposto che tale richiesta non poteva essere accolta, in quanto il piano regolatore in via di approvazione aveva previsto l'individuazione di un'area destinata a tal fine nel Comune di Como, nella Valbasca; il Comune di Como avrebbe potuto collaborare attivamente solo per la realizzazione dell'opera in quell'area.
La localizzazione in Valbasca era sicuramente meno favorevole rispetto a quella di Albate ed era anche posta sotto vincolo paesaggistico, ma ci fu spiegato che non vi erano alternative nel territorio comunale.
Accogliemmo allora la proposta dei Verdi di Como di realizzare un ben più complesso parco-canile, ovverosia una struttura polivalente, che avesse anche funzioni socio-educative, come spiega il libretto allegato.
Nel luglio 1999 il progetto iniziò il suo iter, terminato ben tre anni dopo, con il rilascio della concessione nel febbraio 2002.
Contro tale concessione ha fatto ricorso un gruppo di residenti di Lipomo e Lora; le contestazioni principali si riferiscono a violazioni di carattere formale ed interpretativo riguardanti le condizioni e le procedure di rilascio della concessione, come può constatare chi volesse leggere il ricorso nella sua interezza.
Invece le contestazioni sul presunto scempio ambientale dell'opera che avevano tenuto banco sulla stampa vengono solo sfiorate nel ricorso, a dimostrazione che l'ENPA ha fatto un lavoro serio e approfondito, difficilmente contestabile in sede giuridica.
Nel libretto troverete maggiori dettagli in tal senso.
E' evidente, per quanto sopra esposto, che l'esito del ricorso al TAR dipenderà principalmente dall'impegno dell'Amministrazione Comunale nel dimostrare la correttezza del suo operato. E' quindi l'Amministrazione Comunale di Como ad avere in mano il destino del progetto, sito in un'area da essa voluta ed inserita nel Piano Regolatore e che ha parzialmente finanziato.
LA NECESSARIA CHIAREZZA
Chiediamo quindi ora chiarezza da parte del Consiglio e dell’Amministrazione del Comune di Como sia sulla volontà di proseguire con la scelta determinata a suo tempo ed alla quale ci siamo dovuti adeguare, sia sugli impegni che intendono assumersi qualora il primo esame di fronte al TAR ed al Consiglio di Stato mostrasse che le obiezioni mosse nel ricorso sono fondate.
Non potremo infatti permettere che un'eventuale sospensiva e un successivo annullamento della concessione possa riportare nel dimenticatoio la drammatica situazione in cui si trovano i cani di Albate e i volontari che vi operano.
Riteniamo importante sottolineare che la sensibilità nei confronti degli animali da affezione è oggi fortemente cresciuta, come dimostra il voto unanime dalla Camera dei Deputati al progetto di legge che prevede la reclusione per i maltrattamenti di animali, o il fortissimo scalpore che ha suscitato il recente ritrovamento di una "discarica per cani" ad Argegno. Sono quindi moltissimi i cittadini che chiedono di risolvere il problema dello squallore del canile di Albate e che chiedono di sapere quale siano le intenzioni dei rappresentanti comunali nei confronti degli abitanti non umani della città, che in molti casi fanno parte integrante (e con riconosciuti benefici effetti) di un grande numero di nuclei familiari. Anche per questo il Coordinamento delle Associazioni Riunite Diritti Animali di Como, di cui la nostra Sezione è parte attiva, comincerà dalla prossima estate la pubblicazione e la diffusione su vasta scala di un periodico di sensibilizzazione rivolto anche ai numerosissimi cittadini che hanno sottoscritto a Como la petizione a favore del parco canile.
Il primo resoconto sarà proprio quello riguardante il problema del canile di Albate e sull’impegno concreto di Consiglieri e Amministratori per risolvere fattivamente questa situazione.
Como, 24/01/2003
Il Presidente
Franco Songia
Il Responsabile del progetto
Roberto Tomasi

 


 


 

 

 

 

 

 

 

 

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